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domenica 31 marzo 2013

Colpo di mano di re Giorgio Napolitano.

Una bella sorpresa dall’uovo di Pasqua di Giorgio Napolitano,tutto il peggio, tutta la feccia che dovrebbe sparire e già denunciata per crimini umanitari,è presente nelle decisioni di Giorgio Napolitano,di fatto Presidente e governatore capo,insieme a Draghi,insieme alla Troika,insieme alla Germania e insieme allo strasfiduciato Monti,insieme ai partiti falliti e che hanno rovinato l’Italia. A loro è stata data la possibilità di organizzarsi,e di risolvere le beghe interne ed esterne,contemporaneamente cercheranno di delegittimare il movimento 5 stelle che per loro rappresenta  il pericolo di interruzione del loro percorso di ascesi verso l’annientamento totale e globale del paese Italia.Chiaramente ci sono i cittadini italiani,per loro non esistono visto che i cittadini italiani tra porcellum e destabilizzatori vari,professionisti della separazione non sono riusciti ancora ad organizzarsi. Se non uscirà un altro Giorgio Napolitano come Presidente,e ce ne sono parecchi disponibili,vedrete che uscirà un Napolitano bis,già proposto da Silvio Berlusconi,che sta gongolando di piacere per la soluzione venuta fuori dal cilindro di re Giorgio.
La commissione  istituzionale è formata da Valerio Onida, Mario Mauro (senatore Scelta Civica), Gaetano Quagliariello (senatore Pdl) e Luciano Violante (Pd). Quella economico-sociale, è formata invece da Enrico Giovannini (presidente Istat), Giovanni Pitruzzella (presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato), Salvatore Rossi (membro del Direttorio della Banca d’Italia), Giancarlo Giorgietti e Filippo Bubbico (senatori di Lega Nord e Pd, presidenti delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato) e il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi (Scelta civica).
Ma veniamo ai dieci saggi,uno meglio dell’altro,grandi rappresentanti della nuova entità geografica che ha sostituito la nazione Italia.

 Valerio Onida è fratello dell'economista Fabrizio Onida, professore di economia presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi, e padre del fisico Giovanni Onida, professore all'Università degli Studi di Milano.
È eletto giudice costituzionale dal Parlamento in seduta comune il 24 gennaio 1996. È eletto presidente il 22 settembre 2004. Cessa dalla carica di presidente della Corte costituzionale il 30 gennaio 2005.
Attualmente è docente di giustizia costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano. Collabora con Lavoce.info.
Nel 2010 si è candidato alle primarie del centrosinistra per le elezioni del sindaco di Milano, arrivando terzo con il 13,41% dei voti. Il vincitore è stato Giuliano Pisapia, il secondo Stefano Boeri, il quarto Michele Sacerdoti.
Il 25 giugno 2011, il Consiglio generale dell'INSMLI lo ha eletto alla presidenza dell'istituto, nella quale è succeduto al presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.[4]
È stato presidente dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti.
È il presidente del comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura. DUNQUE MAGISTRATURA DI SINISTRA

GAETANO QUAGLIARIELLO

Luogo nascita    Napoli, Italia
Data nascita       23 aprile 1960 (52 anni)
Professione       Docente universitario, Pubblicista
Partito  Popolo della Libertà
Legislatura          Senato XV;Senato XVI;Senato XVII
Gruppo                Popolo della Libertà
Circoscrizione    Toscana
Incarichi parlamentari
Vicepresidente Vicario del gruppo Popolo della Libertà
Membro della Giunta per il Regolamento
Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia)
Membro del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica
Gaetano Quagliariello (Napoli, 23 aprile 1960) è un politico e docente italiano.
Figlio di docenti universitari (il padre, Ernesto, fu rettore dell'università di Bari dal 1970 al '77 e presidente del CNR dal 1976 al '84), si avvicina alla politica tra i giovani repubblicani ai tempi del liceo, a Bari
Dopo la laurea in scienze politiche intraprese la carriera universitaria. È oggi ordinario di Storia dei partiti politici presso la LUISS di Roma.
Attività politica nel Partito Radicale
Iscritto in giovane età al Partito Radicale, negli anni ottanta ne fu segretario cittadino a Bari e poi vice-segretario nazionale.
Ebbe un ruolo attivo nelle attività promosse dal partito, quali le campagne referendarie sull'aborto, il nucleare e la caccia, oltre che la biocard, un testamento biologico in cui il sottoscrittore poteva rifiutare anche l’idratazione forzata. Nel corso di una marcia antinuclearista contro la base militare americana de La Maddalena, assieme a Francesco Rutelli viene arrestato per essere entrato in una zona off limits.
Attività politica.

Nel 1994 si iscrive a Forza Italia. Sul suo passaggio di partito dichiara: "Gladstone nasce conservatore e diventa laburista, Churchill, il tory, ha un passato laburista. Il mio è un percorso tutto interno al liberalismo". Tra il 2001 e il 2006 è stato consigliere per gli Affari Culturali del presidente del Senato, Marcello Pera. Sull'esperienza ha dichiarato:"Andare a lavorare con Pera è stata la svolta della mia vita. Prima ero un tranquillo professore".
Nel 2006 è stato eletto senatore in Toscana, divenendo membro della commissione Affari Costituzionali; l'anno seguente vota contro la modifica della Costituzione tesa a eliminare definitivamente la possibilità di far ricorso alla pena di morte “nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”. Confermato al Senato nel 2008, è membro della commissione Giustizia e presidente vicario dei senatori del Popolo della Libertà.
Nella XVI Legislatura si è espresso strenuamente in difesa del disegno di legge Calabrò sul fine vita, in polemica con Gianfranco Fini. Al dibattito parlamentare sul caso di Eluana Englaro, ha difeso la sua opinione gridando «Eluana non è morta, è stata ammazzata».
Ha presentato come primo firmatario i disegni di legge:
S. 1168 - Istituzione della "Giornata della memoria" dedicata ai martiri per la patria e la libertà caduti sul fronte della lotta al terrorismo internazionale.
S. 1252 - Ordinamento del sistema universitario nazionale. Delega al Governo per l'abolizione del valore legale del diploma di laurea.
È inoltre secondo firmatario del ddl S.1880 sul processo breve. Nel gennaio 2011 ha firmato, insieme a Roberto Formigoni ed altri, una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e prostituzione minorile.
È presidente e fondatore della Fondazione Magna Carta dal 2003: "un luogo di formazione e ricerca di ispirazione liberale schierato senza soggezioni culturali e prudenze con il centro-destra".
A lungo collaboratore di diversi quotidiani - tra i quali il Giornale, Libero, Il Foglio ed Il Riformista - tiene oggi una rubrica sul periodico on-line l'Occidentale, di cui è tra i fondatori.

Luciano Violante (Dire Daua, 25 settembre 1941) è un docente e politico italiano. È stato presidente della Commissione parlamentare antimafia (1992-1994) e della Camera dei deputati (1996-2001).
Luciano Violante nacque in Etiopia, in un campo di concentramento dove la famiglia fu internata per volontà degli inglesi in quanto il padre, giornalista comunista, era stato costretto dal regime fascista a emigrare in Etiopia. I componenti della famiglia furono liberati alla fine del 1943 ed al termine della seconda guerra mondiale si trasferirono a Rutigliano, in provincia di Bari.
Conseguita la maturità classica al liceo "Domenico Morea" di Conversano, Luciano intraprese gli studi giuridici laureandosi in giurisprudenza nel 1963 presso l'Università degli Studi di Bari. Nel 1966 supera il concorso in magistratura e nel 1970 diventa libero docente di diritto penale all'Università degli Studi di Torino.
Giudice istruttore a Torino fino al 1977. Dal 1977 al 1979 lavora, su segnalazione del ministro democristiano Francesco Paolo Bonifacio, presso l'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, occupandosi prevalentemente di terrorismo. Istruì il processo che portò all'arresto di Edgardo Sogno e Luigi Cavallo imputati di tentativo di colpo di Stato con Randolfo Pacciardi che, tuttavia, vennero assolti da ogni accusa. Dal 1974 al 1981 svolge l'attività di professore incaricato di istituzioni di diritto pubblico presso la stessa università e nel 1983 vince la cattedra di istituzioni di diritto e procedura penale e si dimette da magistrato. È stato quindi professore ordinario di Istituzioni di diritto e procedura penale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Camerino.
Carriera politica

Nel 1979 si iscrive al Partito Comunista Italiano e viene subito eletto deputato.
Con la svolta del 1991 entrò nel Partito Democratico della Sinistra.
Al vertice dell'Antimafia
In Parlamento fece parte della commissione d'inchiesta sul caso Moro e, in seguito, fu presidente della Commissione parlamentare Antimafia dal 1992 al 1994. Fu lui a raccogliere le deposizioni choc di Tommaso Buscetta che rivelò l'esistenza del terzo livello della mafia, cioè il legame con il mondo politico; la sua gestione della presidenza della Commissione fu poi criticata da Giulio Andreotti, all'indomani dalla sentenza di Palermo che l'assolse dall'addebito di associazione a delinquere di stampo mafioso per i fatti accaduti dal 1980 in poi (mentre confermò la colpevolezza per i fatti antecedenti, per i quali era però subentrata la prescrizione), come improntata a parzialità di tipo politico.
Alla Presidenza della Camera
Il 10 maggio 1996 fu eletto presidente della Camera. Il suo discorso di insediamento fu uno storico appello alla riconciliazione tra le forze che si richiamano alla Resistenza e la destra post-fascista.
Sotto la sua Presidenza fu introdotta una delle più importanti revisioni del Regolamento della Camera degli ultimi decenni, quella approvata dall'Assemblea nel 1998. Il commento della "novella" regolamentare da parte della dottrina giuridica è stato sostanzialmente assai favorevole sebbene l'estromissione della magistratura dal giudizio sul contenzioso tra la Camera ed i terzi è stata giudicata un'indebita estensione dell'autodichia.
Più travagliato il suo rapporto con la struttura amministrativa della Camera dei deputati. Il 14 ottobre 1999, a seguito di un Ufficio di Presidenza in cui confermò la rottura del rapporto di fiducia con il massimo funzionario dell'amministrazione, il segretario generale Mauro Zampini, il 18 ottobre 1999 il Consiglio dei ministri affidò al dottor Zampini l'incarico di presiedere il comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio per la valutazione ed il controllo dei risultati dell'attività della pubblica amministrazione. Di conseguenza l'Ufficio di Presidenza della Camera designò a sostituirlo come segretario generale, il 10 novembre 1999, il dottor Ugo Zampetti, su proposta di Violante.
Già ad inizio d'anno vi era stato un altro segnale, in controtendenza rispetto all'antica disponibilità delle Camere a favorire la circolazione dei loro migliori funzionari tra le Amministrazioni costituzionali. All'annuncio della chiamata al Quirinale, come consigliere economico del neopresidente Ciampi, della professoressa Carmela Decaro (vice segretario generale della Camera, in carriera direttiva dal 1979, responsabile dei Rapporti comunitari ed internazionali), emerse il moderato disappunto della Presidenza della Camera per non essere stata previamente consultata.
L'anno prima, poi, su richiesta delle opposizioni aveva disposto un'inchiesta amministrativa sulla fattura dei quiz del concorso a consigliere parlamentare, giudicati da più parti capziosi o di parte.
Nel Partito
Rieletto deputato alle elezioni del 13 maggio 2001, è nominato presidente del gruppo Democratici di sinistra - L'Ulivo.
Ancora eletto alla Camera dei deputati nel 2006, è stato nominato presidente della Prima Commissione Permanente, Affari Costituzionali.
Dopo la caduta del governo Prodi II, in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008, ha dichiarato di non volersi più ricandidare a parlamentare per rispettare il ricambio generazionale perseguito dal segretario del Partito Democratico Walter Veltroni.
Dal 2008 è stato editorialista del quotidiano Il Riformista.
Sempre nel 2008 si era parlato di Violante come possibile nuovo giudice della Corte Costituzionale.
Il 23 luglio 2009, sentito dai magistrati di Palermo, ha confermato le dichiarazioni di Massimo Ciancimino circa la proposta di incontrare "in modo riservato, a quattr'occhi" Vito Ciancimino, avanzata da Mario Mori nel settembre del 1992 quando Violante era ancora Presidente della Commissione parlamentare Antimafia. L'incontro avrebbe dovuto inserirsi nell'ambito della "garanzie politiche" richieste da Ciancimino per portare avanti la trattativa fra Cosa Nostra e pezzi delle istituzioni durante la stagione delle stragi del 1992. In passato Violante non aveva mai fatto cenno a tale richiesta.
Ha sostenuto la candidatura di Pier Luigi Bersani in occasione delle elezioni primarie del Partito Democratico del 2009.
Ha recentemente ricevuto minacce di morte dalle Brigate Rosse insieme alla moglie in quanto "servi dello Stato al servizio della destra"
Altro
Sempre molto pacato nei toni viene, da molti, considerato il ponte di collegamento per le questioni sulla giustizia tra il Pd e il Pdl, tanto da essere l'unico esponente del centro-sinistra a essere stato invitato alla Festa delle Libertà di Milano nel 2008. Ha suscitato scalpore sul web un suo discorso alla Camera dei Deputati risalente al 2003 in cui critica l'avvilimento del parlamento dovuto all'assenza di discontinuità tra governo e gruppi parlamentari. In tale discorso Violante difende il suo partito dall'accusa di totalitarismo ricordando che i Democratici di Sinistra non impedirono l'eleggibilità di Silvio Berlusconi (nonostante il conflitto d'interesse) né attuarono leggi contro Mediaset IL PRINCIPE DELL'INCIUCIO

Giovanni Pitruzzella (Palermo, 15 luglio 1959) è un avvocato e docente italiano. Dal 29 novembre 2011 è presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (cosiddetta Antitrust).

Si è laureato in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Palermo a marzo 1982.
Dal 1986 al 1994 è stato professore associato di Istituzioni di diritto pubblico nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Cagliari e dal 1994 al 1997 professore ordinario di Diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza della stessa università.
Dal 1998 è professore ordinario di Diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo dove è anche docente nella Scuola di specializzazione in Diritto europeo.
Svolge la professione di avvocato cassazionista. Esperto nel diritto dei pubblici appalti, in giustizia costituzionale, nel diritto pubblico regionale e nel diritto pubblico dell'economia, ha ricoperto numerosi incarichi fra cui quello di consulente giuridico sia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri (governi Ciampi e Dini)[3] che presso la Presidenza della Regione Siciliana (governi Capodicasa, Cuffaro e Lombardo) e l'Assemblea regionale siciliana.
Dal 1998 al 2002 è stato presidente della "Commissione paritetica per la determinazione delle norme di attuazione dello Statuto speciale siciliano".
Dal 14 marzo 2006 ha fatto parte della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali di cui è stato presidente dal 24 settembre 2009[5] al 18 novembre 2011.
Il 18 novembre 2011 i presidenti di Camera e Senato congiuntamente lo hanno nominato presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato in sostituzione di Antonio Catricalà dimessosi in quanto nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo Monti; ha preso possesso della carica il 29 novembre.
Dal 1998 è direttore della "Rivista di diritto costituzionale" edita da Giappichelli. UN ALTRO PROFESSORE AVVOCATO

Enzo Moavero Milanesi, la cui famiglia discende da Ferdinando Bocconi, fondatore dell'università milanese intitolata al figlio Luigi, è originario di Cavenago d'Adda, in Provincia di Lodi. Nel 1977 si è laureato con lode in giurisprudenza presso l'università degli Studi di Roma "La Sapienza". In seguito, ha proseguito i suoi studi in Belgio al Collegio d'Europa di Bruges, dove si è specializzato in diritto comunitario. Nel 1983 ha frequentato un corso di diritto internazionale all'Università del Texas di Dallas.
Dal 1977 al 1979 ha prestato servizio nella Guardia di Finanza con il grado di tenente, ricevendo un encomio solenne nel corso della sua carriera militare. È stato professore incaricato di diritto comunitario presso l'Università La Sapienza e la LUISS dal 1993 al 1996. In seguito, dal 1996 al 2000, ha insegnato presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano e dal 2002 al 2006 è tornato alla Sapienza. Attualmente è professore di Diritto dell'Unione Europea presso la School of Government dell'università LUISS.
Ha ottenuto il suo primo incarico governativo nella XI Legislatura nel primo Governo Amato, nel quale si è occupato di risanamento degli enti pubblici. In seguito, nel 1994, Carlo Azeglio Ciampi lo ha nominato sottosegretario agli Affari europei.
Dal 1995 al 2000 è stato scelto quale capo gabinetto da Mario Monti, al tempo commissario europeo, prima al mercato interno e poi alla concorrenza. Dal 2002 al 2005 è stato vice segretario generale della Commissione europea.
Candidato alle Elezioni politiche italiane del 2013, non viene eletto al Parlamento. DUNQUE UN TROMBATO POLITICO AMICO DI MONTI....GIUDICATE VOI
Filippo Bubbico (Montescaglioso, 26 febbraio 1954) è un politico e architetto italiano.
Indice
Laureato in architettura a Roma nel 1979, l'anno seguente venne eletto sindaco del suo paese e dal 1985 entrò per la prima volta nel Consiglio Regionale della Basilicata; nel 1987 si dimise tuttavia da quest'incarico per diventare segretario provinciale del Partito Comunista Italiano a Matera.
La politica
Dal 1991 aderisce dapprima al Partito Democratico della Sinistra e poi ai Democratici di Sinistra. Nel 1995 diventa per la seconda volta consigliere regionale e Vice Presidente della Giunta Regionale ricoprendo, inoltre, l'incarico di assessore alla Sanità e all'Ambiente ed in seguito quello di presidente della regione Basilicata dal 2000 al 2005, alla guida di una coalizione di centrosinistra ottenendo il 63,1% dei consensi contro il 35,1% di Nicola Pagliuca candidato del centrodestra e lo 0,8% di Maurizio Bolognetti candidato della Lista Bonino Pannella.
Eletto in Basilicata al Senato dopo le elezioni politiche del 2006 in rappresentanza dell'Ulivo, il 18 maggio del 2006 è stato nominato Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico nel secondo governo Prodi.
Il 25 ottobre 2006 si dimette da senatore e viene sostituito da Salvatore Adduce. L'anno seguente si candida alle primarie del Partito Democratico nel collegio di Pisticci con una lista a sostegno di Walter Veltroni.
Nelle elezioni del 2008 viene eletto senatore nel Partito Democratico. Al Senato, è presidente della commissione permanente per l'industria, il commercio e il turismo.
Nel dicembre 2012, alle primarie del PD della provincia di Matera, indette per eleggere i candidati del partito al Parlamento italiano in vista delle elezioni politiche italiane del 2013, ha ottenuto il primo posto tra i vari candidati con 5.144 preferenze, è quindi candidato del PD al parlamento italiano alle elezioni 2013. Il 25 febbraio 2013 viene rieletto senatore. DUNQUE UN PROFESSIONISTA DELLA POLITICA VICINO A PRODI...

Giancarlo Giorgetti
Uomo di riferimento della Lega Nord, molto vicino a Movimento Giovani Padani. BOCCONIANO

Capogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati
In carica
Inizio mandato 19 marzo 2013
Laureato in economia all'Università Bocconi di Milano, commercialista professionista e revisore contabile, è parlamentare alla Camera dei deputati fin dal 1996, sempre con la Lega Nord Padania (nel 2001 viene rieletto nel collegio maggioritario di Sesto Calende). Sino al 2004 ha ricoperto la carica di sindaco di Cazzago Brabbia alla guida della lista "Lista per Cazzago - Lega Nord Padania".
Nel 2001 è il principale autore della discussa Legge 40/2004 .
Dal 2001 al 2006 ha ricoperto il ruolo di presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione. Inoltre durante il Governo Berlusconi II è stato, dal 12 giugno al 21 giugno 2001, Sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti.
Alle elezioni politiche del 2006 viene rieletto deputato come secondo candidato della lista "Lega Nord Padania - Movimento per l'autonomia" nella circoscrizione Lombardia-1.
Nella scorsa legislatura ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della commissione affari esteri della Camera dei deputati ed è stato membro della delegazione parlamentare italiana alla NATO.
Al 7º Congresso Nazionale della Lega Lombarda, tenutosi a Milano il 14 gennaio 2007, viene riconfermato per acclamazione Segretario Nazionale. In quell'occasione pronuncia un discorso legato al rilancio della madre di tutte le Leghe del Nord e all'operosità del cosiddetto "Militante ignoto" che lavora sempre e molto per il movimento senza chiedere nulla e senza curarsi delle chiacchiere della stampa di regime.
Il 5 gennaio 2008 partecipa al summit fra Lega Nord e Lega dei Ticinesi, tenutosi al Grott dal Prévat di Bosco Luganese, al quale sono presenti il Segretario federale del Carroccio Umberto Bossi, il Presidente dei leghisti svizzeri Giuliano Bignasca, il Consigliere di Stato elvetico Marco Borradori, il deputato Norman Gobbi e il Presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni. Si parla di problemi dell'area insubre, fra i quali i trasporti e del futuro dell'aeroporto milanese di Malpensa. Giorgetti definisce l'incontro fra i due movimenti politici un "piccola Yalta leghista".
Nella campagna elettorale per le politiche 2008 insiste nel "discorso della finestra", confidando che per la storia della Lega Nord e della Padania si stia aprendo una finestra su un futuro fatto di federalismo, indipendenza e libertà.
Alle Elezioni Politiche del 2008 viene rieletto a Montecitorio per la lista Lega Nord. È quindi tornato a presiedere la Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei deputati.
Giorgetti è relatore della Manovra economica correttiva del 2011 approvata definitivamente alla Camera il 15/7/11 con 316 si, 284 no e 3 astenuti dopo che il Governo ha posto la questione di fiducia.
Nel 2012 con l'avvicinarsi nel nuovo Congresso per l'elezione del nuovo segretario della Lega Lombarda, Giorgetti annuncia di non volersi ricandidare.
Nel 2013 ritorna deputato alla Camera della Lega Nord di cui è capogruppo nella XVII legislatura...UN SAGGIO???

Mario Walter Mauro (San Giovanni Rotondo, 24 luglio 1961) è un politico e accademico italiano.
E' stato Vicepresidente del Parlamento europeo dal 2004 al 2009 e Capo della Delegazione del Popolo della Libertà nel Parlamento europeo dal 2009 al 2013. Dal 2013 è Capogruppo al Senato della Repubblica di Scelta Civica per l'Italia.
Nel gennaio 2013 lascia il Popolo della Libertà ed aderisce alla nuova forza politica del Premier Mario Monti: Scelta Civica.
Il 9 gennaio 2013 si dimette ufficialmente da Capo Delegazione del PdL all'Europarlamento e dal Partito, criticando duramente la ricandidatura a Premier da parte di Silvio Berlusconi e la rinnovata alleanza con la Lega Nord. Il discorso di Mauro è stato lungamente applaudito da tutti gli esponenti del Partito Popolare Europeo.
Alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 si candida per il Senato, capolista in Lombardia, nella lista unica di Monti denominata Con Monti per l'Italia. Viene eletto senatore in Lombardia e successivamente Capogruppo di Scelta Civica per l'Italia al Senato della Repubblica


Alfredo d’Ecclesia,Nicola Evoli.
 

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