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mercoledì 2 ottobre 2013

Marò, e la Bonino crea il ghetto.

A respirare le arie della Bonino si respira una strana sensazione,come se lei fosse una Dea,venerata da una casta,che sembra vivere nell’agire sui suoi e per i suoi desideri.
Un ghetto hanno creato nel social network fb,nessuno ha parlato di questo,solo qualche cittadini appartenente al gruppo la mezza dozzina,6 persone che seguono la vicenda marò sin dal primo giorno. A un certo punto le devote non sapevano più cosa fare,quando qualcuno ha scoperto il ghetto,l’idea era geniale costruire un giocattolino per quelli che volevano delle risposte sui marò,ed ecco la genialità della Dea Bonino un ghetto,un bel ghetto. Se la Dea ignora completamente la vicenda marò,ignora nel senso che non sa cosa è successo,chi ha dato gli ordini e se si potevano dare ,dove si trovava la nave,il diritto internazionale,la giurisdizione a chi apparteneva,l’ordine dall’alto è arrivato anche alle collaboratrici e ai collaboratori,e il vero capolavoro e inserire nel ghetto le stupidaggini di qualche altro per dare lo spunto per discutere,perché diciamolo ogni dichiarazione fatta da un rappresentante del governo Letta è una stupidaggine,in quanto hanno badato più agli ordini ricevuti dal mandante che a farsi una conoscenza di quello che è accaduto.
E si trovano devoti ovunque.
E da leggere l’articolo di Marika Guerrini ,anche lei devota della Dea Bonino,anche lei ignora completamente il succo della vicenda,ed esalta le banalità del post della Bonino come verità celesti.

“La Bonino e i marò: finalmente un atteggiamento corretto e responsabile
Finalmente un gesto di obiettiva considerazione della vicenda
l 25 settembre il viceministro Lapo Pistelli in una dichiarazione a Il Mondo, a proposito del processo indiano sul caso Marò, circa la posizione italiana, si è espresso: " ... scelta di una giurisdizione speciale, condivisa; regole da utilizzare in processo, condivise." Parole che  sul web hanno scatenato una serie di critiche, a dir poco, secondo cui non si può condividere una giurisdizione che contempli, a monte, la pena di morte eccetera eccetera.

 Ora, che la pena di morte in India non contempli casi di questo tipo, è risaputo, così come è ovvio che all'origine della critica ci sia la presunzione, in senso etimologico, circa l'innocenza di Latorre e Girone, meno ovvio, ma possibile, è un fattore d'orgoglio nazionale.

 Quel che interessa, dopo aver trattato la vicenda sin dai suoi primi attimi, in pagine frutto di accurata analisi anche in linea diretta con Cochin in Kerala, luogo del misfatto, è, non solo la dichiarazione dell'Italia all'assunzione d'una responsabilità condivisa, ma ancor più la risposta del Ministro agli Esteri Emma Bonino alle critiche:" Non è accertata la colpevolezza e non è accertata l'innocenza, i processi servono a questo." Se prima erano critiche ora sono state tempeste sul web.

Invece, finalmente, sì, finalmente un gesto di obiettiva considerazione della vicenda. Finalmente un atteggiamento corretto e responsabile rispetto a qualsivoglia verità emerga dal processo. Finalmente un comportamento di equanimità circa l'accaduto. Non può che mettere in risalto dignità di Stato, un tale comportamento, serietà, rispetto per la giustizia qualunque sia la bandiera, in luogo di quel precedente, degradante nazionalismo senza senso né verità a cui si è costretto un intero paese per mesi, mesi e mesi.

Nel momento italiano che si sta attraversando, momento in cui valori quali correttezza, dignità, senso di responsabilità, senso dello Stato, la lista sarebbe lunga, sembrano votati alla latitanza, accogliamo ben volentieri e con stima l'equanimità del Ministro agli Esteri Bonino. Che ben venga la tempesta sul web per corretti comportamenti contro corrente”.  Marika Guerrini.
Chiaramente la devota della Bonino non parla del ghetto non parla della censura non  parla delle vigliaccate dello staff e delle fanstroll  della Bonino,sembra quasi che l’ordine arrivato sia quello di giudicarli colpevoli o comunque di non approfondire niente di questa vicenda.

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