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venerdì 20 settembre 2013

Destinazione Italia, parte l'iter delle privatizzazioni


Letta: «No outlet, bene investimenti stranieri».

L'Italia ha un bisogno «drammatico» di investimenti esteri. Il nostro Paese non può permettersi di alzare barriere, deve portare il marchio e il prodotto dell'Italia nel mondo, ma contemporaneamente, vista la crisi economica e la carenza di risorse interne, deve anche puntare a «portare il mondo in Italia. Senza avere paura della globalizzazione e privatizzando quello «che è giusto privatizzare».
PIANO D'AZIONE. Con questo obiettivo il governo ha messo a punto Destinazione Italia, un documento con iniziative, proposte e piani d'azione in grado di attrarre gli investitori e di accompagnarli nello slalom tra norme, leggi e imposizioni fiscali tutte italiane.
DAGLI USA AL GOLFO PERSICO. Letta ha in programma di presentalo già dalla settimana del 23 settembre a New York, avviando un road show che avrà come seconda tappa i Paesi del Golfo.
Chiamare gli stranieri all'interno dei nostri confini, abbandonando la sindrome da fortino nata spesso all'indomani di grandi acquisizioni di marchi italiani, l'ultima quella di Bulgari da parte dei francesi di LVMH, non significa comunque fare dell'Italia un outlet a prezzi stracciati, ha rassicurato il premier.
CREARE LAVORO. Gli investimenti che il piano punta ad attrarre, si legge nel documento, devono infatti «essere capaci di sostenere l'economia italiana attraverso l'apertura di nuove attività e insediamenti produttivi, la capitalizzazione e il rafforzamento delle nostre imprese, la valorizzazione dei nostri asset, la creazione di lavoro e conoscenza».
Destinazione Italia, aperto a contributi di tutti i soggetti interessati fino all'inizio di ottobre, raccoglie quindi misure già attuate o in via di immediata definizione in appositi provvedimenti, ma anche di medio periodo. Dall'energia, con obiettivi come la produzione nazionale di idrocarburi indicati nella Sen ad esempio, al fisco, dalla giustizia civile al credito alle pmi, con interventi che potrebbero confluire nel dl Fare 2.
1 MLD DA PRIVATIZZAZIONI. Capitolo determinante infine quello delle privatizzazioni. Il piano definisce 'opportuno' mettere sul mercato proprietà pubbliche immobiliari e mobiliari. Con una netta accelerazione, entro fine anno spetta dunque al Tesoro individuare le partecipazioni da dismettere.
L'obiettivo, hanno riferito alcune fonti di settore, potrebbe essere quello di ricavarne almeno 1 miliardo di euro. Andranno inoltre favorite aggregazioni e integrazioni fra società degli enti locali.
LISTA PRONTA ENTRO OTTOBRE. Le privatizzazioni saranno possibili per società quotate ma anche per società non quotate. La lista dovrebbe essere messa a punto entro ottobre dal comitato privatizzazioni guidato dal direttore generale del Tesoro, Vincenzo La Via con l'aggiunta di due esperti. Ci sarebbero però già in stato avanzato, in particolare quella su Poste Vita

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