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lunedì 1 luglio 2013

Usa spioni? Non è una novità, per chi si occupa di geopolitica


intellC’è chi scopre l’acqua calda e chi si meraviglia che gli Stati Uniti spiino non solo i russi ed i cinesi, ma anche gli italiani ed i tedeschi. Ci si indigna: non si fanno queste cose, tra alleati. Già, è dal ’43 che in Italia si fa una grande confusione sul concetto di alleati. Per nascondersi che gli Usa non sono alleati ma padroni. E, dunque, spiano i propri dipendenti. Così come fanno i padroni scorretti nelle aziende. Comportamento antisindacale, tutt’al più. Quanto allo spionaggio nei confronti degli altri Paesi del mondo, rientra nella logica della geopolitica. Ma, in Italia, la geopolitica è pressoché sconosciuta. Affidata, guarda la coincidenza, alle analisi del gruppo De Benedetti. Che non ha mai brillato per imparzialità né, tanto meno, per una visione a favore degli interessi italiani. Esistono alternative? Certo che esistono, anche se pesantemente penalizzate da un’informazione a senso unico. Così, da venerdì a domenica, in Trentino la decima edizione del workshop organizzato dai centri studi di geopolitica Vox Populi e Nodo di Gordio. Per discutere, in questa occasione, delle “vie dell’Oriente”, delle prospettive e delle opportunità che si stanno sviluppando ad Est del nostro Paese, dalla Russia alla Cina, dal Kazakhstan alla Turchia. Cioé quel mondo che, nella comunicazione politicamente corretta, viene banalizzato, osteggiato, sottovalutato o, quando fa comodo, esaltato e difeso come nel caso delle politiche di Pechino. Perché un’informazione corretta, libera, diventa sempre più importante in un Paese come l’Italia dove la Fiat ha rioccupato anche il Corriere della Sera per poter disporre di un media più credibile rispetto a La Stampa. E se si analizzano gli interessi, convergenti, del gruppo Fiat (pronto ad accordi con lo squalo Murdoch) e del gruppo De Benedetti-Repubblica-Espresso, è facile rendersi conto di quanto possa essere condizionata l’informazione in Italia. Sia relativamente a temi di politica interna sia per quanto riguarda la geopolitica. Per questo gli spazi di libertà garantiti da iniziative come il workshop trentino diventano sempre più rari e, dunque, più importanti. Soprattutto per chi non si rassegna al pensiero unico dominante. Ma per non rassegnarsi davvero, occorrerebbe partecipare. Mentre, come al solito, si preferisce inveire contro Fmi, Banca Mondiale, ingerenze e spionaggi, ma evitando accuratamente di rinunciare ad una giornata al mare per seguire un convegno dove si rischia di imparare qualcosa. Anche questi atteggiamenti indicano chiaramente che tutta un’area è da rifondare completamente, facendo tabula rasa di pigrizie, stupidità, parole a vuoto

fonte http://www.qelsi.it/2013/usa-spioni-non-e-una-novita-per-chi-si-occupa-di-geopolitica/

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