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domenica 12 maggio 2013

OLIVERO: “IL PD CI HA FATTO VOTARE NITTO PALMA”


IL SENATORE MONTIANO E IL PATTO “SEGRETO” CON I DEMOCRATICI CHE HANNO OPTATO PER LA SCHEDA BIANCA
Un conto è farlo, un altro è dirlo. 
Ma la cosa, alla fine, deve essere sembrata davvero indigeribile al senatore Andrea Olivero, coordinatore dei montiani di Scelta civica, per continuare a tenerla per sé.
Una questione di coscienza. Meglio vuotare il sacco.
“Siamo arrivati al punto – ha raccontato in un’intervista al Secolo XIX – in cui il Pd mercoledì chiama noi di Scelta civica e ci chiede di votare per il pdl Nitto Palma. Precisando che loro però si sarebbero astenuti ufficialmente. Hanno detto: ‘voi votatelo e poi noi nel segreto dell’urna spostiamo qualche voto per farlo eleggere’.
Insomma, l’hanno fatto eleggere senza votarlo.
Così non si fa, non è serio: sono giochini da Prima Repubblica”.
Cioè: il Pd non poteva rompere il patto con il Pdl di nominare Nitto Palma in commissione Giustizia, ma un voto come quello avrebbe spaccato il gruppo del Senato, dove alcuni esponenti di spicco come Felice Casson avevano già detto che non lo avrebbero votato.
Così ha scelto di fare “il giochetto da Prima Repubblica”, dichiarando l’astensione, ma obbligando Scelta civica a sostenere Nitto Palma con quei voti che sarebbero mancati anche alla quarta votazione (quando basta la maggioranza assoluta dei voti).
E infatti è finita esattamente così.
Eppure, di via per uscire dal guado, il Pd ne aveva anche un’altra, che però avrebbe fatto saltare l’accordo con il Pdl.
L’M5s, infatti, aveva proposto ai democratici di votare insieme Felice Casson.
Ovviamente Luigi Zanda ha risposto di no, che “i patti dovevano essere onorati”.
Sì, però poi bisogna vedere in che modo.
“Se si va avanti così – ha proseguito Olivero – potrebbe arrivare il momento in cui non saremo più in maggioranza. Ma finché c’è, rispetteremo i patti; poi, non si capisce perché questa alzata di scudi su Nitto Palma, che non è mai stato indagato e ha gestito nella sua carriera processi delicati e importanti, Ghedini, non lui, sarebbe stato ‘una provocazione’”.
Quindi non si capisce perché il Pd non l’abbia votato mentre “non ha sollevato alcun problema di coscienza per Formigoni, che è inquisito”.
“Pdl e Pd si sono accordati sul metodo di spartizione informandoci a cose fatte. Noi abbiamo espresso il nostro disaccordo, anche perchè sono emerse scelte divisive per il Pdl” come “Damiano al Lavoro e Epifani allo Sviluppo economico, due ex Cgil”.
Ma i patti, ha incalzato, “si rispettano o non si fanno”.
Invece il Pd “prima ha piazzato i suoi e poi ci ha chiesto aiuto”, ma “non è che prendi quello che ti conviene e sollevi un problema di coscienza per il resto”.
La rivelazione, com’era ovvio, ha costretto la presidenza del Pd al Senato a smentire ogni virgola delle parole di Olivero.
“Non abbiamo imposto nessun vincolo a nessun senatore – ha replicato, inviperito, Luigi Zanda – abbiamo sempre e solo ricordato che quella presidenza era stata attribuita al Pdl che aveva indicato il senatore Nitto Palma. La ricostruzione del senatore Olivero è totalmente priva di fondamento!”.
Sara Nicoli
(da “Il Fatto Quotidiano“)

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