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sabato 8 giugno 2013

Purtroppo le guerre sono tutte sporche. di Nicola Evoli.

purtroppo le guerre sono tutte sporche....ci sono nemici animati da un fanatismo ideologico che si confonde con quello religioso ma che alla fine e' sempre strumentale agli interessi di pochi e comprensibile solo agli ignoranti. Fossero le SS che trucidavano a sangue freddo gli inermi, i Kamikaze giapponesi, o i vietcong....non fa differenza. Purtroppo certe fasi militari non sono per ideali cavallereschi...l'atomica fu prodotta e sganciata per ben 2 volte per la capitolazione di un regime fanatico, l'intera Germania dovette essere umiliata per piegarla. Noi siamo un popolo generoso, la guerra barbara giustamente non ci appartiene nella scala dei valori di un sano patriottismo. Siamo andati in missione laddove non ci sono galanterie, dove spesso e' strumentale essere brutali per fermare i cattivi, dove occorrono mezzi e tattiche che non sono quelli delle missioni umanitarie. Non riusciamo nemmeno a concepire il pericolo che emerge da questa nostra debolezza che e' al tempo stesso grandiosa. Abbiamo comandanti troppo spesso inclini al manuale, alla libretta, che non partecipano ai corsi di 'modern land warfare', che non vengono 'embedded' in unita' tipo quelle israeliane per potre apprendere le tecniche di sicurezza in queste circoistanze difficili, perche' prevale la scelta politicamente corretta sulla professionalita' e sul sapere. La nostra scuola di guerra altro non e' che un campus dove ci si prepara ad indossare mostrine e gradi superiori. Questo costa sangue, lacrime e sacrifici che tutti diciamo non siano lasciati invano ma ci si deve sempre porre la domanda di un buon comandante quando scrive ai familiari dei caduti, un quesito che da sempre esiste :" potevo fare di piu' e di meglio per salvaguardare i miei uomini"? Le madri ci affidano i loro figli: il comandante ha il dovere di prendersi in carico quei figli come fossero i propri e di incazzarsi con chiunque, politici e superiori, che non ascoltassero le ragioni della sicurezza e della tecnica di chi opera al fronte. Non sono per il ritiro e non sono nemmeno per la guerra ma contro l'ignoranza e l'ottusita', il non voler capire e gestire. Dio stramaledica coloro che si dicono addolorati ma che nulla fanno, e sia misericordioso con i caduti e soprattutto con chi li piange davvero.

Nicola Evoli

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