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venerdì 8 marzo 2013

Riportiamo a casa i due militari prigionieri

In un comunicato stampa del gruppo facebook  Riportiamo a casa i due militari prigionieri
Gruppo di Facebook: http://www.facebook.com/groups/337996802910475/

viene rivolto un appello alla  Magistratura volto ad impedire la riconsegna all’India dei due militari
Il caso è divenuto una farsa non più sostenibile, tale da compromettere la loro stessa dignità sinora dimostrata al limite dell’eroico.

Roma 8 dicembre 2013. Il generale Fernando Termentini, Amministratore del gruppo facebook “Riportiamo a casa i due militari prigionieri” ha personalmente depositato presso il competente Ufficio della Procura della Repubblica di Roma un esposto, redatto e firmato insieme all’avvocato Emanuele Tomasicchio, della cui consulenza ed assistenza si è avvalso, volto a chiedere un provvedimento di “divieto di espatrio” nei confronti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, al fine di scongiurare qualsivoglia rischio di fuga, essendo stato nei loro confronti aperto un fascicolo con l’ipotesi di omicidio volontario. Il testo dell’esposto è scaricabile in versione pdf dalla pagina facebook “Riportiamo a casa i due militari prigionieri” al collegamento http://attachment.fbsbx.com/file_download.php?id=367533293361076&eid=ASuGSZlVjEXB0C3RvyB7oGhtqc-ezD8av3ZhouDKigVDugXgh9h4tCTwQok10eydoZ4&inline=1&ext=1362730111&hash=ASs5deaTGgusLJ69.
La notizia è da oggi di pubblico dominio a seguito della pubblicazione al riguardo di un articolo su “il Giornale” a firma di Fausto Biloslavo.
«L’iniziativa - spiega in una nota per la stampa il generale Fernando Termentini, Amministratore del Gruppo “Riportiamo a casa i due militari prigionieri” - è stata presa con l’intento di sbloccare una situazione che è giunta alla farsa a un livello tale da compromettere la stessa dignità dei due militari, che tuttavia non possono sottrarsi per dovere di disciplina alla linea ufficiale adottata dalla supreme e superiori Autorità».
«Altro aspetto degno di una “natalizia” commedia all’italiana - prosegue il generale Termentini - è che mentre l’Italia rivendica come un mantra la sua giurisdizione, che nella sostanza implica il rispetto della sua sovranità, di fatto riconosce e si sottomette alla giurisdizione indiana trattando il caso come fosse di competenza indiana, ancor peggio sino al pronunciamento della Suprema corte federale indiana, come fosse di competenza di un piccolo stato federato quasi si trattasse di un volgare caso da “rubagalline”. Per questo abbiamo deciso di rivolgerci alla Magistratura, Organo autonomo ed indipendente, estraneo ai giochi di opportunità e di interesse che sembrano condizionare la vicenda, affinché con un atto giurisdizionale di sua competenza venga anche inequivocabilmente riaffermata l’aspetto di sovranità nazionale, pregnante proprio per il coinvolgimento di due militari, Organo dello Stato nell’adempimento di compiti loro affidati in virtù di una Legge approvata dal Parlamento sovrano».
Una ulteriore puntualizzazione viene fatta dall’ingegnere Giorgio Prinzi, altro Amministratore del Gruppo, che entra nel merito della vicenda. «Dai dati oggettivi disponibili emerge a nostro avviso - puntualizza l’ingegnere Giorgio Prinzi - la completa estraneità dei nostri due commilitoni agli eventi che hanno portato alla morte per colpi di arma da fuoco dei due indiani imbarcati su un natante impegnato in presunte attività di pesca. Inoltre - prosegue Prinzi - ci troviamo di fronte a sconcertanti fatti di inquinamento delle prove, se non di vero e propri doloso tentativo di cancellarle. Il testimone, il natante in oggetto, è per colpa affondato, cancellando in questo modo eventuali segni di fuoco da bordo che avrebbero profondamente mutato lo scenario degli eventi».
«Pur essendo la nostra azione come Gruppo Facebook finalizzata a sostegno e a difesa dei due fucilieri di Marina - conclude Prinzi - non possiamo disinteressarci di casi omologhi di giustizia indiana “creativa” quale quello che vede incappati nel tritacarne della “civilissima” India altri due nostri connazionali. Mi riferisco al caso di Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni».

Allego una lettera del Generale Termentini e l'esposto a cui per motivi di privacy sono state tolte le generalità di La Torre e Girone chi volesse fare l'esposto può chiedere direttamente al Generale Termentini MAIL@FERNANDOTERMENTINI.IT 


Cari Amici,
come qualcuno avrà già letto sul “il Giornale” ieri,  insieme all’Avvocato  Emanuele Tomasicchio,  ho depositato presso la Cancelleria della Procura della Repubblica di Roma un Esposto chiedendo che sia esercitato sui due Marò la proibizione di espatrio per evitar e”la fuga” in considerazione del fascicolo aperto con l’ipotesi di Omicidio Volontario.

Un’iniziativa che spero aiuti a Rompere il silenzio e ci consenta come cittadini italiani di cominciare ad entrare nel vivo di una vicenda oscura per il nostro Paese.

Chi condividesse l’iniziativa può far suo l’Esposto ed indirizzarlo a mezzo Raccomandata AR a :
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma
Piazzale Clodio
00195 Roma

E raddoppiare l’invio a mezzo fax : 0639736135

Per chi è a Roma può farlo direttamente recandosi a Piazzale Clodio, cittadella giudiziaria, Palazzina B, quarto Piano stanza 442 (deposito denuncie) dalle 08,30 alle 13,00 di ogni giorno

Vi pregherei di divulgare agli altri amici che sono impegnati per i due Marò in modo che si abbia la massima risonanza.
Vi allego la copi dell''esposto e l'articolo uscito oggi su "Il Giornale"

Cari saluti

Fernando Termentini


 PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA
Ill.mo sig. Procuratore Aggiunto dott. Giancarlo Capaldo
Ill.mo PM dott.ssa Elisabetta Cennicola

   Il  sottoscritt:
__________________________________________________
nella qualità di cittadino italiano,
PREMESSO
- che, com'è noto, dal 15 febbraio 2012, due militari italiani sono stati fermati in India dalle locali autorità, con l'accusa di avere ucciso due pescatori dello stato del Kerala ;
- che i due militari sono : Serg. SALVATORE GIRONE,  ed il Capo 1^ classe MASSIMILIANO LATORRE,, entrambi in servizio nel Btg. " SAN MARCO ", Caserma Carlotto di Brindisi ;
- che, nonostante i principi cardine dell'Ordinamento Internazionale depongano per una pacifica giurisdizione dello Stato Italiano riguardo la vicenda de qua, le Autorità Indiane hanno opposto un netto rifiuto ad ogni ipotesi di competenza della Giustizia Italiana ;
- che, da notizie di stampa, si è appreso che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo sui fatti in argomento, sembrerebbe ipotizzando il reato di " omicidio volontario ", ascoltando altresì i due militari italiani nello scorso gennaio, prima del loro rientro in India ;
- che, nei giorni scorsi, i due marò sono rientrati in Italia usufruendo di una sorta di " licenza elettorale " ;
- che la gravità dei reati loro ascritti e la pacifica giurisdizione italiana sui fatti oggetto di indagine ( tesi ragionevolmente confortata dal fatto che la Procura di Roma abbia ritenuto di aprire un fascicolo di indagine a carico dei due predetti ) imporrebbero di scongiurare ogni potenziale pericolo di fuga dei militari Latorre e Girone, adottando all'uopo ogni consentita misura cautelare ;
- che l'unico idoneo provvedimento sul punto appare essere quello del divieto di espatrio, atto a scongiurare il rischio che i due militari si possano sottrarre alla Giustizia Italiana ;
tanto premesso, i sottoscritti istanti
CHIEDONO
rispettosamente alla A. G. in indirizzo l'adozione di idonea misura cautelare volta ad evitare ogni possibile pericolo di fuga dall'Italia dei marò Latorre Massimiliano e Girone Salvatore.
Con osservanza
Trani - Roma, 5 marzo 2013
Avv. Emanuele Tomasicchio
Gen. Fernando Termentini

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