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lunedì 4 novembre 2013

Quel populismo antieuropeo che non piace ai servi dei banchieri.

di Francesco Venerando Mantegna
Se Enrico Letta avesse maggiore consapevolezza dell’etimologia storico-antropologica, non si produrrebbe in battute del tutto fuorvianti, come quelle intrise di “populismo”, rivolte con astio all’ormai dilagante dissenso popolare nei riguardi di questa Europa dei banchieri, che impongono ai governanti la tabella di marcia all’insegna di una’unione monetaria devastante, ottusa e strumentale.
La radice del termine “populismo”, come riporta la Treccani, risiede in quel “movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia” tra il 19° e 20° secolo, che si proponeva di raggiungere un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate”. Quindi è oltremodo legittimo, in Europa e nei paesi più colpiti dalla crisi socioeconomica, il formarsi di questo “populismo”, quale autentico sentimento popolare avverso a quei potentati finanziari speculativi che stanno impoverendo milioni di persone mentre una schiera di demagoghi, affaristi e truffatori espande le proprie ricchezze.
La barbarie politica di questa Europa dei banchieri che sta spogliando i popoli mediterranei europei, in particolare quelli dell’area mediterranea, usa a sproposito il termine “populismo”, affidando l’operazione mistificatrice ai mass-media serventi.
Si rassegnino alla verità storica, Letta, Monti, Napolitano e compagni, legati a doppio filo alla Troika, alla Trilateral Commission fondata da David Rockefeller, al Bilderberg, allaGoldman Sachs. La loro vita politica è già una macchia nera nelle pagine della storia italiana, essi hanno posto le basi della decadenza e dell’affossamento della democrazia in Italia, oggi più che mai sospinta -grazie a loro- dal vento dell’islamizzazione e del genocidio, attraverso l’incoraggiamento dell’invasione clandestina, nella bieca logica del Piano Kalergi.
A questo punto, qualunque soluzione “populista” mirata a disfare una classe politica mediocre e scellerata, una volta per sempre, è valida utilizzando quell’unico presidio a difesa della libertà e della democrazia che ancora ci rimane: il voto.

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