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giovedì 17 ottobre 2013

caso marò: L'India riconosce il diritto internazionale...agli altri

NOTIZIA DA LEGGERE ATTENTAMENTE E SE IN NOSTRI RAPPRESENTANTI ISTITUZIONALI ED IN PARTICOLARE IL MAE  NON ATTIVA IMMEDIATAMENTE L'ARBITRATO INTERNAZIONALE O NASCONDEE QUALCOSA O SI DEVE FARE UN  SEGUITO AL MIO ESPOSTO DI IERI !
Fernando Termentini.

(ANSA) - NEW DELHI, 17 OTT - Se si dovesse accertare che il pattugliatore 'Seaman Guard Ohio'di proprieta' di una societa' Usa bloccato sabato con armi e munizioni a bordo al largo dello Stato del Tamil Nadu non era in acque territoriali indiane, allora ''sara' difficile avviare contro di esso qualsiasi azione''. Lo ha dichiarato oggi a New Delhi il vice consigliere indiano per la sicurezza nazionale, Nehehal Sandhu.
''Si deve capire - ha detto parlando con i giornalisti secondo l'agenzia di stampa Pti - che le acque territoriali dell'India si estendono per 12 miglia nautiche. Su tutto quello che accade oltre non possiamo esercitare la nostra sovranita'''. ''Per cui - ha aggiunto - se c'e' una nave oltre questo limite facendo qualunque cosa, che possiamo fare noi in base alla legge? Le leggi non possono essere inventate''. Sulla collocazione del pattugliatore in mare al momento del sequestro vi sono notizie contrastanti. Secondo una fonte era a 15 miglia dal porto di Tuticorin, secondo un'altra a 45 miglia. L'incidente e' in qualche misura assimilabile a quello in cui sono coinvolti i maro' Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Il 15 febbraio 2012 la petroliera Enrica Lexie si trovava a 20,5 miglia nautiche dalla costa quando sono morti due uomini del peschereccio indiano St. Anthony. Secondo la denuncia della polizia, il Seaman Guard Ohio, battente bandiera della Sierra Leone, e' entrato illegalmente nelle acque territoriali indiane con un quantitativo di armi e munizioni. L'equipaggio, composto da 35 uomini di diverse nazionalita', e' stato denunciato per possesso ingiustificato di armi. Dopo aver scortato la nave nel porto di Tuticurin, la polizia ha sequestrato 31 fucili e oltre 5.000 proiettili. La nave appartiene alla societa' Usa AdvanFort (con sede in Virginia), che fornisce servizi di scorta anti pirateria ai mercantili che transitano nell'Oceano Indiano. L'equipaggio, composto da dieci marinai (otto indiani e due ucraini) e 25 agenti di sicurezza (sei britannici, 14 estoni, quattro indiani e un ucraino), e' stato interrogato dagli inquirenti indiani.


Come giustamente ha fatto osservare il gen.Fernando Termentini la notizia è clamorosa,notizia che di per se basterebbe a chiedere le dimissioni del governo italiano,è in atto un ulteriore vigliaccheria nei confronti di Max e Salvo i nostri due marò.Di fatto la Corte Suprema in maniera subdola e vigliacca ,comunque ha riconosciuto che l’incidente della Enrica Lexie non è avvenuto in acque territoriali indiane,ora che il governo italiano si pronunci immediatamente e chiedi  o il pronunciamento della Corte Suprema sulla giurisdizione,oppure nella incapacità di chiedere e con troppi scheletri nell’armadio ,chieda immediatamente l’arbitrato internazionale,lo ribadisco chieda immediatamente l’arbitrato internazionale.
 

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