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giovedì 29 agosto 2013

Forze speciali italiane si preparano a intervento in Siria


eagerionMentre l’Ue cede alle pressioni anglo-americane e francesi togliendo l’embargo che finora impediva la fornitura di armi ai ribelli siriani, la Nato si prepara all’intervento con una mega-esercitazione che si terrà nelle prossime settimane nella vicina Giordania. Esercitazione alla quale prenderanno parte anche le forze speciali italiane, con tutta probabilità i parà del 185° Reggimento Rao (Ricognizione Acquisizione Obiettivi) della Folgore.
L’esercitazione multinazionale “Eager Lion” (leone impaziente), che si svolgerà per quindici giorni sotto comando americano nel sud della Giordania, sarà di fatto la prova generale di un’intervento “umanitario” in Siria. Quindicimila soldati di diciotto nazioni (Usa, Canada, Gb, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Repubblica Ceca, Turchia, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Bahrein, Iraq, Yemen, Pakistan e ovviamente Giordania) simuleranno attacchi a istallazioni militari e soccorso a civili colpiti da attacchi con armi chimiche.
L’esercitazione, già svoltasi l’anno scorso in tono minore, vedrà gli incursori italiani impegnati a compiere attività analoghe a quelle del 2012: infiltrazione ed esfiltrazione per via terrestre, aerea e anfibia; individuazione, determinazione e valutazione di obiettivi da bombardare e successiva valutazione degli effetti del raid; sottrazione alla cattura, evasione e fuga da aree controllate dal nemico; sopravvivenza in area operativa fino a 8-10 giorni senza rifornimenti esterni.
Lo scorso anno la spedizione italiana era composta anche da quattro ufficiali provenienti dalle diverse le forze armate, che seguivano le operazioni dal quartier generale dell’esercitazione ad Amman e da navi della marina americana alla fonda nel porto di Aqaba.

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