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giovedì 26 dicembre 2013

Guai a chi tocca la Bonino,si scatenano i lanzichenecchi.

Non hanno un partito,non hanno idee,sono dipendenti semplicemente dipendenti e dicono e fanno quello che la loro Dea richiede,la loro Dea Emma Bonino è la proprietaria del marchio insieme a Pannella. In politica sono la lista Pannella Bonino,e gestiscono una spa che contiene anche radio radicale,10 milioni di euro rubati ai cittadini italiani per fare cose che la rai fa gratis come mai?
Questo mondo misterioso di furiosi accaparratori di spazi per fare i fatti loro,ladri di tutto di idee di soldi,e senza nessun rapporto  con niente e nessuno,0,19% inferiore a tutto e tutti,perchè prendono soldi?
Perché esistono ancora chi li sostiene a destra e sinistra e per fare che?
E sufficiente qualche marcetta e qualche sciopero della fame e della sete( a prendere per il culo) a imporre la propria presenza? E da miserabili imporre la propria presenza,nonostante siano stati sempre bocciati dagli elettori stanno sempre la a imporre la propria schifosa aria,andate a vedere la pagina Bonino,è uno spettacolo di concentrazione delle peggiori idee dittatoriali messe insieme,lager virtuali e non minacce virtuale e da qualcuno pronte a trasformarsi in reali,vero Sergio Orru? Ah già dimenticavo hanno cancellato anche te per far sparire le tracce ,quel gruppo di criminali capeggiato dalla Dea non vuole farsi conoscere per quello che è.
Ovunque si parli della Bonino qualcuno si agita e risponde,appena si è saputo della sua voglia di Uruguay e di liberalizzazione della cannabis qualcuno ha aperto bocca e subito i suoi sciaquini  sono andati all’attacco




“I giornalisti, si sa, scrivono per lavoro e non per passione, così non si si potrà mai sapere se un brutto articolo sia frutto di una idiozia congenita o della difficoltà di inventarsi un cervello che non si ha.

La premessa è d'obbligo per parlare di un articolo uscito ieri su Tempi, a firma Alfredo Mantovano, dal titolo: "Uruguay? No grazie. L’idea della cannabis di Stato è uno sballo solo per chi è rimasto agli anni Settanta".

I bersagli dell'attacco sono le dichiarazioni della Ministro Bonino e l'iter parlamentare di un disegno di legge proposto dall' On.Farina (SEL); su questo non c'è nulla da rispondere, perché fortunatamente Mantovano è del tutto ininfluente sulle scelte dei Ministri e sulle attività legislative del Parlamento.

Purtroppo però gli argomenti che Mantovano mette in campo sono molto ipocriti e arruffati e devono essere smentiti.

Per dimostrare che nessuna differenza esiste tra droghe pesanti e cannabis, spara intanto una cifra iperbolica: “il Thc …  è oggi venti volte superiore che negli spinelli di un quarto di secolo fa”, una cosa ridicola, come tutti sanno, dato che 25 anni fa il Thc medio oscillava intorno al 7/8 %, con punte fino al 15 %, che, moltiplicate per 20, sfidano la matematica. Fosse anche stato, il Thc medio, tra il 3/4 %, una pianta che produca cime all’80 % di Thc ancora non si è mai vista sulla faccia della terra. Ma per Mantovano, l’argomento è chiuso, trattasi di autodistruzione, tal quale la canna al buco in vena.

Dove dà il meglio però è nell’argomento successivo, basato sempre sulla errata premessa che fumare canapa voglia dire autodistruggersi; il paragone di Mantovano è ardito, arrampicato su altissimi specchi - è giusto che lo Stato si impicci dei fatti privati dei cittadini e li tuteli da se stessi, come nel caso del casco obbligatorio - un paragone che fa acqua, e confonde un obbligo, di indossare dispositivi  di sicurezza, con una proibizione; a sentire lui, lo Stato dovrebbe proibire di mangiare troppa cioccolata, di fare una vita sedentaria, e magari controllare che le luci nelle case siano distribuite a norma.

Non è ancora il sabato fascista, ma ci siamo quasi”.

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