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venerdì 22 marzo 2013

I soliti ignobili


MI PARE CHE ANCHE L'ULTIMO DEGLI ORBI SI SARA' ACCORTO DA UN PEZZO DI COME TUTTO QUELLO CHE E' ACCADUTO NELLE ULTIME SETTIMANE SIA "PURO SUCCO AL 100%" DELL'ATTIVITA' DEL M5S.
PER MESI DI CAMPAGNA ELETTORALE, INFATTI, I SOLITI "IGNOBILI" HANNO CONTINUATO CON I PROPRI SISTEMI DI PROPAGANDA ASSOLUTAMENTE STOMACHEVOLI. L'UNO CON ATTACCHI CONTINUI ALLA FAZIONE AVVERSA E SOPRATTUTTO AL SUO LEADER, SENZA MAI PRESENTARE UNA VERA PROPOSTA INNOVATIVA, GLI ALTRI SPARANDO DATI E STATISTICHE PER CONVINCERE I CREDULONI DEL LORO PRODIGIOSO RECUPERO, SENZA MAI PRESENTARE UNA VERA PROPOSTA INNOVATIVA. NESSUNO AVEVA QUINDI FORNITO QUALCOSA DI "PRESENTABILE" ALL'OPINIONE PUBBLICA.
POI GLI ITALIANI HANNO VOTATO, ED E' SUCCESSO QUEL CHE SAPPIAMO, OVVERO CHE SE SI SOMMANO I VOTI DEL M5S, A QUELLI DEI NON VOTANTI E MAGARI CI SI BUTTANO DENTRO UN PO' DEI VOTI A QUALCUNA DI QUELLE "LISTARELLE" EFFETTIVAMENTE NUOVE, ECCO CHE VIENE FUORI IL PARTITO DI MAGGIORANZA: IL P.Q.R.C. CIOE' IL PARTITO DI QUELLI CHE SI SONO ROTTI I COGLIONI.
CONSIDERATO CIO', ECCO CHE IMMEDIATAMENTE, COME SE SI FOSSE AD UNO SPETTACOLO DEL MAGO SILVAN, TUTTE LE CARTE IN TAVOLA SONO CAMBIATE. TUTTI HANNO COMINCIATO A DIRE IL CONTRARIO DI QUANTO SOSTENUTO SINO A POCHI GIORNI PRIMA. POI SONO SALTATI IMPROVVISAMENTE FUORI PROGRAMMINI DELL'ULTIM'ORA CHE GUARDA CASO RICALCANO IN MOLTI PUNTI CIO' CHE GRILLO E I SUOI CHIEDONO DA MESI E MESI (PERO' SEMPRE SCRITTI IN MODO CHE LA GENTE SEMPLICE NE POSSA CAPIRE MENO DELLA META'). QUALCUNO ORMAI SENTENDOSI NEL GORGO DEL LAVANDINO, PRONTO A SCIVOLARE DEFINITIVAMENTE NELLE FOGNE, TENTA E PROPONE ALLEANZE IMPROBABILI E IMPROPONIBILI (SOPRATTUTTO AL POPOLO DEI P.Q.R.C.), ED ADDIRITTURA LE PROPONE AL CAPO DELLO STATO IL QUALE NEL FRATTEMPO, COME TUTTI I "SOLITI IGNOBILI" HA RIPRESO LA SUA ANTICA ABITUDINE OVVERO QUELLA DI ESSERE UNA BANDERUOLA ED HA GIRATO SU SE STESSO CERCANDO DI SEGUIRE IL VENTO. PER FARE CIO' HA OVVIAMENTE DOVUTO ABBANDONARE SULL'AUTOSTRADA DELLA PROPRIA CONVENIENZA POLITICA ANCHE IL FEROCE CANE DA GUARDIA CHE CI AVEVA AIZZATO CONTRO E DIFESO PER 12 MESI DA CHI TENTAVA DI RIBELLARSI. LO HA LASCIATO LI' COME UN PIRLA, ANZI UN BIGUL (COME DIREBBERO A VARESE) A CREDERE DI ESSERE IL PROSSIMO PRESIDENTE DEL SENATO. POI QUANDO DETTO BIGUL HA PRESO UN BEL CALCIO IN CULO IN SEGNO DI DEFINITIVO ALLONTANAMENTO, PUR DI NON AMMETTERE L'EVIDENTE FALLIMENTO TOTALE DELLA SUA STRATEGIA POLITICA, HA COMINCIATO AD ILLUDERSI E A FAVOLEGGIARE SUL SUO RUOLO DI PREDESTINATO AL QUIRINALE, E BEANDOSI IN QUESTA FANTASIA SI E' SGRANOCCHIATO QUEL CHE RIMANEVA DEL PARTITO MESSO SU IN FRETTA E FURIA PER FAR VEDERE CHE IN ITALIA ESISTEVA SOLO LUI.
NEL FRATTEMPO ALLA CAMERA E AL SENATO I RISPETTIVI PRESIDENTI HANNO INCREDIBILMENTE COMINCIATO AD AUTOAPPLICARSI UNA SORTA DI SPENDING REVIEW, E SI SONO DECURTATI LO STIPENDIO DEL 30%. MA GRILLO DIXIT: "POCHINO!". E ALLORA, MA SI', CREPI L'AVARIZIA FACCIAMO IL 50% E CI AGGIUNGIAMO ANCHE INDENNITA' E APPARTAMENTO DI SERVIZIO.
MA CHISSA' COME MAI LO AVRANNO FATTO?
SPINTI DA COSA? DALLO SPIRITO "FRANCESCANO" DEL NEO PAPA BERGOGLIO?
MAH!? AI "POSTER" ELETTORALI (PROSSIMI VENTURI) L'ARDUA SENTENZA.
COSA FARA' QUINDI MONSIEUR GOLPE, ALTRIMENTI DETTO "GIORGIO 'A BANDERUOLA"?
LEGGIAMO COSA SCRIVONO UN PAIO DI MIEI COLLEGHI A RIGUARDO UNITI DAL SOTTOSCRITTO IN UNA SORTA DI MEGA-ARTICOLONE SPERO SUFFICIENTEMENTE RIVELATORE:

“Beppe ha cercato di spiegare a Napolitano la rivoluzione che sta accadendo, il cambiamento del mondo, gli ha detto che i paradigmi a cui siamo abituati non vanno più bene. Gli abbiamo spiegato che gli italiani hanno deciso che questi partiti non li vogliono più.
Gli abbiamo spiegato che il vero vincitore di queste elezioni, la maggioranza assoluta degli italiani, è rappresentato dal M5S e dagli astenuti. Questo è il primo partito in Italia: è il partito che dice che non vuole più la vecchia politica“.
Questo è, in breve, quanto ha riferito Vito Crimi ai colleghi senatori del Movimento 5 Stelle sulle consultazioni al Quirinale con Giorgio Napolitano.

Una giornata davvero triste ed opaca per la Repubblica Italiana, se dovessimo prendere atto, domattina, che il presidente degli italiani, Giorgio Napolitano, proprio non è riuscito ad accorgersene – durante i sette anni di mandato – che l’Italia 2.0 c’è, non è solo grillina e proprio non sa che farsene dei robivecchi e trasformisti.

Ancor più triste, come giorno, se dobbiamo assistere ad un intervento di Nichi Vendola, autoproclamato difensore di oppressi e diseredati, che dimentica in un sol colpo ‘da quale lato della storia’ dovrebbe stare e rivendica per il PD+SEL un’egemonia parlamentare che non corrisponde al volto reale del paese.

E’ grazie al Porcellum – ed affatto in base alle volontà degli italiani – che alla Camera Partito Democratico e SEL abbiano conseguito la maggioranza assoluta, come l’essere in pole position nell’elezione del Capo dello Stato, con l’apporto dei Montiani.

Una Sinistra Ecologia e Libertà che parla come se non fosse arcinoto che “il M5S non accorderà alcuna fiducia a governi politici o pseudo tecnici con l’ausilio delle ormai familiari ‘foglie di fico’ come Grasso. Il M5S voterà invece ogni proposta di legge se parte del suo programma” e che “come forza di opposizione, chiederà la presidenza delle Commissioni del Copasir e della Vigilanza RAI”.

Una storia triste – quella di una solita sinistra che vince ma non vince – che non manca di attori a destra, dove PdL e Lega inutilmente si prodigano ad offrire – da 4 mesi a dire il vero – la stampella che serve per uscire da questo cul de sac.

Dunque, mentre Grillo spiega al Quirinale chi siano gli italiani e cosa non vogliano assolutamente, mentre Berlusconi offre larghe intese per un governo d’alto profilo, potrebbe verificarsi che il nostro presidente della Repubblica decida di giocarsi l’aut aut al Parlamento: o nominare premier chi sarà incaricato da lui oppure tenersi Mario Monti per altri 3-4 mesi, mentre si elegge il presidente e si va a nuove elezioni.

In questo disastro incombente, spiegano fonti del Quirinale, «il presidente ha più volte ripetuto che resterà al suo posto fino all’ultimo giorno. A meno di situazioni imprevedibili e, soprattutto, ingestibili».
Ad esempio, come quella – prefigurata su La Stampa da Federico Geremicca che di ‘partito’ se ne intende – che verrebbe a crearsi dinanzi al flop di un premier incaricato da Napolitano che però non ottenga la fiducia del Parlamento.

Una mossa suicida per l’Italia attuata dalla solita gerontocrazia che – vale la pena di iniziare a dirlo – probabilmente non era al passo con i tempi già nel lontano 1956. Gente convinta che esiste un solo mondo ‘giusto’, una sola gente ‘giusta’ – loro stessi, na klar – un solo modo giusto. Gente che, però, non ci sta ad assumersi le tragiche responsabilità di un disastro ultraventennale.

Che si tratti di Bersani – navigato politico – o di Grasso – professionista dell’antimafia – sarebbe inevitabilmente un flop: è troppa e tanta la diffidenza verso di loro da parte degli elettori.
Come ha correttamente detto qualcuno dei M5S, se PD, SEL e PDL vogliono credibilità, che facciano un governissimo e producano loro le riforme che attendiamo da decenni, ma è davvero difficile che un governo di Pietro Grasso sostenuto dal PdL e dal PD possa far meno danni di quello uscente presieduto da Mario Monti.

In questi minuti, un accigliato Partito Democratico annuncia, dopo essersi lungamente e, forse, affannosamente consultato con il Presidente Napolitano, di “mettersi al servizo dell’esigenza di cambiamento e governabilità” del Paese, come partito di maggioranza parlamentare, offrendo diverse riflessioni al Capo dello Stato. Riflessioni, non proposte od ipotesi: le esigenze di cambiamento e governabilità possono aspettare.
Intanto, solo grazie a La7 – che ha posto la domanda giusta – scopriamo che Bersani non ha nè un piano B nè, soprattutto, un piano A, ma anche che vuole la premiership e che il Partito Democratico si rivolgerà a tutto il Parlamento e, dunque, anche alla Lega ed, più o meno esplicitamente, il PdL del giaguaro Berlusconi.

Di tutto un po’ e nulla di tutto.

Intanto, caso mai Partitocrazia e Quirinale non avessero capito come vanno le cose e chi sono gli italiani, ci pensa l’ambasciatore americano David Thorne, che spiegava giorni fa al Liceo Visconti di Roma, come “voi giovani siete il futuro dell’Italia. Voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire. Tocca a voi ora agire per vostro Paese, un Paese importantissimo nel mondo. So che ci sono problemi e sfide in questo momento, problemi con la meritocrazia, ma voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento. Spero che molti di voi daranno un contributo positivo in questo senso per il vostro Paese”.

Giorgio Napolitano ha una sola notte per decidere, speriamo solo che non si sbagli di nuovo, come gli accadde in gioventù riguardo i fatti d’Ungheria.

DIETRO LE QUINTE SI SENTE INFATTI UN GRAN CHIACCHIERICCIO

Pd e Pdl hanno infatti ripreso a parlarsi per la formazione del governo e lo faranno probabilmente per tutta la notte ancora. Sono refoli di una trattativa molto complicata, resa possibile soltanto dall’atteggiamento assunto da Giorgio Napolitano nel corso delle consultazioni. Il presidente della Repubblica stasera ha piegato, non senza fatica, un “testardo” Pier Luigi Bersani che chiedeva per sé, con pervicacia, nomina e incarico a premier. Napolitano ha risposto al segretario del Pd che senza una maggioranza certa lui non lo avrebbe mai nominato (e i voti di Beppe Grillo sono rimasti una pura illusione).

Il capo dello stato ha manifestato pure un sospetto riferito alla testardaggine di Bersani, ovvero il retropensiero che il segretario coltivi in realtà l’intenzione occulta di provocare le elezioni anticipate. Ma la novità faticosamente emersa nel corso del lungo colloquio, durato un’ora e mezza, è che Bersani, forse anche per effetto di pressioni interne al Pd, alla fine ha un po’ cambiato linea: pare che sia disponibile ad accettare – ma a certe condizioni – l’appoggio da parte del Pdl. Bisogna ancora capire tuttavia in che modo, sotto quali forme possa verificarsi una simile convergenza ritenuta fino a poche ore fa assolutamente impossibile. I contatti, cauti, si sono attivati questa sera, con un giro di telefonate che ha coinvolto il segretario del Pdl Angelino Alfano, da sempre considerato un interlocutore affidabile negli ambienti del centrosinistra. Ma il Pd non si fida del carattere per così dire “mutevole” di Silvio Berlusconi e il Pdl è invece molto interessato a discutere dell’elezione del prossimo capo dello stato, provocando ulteriori sospetti nel Pd.

È nell’incrocio tra Palazzo Chigi e Quirinale che dunque si gioca la partita: Berlusconi insegue l’idea di un presidente di garanzia e in cambio – forse – potrebbe persino far nascere un governo guidato da Bersani trovando pure quei “tre o quattro punti di contatto con il Pd” che Napolitano, oggi pomeriggio nel loro colloquio, lo ha invitato a individuare. Ma quanto sarà possibile modificare, o ammorbidire, la linea degli otto punti votata dalla segreteria del Pd, quella immaginata per agganciare Grillo? E quale presidente della Repubblica potrà andare bene al Cavaliere ed essere però contemporaneamente una figura “alta” e gradita al centrosinistra? E infine: quanto costerebbe in termini di consenso al Pd una stranissima maggioranza con il nemico di Arcore?

Emanuele Macaluso, grande e vecchio amico del presidente Napolitano si è fatto sfuggire una considerazione rivelatrice, quasi oracolare: «Il lavoro che sta facendo adesso il presidente della Repubblica è solo propedeutico per quello che dovrà fare il suo successore».


Stefano Davidson
fonti:
Stefano Davidson  http://demata.wordpress.com/ http://www.linkiesta.it/
MI PARE CHE ANCHE L'ULTIMO DEGLI ORBI SI SARA' ACCORTO DA UN PEZZO DI COME TUTTO QUELLO CHE E' ACCADUTO NELLE ULTIME SETTIMANE SIA "PURO SUCCO AL 100%" DELL'ATTIVITA' DEL M5S. 
PER MESI DI CAMPAGNA ELETTORALE, INFATTI, I SOLITI "IGNOBILI" HANNO CONTINUATO CON I PROPRI SISTEMI DI PROPAGANDA ASSOLUTAMENTE STOMACHEVOLI. L'UNO CON ATTACCHI CONTINUI ALLA FAZIONE AVVERSA E SOPRATTUTTO AL SUO LEADER, SENZA MAI PRESENTARE UNA VERA PROPOSTA INNOVATIVA, GLI ALTRI SPARANDO DATI E STATISTICHE PER CONVINCERE I CREDULONI DEL LORO PRODIGIOSO RECUPERO, SENZA MAI PRESENTARE UNA VERA PROPOSTA INNOVATIVA. NESSUNO AVEVA QUINDI FORNITO QUALCOSA DI "PRESENTABILE" ALL'OPINIONE PUBBLICA. 
POI GLI ITALIANI HANNO VOTATO, ED E' SUCCESSO QUEL CHE SAPPIAMO, OVVERO CHE SE SI SOMMANO I VOTI DEL M5S, A QUELLI DEI NON VOTANTI E MAGARI CI SI BUTTANO DENTRO UN PO' DEI VOTI A QUALCUNA DI QUELLE "LISTARELLE" EFFETTIVAMENTE NUOVE, ECCO CHE VIENE FUORI IL PARTITO DI MAGGIORANZA: IL P.Q.R.C. CIOE' IL PARTITO DI QUELLI CHE SI SONO ROTTI I COGLIONI.
CONSIDERATO CIO', ECCO CHE IMMEDIATAMENTE, COME SE SI FOSSE AD UNO SPETTACOLO DEL MAGO SILVAN, TUTTE LE CARTE IN TAVOLA SONO CAMBIATE. TUTTI HANNO COMINCIATO A DIRE IL CONTRARIO DI QUANTO SOSTENUTO SINO A POCHI GIORNI PRIMA. POI SONO SALTATI IMPROVVISAMENTE FUORI PROGRAMMINI DELL'ULTIM'ORA CHE GUARDA CASO RICALCANO IN MOLTI PUNTI CIO' CHE GRILLO E I SUOI CHIEDONO DA MESI E MESI (PERO' SEMPRE SCRITTI IN MODO CHE LA GENTE SEMPLICE NE POSSA CAPIRE MENO DELLA META'). QUALCUNO ORMAI SENTENDOSI NEL GORGO DEL LAVANDINO, PRONTO A SCIVOLARE DEFINITIVAMENTE NELLE FOGNE, TENTA E PROPONE ALLEANZE IMPROBABILI E IMPROPONIBILI (SOPRATTUTTO AL POPOLO DEI P.Q.R.C.), ED ADDIRITTURA LE PROPONE AL CAPO DELLO STATO IL QUALE NEL FRATTEMPO, COME TUTTI I "SOLITI IGNOBILI" HA RIPRESO LA SUA ANTICA ABITUDINE OVVERO QUELLA DI ESSERE UNA BANDERUOLA ED HA GIRATO SU SE STESSO CERCANDO DI SEGUIRE IL VENTO. PER FARE CIO' HA OVVIAMENTE DOVUTO ABBANDONARE SULL'AUTOSTRADA DELLA PROPRIA CONVENIENZA POLITICA ANCHE IL FEROCE CANE DA GUARDIA CHE CI AVEVA AIZZATO CONTRO E DIFESO PER 12 MESI DA CHI TENTAVA DI RIBELLARSI. LO HA LASCIATO LI' COME UN PIRLA, ANZI UN BIGUL (COME DIREBBERO A VARESE) A CREDERE DI ESSERE IL PROSSIMO PRESIDENTE DEL SENATO. POI QUANDO DETTO BIGUL HA PRESO UN BEL CALCIO IN CULO IN SEGNO DI DEFINITIVO ALLONTANAMENTO, PUR DI NON AMMETTERE L'EVIDENTE FALLIMENTO TOTALE DELLA SUA STRATEGIA POLITICA, HA COMINCIATO AD ILLUDERSI E A FAVOLEGGIARE SUL SUO RUOLO DI PREDESTINATO AL QUIRINALE, E BEANDOSI IN QUESTA FANTASIA SI E' SGRANOCCHIATO QUEL CHE RIMANEVA DEL PARTITO MESSO SU IN FRETTA E FURIA PER FAR VEDERE CHE IN ITALIA ESISTEVA SOLO LUI. 
NEL FRATTEMPO ALLA CAMERA E AL SENATO I RISPETTIVI PRESIDENTI HANNO INCREDIBILMENTE COMINCIATO AD AUTOAPPLICARSI UNA SORTA DI SPENDING REVIEW, E SI SONO DECURTATI LO STIPENDIO DEL 30%. MA GRILLO DIXIT: "POCHINO!". E ALLORA, MA SI', CREPI L'AVARIZIA FACCIAMO IL 50% E CI AGGIUNGIAMO ANCHE INDENNITA' E APPARTAMENTO DI SERVIZIO. 
MA CHISSA' COME MAI LO AVRANNO FATTO? 
SPINTI DA COSA? DALLO SPIRITO "FRANCESCANO" DEL NEO PAPA BERGOGLIO? 
MAH!? AI "POSTER" ELETTORALI (PROSSIMI VENTURI) L'ARDUA SENTENZA. 
COSA FARA' QUINDI MONSIEUR GOLPE, ALTRIMENTI DETTO "GIORGIO 'A BANDERUOLA"?
LEGGIAMO COSA SCRIVONO UN PAIO DI MIEI COLLEGHI A RIGUARDO UNITI DAL SOTTOSCRITTO IN UNA SORTA DI MEGA-ARTICOLONE SPERO SUFFICIENTEMENTE RIVELATORE:

“Beppe ha cercato di spiegare a Napolitano la rivoluzione che sta accadendo, il cambiamento del mondo, gli ha detto che i paradigmi a cui siamo abituati non vanno più bene. Gli abbiamo spiegato che gli italiani hanno deciso che questi partiti non li vogliono più. 
Gli abbiamo spiegato che il vero vincitore di queste elezioni, la maggioranza assoluta degli italiani, è rappresentato dal M5S e dagli astenuti. Questo è il primo partito in Italia: è il partito che dice che non vuole più la vecchia politica“.
Questo è, in breve, quanto ha riferito Vito Crimi ai colleghi senatori del Movimento 5 Stelle sulle consultazioni al Quirinale con Giorgio Napolitano.

Una giornata davvero triste ed opaca per la Repubblica Italiana, se dovessimo prendere atto, domattina, che il presidente degli italiani, Giorgio Napolitano, proprio non è riuscito ad accorgersene – durante i sette anni di mandato – che l’Italia 2.0 c’è, non è solo grillina e proprio non sa che farsene dei robivecchi e trasformisti.

Ancor più triste, come giorno, se dobbiamo assistere ad un intervento di Nichi Vendola, autoproclamato difensore di oppressi e diseredati, che dimentica in un sol colpo ‘da quale lato della storia’ dovrebbe stare e rivendica per il PD+SEL un’egemonia parlamentare che non corrisponde al volto reale del paese.

E’ grazie al Porcellum – ed affatto in base alle volontà degli italiani – che alla Camera Partito Democratico e SEL abbiano conseguito la maggioranza assoluta, come l’essere in pole position nell’elezione del Capo dello Stato, con l’apporto dei Montiani.

Una Sinistra Ecologia e Libertà che parla come se non fosse arcinoto che “il M5S non accorderà alcuna fiducia a governi politici o pseudo tecnici con l’ausilio delle ormai familiari ‘foglie di fico’ come Grasso. Il M5S voterà invece ogni proposta di legge se parte del suo programma” e che “come forza di opposizione, chiederà la presidenza delle Commissioni del Copasir e della Vigilanza RAI”.

Una storia triste – quella di una solita sinistra che vince ma non vince – che non manca di attori a destra, dove PdL e Lega inutilmente si prodigano ad offrire – da 4 mesi a dire il vero – la stampella che serve per uscire da questo cul de sac.

Dunque, mentre Grillo spiega al Quirinale chi siano gli italiani e cosa non vogliano assolutamente, mentre Berlusconi offre larghe intese per un governo d’alto profilo, potrebbe verificarsi che il nostro presidente della Repubblica decida di giocarsi l’aut aut al Parlamento: o nominare premier chi sarà incaricato da lui oppure tenersi Mario Monti per altri 3-4 mesi, mentre si elegge il presidente e si va a nuove elezioni.

In questo disastro incombente, spiegano fonti del Quirinale, «il presidente ha più volte ripetuto che resterà al suo posto fino all’ultimo giorno. A meno di situazioni imprevedibili e, soprattutto, ingestibili».
Ad esempio, come quella – prefigurata su La Stampa da Federico Geremicca che di ‘partito’ se ne intende – che verrebbe a crearsi dinanzi al flop di un premier incaricato da Napolitano che però non ottenga la fiducia del Parlamento.

Una mossa suicida per l’Italia attuata dalla solita gerontocrazia che – vale la pena di iniziare a dirlo – probabilmente non era al passo con i tempi già nel lontano 1956. Gente convinta che esiste un solo mondo ‘giusto’, una sola gente ‘giusta’ – loro stessi, na klar – un solo modo giusto. Gente che, però, non ci sta ad assumersi le tragiche responsabilità di un disastro ultraventennale.

Che si tratti di Bersani – navigato politico – o di Grasso – professionista dell’antimafia – sarebbe inevitabilmente un flop: è troppa e tanta la diffidenza verso di loro da parte degli elettori.
Come ha correttamente detto qualcuno dei M5S, se PD, SEL e PDL vogliono credibilità, che facciano un governissimo e producano loro le riforme che attendiamo da decenni, ma è davvero difficile che un governo di Pietro Grasso sostenuto dal PdL e dal PD possa far meno danni di quello uscente presieduto da Mario Monti.

In questi minuti, un accigliato Partito Democratico annuncia, dopo essersi lungamente e, forse, affannosamente consultato con il Presidente Napolitano, di “mettersi al servizo dell’esigenza di cambiamento e governabilità” del Paese, come partito di maggioranza parlamentare, offrendo diverse riflessioni al Capo dello Stato. Riflessioni, non proposte od ipotesi: le esigenze di cambiamento e governabilità possono aspettare.
Intanto, solo grazie a La7 – che ha posto la domanda giusta – scopriamo che Bersani non ha nè un piano B nè, soprattutto, un piano A, ma anche che vuole la premiership e che il Partito Democratico si rivolgerà a tutto il Parlamento e, dunque, anche alla Lega ed, più o meno esplicitamente, il PdL del giaguaro Berlusconi.

Di tutto un po’ e nulla di tutto.

Intanto, caso mai Partitocrazia e Quirinale non avessero capito come vanno le cose e chi sono gli italiani, ci pensa l’ambasciatore americano David Thorne, che spiegava giorni fa al Liceo Visconti di Roma, come “voi giovani siete il futuro dell’Italia. Voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire. Tocca a voi ora agire per vostro Paese, un Paese importantissimo nel mondo. So che ci sono problemi e sfide in questo momento, problemi con la meritocrazia, ma voi potete prendere in mano il vostro Paese e agire, come il Movimento 5 Stelle, per le riforme e il cambiamento. Spero che molti di voi daranno un contributo positivo in questo senso per il vostro Paese”.

Giorgio Napolitano ha una sola notte per decidere, speriamo solo che non si sbagli di nuovo, come gli accadde in gioventù riguardo i fatti d’Ungheria.

DIETRO LE QUINTE SI SENTE INFATTI UN GRAN CHIACCHIERICCIO

Pd e Pdl hanno infatti ripreso a parlarsi per la formazione del governo e lo faranno probabilmente per tutta la notte ancora. Sono refoli di una trattativa molto complicata, resa possibile soltanto dall’atteggiamento assunto da Giorgio Napolitano nel corso delle consultazioni. Il presidente della Repubblica stasera ha piegato, non senza fatica, un “testardo” Pier Luigi Bersani che chiedeva per sé, con pervicacia, nomina e incarico a premier. Napolitano ha risposto al segretario del Pd che senza una maggioranza certa lui non lo avrebbe mai nominato (e i voti di Beppe Grillo sono rimasti una pura illusione).

Il capo dello stato ha manifestato pure un sospetto riferito alla testardaggine di Bersani, ovvero il retropensiero che il segretario coltivi in realtà l’intenzione occulta di provocare le elezioni anticipate. Ma la novità faticosamente emersa nel corso del lungo colloquio, durato un’ora e mezza, è che Bersani, forse anche per effetto di pressioni interne al Pd, alla fine ha un po’ cambiato linea: pare che sia disponibile ad accettare – ma a certe condizioni – l’appoggio da parte del Pdl. Bisogna ancora capire tuttavia in che modo, sotto quali forme possa verificarsi una simile convergenza ritenuta fino a poche ore fa assolutamente impossibile. I contatti, cauti, si sono attivati questa sera, con un giro di telefonate che ha coinvolto il segretario del Pdl Angelino Alfano, da sempre considerato un interlocutore affidabile negli ambienti del centrosinistra. Ma il Pd non si fida del carattere per così dire “mutevole” di Silvio Berlusconi e il Pdl è invece molto interessato a discutere dell’elezione del prossimo capo dello stato, provocando ulteriori sospetti nel Pd.

È nell’incrocio tra Palazzo Chigi e Quirinale che dunque si gioca la partita: Berlusconi insegue l’idea di un presidente di garanzia e in cambio – forse – potrebbe persino far nascere un governo guidato da Bersani trovando pure quei “tre o quattro punti di contatto con il Pd” che Napolitano, oggi pomeriggio nel loro colloquio, lo ha invitato a individuare. Ma quanto sarà possibile modificare, o ammorbidire, la linea degli otto punti votata dalla segreteria del Pd, quella immaginata per agganciare Grillo? E quale presidente della Repubblica potrà andare bene al Cavaliere ed essere però contemporaneamente una figura “alta” e gradita al centrosinistra? E infine: quanto costerebbe in termini di consenso al Pd una stranissima maggioranza con il nemico di Arcore?

Emanuele Macaluso, grande e vecchio amico del presidente Napolitano si è fatto sfuggire una considerazione rivelatrice, quasi oracolare: «Il lavoro che sta facendo adesso il presidente della Repubblica è solo propedeutico per quello che dovrà fare il suo successore».



fonti:
me stesso http://demata.wordpress.com/ http://www.linkiesta.it/

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