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mercoledì 21 agosto 2013

Ministro degli Esteri India: ''Una via d'uscita legittima e ammissibile sara' trovata''.

Il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid dialogando con i giornalisti, ha dichiarato :”Non siamo di fronte ad alcun rifiuto'' da parte dell'Italia di presentare i quattro fucilieri della Marina che la polizia indiana vuole interrogare nell'ambito della crisi che coinvolge i due maro' Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. 'Una via d'uscita legittima e ammissibile sara' trovata'. 'Non siamo di fronte ad alcun rifiuto - ha sottolineato - e la cosa migliore e' che lasciamo lavorare e decidere su questa questione gli esperti legali'. Infine il capo della diplomazia indiana si e' detto convinto che il sistema legale dell'India trovera' una soluzione a questa questione”.
E subito dall’Italia il Ministro della difesa e poeta cantastorie Mario Mauro è partito in quarta,non gli sembrava vero cogliere un occasione del genere dal suo meeting preferito “Gli altri fucilieri possono essere ascoltati in Italia, oppure in videoconferenza, oppure attraverso una loro dichiarazione che poi è simile a quella resa dai marò". Ha detto il ministro della Difesa,a Prima Di Tutto (Radio 1) in risposta alle dichiarazioni arrivate da New Delhi "Nel colloquio con le autorità indiane i nostri fucilieri si attengono alle regole precise dettate dal fatto di essere militari. Le risposte che forniscono alle autorità indiane sono in ragione del fatto che sono militari. Non c'è un rifiuto, non è un rifiuto il fatto che gli altri fucilieri di marina non si recheranno in India perché e' la legge indiana che prevede altre modalità per rendere testimonianza in casi di questo genere".Mauro ha quindi ricordato che nonostante si sia all'interno di un processo, che è quello dell'autorità giudiziaria indiana, l'Italia "continua a sollevare un problema di giurisdizione che verrà espiato secondo le regole del diritto internazionale". "Non è mutato nulla se non il fatto che sono passati altri giorni in cui i nostri fucilieri hanno continuato a vivere a Delhi in una condizione di non piena libertà e per questo da parte nostra va ribadito con forza che ci sia una soluzione equa e rapida del caso. Siamo vicini ai marò e alle loro famiglie".
 

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