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venerdì 20 settembre 2013

LETTA APPESO A UNA LETTERA DA BRUXELLES, FIRMATA DA OLLI REHN -




LETTA APPESO A UNA LETTERA DA BRUXELLES, FIRMATA DA OLLI REHN - LA COMMISSIONE UE POTREBBE CONSENTIRE ALL'ITALIA DI CONTEGGIARE FUORI DAL BILANCIO LE SPESE PER GLI INVESTIMENTI NELLE GRANDI OPERE, COME LA TAV

Un artificio contabile che farebbe scendere il rapporto tra deficit e pil del 2013 dal 3,15% al 2,8% consegnando al Governo delle larghe intese un tesoretto da 3 miliardi di euro, più o meno quello che serve per spazzare via la seconda rata Imu e cancellare l'aumento Iva, consentendo alla strana maggioranza di galleggiare fino a Natale….

La trattativa è complicata. Va avanti da martedì. Da quando il commissario Ue agli Affari economici, Olli Rehn, ha fatto visita in Italia. Ed è proprio durante i suoi incontri istituzionali nella Capitale, che Rehn avrebbe avviato una sorta di negoziato con Enrico Letta. Al Presidente del consiglio italiano, secondo indiscrezioni raccolte in ambienti vicini a palazzo Chigi, sarebbe stata promessa una lettera. Il cui contenuto vale 3 miliardi di euro. Un tesoretto che consentirebbe al premier di ribaltare la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza che oggi deve essere licenziato dal consiglio dei ministri. Un Def con la coperta assai corta che potrebbe riallungarsi a sorpresa. E dare fiato all'Italia.Si tratterebbe di una via libera a un diverso conteggio di alcune spese. L'Unione europea potrebbe consentire di portare fuori dal calcolo dei parametri di bilancio le spese per investimenti nelle grandi opere pubbliche che rientrano nei progetti europei. L'esempio classico è quello della Tav, ma ce ne sono altri. In questo modo, il rapporto tra deficit e pil si attesterebbe al 2,8%, più basso del tendenziale 3,15% indicato nei calcoli riservati del ministero dell'Economia.La soglia Ue è pari al 3% e grazie a questo «sconto», il Governo avrebbe margini di manovra per lo 0,2%. Calcolatrice alla mano, significa trovare un tesoretto da circa 3 miliardi. Una cifra di tutto rispetto che darebbe a Letta la possibilità di cancellare anche la seconda rata Imu (quella di dicembre e non ancora abolita, che vale 2,3 miliardi) e di avere buona parte dei fondi necessari a rinviare (per ora di tre mesi) l'aumento dell'Iva dal 21% al 22%.....Le misure su Imu e Iva sono i cavalli di battaglia del Popolo delle libertà e Letta le inserì nel suo discorso di insediamento. E se non mantiene le promesse, la crisi di Governo sarebbe inevitabile. Insomma, quei 3 miliardi sono l'ultima spiaggia per sperare di restare in sella all'Esecutivo, già minato per le tensioni legate alla vicenda di Silvio Berlusconi.http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/letta-appeso-a-una-lettera-da-bruxelles-firmata-da-olli-rehn-la-commissione-ue-63069.htm

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