Translate

domenica 22 dicembre 2013

Bilderberg e Trilateral Commission: il governo invisibile che guida l’Europa

Da tempo ormai, gli attori protagonisti dell’intero sistema europeo sono diventati i banchieri.

961256_10202072271841514_1243993726_nTengono per la gola sia gli Stati, sia l’economica produttiva, che agisce ormai con un unico fine: creare gruppi industriali sempre più grandi. La ragione è duplice: realizzare quelle economie di sistema che permettono di essere competitivi e raggiungere posizioni dominanti o di monopolio e diventare talmente grandi da non poter fallire. Raggiungere ossia quella posizione per cui il fallimento dell’impresa trascinerebbe con sé nel baratro talmente tante banche creditrici, che sono loro stesse a correre continuamente in soccorso con nuovo credito. In un circolo vizioso e virtuale di un giro di denaro che esiste ormai solo dentro i computer. Non stupisce, in tale contesto, che si siano creati consessi di poteri forti, lobby chiuse, ristrette, riservate; spazi in cui banchieri, politici e industriali tracciano le linee guida comuni e strategiche per salvaguardare il sistema e possibilmente farlo crescere. Pochi, in realtà sono a conoscenza dei veri poteri che si nascondono dietro l’Europa con l’intento di estromettere i governi nazionali dalla scelte economiche. Spesso, noi italiani ci disinteressiamo ad aspetti che vediamo “lontani”dalla quotidianità degli eventi politici, forse, perchè consideriamo irrisoria la nostra partecipazione alle decisioni prese in Europa. Un disinteresse radicato, nonostante la consapevolezza, o il sentore, che l’Unione stia fagocitando pian piano l’autonomia decisionale di ogni Paese membro.  Tra miti e false credenze è possibile però riscontrare diversi collegamenti che legano appunto il cosiddetto governo “ombra”, ovvero quello che prende le direttive alle spalle dei governi votanti, e le istituzioni sovranazionali, le cui riunioni sono spesso tenute segrete.
Il Gruppo Bilderberg
Il Gruppo Bilderberg (o conferenza Bilderberg) è una conferenza annuale, non ufficiale, ad invito di circa 130 esponenti, spesso con ruoli di rilievo nel mondo economico, finanziario o politico. Dato che le discussioni durante questa conferenza non sono mai registrate o riportate all’esterno, questi incontri sono sia oggetto di forte critica sia la fonte di molte teorie del complotto. Il gruppo Bilderberg nasce nel 1952, ma prende questo nome solo nel 1954, quando il 29 maggio una quantità di politici e uomini d’affari si riunì a Oosterbeek, in Olanda all’Hotel Bilderberg: da cui il nome questa organizzazione. I loro principali obiettivi sono un governo mondiale e un esercito mondiale sotto l’egemonia dell’ONU. Il gruppo è anche chiamato il “governo mondiale invisibile”. Un gruppo di consiglieri composto da un comitato di direzione (24 europei e 15 americani) decide chi sarà invitato alle riunioni. Però non tutti i partecipanti sono degli “iniziati”. Possono solo rappresentare dei gruppi d’interesse o altre personalità, tra cui ricordiamo la famiglia Agnelli, Bush, Clinton ecc. Il gruppo Bilderberg si riunisce una volta l’anno e sempre in gran segreto. Gli alberghi in cui avvengono questi incontri vengono fatti sgomberare completamente e vi rimangono solo i membri del Bilderberg e il personale alberghiero. Durante le riunioni viene elaborata la strategia da attuarsi nei successivi dodici mesi per promuovere gli scopi del NWO, (Nuovo Ordine Mondiale) e le interazioni con le organizzazioni associate. La riunione del Gruppo Bilderberg del 2006 si tenne nel lussuoso albergo Brook Street Resort, appena fuori Ottawa, dall’8 all’11 giugno. James Tucker riuscì a sapere dove e quando si riunì il gruppo Bilderberg. Tucker è un giornalista dell’American Free Press e ha dedicato la vita a carpire qualche segreto del Bilderberg, il segretissimo consesso dei potenti euroamericani. Gli invitati come al solito sono un centinaio o poco più fra i maggiori capitalisti, banchieri e miliardari vari dell’Occidente con il loro seguito di servitori di lusso: ossia politici, analisti strategici, sindacalisti di riferimento. Uomini che sono riusciti a costruire belle carriere politiche. Bill Clinton fu invitato alla riunione del Bilderberg che si tenne in Germania nel 1991. Nel 1992, ebbe la nomination come candidato presidenziale; qualche mese dopo, eccolo presidente degli Stati Uniti. Tony Blair fu invitato al Bilderberg in Grecia nel ’93. Nel ’94, spontaneamente, i laburisti inglesi lo scelgono come capo del partito; e nel ’97 diventa primo ministro: primo tipo di socialista ultraliberista. Un altro socialista, il francese Lionel Jospin, fu invitato al Bilderberg nel 1996. L’anno seguente diventò capo del governo francese e lo è stato fino al 2002. come Michel Rocard, membro assiduo del Bilderberg, e primo ministro dal 1988 al 1991. O come Paul Wolfowitz, viceministro Usa al Pentagono. Nel 2005 è stato invitato a parlare al Bilderberg, e poche settimane dopo è diventato capo della Banca Mondiale. Romano Prodi fu invitato alla riunione del Bilderberg in Portogallo nel giugno del 1999: a settembre dello stesso anno, divenne presidente della Commissione europea. Tra i personaggi italiani che sono stati membri del Bilderberg possiamo citare i capi della Fiat Umberto e Gianni Agnelli, che ne hanno fatto parte fino alla morte. Inoltre, Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia e attuale della Bce; Tommaso Padoa Schioppa, defunto ex ministro dell’economia, uno degli inventori dell’euro, eurocrate al cento per cento. Per finire e non c’è da stupirsi l’ex Premier  Mario Monti, bella carriera giocata fra il pubblico e il privato, dalla Banca Commerciale Italiana alla Goldman Sachs, dalla Commissione Europea alla Presidenza del Governo italiano. E dulcis in fundo, l’attuale Primo Ministro italiano Enrico Letta.
La Commissione Trilaterale
La Trilateral Commission (Commissione Trilaterale) è un’organizzazione fondata nel 1973 per iniziativa di David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank, e di altri dirigenti del gruppo Bilderberg e del CFR, tra cui Henry Kissinger. La Trilaterale conta come membri più di trecento influenti privati cittadini (uomini d’affari, politici, intellettuali) dall’Europa, dal Giappone e dal Nord America, con l’obbiettivo dichiarato di promuovere una cooperazione più stretta tra queste tre aree (da qui deriva il nome Trilaterale). L’organizzazione ha circa 200 membri che, al contrario dei Bilderberger, lo sono a vita. La Commissione Trilaterale controlla l’intera economia degli USA con le lobby per la politica, i militari, il petrolio, l’energia e i media. I membri sono direttori d’azienda, banchieri, agenti immobiliari, economisti, esperti di scienze politiche, avvocati, editori, politici, dirigenti sindacali, presidenti di fondazioni e giornalisti. Sia il Bilderberg che la Trilaterale hanno precise missioni; fare forti pressioni su quei governi recalcitranti per ragioni di consenso, che si attardano a varare quelle ‘riforme’ non ancora attuate e profondamente necessarie al libero mercato e soprattutto al mercato del lavoro. Tutto ciò, a dispetto di ogni regola democratica. La Trilaterale nasce nel 1973, su iniziativa di David Rockefeller. Il nome rimanda alle tre aree all’epoca punto di riferimento dell’economia del libero mercato, nord America, Europa e Giappone, in cui sono tuttora presenti le tre direzioni regionali, a Washington, Parigi e Tokyo. Nel tempo il gruppo si è allargato, inglobando i vari Stati dell’est Europa e dell’Asia che abbracciavano il neoliberismo, e dai 180 membri iniziali, 60 per ogni area, si è arrivati oggi a circa 400, suddivisi per Paese in base a un principio di rappresentanza stabilito sul doppio parametro Pil/popolazione. La struttura è insomma quella di un Parlamento globale, ma con meno membri della sola Camera italiana e, soprattutto, non elettivo: si entra a farne parte su invito, e vi si contano soprattutto banchieri (tutti i presidenti dei grandi istituti, compresi quelli centrali delle varie nazioni, della Banca europea, della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale, e gli amministratori delegati dei maggiori fondi speculativi); politici (ministri e parlamentari seduti nelle Camere dei loro Paesi e/o in quella europea e nelle commissioni europee); industriali (i rappresentanti delle principali multinazionali: Coca Cola, Nokia, Rothschild, Sony ecc.); rappresentanti del mondo accademico, giornalisti e soprattutto editori di varie nazioni (Le Figaro, Financial Times, Frankfurter Allgemeine Zeitung, El Pais,  The New York Times, Time Magazine, The Wall Street Journal, New York Daily News, ecc.) Si riunisce in seduta plenaria una volta l’anno, a rotazione nei diversi Paesi membri, e la sua mission è favorire la globalizzazione.Il Gruppo Bilderberg è ancora più ristretto: un comitato esecutivo e circa 120 persone alcuni ospiti fissi ai meeting annuali, altri saltuari tra politici, banchieri, industriali, accademici e giornalisti appartenenti all’area del nord America e dell’Europa. La prima riunione data 1954. Rispetto alla Trilateral, è più chiuso e riservato: a ogni partecipante è imposto l’ordine della segretezza, i suoi ritrovi sono blindati alla stampa e protetti da rigide misure di sicurezza. È riuscito a restare praticamente nell’ombra fino agli anni 2000 e per la sua segretezza è stato più volte accusato di essere una loggia massonica coperta. Probabilmente è per questo che recentemente ha iniziato un percorso di parziale trasparenza, con un sito ufficiale in cui sono pubblicate le date, i luoghi, le scalette tematiche degli incontri annuali dal 1954 a oggi e, dalla riunione del 2008, anche le liste dei partecipanti. Gli argomenti affrontati in quelli che vengono definiti dei semplici forum riguardano l’economia globale, la finanza, il mercato monetario, la governance mondiale, la sicurezza internazionale, le risorse energetiche, i conflitti militari. Anche per il Bilderberg, l’elenco dei partecipanti alle riunioni è appetitoso, quanto se non più della Trilateral. Dal 1998 inizia ad apparire, al Parlamento europeo, qualche sporadica interrogazione parlamentare che chiede di far luce sulla ragione della presenza di numerosi commissari europei alle riunioni del Bilderberg (tra cui anche Emma Bonino, nel 1998); alcune chiedono anche se Mario Monti e Romano Prodi facciano parte del comitato esecutivo del gruppo. Le richieste di chiarimenti si intensificano negli anni. Le risposte sono sempre le medesime: i commissari partecipano in quanto invitati, e certamente sono invitati in qualità dei ruoli che rivestono; la loro partecipazione resta comunque a titolo personale, e soprattutto non significa che si fanno rappresentanti degli interessi del gruppo Bilderberg all’interno dell’Unione europea né di quelli dell’Unione europea all’interno del Bilderberg.  Alle spalle delle associazioni Bilderberg e Trilaterale ci sono due grosse banche d’affari molto influenti, la Goldman Sachs e la  JP Morgan. Queste banche, vere e proprie lobby dell’alta finanza, sono proprietarie/azioniste legate a doppio filo alle 147 multinazionali che controllano, condizionano e gestiscono a loro uso e consumo l’economia globale: hanno in mano i mezzi d’informazione più autorevoli, mediante i quali “costruiscono” l’immagine dei politici che i cittadini di tutto il mondo eleggeranno. Laddove sorgano organi di informazione di cui non sono direttamente proprietari, possono sempre “addomesticarli” mediante cospicui contratti pubblicitari. Il vero editore dei giornali infatti sono le agenzie pubblicitarie, che consentono a un determinato organo di ricevere ottimi introiti ed espandersi, ma possono affondarlo se decidono di boicottarlo in quanto contrasta i loro interessi. In questo panorama rivestono un ruolo importantissimo, fondamentale le agenzie di rating(9), deputate a stabilire, mediante una classificazione definita “rating” quanto siano “affidabili” governi e imprese. Le agenzie di rating principali sono tre, soprannominate “le tre sorelle”,Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch Ratings. Quando queste declassano” una nazione, (o un’impresa) questa viene ritenuta meno affidabileinvestire su di essa (cioè concedere credito a una determinata nazione, mediante titoli obbligazionari, o ad un’impresaviene considerato più rischioso, pertanto aumentano i tassi di interesse che questa deve corrispondere. Questo è un potere immenso, in quanto un abbassamento eccessivo del rating può significare tassi di interessi talmente elevati da determinare la bancarotta,sia per le imprese che per le nazioni, che sono costrette ad aumentare la pressione fiscale per pagare gli interessi necessari per avere liquidità.

Nessun commento:

Posta un commento