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venerdì 25 ottobre 2013

Scandalo "Nsagate", anche Palermo al centro dell'intrigo internazionale

TOP SECRET

Scandalo "Nsagate", anche Palermo al centro dell'intrigo internazionale

Un giornalista americano rivela all'Espresso nuovi particolari sulle intercettazioni di governi alleati da parte di Usa e Gb. Uno dei flussi di informazioni passava proprio dal capoluogo siciliano

Immagine articolo - Il sito d'Italia
(di Nicola Salvetti) La città di Palermo, suo malgrado, coinvolta nel "datagate". Lo scandalo internazionale che vede sul banco degli accusati l'Nsa (National security agency) statunitense si arricchisce ogni giorni di nuovi particolari. Lo spionaggio globale, anche di Paesi alleati quindi, di cui si è venuti a conoscenza in queste settimane sembra non risparmiare le strutture di intelligence italiane.

A rivelare nuovi dettagli al settimanale "L'Espresso" è il giornalista americano Gleen Greenwald, che custodisce i file della "talpa" Edward Snowden. Secondo il cronista, tutti i dati raccolti attraverso le intercettazioni vengono trasferiti attraverso tre cavi sottomarini in fibre ottiche che hanno terminali in Italia. Due di questi punti nodali si trovano in Sicilia, il primo denominato SeaMeWe3 ha il suo terminale a Mazara del Vallo, il secondo, invece, il SeaMeWe4 ha il suo nodo a Palermo. E il capoluogo ha una importanza notevole, anche perchè transita dalla città anche il flusso di informazioni del cosiddetto Fea (Flag Europe Asia). I primi due sistemi di trasmissione dati sono gestiti da consorzi di imprese di cui fa parte anche Telecom Sparkle, società del gruppo Telecom, al centro di polemiche per il suo recentissimo interesse all'acquisto da parte di un'azienda spagnola.

Secondo le rivelazioni pubblicate nel prossimo numero dell'Espresso, anche i nostri servizi sarebbero coinvolti, in base ad un accordo di terzo livello (accordo riservatissimo tra governi), nella raccolta di informazioni insieme all'intelligence di Londra. Il nostro Paese però sarebbe stato spiato non soltanto dall'Nsa, ma anche dagli 007 britannici che non avrebbero circoscritto la raccolta dati all'antiterrorismo. Il programma dei servizi inglesi denominato "Tempora" ha spiato tutti i dati, telefonate, mail, traffico internet trasportati dai cavi sottomarini con terminali in Sicilia. L'accordo prevedeva lo scambio di informazioni sulle intercettazioni relative alla sicurezza e all'antiterrorismo che eventualmente fossero transitate attraverso le comunicazioni italiane, ma sembra, a sentire Greenwald, che Londra non si sia limitata a questo.

Il giornalista americano ha riferito, infatti, che alcuni documenti presenti nel programma "Tempora" fanno generico riferimento al "benessere economico britannico". Questo potrebbe aver dato il "là" ad una vera e propria attività di spionaggio industriale condotta nei confronti di aziende italiane, soprattutto quelle coinvolte in affari leciti con Paesi arabi e quindi concorrenziali rispetto alle imprese inglesi. Inquietante, infine, il riferimento sulla possibilità che durante la fase dell'intervento contro la Libia di Gheddafi, e la fase immediatamente precedente, caratterizzata da posizioni divergenti per parte italiana, Statunitensi e Britannici abbiano controllato tutte le comunicazioni di politici, uomini di governo e manager di aziende italiane con interessi all'estero.

fonte http://www.ilsitodipalermo.it/content/432-scandalo-nsagate-anche-palermo-al-centro-dellintrigo-internazionale

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