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venerdì 20 settembre 2013

Caso marò, De Mistura vuole sbloccare lo stallo

L'inviato del governo: «Testimoni interrogati in India? Meglio di no».

Il governo di New Delhi ha insistito nellarichiesta di interrogare in India i quattro fucilieri di Marina che insieme a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone formavano il team di sicurezza a bordo della petroliera Enrica Lexie.
Lo ha detto il 18 settembre l'inviato speciale del governo italiano per la vicenda dei marò, Staffan De Mistura, che ha incontrato nella capitale indiana il ministro degli Esteri indiano Salman Khurshid.
PRESENTE ANCHE L'AMBASCIATORE.Nell'incontro è stato fatto un primo esame dei problemi legati allo stallo delle indagini che sta svolgendo la polizia investigativa Nia sull'incidente del 15 febbraio al largo delle coste del Kerala in cui morirono due pescatori indiani.
Al termine della discussione, durata 45 minuti e a cui ha partecipato anche l'ambasciatore italiano Daniele Mancini, De Mistura ha nuovamente ricordato che «l'Italia non ha nulla in contrario a che la Nia interroghi i quattro, ma che ha offerto tre diverse possibilità, ammesse anche dalle leggi indiane, perché questo avvenga senza bisogno di inviare i testimoni in India».
KHURSHID: «VORREI ESSERE MINISTRO DELLA GIUSTIZIA». Khurshid ha detto scherzando che «vorrei essere io al ministero della Giustizia» in modo da dare soluzione allo stallo riguardante le indagini della polizia investigativa Nia sui marò.
Il capo della diplomazia indiana ha voluto alludere al fatto che probabilmente è dal ministero del suo collega della Giustizia, Kapil Sibal, che giungono le principali resistenze ad una soluzione del problema dell'interrogatorio degli altri quattro fucilieri di Marina che con Latorre e Girone formavano il team di sicurezza sulla Enrica Lexie.
La Nia ha chiesto di poter interrogare i quattro marò a New Delhi, ma l'Italia ha offerto in alternativa di ospitare una missione della polizia a Roma, di organizzare una teleconferenza o di procurare risposte ad una serie di domande scritte: nessuna di queste ipotesi è stata accettata, e la polizia ha chiesto sostegno giuridico ai ministeri dell'Interno, della Giustizia e alla Procura della Repubblica.
LATORRE: «FIERO DI ESSERE ITALIANO». Intanto Massimiliano Latorre ha voluto ringraziare su Facebook tutti coloro che hanno offerto solidarietà a lui e a Salvatore Girone, scrivendo: «Cari amici, io mi sento impotente e ripetitivo perché ciò che posso dirvi ora come segno di apprezzamento, è solo e sempre grazie».
Il marò ha poi aggiunto: «Essere italiano è una ricchezza e può saperlo solo chi lo è. Essere italiano è come il sentimento dell'amore: non si può toccare, non lo si può vedere, è tanto astratto quanto forte e radicato in ognuno di noi».

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