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mercoledì 27 marzo 2013

Il sobrio Monti va in parlamento a prendere in giro tutti gli italiani.


Ha cominciato ringraziando il Ministro Terzi ,anche se le sue dimissioni sono inconsuete,e poi ha rivolto un pensiero ai due  militari italiani negando la prevalenza del business sulla vicenda. Ha bacchettato Terzi addossandogli colpe strategiche e ha parlato di relazioni con l’India,e della voglia di un nuovo governo.
Chiaramente non ha detto niente e non dirà niente ,il suo copione e quello del suo memore non prevedono altro.
 "Consentitemi di respingere con forza qualsiasi illazione su scambi o interessi privati. Le valutazioni sui rapporti economici non hanno condizionato l'obiettivo prioritario, ovvero di tutela dei nostri connazionali: la nostra priorità sono sempre state la sicurezza, l'incolumità e la dignità dei due marò e di tutti i cittadini italiani che si trovano in India, partner di primo piano".
 "Trattenere i marò in italia era oggetto di decisioni in itinere che non avrebbero dovuto essere oggetto di precipitose dichiarazioni alla stampa, che Terzi ha fatto, anticipando il risultato finale che non si poteva dare per scontato. Sono rimasto stupefatto per ciò che il ministro Terzi ha fatto e per ciò che non ha fatto", spiegando che Terzi non aveva ne informato  e ne si era opposto  "poteva preannunciare le proprie decisioni". L'obiettivo" di Terzi "non era quello di modificare una decisione, alla quale aveva consapevolmente partecipato, ma era quello più esterno di conseguire altri risultati che nei prossimi tempi diventeranno più evidenti" ha dichiarato Monti facendo  riferimento alle ambizioni  future  politiche di Terzi.
E il ritorno dei marò lo giustifica così: "Constatato che esistevano rischi di isolamento dell'Italia a seguito della grave crisi con l'India, il Cisr mi ha dato mandato di verificare se da parte indiana ci fossero assicurazioni sull'esclusione della pena di morte. La procedura arbitrale e il ripristino dell'immunità per nostro ambasciatore erano obiettivi che si sono poi risolti. Tali assicurazioni sono state ricevute per scritto nel pomeriggio del 21 marzo e pertanto sulla base di una dolorosa, responsabile ed encomiabile disponibilità dei marò che hanno dato prova dell'attaccamento al loro paese, Latorre e Girone hanno fatto ritorno in India. Si è trattato di una decisione difficile e dolorosa ma che ci è apparsa necessaria per consentire di riportare intera questione nell'alveo di controversia tra due stati sovrani evitando che contrapposizione sistemica pregiudicasse i rapporti. Abbiamo avviato un dialogo politico, abbiamo individuato un percorso verso soluzione rapida.Questo governo non vede l'ora di essere sollevato da questo incarico".E con queste parole ha concluso il suo intervento Mario Monti .

Alfredo d'Ecclesia

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