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lunedì 13 maggio 2013

Farnesina solo parafulmine,lo dice Giulio Terzi.

In un intervista rilasciata al Messaggero  qualche giorno fa l’ex Ministro degli esteri Giulio Terzi ha denotato tutta la sua amarezza per la vicenda dei due fucilieri Latorre e Girone e vengono fuori degli scenari inquietanti,a rileggere con attenzione le sue parole ,una regia sotterranea e occulta che agiva e decideva,e anche se l’ambasciatore Terzi non fa i nomi,si individuano nel quartetto Monti,Di Paola,De Mistura e Passera.
Per due volte l’ex Ministro era riuscito a portarli in Italia,nonostante  le varie difficoltà,e secondo Terzi, la delusione dei due marò è «un ulteriore, grave peso sulla coscienza per coloro che lo hanno deciso».
L’ex Ministro ha espresso solidarietà a Massimiliano e Salvatore e ha dichiarato:”Ho fatto solo da parafulmine. Troppe cose sono avvenute alle mie spalle”.
Parlando di quel maledetto 15 febbraio “La Farnesina», ha spiegato l'ex ministro, «ha avuto la prima comunicazione tra le 4 e le 5 ore dopo la segnalazione all' armatore. La nave era già in rada, circondata da battelli, costretta ad attraccare. Quando l'ho saputo, ho suggerito di non farlo, ma senza alcun titolo considerando la linea di comando sancita dall'accordo di Confitarma con la Difesa. Noi siamo stati solo il parafulmine”.
La decisione del ritorno in India è considerata “fortemente ingiustificata e sbagliata”.”L'inviato speciale del presidente del Consiglio, Staffan De Mistura, aveva valutato le assicurazioni indiane così convincenti da far decidere per l'immediato rientro in India. Io invece mi aspettavo, dopo la riunione del Cisr, che fossero un elemento di trattativa non da risolvere in sei ore ma in 24, magari oltre la scadenza del 22». Poi però, ha detto l'ex responsabile della Farnesina, «l'inviato speciale, nominato dal premier a mia insaputa, giudicava le assicurazioni idonee sulla non applicabilità della pena di morte”.
“Ci fosse anche una sola probabilità su mille di pena capitale, saremmo fuori dal dettato costituzionale”, ha aggiunto Terzi, secondo cui “avremmo dovuto negoziare anche altre condizioni, come l'avvio di una consultazione bilaterale”.
 Nonostante le dimissioni, l’ambasciatore Terzi ha promesso di voler fare «di tutto per riportare i due marò a casa»: “Ci penso da quando mi alzo la mattina a quando finisco la giornata”.
E risponde anche alle accuse rivoltegli da Mario Monti, “è un attacco scorretto: Io non mi sono candidato alle ultime elezioni, altri nel governo lo hanno fatto, altri hanno fatto anche di più”.

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