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venerdì 21 giugno 2013

Agusta Westland, il processo a Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini al via


Agusta Westland, il processo a Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini al via

Tycoon e ministri indiani. Manager e politici. I testi del procedimento a carico dell'ex ad di Finmeccanica.

di Gabriella Colarusso
Ministri, imprenditori e manager. Persino il magnate indiano Ratan Tata e il miliardario australiano Lindsay Fox. Spuntano nomi eccellenti nella lista di personaggi chiamati a testimoniare da accusa e difesa (qualora i giudici ne disponessero la citazione perché considerati testi indispensabili) nel processo a carico di Giuseppe Orsi e Bruno Spagnolini, rispettivamente ex amministratore delegato di Finmeccanica ed ex numero uno della controllata Agusta Westland, che si è aperto il 19 giugno presso il tribunale di Busto Arsizio.
Un asse Roma-Londra-New Delhi che rischia di complicare e non poco i rapporti diplomatici tra i tre Paesi.
LA PRESUNTA TANGENTE DA 51 MILIONI. I due ex manager di piazza Monte Grappa sono accusati di corruzione internazionale e false fatturazioni per una presunta tangente da 51 milioni di euro che sarebbe stata pagata a funzionari del governo indiano in cambio dell'aggiudicazione di una fornitura di 12 elicotteri Aw 101 alla Difesa di New Delhi, appalto del valore di circa 500 milioni di euro.
GIUDIZIO IMMEDIATO PER ORSI. A maggio, il giudice per le indagini preliminari di Busto Arsizio, Bruno Labianca, aveva accolto la richiesta di giudizio immediato nei confronti di Orsi e Spagnolini avanzata dal pm titolare dell'indagine, Eugenio Fusco, per «evidenza della prova». Mentre per gli altri indagati dell'inchiesta - i presunti mediatori delle tangenti versate alla famiglia indiana Tyagi - l'inglese Christian Michel e altri due intermediari, cioè gli svizzeri Ralph Guido Haschke e il suo socio Carlo Gerosa, si procederà con rito ordinario.
ATTESA PER ROGATORIE ED ESTRADIZIONI. Per Michel infatti la procura di Busto attende la risposta a una rogatoria avviata in Inghilterra mentre per Haschke e Gerosa, nei confronti dei quali era stata emessa un'ordinanza di custodia cautelare - non eseguita, essendo i due cittadini elvetici - sono in corso le procedure per l'estradizione.
I difensori di Orsi e di Spagnolini hanno sollevato un'eccezione di costituzionalità sulla norma che consente al pm di chiedere il giudizio immediato nei confronti di persone detenute (Orsi ha scontato tre mesi di custodia cautelare), ma l'eccezione è stata respinta dal tribunale.

L'India ha accesso agli atti dell'inchiesta

Il processo a carico di Orsi e Spagnolini è dunque iniziato e con un'attenzione internazionale non di poco rilievo.
NEW DELHI PARTE CIVILE. In aula infatti era presente una delegazione del governo indiano che, per tramite del suo ministero della Difesa, si è costituito parte civile nel processo, per il quale sono state depositate 110 mila pagine di atti di indagine raccolti dal pm Fusco in tre dischetti, all'interno dei quali ci sono anche 545 conversazioni telefoniche intercettate, di cui 128 in lingua inglese, oltre al materiale sequestrato a Haschke nella sua abitazione di Lugano: una valigetta e l'hard disk del computer che conterrebbero più di un documento scottante sugli affari milionari di Finmeccanica.
LA CONTROMOSSA DELLA DIFESA. La decisione del governo indiano sembra sia maturata solo negli ultimi giorni - «L'abbiamo appreso stamattina», ha commentato l'avvocato di Orsi, Ennio Amodio, a margine dell'udienza - e ha colto di sorpresa sia il pm inquirente Fusco sia i legali della difesa. Tanto che l'avvocato di Spagnolini, Massimo Bassi, alla luce delle posizione assunta da New Delhi, ha chiesto ai giudici di poter integrare la lista di testimoni per ascoltare anche il ministro della Difesa indiano, A.K. Anthony.
A riprova di quanto il presunto «scandalo degli elicotteri» targati Finmeccanica rischi di complicare non poco i rapporti diplomatici tra Italia e India, già stressati dalla vicenda dei marò.
AGENZIA DELLE ENTRATE: OLTRE 8 MLN DI DANNO. Ammessa come parte civile nel processo anche l'Agenzia delle Entrate, che si è costituita per il reato fiscale connesso alle presunte imposte non pagate, quantificate in 8,358 milioni, e per il danno di immagine che sarebbe stato causato dai due manager.

Da Ratan Tata a Zampini: la lista dei testimoni eccellenti

Sul coinvolgimento di importanti esponenti del mondo dell'industria e della finanza internazionali in qualità di testi, puntano anche i legali di Orsi per smontare le accuse della procura.
Gli avvocati dell'ex amministratore delegato di Finmeccanica hanno infatti citato come testimoni ben 50 tra manager, ex ministri, imprenditori miliardari. Tra loro spiccano i nomi di Lindsay Fox, uno dei 10 uomini più ricchi d'Australia, proprietario del colosso della logistica Linfox; quello di Ratan N. Tata, potente numero uno dell'omonimo gruppo indiano e quello di Christopher E. Kubasik, già direttore generale della Lockeed Martin, il gigante Usa degli armamenti.
TRE TYCOON PER L'EX AD. Nelle intenzioni, i tre dovrebbero servire a dissipare qualsiasi dubbio sulla correttezza e sulle qualità manageriali dell'ingegnere, testimoniando sull' «attività professionale svolta da Orsi sul mercato mondiale ai fini della creazione di joint venture internazionali e della commercializzazione dei prodotti Agusta Westland».
Chiamati in causa, sempre dai legali di Orsi, anche Geoff Hoon, ex ministro della Difesa inglese, oggi responsabile del business internazionale di Agusta Westland Ltd che ha sede a Londra; Enzo Camporini, già capo di Stato maggiore della Difesa; Remo Pertica, presidente dell'Aiad e Guido Crosetto, ex sottosegretario alla Difesa.
Obiettivo: spiegare al tribunale le «modalità di attuazione dei rapporti commerciali per la vendita di tecnologie della per la difesa sul mercato internazionale».
I BIG DEL GRUPPO ALLA SBARRA. Sul fronte italiano invece, sia l'accusa sia la difesa, per motivi e con finalità evidentemente diversi, hanno chiesto di poter sentire tra gli altri anche Lorenzo Borgogni, la «gola profonda» da cui è scaturita tutta l'inchiesta; Giorgio Zappa, ex direttore generale di Finmeccanica; e Giuseppe Zampini, amministratore delegato di Ansaldo Energia, ora tra i papabili per la carica di amministratore delegato del gruppo.
Zappa e Zampini vengono chiamati in causa per il loro rapporto con Haschke. Ma il pm Fusco ha chiesto di poter sentire anche l'attuale numero uno della holding, Alessandro Pansa, «sulle iniziative assunte dal Consiglio di amministrazione di Finmeccanica Spa a partire dal 14 febbraio scorso in relazione alle indagini in corso».
PROSSIMA UDIENZA 11 LUGLIO. Sulle prove chieste da accusa e difesa - la trascrizione delle intercettazioni, l'acquisizione tramite rogatoria della documentazione relativa alle gare indiane al centro delle indagini (chiesta dai difensori di Orsi e Spagnolini) e l'acquisizione di testi - i giudici del tribunale di Busto Arsizio, presieduti da Adet Toni Novik, decideranno il prossimo 11 luglio.

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