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martedì 21 maggio 2013

La Verità sui marò di Matteo Miavaldi





In una Intervista rilasciata a Davide Di Lorenzo Matteo Miavaldi  l’autore della campagna destra sinistra ,ha ribadito ancora una volta le sue verità presentando il suo libro “I due Marò: tutto quello che non vi hanno detto”L’intervistatore la presenta all’intervistato già in termini di contenuti confezionati e prima ancora di chiedere afferma “La vicenda, in entrambi i paesi si è imbottita di patriottismo e, in Italia, è divenuta il vessillo delle compagini politiche più filo-militariste che hanno abusato della vicenda per alimentarne le campagne elettorali.”e poi gli chiede di raccontare ai profani quello che è accaduto come se a una moltitudine di disinteressati si dovessero dare dei luoghi comuni subito il Miavaldi affronta il suo lavoro minuzioso e meticoloso “Il libro si divide idealmente in due parti: la prima prova a ricostruire i fatti, tirare le fila di quello che è successo al largo delle acque del Kerala nel 15 febbraio 2012, basandosi su fonti primarie (sentenza della corte suprema del 18 gennaio) e su una selezione degli articoli pubblicati sulla stampa indiana. Con l’aiuto di interviste ad esperti, proviamo a capirci qualcosa in più sulla legge internazionale, concetto di zona contigua, pirateria nel mondo e in Kerala (non pervenuta!), modus operandi di contractor e marò in servizio di protezione su navi civili.
La seconda parte decostruisce invece tutte le mistificazioni e le mezze verità propinate all’opinione pubblica italiana dai giornali e dall’informazione mainstream, svelando il sistema che con la collaborazione di giornalisti di destra ed individui appartenenti al neofascismo italiano ha permesso che questa storia venisse completamente travisata dal pubblico italiano”
Meno male che si rivolge agli esperti di diritto internazionale e forse non c’era in Italia NESSUNO GLI HA DETTO CHE I GIORNALI NON NE PARLAVANO ,e che sulla vicenda era sceso un muro di gomma,che dietro qualche tricolore non più di dieci persone erano presenti,che il Presidente della Repubblica e capo delle forze armate stizzito di fronte a uno striscione pro marò,ha dichiarato all’Ansa “ Se avessero delle idee le proponessero,riferito a quei quattro gatti.
Poi Miavaldi parlando della ricostruzione denota stima e rispetto per il grande inviato speciale De Mistura e perplessità per l’inetto e incompetente Terzi secondo lui,stranamente da quando la memoria storica del caso e inviato speciale De Mistura ha preso in pugno la situazione,l’Italia NON è Più IN TRATTATIVA SU NIENTE CON L’India,e spariscono tutti i discorsi precedentemente fatti “In India molto molto meno, mettendoci la tara dell’inevitabile strumentalizzazione del fatto da parte dell’establishment politico locale del Kerala. Ma dopo un paio di mesi il caso due marò in India si è trasformato in una non-notizia, non intressava più a nessuno. Con la minaccia di non mantenere gli impegni presi con la Corte suprema e di non rimandare indietro i marò lo scorso marzo, operazione imputabile largamente all’opera deleteria dell’ex ministro Terzi, in India si è tornato a parlare del caso a livello nazionale ma non nel merito dell’incidente, il dibattito – e l’indignazione – si è spostata sul mancato rispetto dell’Italia nei confronti della Corte suprema indiana, un affronto alle istituzioni nazionali indiane che, nel Paese, non ha avuto precedenti”
Sembra quasi che sia l’Italia ad aver violato il diritto internazionale e la sovranità e si sia permessa atteggiamenti razzisti e prepotenti nei confronti degli indiani,ma meno male che c’è De Mistura,l’uomo di tutti i mondi,di tutti i continenti,la sapienza che diventa verbo e Miavaldi che ignora il diritto internazionale,che ignora la sovranità violata e l’arrogante atto di forza messo in mostra dagli indiani candidamente conferma:” Credo che grazie all’opera diplomatica portata avanti dal sottosegretario De Mistura i legami italo-indiani potranno essere ricuciti con successo. Credo inoltre sia sbagliato porre i termini del contenzioso imputando una “voglia di crescita di prestigio” all’India: l’India è un Paese sovrano che, secondo la propria costituzione ed il proprio sistema legale, sostiene di avere il diritto di giudicare un presunto crimine avvenuto all’interno della zona contigua. Il prestigio internazionale c’entra poco, a mio avviso, si tratta più che altro di dimostrare – giustamente – alla popolazione indiana che il governo e le istituzioni di Delhi non intendono farsi mettere i piedi in testa da gradasserie occidentali di sorta. Un cambio di paradigma nei rapporti tra Occidente ed Oriente (qualsiasi cosa questo voglia dire) che il resto del mondo ha già capito, mentre l’Italia insomma…ci arriva coi canonici 10 anni di ritardo, ad essere generosi”
A un certo punto parlando della stampa,rivela che il giornale e libero hanno fatto campagna elettorale mentre gli altri giornali erano assenti perché non danno importanza a quello che avviene in Asia anche se sono coinvolti italiani”. Alcuni media italiani, parlo de Il Giornale e Libero, hanno fatto della propaganda la cifra del loro modo di lavorare, raccontando falsità da utilizzarsi a fini elettorali o per consolidare il rapporto emotivo col proprio (e)lettorato. In questo caso si può parlare di dolo. Mentre per il resto dei media meno schierati si rileva quella che Gilioli ha efficacemente descritto come “pigrizia”: il giornalismo italiano in toto presta scarsissima attenzione agli avvenimenti che si verificano in generale in Asia, trattando l’intero continente spesso con una superficialià imbarazzante. Quando un evento coinvolge direttamente l’Italia, ci si ritrova impreparati, abituati a descrivere l’India come un Paese di elefanti santoni ed incensi, un Terzo mondo esotico che descrive oggi solo una parte marginale della realtà indiana. E quando il giornalismo incontra qualcosa che, colpevolmente, non conosce, non si prende la briga di approfondire e provare a capire e far capire. L’Asia sui nostri giornali non c’è e il caso dei due marò credo

Il finale è tutto dedicato al Diritto internazionale e alle varie opzioni:” L’India ha ratificato la UNCLOS, è vero, ma con due clausole che trattano proprio il nodo della giurisdizione su crimini o presunti tali avvenuti fino a 200 miglia nautiche dalla costa. Il punto è burocratico: in India si è aperto un procedimento penale che deve per forza arrivare ad una conclusione, sia di colpevolezza dei marò, innocenza o spostamento del processo in Italia (ancora non sappiamo chi abbia la giurisdizione, la Corte speciale si deve ancora pronunciare). Possiamo interpretare l’insistenza indiana ad esercitare quello che considera un proprio diritto – non è assurdo anche vederla in questi termini? Ci stiamo lamentando di un Paese che secondo le proprie leggi vuole esercitare la propria giurisdizione, in accordo con leggi internazionale ratificate – come un’operazione legittima da presentare al proprio popolo, una prova di forza non tanto nell’agone internazionale, quanto davanti agli indiani. Con le elezioni nazionali alle porte (2014), i calcoli della politica indiana potrebbero considerare prioritario proiettare un’immagine di Stato forte all’interno dei propri confini, più che all’esterno. Ricorrere ad un arbitrato internazionale – scelta saggia, sicuramente più probabile se l’Italia avesse detto subito la verità circa la dinamica dell’incidente – sarebbe vista ora come una sconfitta in India, aprendo il fianco alle critiche dei nazionalisti del Bjp.

1 commento:

  1. In Italia si parla molto di riforma del diritto penale e di pene alternative.

    A coloro che parlano solo per mettersi in mostra, irrogherei la pena del silenzio: non si parli più del reo!

    Paolo Colombati
    paolocolombati@yahoo.it

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