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lunedì 31 dicembre 2012

Unione Popolare,l'unica vera alternativa alla casta.Programma

PREMESSA
La presenza di Unione Popolare alle prossime elezioni politiche del 2013 può costituire un grande vantaggio, non solo per la difesa e la tutela delle imprese italiane, ma soprattutto per ostacolare chi come il movimento di Grillo , vorrebbe demolire totalmente un sistema, per imporre, una classe politica,quella grillina, a nostro giudizio, estrema e poco competente, oltre che infarcita di un maschilismo senza precedenti.
Non è un caso infatti che il peggior attacco che Unione Popolare abbia ricevuto, durante il referendum per abrogare la diaria ai Parlamentari, è stato da parte del M5S.
Questo perché Casaleggio e Grillo sanno benissimo che un movimento altrettanto anticasta come Unione Popolare, se emerge mediaticamente, potrebbe essere un competitor molto temuto per i seguenti motivi:
1 siamo dei moderati
2 siamo professionisti della società civile
3 siamo espressione del popolarismo e non del populismo
4 siamo noti ad oltre 1 milione di persone che hanno firmato il nostro referendum
5 siamo la classe media tartassata
6 siamo la prima forza nel Paese che esprime ai vertici una donna
7 siamo il nuovo nello scenario politico grazie a nessun parlamentare presente al nostro interno.
8 siamo per la difesa e la tutela delle imprese italiane dal saccheggio della finanza mondiale
Tali elementi costituiscono motivi di forza e nello stesso tempo di gradimento da parte di quel 20% di italiani che hanno già dichiarato di non voler votare né i partiti classici, né tantomeno il M5S.
UNIONE POPOLARE E’ CONTRO L’AGENDA MONTI
Unione Popolare è decisamente contro il governo Monti e con chi lo appoggia, per le seguenti motivazioni:
1 perché risponde a logiche non compatibili con la difesa delle imprese italiane che vuole UP
2 perché rappresenta la lobby mondiale della finanza speculativa
3 perché accentra in capo allo Stato e quindi al suo governo le deleghe di competenza delle regioni
4 perché vuole smantellare il sistema delle piccole e medie imprese
5 perché nei posti di comando sono stati inseriti individui che rispondono a poteri sovranazionali
6 perché sta smantellando il potere locale dei comuni
7 perché non ha tagliato i privilegi delle caste
8 perché lavora ad una Europa in mano alla finanza e alla Germania
9 perché la politica dal basso che vuole UP contrasta con la strategia montiana
10perché ha rotto l’equilibrio sociale, punto di forza di Unione Popolare
11perchè ha utilizzato solo il rigore, eludendo equità, merito e sviluppo
PERCHE’ SOSTENERE UNIONE POPOLARE
Unione Popolare se scenderà in campo, lo farà nell’interesse di tutti quegli individui e quelle aziende che NON VOGLIONO:
1 un Paese in mano alle lobby speculative economiche e finanziarie mondiali
2 un Paese in mano a quei partiti che sostengono Monti e il Monti bis
3 un Paese in mano agli estremismi
4 un Paese in mano ad una classe dirigente politica e amministrativa , super pagata e immeritevole.
Ma sostenere Unione Popolare significa anche stravolgere una visione, legata fino ad ora a corporativismi, lobby, chiusure e disvalore, che hanno portato il nostro Paese nell’immobilismo totale.
LA SVOLTA DI UNIONE POPOLARE
I punti qui di seguito espressi, saranno sottoposti ad una platea popolare allargata, al fine di condividerli, integrarli e migliorali.
Questa proposta di Unione Popolare, da il senso ad un percorso che parta seriamente dal basso.
Fino ad ora i partiti classici hanno elaborato programmi e percorsi politici all’interno delle proprie segreterie senza tener conto della pancia del Paese, e i risultati negativi si vedono tutti.
La volontà popolare deve decidere le nostre battaglie, che noi a nostra volta ci impegniamo di rappresentare nell’interesse collettivo.
Sulle Riforme dello Stato
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Lo Stato cosi com’è non risponde più ai bisogni dei cittadini che lo percepiscono preda di sprechi, inefficienze e corrutele, gestiti da potentati nominati dai partiti fuori controllo democratico.
Si impone una svolta decisiva oppure il Paese si avviterà nell’attuale crisi , che non è solo economica ma soprattutto di regole democratiche, di rappresentanza e di etica.
ISTITUZIONE DELL’ AUTORITA’ PER L’EQUITA’ E IL MERITO
Noi proponiamo che, al centro di ogni iniziativa ci sia, il talento e le virtù morali .Basta scelte dettate dalle appartenenze ideologiche, economiche o di casta.
Le mortificazioni che individui meritevoli hanno subito in questi anni, in ogni ambito, non devono più ripetersi, altrimenti troveranno in Unione Popolare il loro principale avversario.
Proponiamo quindi l’istituzione in capo alla Presidenza del Consiglio e quindi senza costi aggiuntivi, di una Autorità per l’Equità e il Merito, con l’attribuzione a quest’ultima di funzioni autonome,anche sanzionatorie, generate dal mancato rispetto di criteri meritocratici da stabilire, nelle nomine in enti e società pubbliche, nei concorsi, negli avanzamenti di carriera pubblici e privati.
Va da sé l’inclusione delle commissioni di pari opportunità, nell’authority dell’equità e del merito.
Così come è consequenziale l’abolizione di tutte le Authority, dispendiose e prive di poteri reali e l’inclusione delle loro competenze presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
ABOLIZIONE DEL SENATO E ISTITUZIONE DEL SENATO DEI CITTADINI
Il taglio dei parlamentari è secondo UP, inevitabile ed urgente, per questo chiediamo l’abolizione del Senato della Repubblica per sostituirlo col Senato dei Cittadini, come organo propositivo e di controllo.
NORME SULLA INELEGGIBILITA’
Le leggi e le norme Costituzionali esistono e vanno applicate nell’interesse di tutti, senza mai più interpretarle o ignorarle, per agevolare alcuni. Per questo Unione Popolare propone l’introduzione del reato amministrativo per politici e manager che disattendono tali principi, pena l’ineleggibilità. Quest’ultima, va inoltre applicata, per politici e manager che nello svolgimento degli incarichi pubblici, hanno generato nell’ente amministrato, non solo debiti di bilancio e bilanci in rosso ma altresì sperpero di denaro pubblico.
UNICITA’ DEL MANDATO
Circa 200 parlamentari sottraggono tempo al ruolo istituzionale, per occuparsi dei loro mestieri, moltiplicando quindi i loro affari e con il deterrente di sottrarre tempo all’impegno istituzionale.
Unione Popolare chiede la regolamentazione di tale anomalia, introducendo la norma dell’Unicità del mandato parlamentare, rendendo obbligatoria la sospensione dagli ordini professionali degli eletti, pena la decadenza dal mandato per gli inadempienti. Tale norma va estesa anche per gli eletti delle regioni.
DIGITALIZZARE LA PA PER RISPARMIARE
Ridurre le leggi statali e locali da 50.000 a 5.000, digitalizzando tutto il comparto della pubblica amministrazione, che secondo tale proposta di Unione Popolare si produrrebbe un risparmio gigantesco da destinare all’abbattimento del debito.
DIVIETO DI TRASFORMARE SOCIETA’ PUBBLICHE IN SPA
Una vera e propria rivoluzione, deve investire la gestione e la trasformazione delle società pubbliche e delle società partecipate.
A nostro giudizio si deve partire col vietare per legge, la vendita di azioni di aziende pubbliche o partecipate, a società italiane e straniere che non presentino le generalità dei loro soci e gli obbiettivi che con il loro ingresso vogliono raggiungere.
Cosi come va vietata la trasformazione di società pubbliche in società per azioni, senza indire
referendum popolari in materia.
REFERENDUM POPOLARE PER FEDERALISMO O STATALISMO
Uno dei temi più importanti di questi ultimi anni, riguarda senz’altro la forma organizzativa che vogliamo dare al nostro Paese.
Unione Popolare propone un referendum popolare per riformare l’Articolo 117 della Costituzione, al fine di stabilire una volta per tutte le competenze regionali e tagliare le competenze concorrenti. In altre parole chiediamo ai cittadina se vogliono un Paese federale o statale.
NUOVE NORME PER LA DEMOCRAZIA DIRETTA
Unione Popolare, propone inoltre la riforma dell’Art. 75 della Costituzione in merito alla richiesta di referendum popolari. Noi chiediamo a tal proposito l’eliminazione dei vincoli che oggi vietano ai cittadini italiani di fare richiesta di referendum su trattati internazionali e leggi di bilancio, oltre a procedure più snelle per consentire a tale strumento di democrazia diretta di essere efficace e nell’interesse del popolo italiano.
del consiglio, dei Presidenti della Repubblica, dei senatori a vita, dei consiglieri regionali e provinciali, degli eurodeputati, dei manager apicali di aziende pubbliche e aziende partecipate a livello statale e locale, dei consiglieri di amministrazione di società pubbliche, dei sindacalisti, e di tutti coloro i quali ricevono stipendi o pensioni maturati dall’attività politica, nonché dei loro eredi.
La proposta di Unione Popolare prevede la retroattività a far data dal 1980.
Questo impegno della classe politica, manageriale e sindacale, darà un impulso benefico al Paese, oltre a garantire quell’equità di tassazione che gli italiani aspettano da molto tempo.
LA SACE PER TUTTI
La SACE società a totale capitale pubblico, va riformata, facendo si che renda pubblici i bilanci, abolisca le norme sulla riservatezza e consenta il pluralismo delle garanzie bancarie, che devono essere indirizzate soprattutto alle piccole e medie imprese che intendono investire all’estero, riducendo altresì al 10% le garanzie offerte dalla banca dello Stato, alle banche e alle grandi imprese
RIFORMA DELLE CCIAA ED ENTI SIMILARI E ABOLIZIONE DI EQUITALIA
Unione Popolare vuole la riforma delle Camere di Commercio, che devono tornare ad avere quella funzione originaria di custodi del registro delle imprese, ponendo alle stesse il divieto normativo di acquisire o partecipare altre imprese. Il consiglio direttivo inoltre va eletto direttamente da tutte le imprese iscritte. Per UP va anche abolita Equitalia e far tornare le competenze svolte attualmente da quest’ultima, in capo all’agenzia delle entrate. Unione Popolare propone altresì l’abolizione dei 7000 enti locali intermedi e strumentali, trasferendo alle istituende aree metropolitane, che sostituiranno le province, l’esercizio diretto delle funzioni, eliminando cosi costi esorbitanti dei corposi cda di enti parco, ato acque e rifiuti, comunità montane, consorzi ed altre società prive di un incisivo apporto ai territori. A ciò si unisce sul piano normativo, un provvedimento che fissi tempi certi per le esose liquidazioni delle stesse e di altri enti in liquidazione perenne.
RIFORMA DELLA RAI
Le battaglie di Unione Popolare sulla Rai monopolio dei politici sono note a tutti.
Conti terribilmente in rosso, palinsesti telepilotati, contenuti poco pedagogici, sprechi inauditi e privilegi e compensi tra i più alti al mondo.
Unione Popolare propone una Commissione di Vigilanza autonoma e svincolata dai partiti, che diventi l’organo vero di garanzia del pluralismo e della libertà di dare e ricevere informazione.
L’abolizione dell’Agcom, autorità inutile e dispendiosa, è consequenziale, oltre alla selezione dei vertici Rai, scelti per concorso e in carica per un periodo non superiore a 2 anni.
Accorpamento dei 15 canali Rai, con il rilancio di una rete interamente dedicata agli approfondimenti regionali.
Sul debito pubblico
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Una classe politica in gran parte costituita da gnomi e irresponsabili, ci ha trascinato ad avere un debito pubblico al pari dello Zimbabwe, a 8 milioni di pensionati con meno di 500 euro al mese, a 11 milioni di disoccupati, ad una tassazione peggiore dell’Uganda, a costi del potere i più alti del mondo.
Mai come in questo momento il rapporto debito/PIL oscilla intorno al 126%, mentre il debito complessivo è arrivato alla soglia massima di 2 mila miliardi di euro,con interessi annui sul debito di circa 100 miliardi di euro.
Naturalmente tutto questo grava su di noi e non consente crescita, sviluppo, occupazione. e servizi
Dobbiamo abbattere il debito se vogliamo creare opportunità, partendo dall’istituzione di
un Fondo con la causale abbattimento debito pubblico, dove far allocare tutte le risorse recuperate a tale scopo.
LA RICETTA DI UNIONE POPOLARE
Il bilancio dello Stato , non deve essere per UP, più un affare esclusivo della Ragioneria e del Parlamento, ma deve includere una condivisione allargata ai cittadini, che sulla destinazione delle risorse devono esprimere, il loro parere . Non solo occorre insediare gli Stati Generali sul debito pubblico, per verificare altresì eventuali pratiche di signoraggio o eventuali indebitamenti speculativi
BILANCIO E FONDO PRO-DEBITO ON-LINE, GIURIE POPOLARI NORMATE
Le entrate dello Sato ammontano a 800 miliardi di euro l’anno. Obiettivo primario di Unione Popolare è quello di abbattere del 30% i privilegi, costi inutili e sprechi . Per poter attuare i tagli subito, è necessario istituire la norma che renda obbligatoria la pubblicazione on-line del bilancio creando altresì come obbligo normativo le giurie popolari per consentire a quest’ultime di esprimere proposte migliorative sui costi da abbattere e sulla destinazione delle risorse.
I PRIMI TAGLI DA ATTUARE
a) Eliminare i costi derivanti dallo Spoils Systems
b) Ridurre del 30% i costi per l’acquisto di beni e servizi
c) Semplificare e ottimizzare i costi degli enti di 1 livello (ministeri)
d) Semplificare gli Enti, nazionali e regionali, le agenzie e le società partecipate e i relativi costi
e) Tagliare del 30% i costi del Parlamento, di Palazzo Chigi e del Quirinale
f) Ridurre del 40% i costi delle assemblee regionali
g) Ridurre del 30% il finanziamento pubblico ai partiti
h) Abbattere del 40% i costi della Rai
i) Accorpare e ottimizzare i costi di gestione degli enti previdenziali
j) Eliminare i costi dei manager pubblici apicali nominati per cooptazione
LE DISMISSIONI E LE VALORIZZAZIONI
Negli anni abbiamo svenduto di tutto, dal patrimonio statale a quello territoriale senza mai conoscere dove siano finiti i ricavi generati da dette vendite.
Unione Popolare propone pertanto la creazione di un Fondo Unico di Valorizzazione e Vendita di parte del Patrimonio Mobiliare ed Immobiliare Italiano, vincolando le risorse ricavate, esclusivamente alla diminuzione del debito pubblico
IL RECUPERO DALLE FONDAZIONI DEL DANARO PUBBLICO

ABBATTIMENTO DEI COSTI DI ENERGIA ESTERA
I costi per l’importazione di energia dall’estero, oggi ammontano a 62 miliardi di euro.
UNA TELETHON PER IL DEBITO PUBBLICO
Alcuni schieramenti politici, propongono da anni una patrimoniale per i più ricchi. Proposta che fino ad oggi non è stata attuata.
Unione popolare, propone invece della patrimoniale, la donazione, ovvero lanciare una Telethon
Pro debito pubblico, rivolta a tutti quei cittadini che liberamente vogliono contribuire a tale iniziativa e creando altresì un elenco dei donatori da rendere pubblico on-line.
TASSA DI SOLIDARIETA’ DEL 5% UNA TANTUM SUL QUARTO CAPITALISMO
Altro ambito al quale chiedere le risorse è il cosi detto Quarto Capitalismo, ovvero quelle 4.900 aziende italiane che fatturano oltre 3 miliardi di euro all’anno. Tali aziende, avendo ricevuto tanto dallo Stato negli anni, adesso diano il loro contributo al Paese, attraverso un contributo una tantum del 5% sugli utili annui ,da destinare espressamente all’abbattimento del debito pubblico.
TASSA DI SOLIDARIETA’ DEL 10% A POLITICI, MANAGER APICALI, SINDACALISTI
Applicazione di una tassa del 10% sullo stipendio e sulle pensioni dei parlamentari, dei Presidenti del consiglio, dei Presidenti della Repubblica, dei senatori a vita, dei consiglieri regionali e provinciali, degli eurodeputati, dei manager apicali di aziende pubbliche e aziende partecipate a livello statale e locale, dei consiglieri di amministrazione di società pubbliche, dei sindacalisti, e di tutti coloro i quali ricevono stipendi o pensioni maturati dall’attività politica, nonché dei loro eredi.
La proposta di Unione Popolare prevede la retroattività a far data dal 1980.
Questo impegno della classe politica, manageriale e sindacale, darà un impulso benefico al Paese, oltre a garantire quell’equità di tassazione che gli italiani aspettano da molto tempo.
Sull’Europa
L’Europa impone rigide norme all’Italia ma non le applica a se stessa. Unione Popolare propone reciprocità ed uniformità legislativa tra l’Europa e gli Stati Membri. Propone altresì, la modifica del trattato europeo di stabilità (MES) che rappresenta per UP, una delle grandi battaglie da sostenere con i partner europei, oltre a promuovere la modifica degli altri trattati e la riforma del Consiglio d’Europa al fine di regolamentare le competenze tra gli stati membri.
Applicare norme restrittive alla finanza globale, rendendo obbligatoria la pubblicazione dei nomi degli operatori finanziari e delle transazioni eseguite.
Consentire referendum popolari, in materia di politica economica e finanziaria dell’Italia in Europa
Unione Popolare promuove l’istituzione di una società di Rating Europea con sede in Italia, nonche la dislocazione di importanti organismi europei nel nostro territorio..
Sul mio Paese
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I INDUSTRIA
T TURISMO
A AGRICOLTURA, ALIMENTAZIONE , PESCA E ANTICHI MESTIERI
L LOCALISMO E SUSSIDIARIETA’
I INNOVAZIONE TECNOLOGICA, ENERGIA ALTERNATIVA, AMBIENTE
A ARTE, CULTURA, TRADIZIONI E PATRIMONIO
Noi proponiamo il cambio di rotta dell’attuale governo Monti. Partendo dall’eliminazione dei contributi statali ad aziende decotte e che non sono in grado di offrire un piano industriale credibile.
Siamo invece forti sostenitori delle piccole e medie imprese che raccontino il territorio e la sua tipicità. Unione Popolare sostiene la politica di valorizzazione dell’agroalimentare e della pesca, del turismo, dell’energia alternativa e dell’agroenergia, del patrimonio artistico e culturale, nonchè della riscoperta delle tradizioni a forte radicamento territoriale, valorizzando il Made in Italy nell’era della globalizzazione. Ma l’Italia è storicamente un territorio altresì ricco, nel suo sottosuolo, di minerali ed affini, pertanto va da sé il recupero e la valorizzazione dell’industria mineraria, investendo in tecnologie estrattive che su alcune regioni come ad esempio la Sardegna ma non solo, potrebbe rappresentare un rilancio dell’economia dell’isola e quindi dell’occupazione. Una visione insomma che conduca il nostro Paese fuori dalla crisi nella quale siamo immersi ormai da molto tempo. Il nuovo governo che uscirà dalle urne dovrà puntare su questi obbiettivi, per i quali noi di Unione Popolare, vogliamo investire le nostre energie.
PIANO ENERGETICO NAZIONALE
Lo sosteniamo da molto tempo che il sole non ha prezzo e non si presta al gioco degli speculatori, non deturpa e né rovina l’ambiente eppure, le forze politiche che governano il nostro Paese non sono riusciti a mettere a regime un Piano energetico nazionale che premi le energie alternative come le fonti rinnovabili, ma anche le biomasse e l’agro-energia.
Dopo il referendum abrogativo sul nucleare, noi riteniamo che si debba guardare ad un nuovo modello energetico in armonia con le peculiarità del nostro Paese.
Da qui la nostra proposta di autosufficienza energetica, eliminando gradualmente l’energia estera che oggi costa allo Stato 62 miliardi di euro l’anno.
PIANO DI RECUPERO E SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ ITTICHE E AGRICOLE
L’agricoltura come la pesca non si globalizzano, anzi va valorizzata la diversificazione delle colture e delle tipicità marine, che nei decenni trascorsi hanno reso grande il nostro Paese nel mondo.
Una politica di tutela dei nostri prodotti tipici deve essere inserita all’interno di un piano organico, che parta dallo spinoso dibattito europeo sulla tracciabilità dei prodotti alimentari, riconosciuta solo ad alcuni prodotti.
Noi siamo per una tracciabilità alimentare diffusa che ci consenta di etichettare col made in italy , quelle produzioni di filiera lavorate esclusivamente sul territorio italiano.
Così come è opportuno elaborare un piano organico che veda coinvolte le regioni e le istituzioni nazionali in un modello comune che dall’incentivazione delle attività rurali e dei mestieri legati alla terra ci conduca fino ad una politica omogenea di export.
PIANO INDUSTRIALE
PIANO PER LA LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE DEL MADE IN ITALY
La lotta alla contraffazione, blanda ed inefficace, ha generato una perdita di 50.000 posti di lavoro,
di 4 miliardi di fatturato, di un introito Irpef inferiore e pari all’8% e di mancata entrata di Iva nelle casse dello Stato del 21%..Bloccare la contraffazione dei nostri prodotti richiede un piano di intervento immediato a partire dalla semplificazione normativa dei poteri, oggi estremamente frammentata tra diversi soggetti. A ciò va aggiunta un0incisiva azione comunitaria per accelerare il piano di riforma del codice doganale europeo, in materia di semplificazione dei regimi.
La produzione del made in italy dalla a alla z in stabilimenti siti nel territorio nazionale, deve comportare non solo, la defiscalizzazione del 20% per le aziende che posseggono tali requisiti, ma anche la concessione del cartellino made in italy , che deve essere prerogativa esclusiva di queste ultime.
PIANO DI SVILUPPO PER LE ATTIVITA’ TURISTICHE
PIANO DI RECUPERO E SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ ESTRATTIVE E MINERARIE
PIANO PER LO SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ ARTISTICHE, CULTURALI E STORICHE ITALIANE
PIANO DI INCENTIVAZIONE DEI TRASPORTI VIA MARE
LA FINANZA INTERNAZIONALE
Circa 8 famiglie internazionali (tra questi Lazard, Goldman Sacks Rothschild, Rockefeller, Warburg ecc ecc ) controllano 4 società denominate BIG FOUR, che posseggono l’economia e la finanza speculativa mondiale ovvero:
Blackroch Vangard State Street Fidelity
Queste 4 società a loro volta partecipano al capitale di:
1 Microsoft
2 Walt Disney
3 Coca Cola
4 3M
5 HP
6 Alcoa
7 Murdoch Corporation
8 IBM
9 Caterpillar
10 Pfizer
11 Johnson e Johnson
12 Google
13 Boeing
14 Bank of America
15 Morgan Stanley
16 JP Morgan
17 McDonald’s
18 Exxon Mobil
E l’elenco sarebbe ancora lunghissimo ma ci fermiamo qui.
Le 4 grandi sono altresì nel capitale di primarie aziende italiane tra queste:
1 MPS
2 Unicredit
3 Finmeccanica
4 Terna
5 Telecom
6 Mediaset
7 Sky
8 Generali
9 Enel
10 Cir/Hss
11 Bulgari
12 Fiat
13 Eni
14 Fondiaria Sai
15 Mediobanca
16 Pirelli
E altre aziende italiane.
Gli strumenti utilizzati dalle 4 grandi per far scendere i valori del sistema Italia , e quindi
acquistare a buon mercato sono innanzitutto le società di Rating.
Infatti Blackroch è proprietaria di Standard and Poor e Moodi’s che sono incredibilmente le due società che puntualmente declassano l’Italia.
Ma il controllo delle 4 grandi non si ferma qui. E’ documentata infatti la partecipazione al capitale della Federal Reserve, la banca d’Italia americana.
Al resto pensa il Professor Monti a garantire attraverso propri uomini le 4 grandi.
Basti pensare infatti allo scandaloso versamento di 2.500 miliardi di euro alla Morgan Stanley, nel
Marzo 2012 per una assurda clausola accettata supinamente nel 1994 dall’allora responsabile tecnico del Tesoro Mario Draghi in merito ai derivati venduti allo Stato Italiano dalla banca d’affari americana, il cui vice-presidente tra l’altro è Giovanni Monti figlio di Mario.
E cosa dire inoltre dei due fondi di investimento ai quali è stata data delega dal Governo per vendere il patrimonio italiano.
Cosi come se parliamo di uomini inseriti nei posti giusti, basti pensare all’ultimo esempio eclatante ovvero la nomina di Gubitosi a Direttore Generale della Rai. Lo stesso è altresì responsabile per l’Italia della Bank of America azionista di Blackroch . Come a dire la comunicazione pubblica è sotto controllo.
Queste le ragioni per cui Unione Popolare punta ad avere una propria rappresentanza parlamentare alle prossime politiche, perché siamo tra i pochi ma gli unici moderati a voler garantire la vita alle imprese italiane, ai territori e a quel modello Italia che solo società con capitale italiano possono garantire.
Noi siamo per affermare la nostra identità e far crescere il DNA italiano ovvero il turismo, l’agro-alimentare, il patrimonio artistico, le tradizioni, le energie rinnovabili, le banche locali con azionariato diffuso, gli antichi mestieri e tutto ciò che ci consente di essere unici, al fine di garantire benessere ed occupazione.

domenica 30 dicembre 2012

LETTERA APERTA ALL’ESIMIO SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Dott. GIORGIO NAPOLITANO (fax. 0646993125) (presidenza.repubblica@quirinale.it _

ALL’ESIMIO SIGNOR PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
          Dott.  GIORGIO NAPOLITANO
          (fax. 0646993125) (presidenza.repubblica@quirinale.it
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Signor Presidente
sono Fernando Termentini, Generale di Brigata in congedo. Da dieci mesi mi sforzo di seguire al meglio la vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due Sottufficiali del Reggimento “San Marco” della Marina Militare indebitamente detenuti in India. In tale quadro, già il 12 ottobre u.s.  mi sono rivolto a Lei, Capo delle Forze Armate, perorando Sue parole di vicinanza che rincuorassero i ragazzi e le loro famiglie e contribuissero ad infondere fiducia e sicurezza in tutti coloro che in uniforme rischiano la loro vita lontani dall'Italia,  impegnati a garantire il mantenimento della Pace ed il rispetto dei Diritti umani.
I nostri Marò sono ora in Italia per un breve periodo da trascorrere in serenità con le loro famiglie dopo dieci mesi di lontananza. Fra pochi giorni dovrebbero ritornare in India nel rispetto dell’impegno preso dal nostro Ministero degli Affari Esteri, con il rischio di essere sottoposti ad un processo penale per l’accertamento di ipotesi di reato per le quali la legge indiana prevede la pena di morte. Un’eventualità che mi preoccupa come uomo, come ex Comandante di uomini e come italiano che vede compromessi alcuni diritti fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione.
Forse un’angoscia esagerata, ma condivisa con un consistente gruppo di cittadini che come me ed insieme a me fin dall’inizio segue le sorti dei due Marò. Una inquietudine e che mi induce ad approfittare di nuovo della Sua benevolenza, sottraendoLe qualche momento del Suo tempo.
Mi rivolgo, quindi,  a Lei quale Suprema Carica dello Stato, Garante della Costituzione ed al tempo stesso Capo delle Forze Armate e Presidente dell’Organo di autogoverno della Magistratura per un dilemma che ci attanaglia e pone molti di noi in una condizione di sconcerto di fronte ad una caduta di quelli che potremmo chiamare i Valori fondamentali di uno Stato sovrano. Leggi non scritte, ma per questo non meno importanti, come i contenuti di ciò che potremmo chiamare il Codice d’Onore nazionale ed in particolare il Codice d’Onore Militare che si accompagnano alle norme scritte fondamentali come il Dettato della Carta Costituzionale.
 Come Amministratore di uno dei gruppi maggiormente attivi sul social network Facebook, “Riportiamo a casa i due militari prigionieri” e come appartenente ad altri gruppi di cittadini che condividono le preoccupazioni per i due nostri militari, sto prendendo, infatti,  coscienza che si è ormai aperto un dibattito sempre più crescente ed apparentemente senza sbocco che coinvolge due opposti orientamenti.
Una parte, forse la più numerosa, che sostiene che l’impegno sottoscritto con l’India di riconsegnare a fine permesso i due marò è nullo per “vizio iniziale” in quanto in palese contrasto con la nostra Costituzione che non ammette la pena di morte, come chiarito e ribadito nel 1994 quando è stato sancito che “ la pena di morte non è più in nessun caso prevista dal nostro Ordinamento”. Una norma scritta avvalorata da altre leggi e/o sentenze della Corte Costituzionale che ha stabilito che anche la semplice garanzia formale della non applicazione della pena capitale non è sufficiente alla concessione dell’estradizione. Alcuni di questi cittadini esprimono anche perplessità che ci sia l’obbligo di rispettare l’impegno bilaterale sottoscritto per la concessione del permesso natalizio. Un obbligo accettato ed approvato, per quanto noto, dal Ministro degli Affari Esteri, con un documento ufficializzato al Governo del Kerala, quindi di valenza internazionale e condiviso, con ogni probabilità nell’ambito dell’Esecutivo. Una sorta di "trattato" con cui si impegna la Nazione Italia a rispettare determinati accordi i cui contenuti non risultano però  essere stati avallati dal Parlamento in difetto, forse, di un passaggio fondamentale di valenza costituzionale.  
Un’altra componente che, nel rispetto della “parola data dietro pagamento di una cauzione”, è fermamente convinta che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone devono rientrare in India al termine del “permesso speciale natalizio”, impegno a cui non si può venire meno neppure di fronte ad una controparte in palese malafede come ha dimostrato di essere  l’India fin dal principio della vicenda quando con l’inganno ha costretto l’Enrica Lexie a fare rotta in acque territoriali indiane. Un raggiro peraltro attuato disattendendo completamente la “Convenzione per la repressione degli atti illeciti contro la sicurezza della navigazione marittima”, sottoscritta nel 1988 anche dall’India e che considera atto perseguibile penalmente qualsiasi comunicazioni marittima consapevolmente falsa, come  l’ingannevole pretesto addotto da parte indiana per riportare il mercantile italiano sul porto di Koci.
Una serie di problematiche che concorrono ad aumentare la mia preoccupazione per la sorte dei due nostri connazionali e mi spingono ad auspicare che almeno per una volta sia dimostrato al mondo che l’Italia è un Paese dove a vincere è il diritto.  Un messaggio anche a chiarire ciò che il mondo in questo momento sta osservando e forse non giudicando benevolmente. L’improvvisa ripresa di interesse che, dopo mesi di assordante silenzio, è risorta a ridosso delle scadenze elettorali, attirando l’attenzione di molti organi di stampa e di forze politiche finora, invece, disattente al problema. Un’iniziativa che a mio modesto avviso, dovrebbe essere attuata con urgenza senza aspettare che i due nostri ragazzi siano strumentalizzati da chi volesse approfittare della loro situazione a danno della credibilità nazionale.  
Per questi motivi mi rivolgo a Lei confidando che attraverso la Sua autorevolezza di Capo dello Stato possa dirimere ogni dubbio sulla correttezza delle decisioni da prendere nell’immediato e, nello stesso tempo, confermi agli italiani la certezza che attraverso le Sue prerogative di Garante della Costituzione, si arrivi a definire in maniera certa e corretta un problema che si trascina da dieci mesi, senza ulteriori dilazioni ed evitando iniziative autonome ed improvvisate. Un  problema forse per troppo tempo sottovalutato e che in questo momento  potrebbe divenire lacerante e gravido di conseguenze sul piano nazionale ed internazionale.
Nel ringraziarLa per avermi dedicato un momento della Sua attenzione e chiedendoLe scusa per il tempo che Le ho sottratto, formulo a Lei Signor Presidente ed alla Sua famiglia i migliori auguri per un Felice Anno Nuovo foriero di soddisfazioni e di serenità. Buon 2013 !

Fernando Termentini – mail@fernandotermentini.it

domenica 23 dicembre 2012

Gli italiani hanno perduto un altro pezzo di dignità nazionale

di Fernando Termentini

Mi sembra di ricordare che la Costituzione italiana garantisce ai propri cittadini la certezza giuridica di non avere la propria libertà personale da chicchessia e per qualsiasi motivo a meno che  non ci sia una sentenza di terzo grado emessa da un Tribunale italiano e  che disponga altrimenti.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono rientrati in Italia “per una licenza natalizia” ma non mi sembra che a loro siano assicurate le garanzie di tutti gli altri cittadini. Liberi di stare con le loro famiglie giusta e condivisibile soluzione dopo 10 mesi di prigioni immotivata, ma sicuramente non liberi nel vero senso della parola. Piuttosto controllati a vista dalle Autorità italiane su mandato di uno Stato Terzo peraltro non sovrano, ma federale.

Un articolo del quotidiano “Il Giornale” riporta oggi tra l’altro che “Nelle 21 pagine dell'ordinanza che concede la licenza si sentenzia chela «Repubblica italiana è responsabile» per i marò «fino al loro ritorno in India». Latorre e Girone «saranno sotto il costante controllo, custodia, supervisione e tutela della Repubblica italiana». Non solo: il nostro Paese ha «garantito che assumerà tutte le azioni necessarie, all'interno dei poteri costituzionali, per garantire» che i marò «torneranno in India»…….
Oltre all'obbligo per le nostre «autorità competenti, che devono garantire la sorveglianza dei richiedenti (i marò, ndr), di fornire i loro indirizzi, numeri di cellulare ed (i dettagli) dei movimenti in Italia» alla polizia di Kochi.

Questa non è una licenza ma una libertà condizionata come abbiamo subito scritto appena è  arrivata la notizia dell’accordo Italia – India, soluzione di cui staranno sicuramente ridendo i nostri alleati inglesi che conosco bene il Paese del Gange.

Un altro schiaffo alla credibilità della nostra Nazione, un'altra sberla alla dignità dei nostri militari!

Auguri a tutti !

Fernando Termentini

venerdì 21 dicembre 2012

ORDINE PERENTORIO ... VIETATO AMMALARSI!

Niente da fare per il fondo sanitario nazionale

La commissione Bilancio della Camera ha confermato il taglio alla sanità di 600 milioni per il 2013 e di 1 miliardo per il 2014.

 

Solo due, infatti, le modifiche apportate dalla commissione all'articolo 6 in materia di "Razionalizzazione e riduzione della spesa nel settore sanitario". Con il primo emendamento all'articolo 6, comma 1, si eliminano infatti i tagli lineari ai beni e ai servizi, stabilendo che le Regioni, "al fine di salvaguardare i Lea con specifico riferimento alle esigenze di inclusione sociale" possano "comunque conseguire l'obiettivo economico-finanziario" adottando "misure alternative" alla riduzione degli oneri per i vecchi appalti dei beni e servizi, che la legge di Stabilità innalza al 10% rispetto al 5% della Spending Review. Unica condizione da rispettare è "assicurare l'equilibrio del bilancio sanitario".

Il secondo emendamento all'articolo 6 abroga invece il comma 3 che stabiliva la proporoga al 31 dicembre 2013 del blocco delle azioni esecutive nei confronti delle aziende sanitarie locali e ospedaliere delle regioni in piano di rientro.

Infine, novità per i malati di Sla che avevano duramente contestato la legge per l'assenza di fondi destinati. Con l'emendamento dei relatori al comma 8 dell'articolo 8 si stabilisce infatti che "per gli interventi di pertinenza del Fondo per le non autosufficienze, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica, è autorizzata la spesa di 200 milioni di euro per l'anno 2013".

martedì 18 dicembre 2012

LETTERA APERTA AL MINISTRO DEGLI ESTERI

Buongiorno Signor Ministro. Fiducioso della Sua attenzione Le invio un mio pensiero. Credo che dopo la notizia dell'ANSA di oggi 18 dicembre, 10:47 : "Maro', un altro slittamento sulla licenza a Natale- L'Alta Corte del Kerala rinvia a domani l'udienza, ", forse il democratico e civile approccio fino ad ora applicato nei confronti dell’India ed improntato al massimo low profile, non sta dimostrando tutta l’efficacia sperata.

Credo, quindi, che ormai lo Stato deve dimostrare di essere presente perchè l'Italia non può essere ancora sbeffeggiata. 

Uno Stato che ha l’obbligo giuridico e morale di conferire sicurezza e tranquillità a tutti coloro che operano nel mondo sotto la Bandiera italiana, siano essi operatori del volontariato civile o militari impegnati nelle Operazioni di Peace Keeping.

Molti di costoro hanno perso la vita per assolvere al loro impegno a favore di altri popoli senza distinzione di razza e di cultura e per affermare, nel migliore dei modi, il ruolo dell’Italia nel contesto internazionale. Italiani ancora oggi impegnati in terre lontane che trascorreranno lontani da casa e dai loro affetti più cari la ricorrenza del Natale, che Lei giustamente ha definito la più bella festa dell'anno.

Non si può accettare questo continuo rimandare anche dopo che l’Italia – forse la prima ed unica nella storia del mondo – ha sottoscritto un impegno di vigilare - “around the clock” - i nostri militari qualora fosse concessa loro la “licenza natalizia”, accettando di fatto di limitare la libertà personale di due suoi cittadini su richiesta di uno Stato estero e senza che la magistratura italiana abbia sancito un simile provvedimento.

Spero che convenga sulla illogicità e forse anche non costituzionalità di questo impegno che non potrà essere comunque disatteso nel rispetto dell’etica vincolante che caratterizza gli impegni bilaterali sottoscritti in ambito internazionale, ma che sicuramente non darà dignità all’immagine nazionale e, tantomeno, alle nostre Forze Armate.
Ho in precedenza auspicato che le Istituzioni devono dimostrare di esserci. Sicuramente non con azioni militari il cui successo peraltro sarebbe seriamente compromesso dopo 10 mesi, ma nemmeno continuando solo ad esprimere “fratellanza”, “vicinanza”, “speranza” , ed altre dichiarazioni di intenti. Piuttosto manifestando precise posizioni nei confronti di uno Stato che sicuramente non sta dimostrando di essere un vero alleato dell’Italia ed evidenzia di essere custode di una tradizione e di un’etica molto distanti dal concetto universale di democrazia. Non credo che si possa rimandare più di tanto. Nell’augurarle buon lavoro La saluto cordialmente. Fernando Termentini

martedì 11 dicembre 2012

Lettera aperta al Direttore generale della Rai

di Fernando Termentini
Egregio dott. Gubitosi
Non so se è stato informato dal Suo Ufficio stampa ma alcuni giorni orsono Le ho inviato una circostanziata missiva che è stata anche mutuata e fatta propria da moltissimi altri cittadini italiani. Lettera resa nota alle centinaia di migliaia di  italiani attivi su FB e che come me hanno a cuore la sorte dei due Sottufficiali della Marina Militare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, indebitamente prigionieri dell’India da 10 mesi.
Nella lettera  lamentavo una certa disattenzione comunicativa dell’organo di informazione pubblica, la RAI, per la vicenda specifica che tale fino ad oggi è rimasta, per cui torno a rinnovarLe l’invito a rivolgere l’attenzione su questa che io mi permetto di giudicare una grossa carenza comunicativa.
Un interesse che poi mi sembra di capire che rientri nelle Sue scelte gestionali come riportato oggi a pag 8 del quotidiano Il Giornale laddove viene affermato “…..Il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi avrebbe scritto ad Antonio Di Bella, di­rettore uscente di Raitre, invi­tando gli autori di Che tempo che fa a un maggior rispetto e a  evitare gli eccessi. Del resto Gubitosi ha invocato rigore a viale Mazzini, non solo nei conti, e indicato come model­lo il megaflop Se una farfalla batte le ali , ovvero le lezioni di economia tenute da Giuliano Amato. Un mortorio che riflet­te un’idea della tv lontanissi­ma da quella di «Lucianina». In nome del rigore, la Rai dei tecnici ha licenziato un croni­sta per una freddura offensiva sui tifosi del Napoli; ha critica­to Unomattina in cui alcuni servizi giornalistici sconfina­vano nel favore agli amici; ha espresso dubbi sul condutto­re- rocker de L'ultima parola Gianluigi Paragone, giudica­to troppo ribelle per via del­l’orecchino……”.
Noto, quindi, un’attenta interpretazione da parte Sua delle attribuzioni di Direttore Generale che sarebbe ancora più condivisibile se estesa anche a sollecitare una maggiore informazioni su fatti di rilevanza nazionali come la prigionia arbitraria di due militari italiani arrestati durante l’esercizio delle loro funzioni istituzionali.
La mia richiesta non ha avuto seguito né tantomeno ho ricevuto risposta alcuna, per cui la reitero anche a nome di coloro che sono inscritti ai due gruppi del social network Facebook di cui sono amministratore (“ Rete di cittadini liberi”, 13002 inscritti , https://www.facebook.com/groups/corneliastrecker/ e “Riportiamo a casa i due militari prigionieri, 1324 inscritti, https://www.facebook.com/groups/337996802910475/) e Le chiedo cortesi delucidazioni sui motivi di quanto lamentato.
Spero che nella circostanza anche questa mia interlocuzione epistolare non venga disattesa come la prima. Un auspicio che mi deriva da due convinzioni. La prima formale e connessa allo status della RAI,  Televisione di Stato finanziata anche con fondi pubblici,  che dovrebbe a mio modestissimo parere imporre all’Azienda i vincoli di cui alla Legge 241/90 per quanto attiene alla garanzia di trasparenza nei rapporti fra l’Amministrazione Pubblica ed i cittadini. La seconda  certezza che nella vita ho sempre considerato che “rispondere non è un obbligo ma una cortesia”. RingraziandoLa per l’attenzione Le porgo distinti saluti. Gen. Brig. (ris) Dott. Fernando Termentini, mail@fernandotermentini.it,


Marò,e tutti continuano a essere in attesa.

Qualche giorno fa il ministro degli esteri Giulio Terzi ha dichiarato al Quotidiano on line LInkiesta durante un intervista” Sulla vicenda dei due marò italiani trattenuti in India il diritto è dalla parte dell'Italia.Confidiamo nella decisione della Corte ma siamo pronti a reagire". Terzi ha poi ribadito che l'attenzione del governo è "stata e continua ad essere costante e si svolge su più livelli: bilaterale, europeo e multilaterale. Grazie a questo impegno un numero sempre maggiore di Paesi si è reso interprete presso le autorità indiane, in tutte le possibili occasioni, delle nostre legittime, e condivise, aspettative e preoccupazioni sia sui tempi della sentenza della Corte Suprema, che nel merito della pronuncia, che ci attendiamo sancisca il pieno riconoscimento tanto della giurisdizione italiana, quanto dell'immunità funzionale dei nostri due fucilieri". Queste le parole di Terzi
Il sottosegretario De Mistura invece ha dichiarato:"Ci aspettiamo fermamente novità prima del 17 dicembre”il 17 i giudici indiani vanno di nuovo in ferie   De Mistura ha reso noto che il 10 dicembre a New York per un dibattito Onu sulla pirateria presieduto dall'India,farà presente”: con fermezza la posizione che la lotta alla pirateria si deve fare con regole certe e in nessun caso un militare mandato dalla propria nazione a difendere le navi dai pirati deve essere considerato responsabile eccetto che dal proprio paese, altrimenti saltano le regole internazionali e si crea un precedente pericoloso per tutti''
Ora se uno cerca notizie di questa fermezza non le trova e a proposito dell’incontro Onu si trova un solo documento firmato per la stampa dal segretario generale,in cui alla questione pirateria non c’è nessun cenno c’è solo la parola “pirateria” .
Di fatto siamo quasi arrivati al 17 e stando agli esperti cacciatori di notizie indiane non c’è nessuna udienza per i nostri marò e tantomeno nessuna notizia di eventuali incontri della corte per decisioni che li riguardano,forse anche gli indiani hanno ricevuto l’ordine di non aprire bocca. Certo che se non arrivano notizie entro il 17 i rappresentanti del governo italiano dovrebbero dare le bidimissioni ,mostrerebbero ancora una volta la loro inettitudine.
Alfredo  d’Ecclesia

lunedì 10 dicembre 2012

Sempre più in bilico il futuro dei due Marò

di Fernando Termentini

Iniziative politiche con una mossa inaspettata ma che in democrazia deve essere rispettata, porteranno probabilmente ad una conclusione anticipata di qualche settimana dell’attuale legislatura. 

Un termine mandato annunciato dallo stesso Presidente Monti che, per quanto da capire, non è disposto ad accettare la prassi di una possibile sfiducia in Parlamento ed ha dichiarato l’intenzione di dimettersi non appena approvata le legge di stabilità. 

Una decisione forse prevedibile in quanto non credo che nessuno abbia mai avuto il dubbio che un Accademico di chiara fama come Lui potesse accettare di tramandarsi alla storia come un ex Presidente del Consiglio sfiduciato in Parlamento.

I mercati economici hanno preso male la notizia come era assolutamente immaginabile nel momento che ormai è certo che la finanza mondiale è nelle mani di potenti di gruppi internazionali come la Bieldberg e la Trilaterale ed in cui la Germania può attuare immediate e consistenti manovre speculative avendo acquisito nel tempo una gran parte dei debiti sovrani dei Paesi europei in difficoltà economiche. Una realtà pericolosa perché destinata  a condizionare pesantemente il futuro delle democrazie e la sovranità degli Stati.

A questi problemi si aggiunge quello della sorte di Massimiliano Latorre e di  Salvatore Girone che preoccupa le centinaia di migliaia di cittadini impegnati  in questi dieci mesi per tenere alta l’attenzione sul destino dei due militari italiani che arbitrariamente sono stati arrestati e sono tenuti prigionieri da uno Stato estero.  

La preoccupazione di chi teme che i tempi di rilascio si allunghino all’inverosimile a causa delle dimissioni  del Governo che fino ad ora ha gestito il problema specifico con i risultati a tutti noti.  Un Esecutivo che raramente ha esplicitato nel dettaglio quanto stesse accadendo in India; che ha ammesso, solo dopo una precisa interrogazione parlamentare, un coinvolgimento istituzionale nelle decisioni prese dall’Armatore sul rientro della Enrika Lexie in acque territoriali indiane; che non ha mai chiarito perché due cittadini italiani siano stati consegnati ad un Paese che li imputa di un reato per il quale è prevista la pena di morte. Di fatto, un’estradizione in contrasto con i dettati della nostra Costituzione che ne vieta l’esecuzione in caso di rischio di pena capitale e con il Diritto Internazionale in particolare per quanto attiene alla tutela dei “militari in transito”.

Il timore di italiani che  hanno preso atto che fino ad ora sono state espresse solo parole di circostanza da coloro che per mandato istituzionale avrebbero dovuto invece dimostrare fermezza di intenti coinvolgendo con atti ufficiali tutta la comunità internazionale, a partire dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea. Frasi di vicinanza dette, peraltro, solo  in occasione di ricorrenze storiche, quando forse sarebbe stato “politicamente grave”  non pronunciarle.

Il Governo dichiara di volersi dimettersi e nemmeno in questo caso ci dice quali siano le iniziative poste in essere fino ad ora dall’Italia per garantire ai due marò la certezza di rientrare al più presto e liberi in Patria. Parole che almeno per un momento travalichino le conseguenze meramente finanziarie che le fine operativa dell’Esecutivo in carica potrebbero comportare, ma ricordino anche altre problematiche che rimarrebbero in sospeso ed attinenti alla sicurezza di nostri cittadini minacciata dalla protervia di un altro Stato. Una dimostrazione di rispetto per i valori etici e tradizionali che contraddistinguono il nostro popolo. Un messaggio di incoraggiamento per coloro che in uniforme garantiscono  la sicurezza sul territorio nazionale e che  all’estero sono impegnati per favorire la pace e la stabilità internazionale. Un segnale per le loro famiglie, che induca in loro una rinnovata fiducia per le Istituzioni e la certezza che lo Stato è in grado di garantire il massimo impegno qualora si verificassero altri casi come quello dei due Fucilieri di Marina prigionieri in India.   

Forse una larga maggioranza di italiani  avrebbe apprezzato maggiormente dimissioni indotte dalla consapevolezza che in dieci mesi non si è riusciti a riportare a casa i nostri militari,  piuttosto che la rimessa dell’incarico in quanto  “venti di fronda” consigliano di sfuggire alla possibile “offesa della sfiducia”.

Invece, lo scenario che si sta configurando permette a chi ha gestito fino ad ora il problema specifico di poter dire “io ce l’ho messa tutta, ero ad un passo dal successo ma mi hanno imposto di lasciare”. Una giustificazione quanto mai probabile,  ma che fin da ora confutabile in quanto ciò che sta avvenendo sul piano politico anticipa solo di qualche settimana quello che sarebbe accaduto per scadenza naturale della legislatura. Solo giorni a fronte dei dieci mesi trascorsi dal quel fatidico 15 febbraio 2012

Il nuovo Esecutivo non potrà essere operativo prima del mese di marzo 2013 con la conseguenza che i nostri ragazzi potrebbero anche rischiare una condanna penale se l’Alta Corte indiana confermasse la competenza di giudicare del  Kerala.

Un  nuovo Governo che prescindendo dalla propria connotazione politica,  sarà peraltro costretto a raccogliere quanto già seminato, forse con scarso concime ed ormai inaridito da una non adeguata irrigazione nel tempo.
Fernando Termentini

sabato 8 dicembre 2012

Lettera aperta a Giulio Terzi

Egregio Signor Ministro le scrivo questa lettera aperta ,perché come cittadino italiano non ho nessuna intenzione di assistere inerme a questa vicenda vergognosa che riguarda i nostri fucilieri della marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Prima di tutto voglio complimentarmi con lei per la comunicazione avviata in rete con la sua pagina,in alcuni momenti le notizie filtravano e filtrano solo attraverso la sua voce,e da questo punto di vista è da apprezzare,anche per la pazienza avuta nel ripetere le stesse cose di fronte alle stesse domande. Mi complimento con lei per la sua disponibilità e per la sua correttezza ,da questo punto di vista ha aperto un canale che se ben utilizzato non può far altro che migliorare la comunicazione e anche la risoluzione di determinati problemi.
Egregio Ministro ora arriviamo alla nota dolente,non voglio ripeterle quello che secondo me andava fatto e non è stato fatto ,non ho nessuna intenzione di sostituirmi a lei o di fare quello che lei disse un po di tempo fa “uno dei 60milioni di ministri degli esteri”o di tirar fuori il discorso delle responsabilità nessuno si è dimesso,nessuno è stato destituito ,la mia sensazione è che lei sia stato lasciato solo a gestire questa situazione ,in una profonda solitudine,visto che gli altri si sono defilati,alcuni lo sono sempre stati e leggendo quello che lei ha dichiarato in una intervista di qualche giorno fa”L’attenzione mia, della Farnesina, e del Governo nella sua collegialità su questo caso è stata e continua ad essere costante. Abbiamo svolto e continuiamo a svolgere una capillare e continua azione di sensibilizzazione a tutti i livelli: bilaterale, europeo e multilaterale. Grazie a questo impegno, un numero sempre maggiore di Paesi si è reso interprete presso le autorità indiane, in tutte le possibili occasioni, delle nostre legittime, e condivise, aspettative e preoccupazioni sia sui tempi della sentenza della Corte Suprema, che nel merito della pronuncia, che ci attendiamo sancisca il pieno riconoscimento tanto della giurisdizione italiana, quanto dell’immunità funzionale dei nostri due fucilieri. Vorrei riferirmi a due esempi per tutti, gli ultimi in ordine di tempo. Due settimane fa, l’Unione Europea, in una riunione del Consiglio di Sicurezza dedicata al contrasto internazionale alla pirateria e presieduta proprio dall’India, ha sottolineato che gli sforzi nella lotta al fenomeno possono essere efficaci solo se si svolgono nel pieno rispetto dei principi assoluti del diritto internazionale. Lo stesso concetto è stato appena ribadito, su nostra richiesta accolta con massima convinzione da parte francese, nella dichiarazione Finale del Vertice di Lione. Allo stesso tempo, stiamo intensificando le sollecitazioni affinché si evitino ulteriori ritardi nell’emanazione della sentenza, essendo trascorsi più di tre mesi da quando l’Alta Corte è stata investita del caso. Confidiamo che la Corte riconoscerà le ragioni del diritto. In caso contrario intraprenderemo tutte le opportune iniziative, sul piano bilaterale che europeo e multilaterale”.
Ma lei stesso caro Ministro smentisce se stesso in uno di quei dialoghi continui che ha con noi cittadini :”Salve Pier Luigi, grazie per avermi scritto. Io non ho altro mezzo se non la diplomazia, essendo il Ministro degli Esteri. E voglio riportarli a casa *seguendo le regole*, perché dev'essere chiaro che questo bistrattato paese sa esprimere strategie anche senza ricorrere a sotterfugi. Per me riportarli a casa rispettando le norme e le regole è qualcosa che ha più valore del caso stesso: siamo stati per troppi anni dipinti all'estero come un paese poco serio per il quale le regole non hanno alcun valore, questa cosa deve finire. L'attenzione che riservo ai nostri due ragazzi le assicuro è *quotidiana*. Le faccio un esempio solo negli ultimi 10 giorni: (1) enorme lavoro diplomatico (molti paesi - in modo miope - lo vivono come un problema "non loro" e non vogliono pregiudicare i rapporti con l'India che è una potenza economica) per far inserire nella posizione ufficiale dell'Unione Europea al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il tema Marò come una criticità di tutta Europa. (2) Ieri al vertice bilaterale italo-francese ho chiesto formalmente che nel comunicato stampa congiunto venisse inserito il tema Marò con un forte richiamo all'India. Ovviamente i Francesi non erano d'accordo, perchè era una bilaterale economico-finanziaria (TAV e altre cose), ma io - forte della delibera di 10 giorni fa all'ONU - ho insistito molto e ho ottenuto che venisse inserito. Poi stamattina ho ottenuto un colloquio molto lungo personalmente con il Ministro degli Esteri indiano, richiamando la presa di posizione italo-francese di ieri 8ed altre cose molto incisive ma che non posso estenderle in quanto se finissero sui giornali anzi-tempo brucerebbero la nostra strategia e ciò non sarebbe nell'interesse dei due Marò). E le assicuro che è così ogni santa settimana...il fatto che per ragioni di opportunità io non faccia emettere comunicati stampa, non significa che non ci sia attività, anzi...e la strada che stiamo seguendo è l'unica che può pagare, mi creda... Spero di averle dato qualche nuovo elemento di riflessione. Un cordiale saluto, e buon proseguimento di settimana”.
Con noi è più onesto caro Giulio e mi fa piacere,ma un qualsiasi osservatore che segue da tempo la vicenda,è in grado di avvertire la SUA SOLITUDINE NELLA RISOLUZIONE DEL CASO non c’è nessuna collegialità caro Ministro,le hanno scaricato addosso la patata bollente ,e ora solo la turbolenze politiche mancavano… alla collegialità.
Credo che l’azione cominciata qualche giorno fa sia giusta,non si può essere ostaggio della corte indiana di quando e di come deciderà la giurisdizione,ma possibile che dopo 10 mesi dobbiamo stare a supplicare e implorare comunicati e trattati e interessamenti ,non si poteva fare dal primo giorno caro Giulio? E quando si decideranno il Presidente della Repubblica e il Presidente del consiglio ad attaccarsi al telefono o a prendere l’aereo e andare a parlare con i loro alleati ?Questa azione andava fatta subito i nostri fucilieri stavano su quella nave in quanto esecutori di una missione internazionale non c’era bisogno di aspettare 10 mesi ora l’India è una potenza economica ,è una potenza nucleare e a noi cosa importa caro Ministro certi equivoci vanno chiariti subito,ora i nostri alleati possono intervenire in quanto hanno chiuso i loro trattati economici,bene prendiamo atto, ma quando il Presidente della Repubblica e il Presidente del consiglio ci dicono che parteciperemo ad altre missioni internazionali perché ce lo chiede la comunità internazionale,io come cittadino italiano mi sento preso in giro,e dico a questi signori di dire alla comunità internazionale che due nostri connazionali si trovano prigionieri in India nell’assolvimento della loro missione. Ora questo è il punto numero uno parlassero di questo con tutti e invece di aggregarci alle decisioni altrui,ostentare solidarietà a destra e a manca  si attivassero totalmente per questo scopo. Il prestigio di un paese si misura dalla tutela che questo paese ha dei suoi cittadini,caro Giulio io mi aspetto questo da lei,faccia il metronomo nei confronti del governo e del Presidente della Repubblica ,spendessero se ce l’hanno il loro prestigio internazionale a noi cittadini italiani le cerimonie,la retorica,le chiacchere inutili ci hanno stancato vogliamo il ritorno immediato dei nostri connazionali,qualsiasi altro discorso non solo è fuori luogo ma è anche offensivo,il Presidente Napolitano si accorgerà il 31 dicembre  dell’interessamento degli italiani,se l’hanno scorso lo ha ascoltato il 18% quest’anno l’audience scenderà ancora ,lo ascolteranno soltanto i giornalisti prezzolati ,e i politici ,i quali stia attento caro Giulio avendo iniziata la loro campagna elettorale cercheranno di creare problemi a questa vicenda con le loro continue distrazioni di massa ,e ora usciranno anche i parlamentari che sono a favore dei nostri marò,che l’attaccheranno per le scelte fatte,quando loro potevano in questi 10 mesi chiedere al governo posizioni chiare e decise ma erano troppo impegnati nelle loro attività personali per potersi occupare di due cittadini italiani.
Egregio Giulio mi scuso con lei per le eventuali energie che sarò costretto a portarle via ,ma confido in lei in un azione forte e decisa per risolvere definitivamente questa vicenda,la strada l’ha tracciata la faccia percorrere a tutti e in fretta.
La ringrazio
Alfredo d’Ecclesia.

venerdì 7 dicembre 2012

Lettera aperta a Bruno Vespa

Egregio Direttore,

Lei e' indubbiamente una delle migliori firme del giornalismo 'vissuto' e in 'diretta' del servizio pubblico italiano, gode fiducia, simpatia e rispetto di molti lettori e telespettatori per il suo modo di esporre i fatti in maniera chiara, approfondita e nel rispetto del contraddittorio che purtroppo troppo spesso oggi e' carente in molti dei programmi del servizio pubblico, piu' orientati all'arena delle ingiurie e degli assalti.  Ricordo anche il suo orgoglio e la sua amarezza quando quello stesso servizio pubblico a cui e' legato da anni di servizio non la tratto' tanto per il sottile nei momenti di epurazione al vertice e quanti le furono vicino continuando a sostenere la sua figura ed il suo lavoro. Per tutto questo credo siano in molti come me a dirle grazie.
Ma per questa stessa grande stima, siamo in molti, lo avra' notato dalle mail ricevute tra ieri ed oggi, in testa quella dell'integerrimo Gen Fernando Termentini, a sollevare una nota di protesta per il fatto che un'intera puntata di Porta a Porta sia stata riservata alla frivola mondanita' della gravidanza della principessa Middleton quando abbiamo ancora un caso internazionale ancora aperto che sta a cuore a molti Italiani, di ogni ceto sociale e appartenenza politica, di ogni eta' e sesso, e che andrebbe sempre ricordato con qualche gesto piu' che simbolico, di fratellanza e sensibilizzazione dell'opinione pubblica. Mi riferisco alla detenzione arbitraria dei nostri 2 Maro' a Kochi in India. Nonostante le belle parole del Capo dello Stato, della Presidenza del Consiglio, del Ministero della Difesa e della Farnesina, ad oggi e' sempre piu' evidente che si e' calato un sipario, un vero e proprio muro di gomma, nel peggiore stile oscurantista di governi passati e che nel presente ritrova lo stesso stile.
Esistono testimonianze, giornalisti e reporter di prim'ordine (cito ad esempio, senza negare altrui eccellenze, Fausto Biloslavo de iL Giornale) che insieme al Generale Termentini e possibilmente in studio con il Ministro Terzi e quello della Difesa di Paola potrebbero offrire uno spazio di approfondimento molto interessante per l'intera durata di una prossima puntata. La invito a visitare anche il sito FB "Ridateci i nostri leoni" dove trovera' non sono il numero di sostenitori di tutte le iniziative, ma anche i temi e gli sfoghi di tanti uomini e donne (e per fortuna anche molti giovani), al fine di poter valutare l'opportunita' di tale puntata. A maggior ragione, se le suddette autorita' mostrassero riluttanza, cio' costituirebbe maggior ragione affinche' la stampa apra alle attese del pubblico contribuendo alla maggior chiarezza e allo scopo di poter arrivare ad una pronta liberazione dei ns militari. Ci sono troppi risvolti oscuri, in particolare i dettagli delle operazioni condotte nella notte dell'incidente che comunque sono disponibili se fossero rese tali, le precedenti note di protesta Indiane in merito a storie di tangenti in cui furono coinvolti uomini d'affari italiani in India (il dirigente ENI Quattrocchi per le tangenti sulle armi della Bofors) e quello di Pozzessere (Finmeccanica) per le tangenti sulla vendita di elicotteri, su cui questo e governi precedenti del nostro Paese fecero irritare palesemente il governo Indiano. Enigmi avvolti nel mistero…..ma non troppo.

La saluto cordialmente e spero che la nostra protesta possa stimolare un approfondimento costruttivo.

Cordiali saluti

Dr Nicola Evoli
Minneapolis, Minnesota. USA

giovedì 6 dicembre 2012

Scriviamo tutti una mail

IDEA del Gen. Fernando Termentini ...
Lancio un’idea : La RAI e la televisione 
commerciale ci stanno
inondando di ore di televisione con sempre gli stessi temi e gli
stessi esperti. Ormai in Italia oltre al calcio sono tutti esperti di
indagini , di psicologia applicata e di arte forense.

Vogliamo inondare tutti di email ??? Propongo il testo ,
che naturalmente ciascuno valuterà e adeguerà ai propri
convincimenti e di seguito riporto gli indirizzi di FB in cui è
possibile inserirlo sotto la voce messaggio.
Io ho iniziato a farlo.

Personalmente sono stufo che forniate palcoscenico solamente ad eventi criminosi, gossip generalizzato, gravidanze illustri anche dimenticando storie di donne incinta ma indigenti, o riproponendo show di contenuto politico a favore di politicanti che ormai hanno stancato anche il più paziente degli ascoltatori. Questa non è informazione ma televisione finalizzata a fare solo “cassetta”, ossia ascolto per ricavi pubblicitari. Un obiettivo che merita massim
o rispetto sul piano commerciale ma che nello stesso tempo non può e non deve essere l’unico specialmente per la televisione pubblica che dovrebbe essere foriera di cultura, di storia e di spunti di meditazione per i cittadini che ne assicurano il funzionamento e la sopravvivenza versando peraltro una tassa annuale. Invece dopo 10 mesi di prigionia di due nostri militari catturati dall’India nell’assoluto dispregio del Diritto Internazionale, non avete mai toccato l’argomento, ignorando un pezzo importante di storia italiana e dimenticando che decine di migliaia di altri italiani in uniforme, colleghi dei fucilieri della Marina Militare Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, rischiano la propria vita a favore della pace e garantiscono la sicurezza internazionale ed italiana. E’ una vergogna che andrebbe colmata anche sottraendo qualche minuto alle vicende di Belen Rodriguez o di Kate Middelston, piuttosto che a Michele Misteri o a Salvatore Parolisi. L’ascolto sarebbe egualmente garantito perché sono tantissimi gli italiani preoccupati per i loro connazionali tenuti in ostaggio. E’ una vergogna che non rende merito a tutti coloro che attraverso la comunicazione hanno incrementato nel corso della nostra storia i valori culturali dell’Italia, qualcuno anche lasciandoci la vita.

LA VITA IN DIRETTA RAI 1 :
https://www.facebook.com/pages/La-Vita-in-Diretta-Rai-1/149783281727659

RAI CONTATTI CON L’ESTERNO :
http://www.rai1.rai.it/dl/RaiUno/contatti.html

BALLARO’ :
https://www.facebook.com/Ballaro.Rai

L’ARENA DI DOMENICA IN :
https://www.facebook.com/pages/LARENA-di-Domenica-In/154972674482

DOMENICA LIVE, BARBARA D’URSO :
https://www.facebook.com/DomenicaLive

POMERIGGIO 5, BARBARA D’URSO : 

E Monti abbandona i marò all’India.

Questo psicodramma che dura da quasi dieci mesi sembra non aver via d’uscita,considerando il menefreghismo delle più alte cariche dello Stato,che continuano come se non fosse accaduto niente,a parlare di impegni internazionali,di missioni internazionali,di adesioni  chieste dagli alleati che apprezzano il contributo italiano e che servono a confermare il prestigio dell’Italia nel mondo.
Un paese è grande quando tutela i suoi uomini,quando è in grado di reagire ad azioni brutali come quella avvenuta nei confronti dei due fucilieri della marina,quando è in grado di coinvolgere i propri alleati, ed è PRONTO PURE A CHIEDERE,non solo a dire sempre si.
Il professor Monti sembra che viva in un'altra dimensione,ha scaricato sul Ministro degli esteri il problema e lui continua a giggiollonarsi con i suoi luoghi comuni internazionali invece di attaccarsi al telefono a mettersi sull’aereo e andare dove deve andare a dire amici qua ora dobbiamo risolvere il problema e subito,altrimenti le missioni internazionali fatevele voi,non posso mandare   UOMINI IN GIRO PER IL
 MONDO e visto che io non sono in grado di difenderli e visto che non vanno per capricetti personali la comunità internazionale intervenisse. Lo stesso discorso vale anche per il Presidente della Repubblica e Capo delle forze armate Giorgio Napolitano.
Qualsiasi discorso fuori da questo contesto è un offesa alla dignità degli italiani che a differenza loro ci tengono e come alla sorte dei loro due concittadini.
Ma vediamo il professor Monti come continua a non capire il problema incontrando a Roma il primo ministro del  libano Najib Mikati tranquillamente continua a parlare di utilità delle missioni e dell’importanza di queste missioni,come se Max e Salvo stessero in un'altra dimensione e queste le parole di Monti :”L'Italia non sta considerando ulteriori riduzioni numeriche del nostro contingente di stanza nel Libano, perché riteniamo che la forza Unifil sia più necessaria che mai data la situazione nella regione.l'Italia, ha ricordato Monti, contribuisce ad Unifil con 1.150 unità, erano un po' di tempo fa 1.800 e per ragioni finanziarie abbiamo ridotto il contingente' e 'questo sforzo di 1.150 rappresenta uno sforzo considerevole per l'Italia dal punto di vista umano e finanziario nell'attuale situazione.
E' stato anche gradito - ha detto - l'apprezzamento che il Primo ministro ha fatto per quanto riguarda l'efficienza operativa unita alla qualità umana della presenza italiana in Unifil e questa è una caratteristica che ci da' grande conforto e soddisfazione.
Il nostro auspicio è che le forze politiche libanesi partecipino costruttivamente agli sforzi del presidente Suleiman per mettere fine alla crisi in corso e per superare la contrapposizione in atto tra maggioranza e oppozione" ha poi  ricordato il premier,  che la missione Unifil,  guidata dal generale italiano Paolo Serra, è "uno strumento chiave per il mantenimento della pace e della sicurezza nella regione e nel Libano".
"Con il primo ministro - ha aggiunto Monti - abbiamo sottolineato l'importanza che il Libano continui a tenere fede agli obblighi internazionali, con particolare riferimento a quanto è previsto dalle pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, con il fine di preservare gli obiettivi essenziali di stabilità, sovranità e integrità territoriale".
Poi  il presidente del Consiglio ha parlato di Siria “siamo estremamente preoccupati e consideriamo del tutto inaccettabili le sofferenze che vengono imposte alla popolazione civile. Siamo attivamente impegnati nel processo di consolidamento dell'opposizione siriana e siamo e rimarremo fortemente impegnati anche nel cercare di alleviare la grave crisi umanitaria che si è prodotta”.
"L'Italia - ha aggiunto - ha già reso disponibili sei milioni di euro per lo sforzo umanitario e stiamo attualmente lavorando per un pacchetto che credo e spero possa aumentare questo aiuto. Inoltre c'è anche un contributo dell'Unione europea che ha raggiunto in totale un po' di più di 120 milioni di euro".
Questo è il Professor Mario Monti ,grande stratega internazionale che continua a far finta di niente e ad ignorare che due cittadini italiani sono prigionieri in India e che stanno aspettando di tornare in patria.
Alfredo d’Ecclesia