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lunedì 29 luglio 2013

I BAMBINI DI NESSUNO


I BAMBINI DI NESSUNO



Un bambino - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)



di Gianni Lannes



Che mondo è quello dove regna l'indifferenza, il cinismo e lo sfruttamento dei più piccoli? Più di tutto il dolore di esseri umani che si sono appena affacciati alla vita?

In Italia le autorità centrali e periferiche, attualmente, non sanno con esattezza nemmeno quanti minori sopravvivono fuori dalla famiglia d'origine.
Mancano ancora e sempre, dati precisi, statistiche aggiornate, regole ben definite, in particolare attenzione e affetto. L’unica cosa certa, almeno sulla carta,  è che il 31 dicembre 2006, in base alla legge 149 dell’anno 2001, gli orfanotrofi dovevano chiudere i battenti.

Bambini in Italia - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Sette anni fa la normativa riguardava 52 istituti di cui 32 in attesa del nulla osta per diventare case d’accoglienza - sparsi tra Calabria, Puglia e Sicilia - e 12 mila bambini, in stato di abbandono e non adottabili. Sono stati stanziati dal ministero del Welfare ben 2 miliardi di euro. Dove sono finiti questi soldoni pubblici? Di certo ai bambini bisognosi non sono andati.
Dunque, gli orfanotrofi hanno cambiato nome, hanno mutato pelle, trasformandosi in “strutture alternative di accoglienza”.

Dopo 12 anni dalla promulgazione delle legge quadro manca la banca dati prevista dalla 149/2001 che doveva raccogliere i dati. Oggi non c’è ancora un’anagrafe nazionale di bambini e famiglie. L’unica l’ha realizzata il Friuli Venezia Giulia.
La stima più accreditata attesta che i fuori famiglia italiani, i minori che un tribunale ha deciso di allontanare dalle proprie case, sono poco meno di 30 mila. Per la maggior parte adolescenti e non orfani. Circa 14 mila vivono in strutture di accoglienza. Tutti vivono situazioni critiche. Su gran parte degli assistenti sociali, spesso sorta di aguzzini, è preferibile stendere un velo pietoso, così come su numerosi giudici senza un cuore.

Il pensiero fa rabbrividire: gli standard dei “centri” che accolgono i minori sono fissati dalla conferenza Stato-Regioni. Controlli? Non si sa. Affidi reali? Non pervenuti. Eppure l’obiettivo fondamentale della legge 149/2001 è favorire l’inserimento del minore in una vera e propria famiglia.

In relazione ai bambini nati all’estero ma presenti e vaganti in Italia, regna il buio più assoluto. Ma una cosa è certa: lo sfruttamento degli adulti, la pedofilia a livelli insospettabili nelle alte sfere del potere (giudiziario, parlamentare, politico, imprenditoriale), il traffico di organi umani.

 Bambini in Italia - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

In Europa non va meglio. L'ultima ricerca in merito risale però al 2006. Sono troppi i bambini ospitati negli orfanotrofi del vecchio continernte. A dirlo un gruppo di ricercatori coordinati da Kevin Browne, del Centre for Forensic and Family Psychology, dell'università di Birmingham, che hanno pubblicato un approfondimento sulla rivista British Medical Journal.. Secondo questi dati sono circa 43.842 i bambini sotto i 3 anni ospitati negli orfanotrofi in 46 paesi facenti capo alla regione europea dell'Organizzazione mondiale della sanità. Secondo Browne "ci sono prove scientifiche sempre più evienti che il fatto di essre in un orfanotrofio comporta problemi allo sviluppo mentale, comportamentale, emotivo e sociale dei bambini".

 
 Italia: un musicista di strada - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Il bambino vive l’abbandono ogni giorno e vuole essere figlio, non essere assistito, ma noi siamo adultocentrici.

Il piccolo Gesù dietro le sbarre con Maria e Giuseppe - foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

I bimbi hanno bisogno di una famiglia (madre e padre) che non li faccia soffrire, né li tormenti, che li nutra, che dia loro soprattutto amore, non necessitano certo di reclusori riverniciati per l'occasione. 




Post scriptum

L'indifferenza generale mi strazia. La sofferenza di un bambino mi spezza il cuore, più di ogni altra situazione!  La civiltà di un Paese si misura dal grado di attenzione verso i più piccoli (nel caso italiano è TOTALE DISATTENZIONE).

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