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mercoledì 17 luglio 2013

L’ULTIMA FIGURACCIA DELLA BONINO: CONVOCA L’AMBASCIATORE KAZAKO CHE LE RISPONDE “IO SONO IN FERIE”

SI E’ SVEGLIATA DOPO UN MESE E MEZZO E SI BECCA UNA RISPOSTACCIA… ANCHE  L’UNIONE EUROPEA ORA CI INTIMA DI DARE SPIEGAZIONI
Un mese e sedici giorni di ritardo.
Ora, soltanto ora, la Farnesina convoca l’ambasciatore kazako Andrian Yelemessov che, piccato, declina: “Sono in ferie”.
L’Unione Europea si dimostra più reattiva, assicura di monitorare la situazione e di volere spiegazioni.
Il viceministro Lapo Pistelli aveva annunciato con enfasi: siamo a stretto contatto con il commissario Barroso, non male l’avviso di Bruxelles.
Il diplomatico Yelemessov, che insiste con la cantilena “Ablyazov non era un dissidente, ma un truffatore”, risponde con notevole fastidio a Bonino: “Sono davvero stupito per questa vicenda. Apprendo la notizia adesso, però sono in vacanza fuori dall’Italia. Vedremo quando arriverà la richiesta…”.
La richiesta dovrebbe arrivare a breve, ma il ministro Emma Bonino sapeva dal 31 maggio , non in mattinata mentre Alma Shalabayeva e la figlia di 6 anni venivano imbarcate per Astana, ma in tarda serata, forse nottata.
C’è un vuoto temporale, di un giorno esatto, che Bonino non ha mai colmato.
Perché, racconta, di aver informato il ministro Angelino Alfano e il premier Enrico Letta durante la parata celebrativa del 2 giugno.
Che la Farnesina fosse stata coinvolta, invece, l’ha sancito un documento spedito dal Cerimoniale, il pomeriggio del 29 maggio, all’ufficio Immigrazione del Viminale: la donna stava per essere espulsa, in fretta, e le autorità cercavano riscontri diplomatici, se avesse l’immunità o millantava.
I funzionari del ministero, allora, non hanno disturbato Bonino e le pratiche burocratiche, seppur in proporzione minore, ricordano il ruolo a sua insaputa di Alfano.
La figura di Yelemessov è centrale.
L’ambasciatore telefona al ministro Alfano e viene ricevuto dal prefetto Giuseppe Procaccini, che ieri si è dimesso per “tutelare lo Stato”, perché la Farnesina non ha pensato di chiamare Yemelessov per un chiarimento?
Il diplomatico non ha rispettato la prassi che prevede, per qualsiasi esigenza, un confronto con il ministero degli Esteri, non con il dicastero che controlla la polizia. Bonino poteva contattare Yemelessov prima di sussurrare la notizia a Letta e Alfano e anche nei giorni scorsi quando l’ambasciatore ha “scagionato” con devozione gli italiani e già annunciava le meritate ferie.
E così la Farnesina incassa la replica di Yemelessov, l’uomo che, secondo il resoconto di Alfano scritto da Pansa (capo della Polizia), ha garantito sui trascorsi malavitosi di Ablyazov: “Chiedete come questo dissidente ha guadagnato miliardi, la mia posizione non cambia. E non cambiano i rapporti strategici fra Italia e Kazakistan per la vicenda di un criminale ricercato da più Stati”.
Siccome si può dubitare del parere di Yemelessov, a differenza di quel che ha dichiarato Alfano e avrebbero creduto i funzionari del Viminale, l’Unione Europea ha chiesto di avere informazioni sul caso Ablyazov-Shalabayeva per capire se siano state rispettate le procedure internazionali.
La Farnesina non fornisce ulteriori particolari e non riesce a completare la sceneggiatura di Bonino che ha tralasciato troppi giorni sul calendario e non ha rivelato chi al ministero – prima del ministro stesso – fosse stato contattato dal Viminale: chi ha agito e chi ha sbagliato.
Anche la radicale ha passato qualche ora determinante a sua insaputa.
Carlo Trecce(da “Il Fatto Quotidiano”)

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