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giovedì 21 marzo 2013

Lettera del Generale Termentini al ministro Giulio Terzi

Signor Ministro buonasera. La ringrazio per l'evento svolto oggi al MAE e per la cordiale impronta che ha voluto dare dopo l'evento. Sono, però, sconcertato, deluso ed anche mortificato e Lei può ben comprendere i motivi. Non mi arrendo però e nonostante sia un cristiano non porgo l'altra guancia ma vado avanti affidandomi alla mia onestà intellettuale ed al mio senso etico. Per mia scelta e per mio costume non ho mai ricorso a parole estreme ma la notizia del tardo pomeriggio ha superato ogni limite accettabile per chi come me ha sempre creduto e crede nelle Istituzioni. Forse non tutti hanno ben compreso che la credibilità di un popolo non si fonda solo sulla gestione economica, sul debito pubblico, sullo spread o su quanto altro abbiamo sentito in questi utili tempi. Piuttosto tutto è legato, compresa l’economia, alla credibilità che la Nazione ha in ambito internazionale e quello che oggi è avvenuto ha cancellato l'ultimo residuo che ci faceva sentire orgogliosi di essere italiani. Quello che è avvenuto oggi è vergognoso, l'Italia ha dimostrato di accettare il ricatto di un altro Stato, supina accettazione che sarebbe punita anche dal nostro Codice Penale in quanto chi subisce un ricatto è obbligato a denunciare i fati e le persone. Qualcuno peraltro in Italia ha Tradito la Costituzione una seconda volta estradando di fatto cittadini italiani in un Paese dove saranno giudicati per ipotesi di reato per cui è prevista la pena di morte (articoli 26, 25, 111) peraltro in assenza di riscontri di prova non avendo fornito l’India alcuna risposta alle rogatorie della Procura Militare e Civile di Roma.
Un atto che offende tutti gli italiani che nel bene e nel male hanno creduto in un Esecutivo che sembrava avesse ottenuto buoni risultati nello gestire la vicenda riaffermando la sovranità nazionale e che in particolare offende coloro che come me fino all’ultimo momento hanno creduto a quanto veniva loro detto.
Tutto ciò non è accettabile e proprio perché non intendo porgere l’altra guancia credo che sia giunto il momento perché qualcuno si pronunci sull’ipotesi di “tradimento alla Costituzione” e sul perché la Procura della Repubblica di Roma non abbia evitato che i due militari espatriassero nonostante sia aperto nei loro confronti un fascicolo e nonostante che due cittadini italiani abbiano fatto richieste ufficiale in tal senso. Sono amareggiato, sconcertato ed adirato. Mi scusi lo sfogo ma da sempre ho espresso limpidamente e chiaramente ciò che penso e continuerò a farlo. Buona serata Fernando Termentini (mail@fernandotermentini.it)

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