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domenica 21 luglio 2013

IL VERO SCOPO DEL GOVERNO LETTA-NAPOLITANO: PERPETUARE LA PARTITOCRAZIA ATTRAVERSO LA CRISI

Il paradosso del governo Letta è che esso non fa quasi nulla, limitandosi a temporeggiare, rinviare e farsi difendere, mentre è stato formato e giustificato come governo trasversale imposto dall’esigenza di fronteggiare l’emergenza mediante interventi pronti forti e risolutivi sull’economia, sulla costituzione, sulla legge elettorale. 

Debito pubblico, disoccupazione, insolvenze, fallimenti salgono, sale anche lo spread, e il governo se ne sta a guardare, al massimo impetra l’autorizzazione tedesca a spendere qualche miliardo di soldi italiani spalmato sui prossimi anni, un ,niente rispetto alle dimensioni del male. 

Che cosa sta ad aspettare? 

Perché non ce lo dice?

..... il vero scopo del governo Letta e della blindatura Napolitano non è salvare l’Italia, ma proteggere l’establishment consolidato, la partitocrazia, impedendo che perda il potere sul Paese per effetto della crisi, della lotta tra le sue fazioni, dello sputtanamento reciproco totale, del discredito delle istituzioni, della possibile reazione sociale al tracollo economico, da una possibile avanzata di movimenti sbaraccatori antisistema. 
A tale scopo, l’importante, per i partiti, è stare insieme qualsiasi cosa accada, gestire insieme il giorno per giorno, galleggiare, aspettando gli eventi e le decisioni che contano, che vengono da fuori: le elezioni tedesche, le mosse della BCE, della Fed, di Obama. 
Per poi riciclarsi. Più che un governo, quello di Letta e Napolitano è un’arca di Noè in cui la casta cerca di sopravvivere al diluvio. Essendo un’arca di Noè, non ha una rotta, non ha vele.....

Al fine di corresponsabilizzarsi del disastro socio-economico, ma anche del collasso funzionale dell’apparato pubblico, che sta rapidamente avanzando, e che in autunno esploderà quando molte imprese non riapriranno e bisognerà fare ulteriori tagli e tasse, e non si potranno mantenere le promesse di partenza su imu, iva, cuneo fiscale. 
Al fine di corresponsabilizzare tutti nel fallimento e nelle misure che a quel punto si adotteranno per fronteggiare la protesta sociale: misure sicuramente dure, autoritarie, repressive. Non si vuole che , in quello scenario, vi sia un’opposizione forte e organizzata che possa approfittare del fallimento delle politiche economiche impostate sul modello imposto da Berlino e del ricorso alla forza contro il popolo, per prendere il potere e togliere poltrone e cordini della spesa pubblica e le leve di comando anche burocratiche e giudiziarie a chi li detiene stabilmente. Forse, per averlo in coalizione, a B. è stata offerta anche una soluzione per i problemi legali suoi personali e del suo gruppo industriale, anche in relazione al problema della dubbia legittimità delle sue frequenze di trasmissione.



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