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venerdì 17 maggio 2013

Clamoroso Bloomberg: gli scienziati hanno stabilito che la causa del disastroso terremoto del 2011 è da imputare alle attività petrolifere.


- Debora Billi -
Clamoroso Bloomberg: gli scienziati hanno stabilito che la causa del disastroso terremoto del 2011 è da imputare alle attività petrolifere.
Davvero clamorosa la news uscita ieri su Bloomberg, e senza dubbio destinata a sollevare discussioni in tutto il pianeta. Ricordate la famosa questione del fracking che può causareterremoti? Questione ancora controversa, ma per nulla superata: malgrado i meno informati deridano l’ipotesi come una sciocchezza, sono le compagnie petrolifere le prime ad aver ammesso che la loro stessa attività di perforazione idraulica può causere sismi.
Ma finora erano stati presi in considerazione al massimo microsismi di grado basso.
Ora invece cambia tutto. Leggiamo da Bloomberg:
Gli scienziati hanno collegato il più grande terremoto avvenuto in Oklahoma allo smaltimento delle acque da produzione petrolifera, aggiungendo altre prove che possono condurre ad una regolamentazione del fracking per petrolio e gas.
Il terremoto di magnitudo 5,7 del 2011 ha seguito un aumento di ben 11 volte dell’attività sismica in tutta la zona centrale degli USA negli anni recenti, mentre venivano perforati pozzi di smaltimento per gestire l’aumento di acque reflue da fracking.
I ricercatori dell’Università dell’Oklahoma, della Columbia University e dell’US Geological Survey, che hanno pubblicato la loro ricerca sulla rivista Geology, sostengono che i risultati evidenziano il rischio a lungo termine che pongono le migliaia di pozzi, e mostrano la necessità di un monitoraggio migliore e la supervisione del governo.
I ricercatori dell’US Geological Survey avevano già avvisato un anno fa che l’aumento di terremoti negli Stati centrali era “quasi certamente di origine umana“. Per tre decenni fino al 2000, gli eventi sismici della zona ammontavano a circa 21 l’anno. Nel 2009 sono stati 50, 87 nel 2010 e ben 134 nel 2011, proprio in coincidenza con l’inizio delle attività petrolifere.
La serie a cascata di scosse mostra che il rischio che l’attività umana possa indurre grandi terremoti anche da piccole attività di iniezioni d’acqua, è probabilmente più alto di quanto non credessimo.
Così uno degli scienziati della Columbia. Forse è necessario cominciare a prendere sul serio l’ipotesi che il fracking possa causare terremoti anche consistenti, visto che ora c’è il più alto avallo scientifico. Nascondersi dietro un dito non basta più.


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