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mercoledì 10 luglio 2013

Maro': Bonino, li devo riportare a casa.

I 60 giorni sono passati,anzi ne sono passati più di 90,i proclami entusiasti ,di velocità ed equità sono andati a farsi benedire. Nonostante gli elogi,e la buona stampa di cui gode,forse perchè  sollecitata da qualche cittadino,che non si rassegna a vedere e a sapere di questa vergogna ancora aperta,il Ministro degli Esteri Emma Bonino si è decisa  ad aprire bocca sulla vicenda marò.
A Zaping 2.0 ha dichiarato:”Li devo riportare a casa. Questo e' il mio compito e devo trovare il modo per una soluzione rapida e giusta per i nostri maro', per chi e' stato ucciso, per le vedove. Dobbiamo perseverare con rigore, coerenza e determinazione", ha precisato il ministro ricordando che domenica l'inviato speciale Staffan de Mistura sara' in India.
E’ inutile sottolineare che non esiste più nessun contenzioso con l’India,è inutile sottolineare che pensando a tutti ai marò,alle vedove e a chi è morto,il Ministro ci sta informando del suo punto di vista,anche lei li ha già processati,o se non è a conoscenza ha voluto lanciare un messaggio all’amato alleato ,"come vedete parliamo solo ed esclusivamente delle vostre ragioni ,vi amiamo troppo per seminare dubbi". Secondo me ,è meglio che il nostro Ministro degli esteri non apra bocca,se vuol dare un contributo ,visto il punto a cui siamo arrivati.

1 commento:

  1. Condivido. Chiaramente si è rinunciato ad esercitare il diritto alla sovranità ed al Diritto. A parte l'opinione personale, è da sottolineare che nessuno può essere ritenuto colpevole sino a che la colpevolezza sia dimostrata al di la di ogni ragionevole dubbio. Nel caso che vede coinvolti i nostri due Sottufficiali è lampante che la giurisdizione è italiana e non indiana. Quindi l'inchiesta dovrebbe tenersi in Italia e non in India, a maggior ragione nel caso sussistesse anche il minimo dubbio sulle responsabilità ascritte ai nostri militari. E questo in ragione del fatto che chiunque, e quindi anche i nostri due Sottufficiali, ha diritto ad un equo trattamento sotto l'aspetto giudiziario e, soprattutto, sulla base del principio che nessuno pùò essere consegnato ad un paese che non rispetti i Diritti basilari dell'imputato. E come sappiamo l'India è un paese che prevede la pena capitale. Del resto non nascondo la mia profonda delusione per l'assenza di un impegno veramente serio sull'argomento. Basta constatare come sia stato nascosto per un mese l'incredibile vicenda della Signora Alma Shalabayeva e della sua bimba di soli 6, vicenda emersa unicamente dopo la denuncia di alcuni media nazionali. Inutile nasconderselo: le ragioni economiche contano più dei Principi e del Diritto. Ecco che quindi le persone rischiano di diventare pura merce di scambio a beneficio dei potentati economici. Come scrissi tempo fa, dopo la vicenda dei due nostri militari, nessun esule politico potrà sentirsi sicuro in Italia posto che la sua persona abbia un certo qual valore per i suoi persecutori. Purtroppo non mi sbagliavo.

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