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sabato 18 maggio 2013

DUE ANNI SULL’ALTALENA. TROPPI PER NON FINIRE COL CULO PER TERRA.



Se avete letto il mio “about ” col quale ho dato vita a questo blog ( 7 settembre 2010 e nei successivi post dell’anno uno, specie di novembre 2011) , proponevo che il Presidente della Repubblica – inaugurando una fase costituzionale nuova – prendesse in mano la situazione politica con decisione e sostituisse Berlusconi al governo. L’ha fatto

Imponesse la costituzione di un “governo del Presidente”. L’ha fatto

Costringesse tutti i partiti alla collaborazione nazionale ( all’epoca Grillo non c’era) e anche questo l’ha fatto superando non poche obiezioni e perplessità dei duellanti.

Gli proponevo di scegliere quei pochi competenti dei due partiti. Non l’ha fatto.

Al momento della scelta del Presidente del Consiglio, l’Eletto, più che una personalità scelta al di fuori dei partiti, si è poi rivelato uno che i partiti se li era arruffianati entrambi.
Si arruffianò anche col Presidente facendosi nominare senatore a vita. ( primo esempio di ” santo prima” nel paese di ” santo subito”).


Poi, l’incantesimo si ruppe e De Gaulle si trasformò in Salazar scegliendo come ministri una serie di tecnici Brancaleonici.

Previdi, sopravvalutando i partiti presenti in Parlamento, che il Presidente incaricato, tale Monti da Varese, non avrebbe avuto la fiducia, se l’avesse avuta non sarebbe durato e se fosse riuscito a durare non avrebbe concluso nulla. Mi sono sbagliato di poco.

Perso oltre un anno e indebolito il paese con un tornado di tasse, andammo alle elezioni, assistendo alla nascita del fenomeno protestatario, alla trasformazione del tecnico estraneo ai partiti in un capo partitino ed al recupero elettorale di Berlusconi con annessa frana di Bersani che hanno dimostrato il ben fondato del motto napoleonico che ” è meglio un esercito di pecore comandato da un leone che un esercito di leoni comandato da una pecora.

Se poi la pecora è anche irresoluta, si perdono altri due mesi.

Con la nascita del secondo “governo del Presidente” abbiamo ancora una volta omesso di scegliere i pochi italiani capaci di entrambi gli schieramenti mentre entrambe le fazioni hanno designato al governo propri fan imberbi – degli stagisti – per dare loro modo di farsi conoscere ( il PD) o attribuito il premio di fedeltà Galbani ai seguaci più zelanti( il PDL). Da queste scelte è evidente che i partiti più che a governare pensano alla prossima campagna elettorale.

I duellanti hanno continuato a duellare in attesa delle nuove elezioni, uniti soltanto dalla campagna media contro il movimento cinque stelle che dimostra, se qualcuno dovesse ancora averne bisogno, che la scelta giovanilistica equivale alla pretesa di reclutare delle vergini esperte in arti amatorie.

Anche Grillo si arena di fronte al problema di scegliere degli italiani capaci, perché gli italiani mascherano la loro sete di sangue con la pretesa del nuovo a tutti i costi.

Concludo, presentando un elenco non completo dei marchi italiani caduti in mani straniere:
Ma eccovi l’elenco più o meno completo delle aziende “apparentemente” italiane, ma di fatto straniere e controllate dagli stranieri. Viene ripreso dal programma televisivo ” Brontolo” che io non ho visto – non vedo TV- ma che un amico di cui mi fido, mi ha segnalato essere stato trasmesso il 13 Maggio 2013.


(Fonte)

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