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giovedì 23 maggio 2013

Salvate i nostri marò


Scritto il 21/02/2012


Se fosse accaduto a due militari americani, francesi o inglesi, il problema non si sarebbe posto nella maniera più assoluta; mandato internazionale, nave in acque internazionali ed eventuale reato da verificare nel paese di origine. Anzi in molti casi (vedi Cermis) pur commettendo un reato i militari non vengono lasciati in un paese straniero .
Questa vicenda ha invece dell’assurdo dove i soliti Schettino di turno, incapaci ed ossequiosi di non so quale ordine politico, militare, filosofico, religioso (solo loro sanno a quale ordine morale appartengono) questi Schettino di turno hanno deciso di immolare due ragazzi convinti di fare il loro dovere e di servire la patria, di prenderli, consegnarli come due vittime sacrificali e con la complicità della politica e con la complicità della stampa, sempre pronta ad agire come cassa di risonanza nei confronti del potere.
E via speculazioni e disinformazioni di ogni tipo "è stato preparato un tavolo tecnico” ”c’è il problema delle elezioni in India” “i pescatori sono arrabbiati” ”la situazione è delicata”…ora qualcuno deve spiegare chi ha dato l’ordine e perché di far andare la nave dalle acque internazionali al porto indiano di Kochi.
Qualche Schettino di turno ha deciso questo in nome di chissà quali interessi nazionali ed internazionali, ed è bene che vengano fuori i nomi di questi strateghi, che giocando sulla dignità umana dei due ragazzi, li hanno di fatto consegnati alle autorità indiane, sicuramente al Ministero della Difesa dovevano essere al corrente, il comando militareche coordina queste missioni doveva essere al corrente e allora tirate fuori il nome e i nomi, perché chi sapeva e non si è opposto è colpevole come chi ha preso questa decisione e se questi sono i presupposti meglio ritirarsi da tutte le missioni internazionali, perché bisogna diffidare da strateghi imbecilli come questi.
Lasciate le missioni internazionali a chi è in grado di difendere i propri uomini mandati al macello,e il Ministro della Difesa insieme al Presidente del Consiglio dovrebbe spiegare e dire al paese chi è l’autore, e se poi hanno un minimo di dignità, oltre a risolvere il problema, dovrebbero dimettersi.

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