Translate

giovedì 27 giugno 2013

SCANDALO EURO- LE BANCHE D’AFFARI CI RIFILARONO I DERIVATI E RIPAGARONO DRAGHI AMATO CIAMPI E PRODI CON LAUTE CONSULENZE


Leggendo il ‘’Financial Times” e la ‘’Repubblica” di oggi si capisce come la nostra classe dirigente sia cresciuta e prosperata nascondendo i debiti nei bilanci.
http://bastacasta.altervista.org/prodi-ciampi-e-draghi-per-entrare-nelleuro-coprirono-i-conti-con-i-derivati-che-adesso-ci-costano-81-miliardi/
Come nel caso MPS, i derivati del Tesoro italiano sono serviti ad incassare denaro subito e a passare il debito alle generazioni future, un gioco possibile fino a quando non viene scoperto o una crisi economica lo rende impagabile.
Si capisce così la ritrosia dei controllori ed i regolatori a sanzionare in maniera esemplare i protagonisti dello scandalo MPS, i silenzi della Banca d’Italia e l’imbarazzo della politica. Come potevano scagliare la prima pietra contro l’uso disinvolto dei derivati coloro i quali li hanno ampiamente usati per costruire la loro immagine di salvatori della patria?
La tecnocrazia che ha prosperato intorno al Ministero del Tesoro, da Draghi a Grilli, da Amato a Saccomanni, da Ciampi a La Via, ci ha mentito per anni. Come aveva lasciato capire Luigi Spaventa l’entrata dell’Italia nell’Euro non fu solo virtù ma anche molta furbizia alimentata e fomentata dalle banche d’affari che poi hanno ripagato i “civil servant” con lavori o consulenze lautamente pagate.
Draghi a Goldman Sachs, Siniscalco a Morgan Stanley, Grilli a Credit Swiss, Amato consulente Deutsche Bank, Linda Lanzillotta a JP Morgan, Gianni Letta a Goldman e così via in un lungo elenco di ex-Tesoro, Draghi-boys and girls che hanno trovato la loro collocazione milionaria fra Londra e Milano.
Gli italiani credevano di stringere la cinghia per un interesse superiore, scoprono oggi di essere sottoposti ad una spremitura senza fine per poter dare a questa tecnocrazia senza pudore e senza controlli un passaporto Europeo per avere prestigio e denaro.
Le similitudini fra MPS e la Repubblica Italiana non finiscono qui, come nel caso della banca di Siena anche qui i derivati vengono ristrutturati, allungati, stiracchiati con perdite sempre maggiori in un avvitamento impressionante su cui nessuno vuole o può controllare.
Durante il più tecnico dei governi (Monti), in soli sei mesi si ristrutturano contratti per 30 miliardi consolidando 8 miliardi di perdite, si pagano 2,5 miliardi a Morgan Stanley (dove lavora un ex Ministro del Tesoro e il figlio di Draghi) e si impone una tassa sulla casa ed un imposta di bollo a milioni d’Italiani.
Ma l’avvitamento dei conti pubblici è prossimo alla fine, se ne accorge Saccomanni che non riesce a reperire neanche 2 miliardi per cancellare l’aumento dell’IVA, ma non dice niente! Lui come i dirigenti di MPS non fa luce sul pozzo nero di 160 miliardi di derivati e sulle relative perdite. Oggi FT e Repubblica lanciano una piccola luce su questo buco nero della Repubblica e della Democrazia, ma il fondo è ancora molto, molto lontano.
FONTE
 

Nessun commento:

Posta un commento