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giovedì 9 maggio 2013

Marò:Non c’era alcun motivo per rimandarli in India,dichiara Giulio Terzi.




Intervenendo alla presentazione del libro “I nostri marò”di Fausto Biroslavo e Riccardo Pelliccetti,l’ex Ministro degli Esteri Giulio Terzi ha dichiarato:” - "Mi sono dimesso perche' non ero d'accordo con la scelta di rimandare in India i nostri due Maro', e ancora oggi non ho capito perche' lo abbiamo fatto: non c'era alcun motivo di carattere diplomatico o giuridico alla base di una decisione presa tra l'altro dalla sera alla mattina".
Parlando poi del libro Terzi ha aggiunto “"I nostri maro'" di Fausto Biloslavo e Riccardo Pelliccetti,  "deve rappresentare la memoria di quanto accaduto in questi mesi", perche' la vicenda che coinvolge i due militari italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, "e' stato un caso di sovranita' violata", rispetto al quale "l'obbiettivo deve essere quello di riaverli in Italia liberi da una giurisdizione che non riconosciamo, come sostengono tutti i principali giuristi italiani e internazionali: la sovranita' e' un principio cardine delle Nazioni Unite, e quindi non si capisce perche' possiamo accettare senza reagire che questa sovranita' venga violata". Anche perche', ha aggiunto Terzi, "il pericolo e' che questo 'non agire' consolidi l'impressione di una nostra acquiescenza, e di accettazione che quella dei maro' sia diventata una questione giudiziaria indiana". Pertanto, ha sostenuto Terzi, "e' fondamentale reagire sul piano giuridico", perche' "le strade ci sono e serve solo la volonta' politica di seguirle". Quindi, per l'ex titolare della Farnesina, "non c'e' un minuto da perdere" al fine di "portare l'India al tavolo di un arbitrato basato sul diritto internazionale". Perche' quello dei maro', ha concluso Terzi, "non e' un episodio ma un tema centrale per capire la direzione della politica estera di questo e dei futuri governi, e quale sia la volonta' di affermare la dignita' nazionale".
Era presente alla presentazione del libro organizzata dalla rivista” Area” anche l’ex Ministro della Difesa La Russa che ha svelato un particolare inquietante:- ''Chi si e' opposto a trattenere i maro' in Italia e' stato l'allora ministro delle Attivita' produttive (Corrado Passera, ndr). Altrimenti, disse, le aziende italiane avrebbero avuto danni. La dignita' nazionale e' stata svenduta ad una concezione tecnica della politica - ha aggiunto La Russa - a meri interessi commerciali”.
 Per Fausto Biloslavo uno degli autori ''Non abbiamo scritto il libro perche' siamo convinti che i maro' siano innocenti , lo abbiamo scritto perche' convinti che vadano processati in Italia''.
 Riccardo Pelliccetti,  l’altro autore ha denunciato come ''dopo 15 mesi l'Italia non abbia fatto ricorso a nessuna autorita' internazionale. Le violazioni dell'India sono state gravissime: violazione della Convenzione sul diritto del mare, perche' la Enrica Lexie era a piu' di 12 miglia dalla costa, violazione dell'immunita' funzionale dei militari, per la quale responsabile delle loro azioni e' lo stato, presa in ostaggio del nostro ambasciatore''.  l'Italia poteva agire sull'Onu, minacciando il ritiro dalla missione in Libano, poteva agire sulla Nato (con la quale siamo in missione in Afghanistan) e poteva agire sulla Ue, minacciando il ritiro dalla missione anti-pirateria''.
Era presente in sala al Campidoglio anche il grande generale Termentini,non tra i relatori,e dispiace,Perché oltre alla sua competenza è la persona che da quando è iniziata questa vicenda ha avuto il merito di parlarne sempre,di scrivere a tutti,di proporre iniziative nella rete e fuori della rete,e tra le altre cose ha pure diffuso il libro,che se ha avuto qualche lettore in più lo deve al gen Termentini,e se si è rotto qurel muro di silenzio sceso sulla vicenda molto si deve a lui e alle sue lettere aperte.


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