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sabato 9 marzo 2013

VOTO ESTERO, GLI STRANI ONOREVOLI


LA GIOVANE BRASILIANA RENATA BUENO, IL POTENTE ARGENTINO RICARDO MERLO, L’IMPRENDITRICE AMERICANA ANGELA FITZGERALD
«Renato è al Senato», annuncia sul suo sito il neo senatore del Pd Renato “Ron”Turano (sessant’anni, tre figli, nove nipoti), anche se per ora sta a Chicago a pensare alle le tre fabbriche di pane (oltre seicento dipendenti) che si chiamano come lui (Turano) e sfornano prodotti freschi e congelati per 500 tonnellate al giorno.
Ileana Calabrò detta la Morocha, invece, rimarrà a Buenos Aires a fare la soubrette e, chissà, fingere di nuovo orgasmi in tv come da video su YouTube: il suo mentore, controverso senatore ex Pdl Juan Esteban Caselli, non ce l’ha fatta a farla planare in Parlamento, nonostante la bella presenza e il tanto rilievo sui media italiani.
E’ riuscita invece, a sorpresa, Renata Bueno, trentaquattrenne brasiliana, avvocato e già consigliera comunale, figlia di un politico del Partito socialista brasiliano, candidata all’ultimo momento nella lista civica Usei da Eugenio Sangregorio, che aveva messo in piedi l’Unione sudamericana emigrati italiani per finirci lui, seduto alla Camera.
E invece no, niente da fare, si consolerà forse coi rimborsi cui ha diritto.
Non ce l’ha fatta, ma ha raccolto in Europa la bellezza di 23 mila preferenze, Maria Daré Biancolin, presidente degli enologi italiani in Germania.
Segno dei tempi che cambiano, e quindi basta Carfagne, ma largo alle giovani donne impegnate? Può darsi.
Mentre nella politica regna il caos, e la cronaca si riempie di dettagli sulla presunta compravendita di senatori che portò alla caduta del governo Prodi, la nuova pattuglia della legione straniera è pronta a sbarcare a Roma.
Con le sue lunari diversità.
Il voto delle quattro circoscrizioni estere, infatti, è un’iniezione di equilibri tutti suoi: stravince il Pd, che col 29 e 30 per cento si porta a casa cinque deputati su dodici e quattro senatori su sei facendo l’en plein nella circoscrizione Africa, Asia, Antartide e Oceania, va bene la Lista Monti che è secondo partito con il 20 per cento, due deputati e un senatore; mentre sia il Pdl che il Movimento Cinque stelle restano inchiodati a un solo deputato - l’uscente Guglielmo Picchi, già bancario; Alessio Tacconi da Zurigo, 35 anni, ingegnere - e percentuali che per il partito del Cavaliere non superano il 15 per cento, e per quello di Grillo non arrivano nemmeno al dieci.
Tanto è pazzoide, l’equilibrio restituito dal mondo, che il vero vincitore di queste elezioni è però un altro. Ricardo Merlo, el dìputado, come c’è scritto sul suo sito web, fondatore e presidente del Maie, Movimento associativo Italiani all’estero, che presentandosi nella sola circoscrizione America latina ha raccolto due deputati e un senatore.
E che per se stesso ha messo insieme ben settantamila preferenze: un numero da vertigini, se si pensa che in tutto il Sudamerica i voti validi sono stati circa 300 mila.
Al secondo posto, il senatore Claudio Zin, sempre Maie, che ne ha raccolte 46 mila (mentre al terzo si piazza Aldo Di Biagio, ex deputato di Futuro e Libertà, sbarcato al senato con la lista Monti grazie a 43 mila preferenze in Europa).
Del resto il Movimento di Ricardo Merlo, nella circoscrizione America latina ha circa il 39 per cento dei voti, dodici punti percentuali in più del Partito democratico.
E, per di più, in parlamento potrà contare anche su un’altra eletta: la deputata Angela Rosaria Nissoli Fitzgerald detta Fucsia.
L’imprenditrice, che vive in Connecticut da 25 anni, marito, tre figli, e si definisce «da sempre impegnata nel sociale», pur essendo eletta con la Lista Monti è da tempo la coordinatrice Maie per il Nord America.
Quattro parlamentari son certo pochi, eppure dal senador Pallaro (peraltro ex sodale di Merlo) fino a Razzi e Scilipoti, è quanto meno viva la memoria della tarantella che da soli possono far ballare a un intero Parlamento.
La faccenda, peraltro, è ulteriormente complicata dal fatto che Ricardo Merlo, che ha imposto a Monti di non presentarsi in America Latina perché già c’era lui (accordo di desistenza), risulta a sua volta essere responsabile Italiani nel mondo dell’Udc di Pier Ferdinando Casini. «Siamo un movimento culturale, per noi non esistono né destra né sinistra, soltanto le istanze degli emigrati italiani», sintetizza lui in un video.
Un programma chiarissimo. Del resto, a motivare Merlo basterebbero i rimborsi cui per la terza volta avrà diritto come titolare di un partito tutto suo.
E mentre si attendono gli esiti delle già ben avviate polemiche e denunce sulla regolarità del voto estero, nero su bianco restano numeri impressionanti. Intanto, quanto a numero di votanti: un milione, contro i tre milioni di aventi diritto nel mondo, vale a dire circa il 30 per cento (in Italia ha votato il 75 per cento degli elettori).
Poi, quanto a numero di schede bianche, nulle o non assegnate: circa 107 mila al Senato e 113 mila alla Camera, dunque il 10 per cento, ossia all’incirca otto volte tanto la media nazionale.
Susanna Turco
(da l’Espresso“)

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