Salvo Cannizzo è morto. L’ex marò catanese si è spento a 36 anni, a causa di un tumore al cervello. Da tempo sapeva che “l’uranio impoverito lo avrebbe ucciso di lì a poco”. Per questo a luglio si era incatenato davanti la sede dell’Ars a Catania per chiedere un indenizzo equo a quelle istituzioni che “lo avevano abbandonato”.
Da alcuni mesi aveva iniziato una lunga battaglia per attirare l’attenzione dei media sulle vittime dell’uranio impoverito, lui stesso aveva iniziato uno sciopero della fame. BlogSicilia aveva raccontato la sua storia nel mese di luglio.
 Ricordo – aveva raccontato Salvo con in mano le medaglie e la foto con la tuta mimetica – che durante una campagna in Kosovo c’era stato un carro radar che era stato bombardato con proiettili d’uranio, ma noi a quei tempi non conoscevamo gli effetti dell’uranio impoverito, eppure mi era sembrato strano che i nostri colleghi americani erano equipaggiati con tute e maschere particolari”.
Costretto a vivere in una sedia a rotelle, Salvo Cannizzo non aveva mai smesso di lottare, nonostante la sua piccola pensione di invalidità gli permetteva a stento di mantenere le sue tre figlie. Per un periodo aveva dovuto anche abbandonare le cure. I funerali si svolgeranno oggi, alle 16, nella chiesa di San Leone.