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domenica 9 giugno 2013

ENRICO LETTA, OVVERO IL NOSTRO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

ENRICO LETTA, OVVERO IL NOSTRO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, CONSIDERATA L'ENNESIMA MORTE DI UN MILITARE ITALIANO IN AFGHANISTAN, DOPO AVER DETTO LE SOLITE FRASI DI CIRCOSTANZA E AVER VERSATO LE SOLITE LACRIME DI COCCODRILLO, SE NE ESCE CON LA "PROPAGANDISTICA" FRASE:
"VIA ENTRO IL 2014. RIPENSARE LO STRUMENTO DELLE MISSIONI”

FRASE CHE MI PARE DI AVER SENTITO ORMAI NON SO QUANTE VOLTE, PRONUNCIATA DA ALTRETTANTI BUGIARDI COME IL SOPRACITATO, SEMPRE IN CIRCOSTANZE ANALOGHE (O IN CAMPAGNA ELETTORALE).
DEL RESTO, COME SEMPRE, SI PARLA SEMPRE DI UN RITIRO A DISTANZA DI UN ANNO ALMENO, MAI DI UN RITIRO "IMMEDIATO" DEL NOSTRO CONTINGENTE (IN FONDO CI COSTA SOLO 23.938.928 MILIONI DI EURO AL MESE PER LE SPESE DEL PERSONALE, A CUI VANNO AGGIUNTI 27.388.466 MILIONI DI EURO AL MESE PER LE SPESE DI FUNZIONAMENTO. PER SEMPLIFICARE BASTI SAPERE CHE NEL 2012 LA SUDDETTA MISSIONE DI "PACE" CI E' COSTATA 747.640.929 MILIONI DI EURO A CUI VANNO AGGIUNTI NEL CALCOLO COPLESSIVO, SE NON SBAGLIO, LE VITE DI 45 ITALIANI.)
LA FRASE "SPARATA" OGGI DA LETTA NIPOTE, COME DA CHI LO HA PRECEDUTO NELLA STESSA IPOCRITA AFFERMAZIONE, SUONA MOLTO COME LA SCRITTA CHE TANTI ANNI FA SI TROVAVA NEI NEGOZI DI BARBIERE: "DOMANI SI FA LA BARBA GRATIS!" (OVVIAMENTE "DOMANI").
SICCOME IL NOSTRO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SI E' MESSO L'ELMETTO E SI E' "ARMATO" CON IL MITRAGLIATORE DELLA "PROPAGANDA" PER L'ENNESIMA VOLTA, IO ALLORA PRENDO IL CANNONE E GLI "SPARO" UN PAIO DI PROIETTILI A FIRMA GIANNI LANNES E GIULIANO BATTISTON:

BUUUM!
«Direttiva ministeriale in merito alla politica ministeriale per l’anno 2013». Di che si tratta? Delle disposizione emanate per fare la guerra. Chi l’ha stabilito? Il ministro della Difesa italiano. Eppure l’articolo 78 della Costituzione stabilisce che «Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari». Strano: il Parlamento non ha deliberato alcunché, mentre la Costituzione, appunto, è stata stracciata nel 2009 dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.
Nel documento licenziato il 19 dicembre 2012 dal ministro della difesa, l’ammiraglio Giampaolo Di Paola è scritto, tra l’altro:
«Direttive specifiche per il potenziamento della condotta delle operazioni… In ragione della mutevolezza del quadro internazionale, l’Italia deve saper concorrere ad iniziative multilaterali caratterizzate da un significativo impegno militare, per affrontare in tempi brevi e in maniera risolutiva, crisi che dovessero accendersi in aree o contesti di critica rilevanza per la sicurezza del Paese e della stabilità internazionale. Nel contempo, alla luce delle istanze che giungono dal paese, le Forze Armate devono tenersi pronte ad assicurare quel supporto tecnico e organizzativo che risulta decisivo in caso di particolari emergenze nazionali, nei modi e nei tempi che verranno richiesti da parte delle autorità preposte alla gestione di tali eventi. Non può essere, infine, ignorata la possibilità, per quanto remota, di un coinvolgimento del Paese e del sistema delle alleanze del quale siamo parte in un confronto militare su vasta scala e di tipo “ibrido”, ovvero che implichi sia operazioni militari convenzionali, sia operazioni nello spettro informativo, sia operazioni nel dominio cibernetico… Elemento irrinunciabile della politica nazionale c’è anche il rispetto degli impegni assunti in sede europea, impegni finalizzati a garantire la stabilità di lungo periodo della moneta comune e, con essa, dell’intero sistema economico comunitario. Tale stabilità deve essere considerata come essenziale per il perseguimento del fine ultimo costituito dalla sicurezza del sistema internazionale e delle relazioni politiche ed economiche che in questo si sviluppano…».
Non è tutto. E qui salta fuori la sorpresa, il collegamento reale, vale a dire la saldatura tra la casta dei politicanti e l’élite militare. Nel frattempo, mentre è in atto nulla più che una crisi speculativa di aggressione finanziaria a numerose nazioni, Italia in primis, imperversa ai massimi livelli l’avanspettacolo, utile per la gran distrazione di massa.
La senatrice Paola Nugnes ne ha parlato al Senato qualche giorno fa, tirando in ballo la fondazione Vedrò del primo ministro Enrico Letta (già affiliato alle multinazionali terroristiche Bilderberg Group e Trilateral Commission), prima di essere bruscamente interrotta dal vice presidente Maurizio Gasparri in quota Pdl. Già solo questo dettaglio”, in una democrazia vera, basterebbe per liquidare un governo fantoccio, voluto dal Nuovo ordine Mondiale di Rockefeller & Rothschild.
Ha dichiarato in Aula la parlamentare del Movimento 5 Stelle: «Una legittima e particolare attenzione va posta in tal senso alla Fondazione Vedrò, l’associazione di Enrico Letta, fondata nel 2005, definita una “thinknet”, un pensatoio… Tra gli sponsor della Fondazione, vera unione di PD e PDL abbiamo: i colossi del gioco d’azzardo, Sisal e Lottomatica, per energia e ambiente abbiamo Enel, Eni, Edison, per i trasporti Autostrade per l’Italia, per il settore alimentare Nestlé. Ben 7 personalità trasversali del Governo fanno parte della Fondazione Vedrò: Il Presidente del Consiglio Enrico Letta, il vice presidente, nonché Ministro dell’Interno Angelino Alfano (PDL), il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando (PD) il Ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi (PDL), il Ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo (PDL), Il Ministro delle Pari Opportunità Yosefa Idem (PD), il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin (PDL), ex ministri come Passera… come Polverini, Bernini, Boccia, Carfagna, D’Ambruco, l’europarlamentare ed ex ministro de Castro, Delle Vedove, il leghista Giorgetti, Madia, Leandri, l’ex ministro Patroni Griffi, Rovetto, la presidente del Friuli Serracchiani, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, quello di Verona Tosi, quello di Napoli De Magistris, quello di Bari Emiliano, con l’illustre partecipazione del figlio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E tanti giornalisti illustri come Curzio Maltese, Filippo Facci, Davide Parenzo e Giuseppe Cruciani. Tutti impegnati in un legittimo disegno politico comune che ci inquieta».
Allora, come al solito, pensate a quali reali interessi potranno mai tutelare tutti gli individui telecomandati. Pensate un pò: si fanno chiamare “vedroidi” che sa tanto di parassiti alieni.

Sul sito internet della fondazione VEDRO’ appare anche questa comunicazione ancora più preoccupante: «Il Ministero della Difesa, attraverso il Centro Militare di Studi Strategici, ha realizzato, per la prima volta in 60 anni di storia repubblicana, l’Osservatorio Strategico. Prospettive 2013, un’analisi globale con previsioni a breve termine sul mondo e sui temi trasversali di maggiore impatto. Ne discuteremo a veDrò mercoledì 10 aprile 2013 con Alessandro Politi, responsabile del progetto, e Giuseppe Cucchi, coordinatore scientifico area di Politica ed Economia Internazionale di Nomisma.
Il Centro militare di studi strategici (CeMiSS) è un ente del Ministero della difesa, una delle tre componenti autonome del Centro alti studi per la difesa (CASD). Vi presta servizio sia personale militare, delle varie forze armate, sia personale civile. È strutturato su tre dipartimenti, che corrispondono a tre campi di competenza: relazioni internazionali; sociologia militare; scienza, tecnologia, economia e politica industriale. Ha sede nel Palazzo Salviati di Roma.
Lo Stato – nel nostro caso a stelle e strisce, per conto terzi – come è risaputo, detiene il monopolio della violenza. Il rapporto tra democrazia rappresentativa e potere militare, si regge su principi diversi: su libertà e controllo pubblico la prima; su disciplina, obbedienza cieca e gerarchia il secondo.
Quale pericolo si profila concretamente per l’Europa? L’instaurarsi, anzi il consolidarsi di tendenze autoritarie che trovano espressione nel pensiero militare e legittimazione nell’ambito politico. Imperversa infatti il modello autoritario delle élite militari che hanno preso il sopravento sui Parlamenti, già esautorati dai governi palesemente telecomandati a distanza atlantica.
Le democrazie rappresentative occidentali non hanno subito golpes militari, bensì svuotamenti graduali che comportano un mantenimento solo apparente di forme democratiche che coprono in realtà una sostanza oligarchica. E’ in questo tipo di processo che hanno trovato un ruolo le élites militari, insieme a quelle dei servizi di sicurezza, vale a dire il potere repressivo che con la democrazia non ha nulla da spartire.
A parte i famigerati postulati del pensiero geopolitico nordamericano, c’è un documento del Pentagono, risalente al gennaio 1992 (Prevent the Re-Emergence of a New Rival), davvero “illuminato”.

Lo scenario che si profila, o meglio che è stato già concretizzato a nostra insaputa, è la fine del mondo in senso occidentale e dell’involuzione del sistema verso un unico ed assoluto governo mondiale, non eletto dai popoli, ma selezionato dal sistema di potere finanziario.
Attenzione e massima allerta: per i popoli europei è in azione Eurogendfor. Il sistema di potere imperante teme le rivolte sociali più delle esplosioni nucleari ed è già pronta a stroncarle ferocemente in barba alla democrazia. Ci stanno già massacrando in modi inimmaginabili (vedi anche l’aerosolterapia bellica e le mutazioni climatiche artificiali, nonché terremoti e cataclismi innescati dalle forze armate degli Stati Uniti d’America) attentando alla salute di milioni di esseri umani. Hanno reso la vita un inferno a miliardi di persone, e la situazione peggiora sempre più. Ci stermineranno senza alcuna pietà riducendo allo stato di zombies, se non opporremo una valida opposizione a livello internazionale, collegando la lotta europea a quella dei cosiddetti Paesi del terzo mondo: Africa, Asia, Sudamerica, Medioriente.
Che fare? Paralizzare pacificamente l’Italia con uno sciopero generale ad oltranza (stop a consumi inutili, trasporti, “lavoro”, eccetera), licenziamento di massa della casta politica, nomina su base popolare di una nuova Costituente, ristabilimento della Costituzione, allontanamento immediato dal suolo nazionale delle forze armate straniere a partire da quelle nordamericane, uscita dalla Nato e dall’Euro.

E’ tempo di azione contro questi terroristi ai vertici delle “superpotenze”. Le ossessive lamentazioni sono sterili e non servono alla causa di liberazione. Adesso, ora, bisogna unire tutte le forze attive nel mondo contro questa dittatura planetaria! Si può vincere e lo sanno bene i nemici di Gaia e del genere umano.


BUUUM!!!
Altro che «ritiro». Al vertice Nato decisa la partecipazione a «Resolute Support». Nuova missione dopo l'Isaf, ma il parlamento non ne sa niente. Intanto Berlino dice sì

Il Parlamento non è stato informato. I cittadini non ne sanno niente. Ed è molto probabile che lo ignorino anche i deputati di Sel e del M5S, che nelle scorse settimane hanno presentato due distinte mozioni per il ritiro accelerato dei soldati italiani dall'Afghanistan: l'Italia si è già impegnata a contribuire militarmente a Resolute Support, la missione della Nato che dall'inizio del 2015 sostituirà la missione Isaf (International Security Assistance Force).

A dirlo chiaro è tondo è stato Chuck Hagel, segretario alla Difesa degli Stati uniti, al termine del vertice interministeriale della Nato che si è tenuto il 4 e 5 giugno a Bruxelles. A partecipare c'erano ben 50 ministri della Difesa, provenienti dai 28 paesi membri della Nato e dai 22 paesi "non-Nato" che attualmente contribuiscono alla missione Isaf in Afghanistan. Nelle dichiarazioni successive al vertice, Hagel ha confermato che gli Stati uniti continueranno a essere il paese che più contribuisce in termini militari alla missione Nato in Afghanistan.

Ma ha voluto sottolineare il sostegno ricevuto dall'Italia e della Germania: «Apprezziamo gli impegni che altre nazioni stanno assumendo - ha dichiarato -, inclusi gli annunci fatti dalla Germania e dall'Italia secondo i quali assumeranno il compito di nazioni-guida per le aree settentrionali e occidentali».

Il Concept of Operations della missione Resolute Support adottato due giorni fa a Bruxelles prevede infatti la divisione dell'Afghanistan in diverse aree geografiche di competenza: agli Stati uniti spetterà la responsabilità delle attività nelle aree meridionali e orientali (le più insicure); alla Germania l'area settentrionale, dove è attiva da anni; all'Italia la parte occidentale, dove attualmente ha la responsabilità del comando-ovest della missione Isaf (il comando comprende le province di Herat, Farah, Badghis e Ghor).

Secondo il capo del Pentagono, la Turchia starebbe «considerando favorevolmente» l'ipotesi di gestire le attività nell'area centrale attorno a Kabul (sarebbero cinque i punti nevralgici della provincia di Kabul interessati dalla nuova missione).
Presentando alla stampa la missione Resolute Support, il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha parlato di una pagina nuova nei rapporti tra l'Afghanistan e la Nato: «Non sarà un'altra missione Isaf con un nome diverso» - ha detto Rasmussen - ma una missione «differente e significativamente più piccola», in termini di uomini impegnati sul terreno, che segue - aggiunge - «un limitato approccio regionale». I numeri dei soldati che resteranno in Afghanistan ancora non ci sono, perché «saranno decisi dai nostri esperti militari nei prossimi mesi». Per ora, c'è solo la certezza che Resolute Support non sarà «una missione di guerra», perché ha come obiettivi quelli di «addestrare, consigliare e sostenere» le forze di sicurezza afghane, puntando al rafforzamento delle «istituzioni nazionali, come i ministeri deputati alla sicurezza, i corpi dell'esercito e del comando della polizia».

L'adesione della Germania non sorprende: il 18 aprile in una conferenza a Berlino il ministro della Difesa tedesco, Thomas de Maizièr, aveva annunciato che la Germania avrebbe contribuito con 600/800 soldati alla nuova missione della Nato.

L'adesione dell'Italia rappresenta invece una sorpresa (anche perché arriva prima ancora che siano stati resi noti nel dettaglio i piani per il ritiro dei 3.000 soldati attualmente impegnati nella missione Isaf). E resterà un'incognita fino a quando il ministro della Difesa, Mario Mauro, non spiegherà in Parlamento i termini dell'impegno assunto a Bruxelles.


DETTO CIO', CONSIDERATA L' "IGNOBILTA'" DI CHI CONTINUIAMO AD AVERE AL POTERE E CHE CI TENIAMO E CONSIDERATO IL FATTO CHE CONTINUO AD ASCOLTARE TRASMISSIONI (ANCHE RADIOFONICHE) ASSOLUTAMENTE SCANDALOSE DOVE GIORNALISTI (SI FA PER DIRE), COME L'EX DIRETTORE DEL TEMPO MARIO SECHI CHE HA DEFINITO I PARTITI AL GOVERNO COME I TRE DI MAGGIORANZA (MA COME? MA NON ERA IL M5S IL PRIMO PARTITO? MA "SCELTA CIVICA" NON AVEVA FATTO LA FIGURA PIU' MISERA CHE POTESSE FARE IL PARTITO DI UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO USCENTE, RACCATTANDO UN 10% RISICATO?), CONTINUANO A DISTORCERE L'INFORMAZIONE IN MANIERA SCELLERATA E CRIMINALE. TENUTO POI CONTO DEI DISCORSI DI TANTISSIMA GENTE CHE (SINCERAMENTE NON CAPISCO IL PERCHE') CONTINUANO A FARSI INFLUENZARE DA QUESTI DELINQUENTI DELL'INFORMAZIONE, MI RISERVO DI SPARARE UN COLPO ANCHE CONTRO "GLI ITALIANI CHE NON VOGLIONO CAPIRE", TIRO UNA CANNONATA ANCHE AGLI "STRUZZI" ITALICI CHE PER IGNORANZA, PIGRIZIA, STUPIDITA' O MALAFEDE CONTINUANO A DAR MANFORTE (VOLONTARIAMENTE O MENO) AI PUSHER DELLA FANDONIA. QUELLO CHE SPARO ORA E' UN PROIETTILE DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI, CHE SOTTOSCRIVO IN OGNI PAROLA ANZI, RIMPROVERO AL MIO AMICO DI ESSERE STATO TROPPO "SIGNORE" E TROPPO EDUCATO, PERCHE' CERTE TESTE DI COCCO ANDREBBERO VERAMENTE PRESE E PORTATE DA QUALCUNO CHE LE STUDI, DA QUALCUNO BRAVO PERO', DA QUALCUNO CHE TROVI UNA CURA SE NO DA QUESTA SITUAZIONE NON NE USCIREMO MAI PIU'!!!

BUUUUMMM!!!
(...) Comincia a manifestarsi -nella realtà quotidiana che tutti i pensanti italiani vivono- la diffusione morbosa di questa pratica spontanea, inconsapevole, un po' canaglia. Colpisce i centri nervosi dell'intelligenza collettiva ed è impietosa, avvilente per i congiunti e amici della persona colpita dalla nuova pestilenza, per l'appunto l'antigrillite. La ragione si ottunde, le argomentazioni diventano inconcludenti, la sostanza diventa apparenza, il senso viene sostituito dal livore, l'informazione deforma e altera i contenuti, la notizia copre invece di svelare, si accelera un processo di enfatizzazione dell'eruzione di odio verso i concittadini: tutto ciò contribuisce a produrre disarmonia, conflitto perenne e la convinzione socio-psichica che si voglia prolungare la crisi per tutto il tempo necessario al fine di consentire l'arricchimento delle consuete oligarchie dinastiche, ai danni della collettività. La ricerca del Bene Comune viene sostituita con l'accanimento ossessivo verso i sostenitori del M5s, qualunque sia la loro età, censo, status, provenienza geografica. E' diventata una malattia virale.
Viene usato un lessico che introduce in modo subliminale pensieri tesi a creare confusione mentale.
Lunedì 3 giugno -un esempio a caso- l'emittente La7 (e parlo qui della meno peggio in assoluto) al telegiornale delle 13.30, lanciava i titoli delle notizie definendo Gianroberto Casaleggio "il guru". La ragione e il buon senso porterebbero chiunque a dover pensare che, allora, sono "guru" anche Carlo De Benedetti, Silvio Berlusconi, Paolo Mieli e Urbano Cairo. Non viene spiegato perchè il signor Casaleggio, un imprenditore italiano della comunicazione che opera con una società abilitata legalmente all'esercizio, sia un guru, mentre i suoi concorrenti alla pari, invece non lo sono. Sembra una quisquilia, ma è invece sostanziale.
I giornalisti televisivi inseguono gli eletti del M5s per la strada, in preda a un autentico delirio compulsivo. Qualche giorno fa -massima chicca pescata alla tivvù emiliana regionale- è stata fermata una parlamentare alla quale è stato chiesto se fosse vero che era entrata in una salumeria e avesse acquistato del salmone rosa canadese. La malcapitata, sgomenta, dopo un attimo di interdizione durante il quale si deve essere chiesta se per caso era stato dichiarata illegale la vendita di salmone ma lei non lo sapeva, ha risposto "sì, mia figlia ne è ghiotta". L'evento si è trasformato in un lungo servizio in cui il M5s emiliano veniva descritto come una specie di club composto da donne viziose dedite al lusso sfrenato nei consumi mostrando così il loro disprezzo verso l'Italia disoccupata che soffre. Anche questa, in apparenza sembra una quisquilia, una sciocchezza locale. Invece è sostanziale. Il record nazionale è avvenuto a Taranto dove sono in corso riunioni pubbliche gestite dai vari comitati elettorali in cui si spiega alla popolazione quali siano le responsabilità politiche anche del M5s perchè "ha scelto di tirare la volata a Berlusconi e quindi alla famiglia Riva". Anche in questo caso sembra una sciocchezza locale facilmente smontabile. Non è così.
E' sostanziale.
E' una malattia.
Che ha una sua finalità strategica, non so se pianificata o involontaria: creare una condizione permanente di disorientamento sociale tale per cui diventa normale pensare di proporre 39 saggi, scelti (sono parole di Letta e Alfano) "tra le eccellenze italiane pescate nella società civile per dar vita alla fase programmatica necessaria a redigere le riforme istituzionali che questo governo, accogliendo e facendo proprio il monito e l'invito del presidente Napolitano, si è impegnato a portare a termine entro un massimo di 18 mesi".
Presentata così ci viene di porre l'unica domanda legittima, in questo momento: "Mi scusi, signor Letta: dato che esiste un Parlamento, esistono delle commissioni, esistono dei cittadini eletti dai votanti che li hanno delegati proprio per fare questo lavoro, non dovrebbero essere i deputati e i senatori a occuparsi di far proprio il monito e l'invito del Presidente Napolitano?"
Scegliendo i saggi, ottengono un doppio risultato:
A). Escludono gli esponenti parlamentari della lista M5s (che alle ultime elezioni ha ottenuto il miglior risultato numerico) da ogni forma di dibattito, consultazione, progettualità. Come a dire: cari cittadini, potete mandare qualunque numero di deputati alla Camera, noi non li facciamo lavorare perchè affidiamo il lavoro a consulenti esterni decisi da noi. . Si fa passare -in maniera surrettizia- l'idea che il Parlamento sia inutile, che il lavoro di deputati e senatori non serva a nulla, copiando così il programma di Benito Mussolini. Una volta esautorato, svilito, deprivato delle sue funzioni, cancellarlo, allora, fu un gioco da ragazzini.
Nelle ultime tre settimane, per impedirci di pretendere notizie sui fantomatici e annunciati investimenti per la ripresa, hanno provveduto a diffondere un delirio bulimico e ossessivo relativo alla quantità di danaro percepita dagli eletti nelle liste del M5s, come se si trattasse di un evento decisivo per lo sviluppo economico.
E la stampa si è prestata mettendosi a disposizione.
Per oggi, chiudo qui.

Ma prima, presento un post comparso l'altro ieri sulla pagina di facebook di una cittadina emiliana, Mara Mucci, eletta deputata nella circoscrizione di Bologna 2 nella lista del M5s:

"Nostra grande vittoria alla camera!
M5S: AULA VOTA NOSTRA PROPOSTA A UNANIMITA', GOVERNO SI ARRENDE
Oggi a Montecitorio un ordine del giorno della mia commissione (X att. produttive, commercio, turismo) del MoVimento 5 Stelle è stato difeso dall'aula intera, che lo ha votato all'unanimità.
L'ordine del giorno chiedeva al Governo un impegno a sospendere le cartelle esattoriali per le imprese che vantano crediti nei confronti della PA, qualora la somma sia inferiori o pari al credito. Il governo ha manifestato l'intenzione di respingere tale impegno, ma l'intero corpo parlamentare ha manifestato il proprio dissenso verso il governo. I parlamentari degli altri schieramenti che hanno co-firmato l'ordine del giorno sono intervenuti in aula a sostegno del m5s. La richiesta è stata messa al voto ed ha raggiunto l'unanimità dell'aula. "E' un successo del M5S e di tutta l'aula!" hanno commentato i deputati M5S di tutta la X commissione Aris Prodani Davide Crippa Marco Da Villa Mattia Fantinati Andrea Vallascas Ivan Della Valle Cosimo Petraroli."


L'epidemia di antigrillite ha impedito di dare evidenza e diffusione a questa notizia.

P.S. Ispirato da una bella riflessione di Claudio Ronco.


   fonti: Gianni Lannes / http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/ / Giuliano Battiston / ilmanifesto,it / Sergio di Cori Modigliani / http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/  Stefano Davidson

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