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giovedì 17 ottobre 2013

Caso marò:La profeta Bonino è adorata dai suoi fans.

Un cambiamento dei codici,e un irritazione viscerale prende tutti i sostenitori della Bonino nella sua pagina,irritazione che porta all’offesa,allo scontro al desiderio di polarizzare ,al dimenticare le regole di civiltà,a dimenticare il ruolo istituzionale della loro adorata
Come Maometto per gli islamici  cosi La Bonino per i radicali,guai a parlare di lei e con lei,lei appare bisogna venerarla e poi sparire. Nella normalità qualche parolina può scappare a lei no,non può perdere tempo con quattro miserabili che parlano il linguaggio dei carrettieri,come ha descritto un suo fan.
La piccola differenza è che la Bonino e i suoi adoratori non stanno in un condominio privato,è pur sempre il Ministro degli esteri italiano,forse gli avevano detto che gli italiani non esistono più,e che quindi poteva fare quello che voleva ,ma qualcuno continua a nominare i marò,a pretendere risposte sui marò,e a questo punto,un suo adorato fan si arma di tutto il sapere destabilizzante,cancellano i codici pertinenti del caso,e ci fa sapere il Bonino pensiero.

Alessandro uno dei fan e collaboratore della Bonino
“ Il concetto è piuttosto semplice: i processi servono a stabilire le responsabilità personali e verificare le garanzie di legge. Affermare a priori che i marò siano innocenti è, di fatto, un azzardo e chiedere la loro liberazione su questa base è semplicemente controproducente. Concordare tra le parti le regole, definire un giudice terzo e garantire che eventuali condanne si scontano nel paese di appartenenza è invece un impianto complessivo strutturato e perseguibile.
Terzi ha costruito sui marò una bella campagna mediatico-elettorale che poi non è riuscito a capitalizzare, lasciando quei due poveretti a marcire per un anno e mezzo in India.
Mi pare sfugga che i marò non sono sotto la giurisdizione e la potestà italiana.
O facciamo un esercito con un miliardo di militari e mezzi a gògò e ce li andiamo a riprendere con la forza, oppure uno sta un attimino con la testa bassa e si chiede cosa farebbe a parti invertite.
Facciamo i diavoli a quattro, giustamente, perché gli americani ci tolsero il piacere di giudicare i responsabili del Cermis e ci stupiamo che gli indiani vogliano perseguire i responsabili di un reato commesso, secondo loro, verso loro cittadini e sul loro territorio?
(rimanendo alla contezza dei fatti, senza spingerci in altre speculazioni)
Lo staff della Bonino ha fatto banalissime constatazioni, per quanto con l'errore di scrivere "non è provata l'innocenza", invece di ricorrere alla filosofia del "mostriamo quanto ce l'abbiamo lungo" per poi fallire, miseramente, come abbiamo sempre fatto negli ultimi ottant'anni:
1) i militari sono sotto la potestà indiana
2) c'è stato un evento che ha causato dei morti
3) i nostri militari ne sono stati accusati (a torto o a ragione)
4) NON C'E' un organismo di giurisdizione extranazionale
5) va fatto un processo (ed è a questo che si riferisce la Bonino, dopo che i fessi che l'hanno preceduta si sono vantati in lungo ed in largo che avrebbero riportato i militari a casa senza neanche entrare in aula, uno schiaffo che nessun paese potrebbe accettare)
6) l'India è un potenza regionale e forse mondiale
7) l'India è un importante partner commerciale e militare dell'Italia e della Nato (essì, realpolitik: ben svegliati).
Per carità, si può pure fare gli strafighi, annunciare di andarseli a riprendere con la forza, sputare sull'India, minacciare di espellere tutti gli indiani presenti in Italia e vantarsi di tutto ciò che farebbe Mussolini al posto di Letta: ma avendo ben presente che questo comporterebbe solo di abbandonare sempre più i militari a se stessi e lasciarli in India per i prossimi vent'anni.
Prego, accomodarsi”.

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