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martedì 22 ottobre 2013

Il social network per creare il proprio giornale

Etalia è una social newsroom dove si può creare il proprio giornale oppure guadagnare condividendo articoli



LUGANO - Non è un aggregatore di notizie, Etalia è qualcos’altro. Ha le fattezze di un gioco gestionale dedicato al mondo della stampa ,ma a differenza di un videogame qui è tutto vero. Si possono scrivere articoli, impaginare giornali con i contenuti presi da altre fonti oppure condividere le notizie che hanno attirato la nostra attenzione. I soldi della raccolta vengono poi divisi tra tutti gli utenti-editori-giornalisti che hanno contribuito alla circolazione di una notizia.
Guadagnare con il giornalismo. “Negli ultimi anni – ci spiega  Nicola Alex Tateo, Ceo di Etalia – tutti cercano un modo per guadagnare con il giornalismo, dai freelance ai più grandi editori che hanno il problema di vendere sempre meno giornali”. Così, dopo cinque anni di lavoro, Etalia è pronta per entrare sul mercato e dare uno strumento a chi ha la necessità di trasformare le notizie in denaro. Di aggregatori di notizie ne esistono molti, il problema più grosso è come gestire la distribuzione della raccolta pubblicitaria e mantenere “l’esperienza di lettura di un giornale classico. Il modello del giornale cartaceo ha due secoli di storia che non vanno buttati. Per questo abbiamo cercato di riprodurre quest’esperienza su Etalia”. Infatti se si apre il portale spicca subito una struttura che non nasce dalla rete: le pagine. I giornali che gli utenti possono impaginare mantengono la struttura famigliare di quelli che acquistiamo in edicola. Con tanto di articoli dalle dimensioni diverse, calcolate dal sistema in base alla popolarità e alla rilevanza di ogni contenuto.
Quanto si guadagna?  Ma chi ce lo fa fare di stare lì a impaginare un giornale. “Il lettore che non è solo un utente finale, facendo circolare un contenuto può guadagnare. Chi produce un articolo prende il 70% della raccolta pubblicitaria, chi lo condivide il 4%”, chiarisce Tateo. Uno strumento utile e divertente per il lettore che vuole organizzare i propri contenuti, ma anche per una piccola o grande redazione di freelance che vuole pubblicare la propria testata gratuitamente. Creando un giornale si può strutturare la redazione, con ruoli e diritti tipici del giornalismo vecchia scuola: editore, direttore, caporedattore, redattore.
Anche le grandi giornali. Cosa potrebbe spingerli a scegliere Etalia? “Noi forniamo un modello di business, sia per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria, ma anche per la distribuzione di contenuti a pagamento”. Infatti se un contenuto viene distribuito gratuitamente, il ricavo viene dalla sola raccolta pubblicitaria. Ma volendo si può distribuire anche un contenuto premium. Si può scegliere per il pagamento una tantum o varie forme di abbonamento, in questo caso il 90% dei ricavi va al creatore e il 10% a Etalia. Un meccanismo che potrebbe, se il portale conquisterà molti utenti, fare gola agli editori che faticano a monetizzare i propri articoli su internet. “La crisi ci ha facilitati – racconta Tateo – gli editori si sono trovati con un problema grave e cercano un modello di business che noi possiamo offrire loro”. La prova sono gli oltre 2 milioni di euro in finaziamenti raccolti finora, tra gli sponsor figurano grandi nomi della finanza italiana che hanno deciso di puntare sull’azienda con sede a Lugano.

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