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martedì 24 dicembre 2013

Letta e le balle d’acciaio,sulla crescita e sulla svolta generazionale.

Posso scrivere sin da ora che il Presidente del Consiglio italiano è un grande paraculo che non farà mai niente,e lo ha già dimostrato,non solo come Monti ma anche peggio di Monti lui e i suoi accoliti,la Bonino,il peggior Ministro degli esteri da quando esiste l’Italia.
Alfano ha combinato danni e sta ancora li; La Cancellieri ,come dice Luttwak negli States  sarebbe sparita in un nano secondo;Saccomanni  ,Mauro domanda di milioni di italiani ma ci sono o ci fanno  ?
Balle solo balle il suo fare consiste in una gestione infinita del nulla e il seguire interessi multinazionali con pewrsone indegne di rappresentare il paese,Bonino in primis.
Ora questo contaballe ha condannato il paese a morte. Crescita,ma quale crescita,smentito dalla Corte dei Conti nella stessa giornata che ha parlato di crescità”Con il 45% di tasse non può esserci  crescita. Wall street  parla di cimitero Italia e questo paraculo invece di dimettersi per incapacità si permette di portare avanti gli interessi dei poteri forti,non italiani ma internazionali.  

"Il 2013 e' l'anno che verrà ricordato come una svolta generazionale senza precedenti nella storia repubblicana italiana" e il 2014 deve essere l'anno di un'altra "svolta", quella economica e delle riforme perché adesso nessuno ha più "alibi". Su Napolitano "Ritengo che si sia passato assolutamente il limite",  .attacchi come quelli di Beppe Grillo, aggiunge, "sono totalmente fuori luogo" visto che Giorgio Napolitano "ha salvato l'Italia".  "L'Italia ce la fara'" avendo messo alle spalle la parte più complessa della crisi economica”, assicura il premier.  "Il 2013 è l'anno che verrà ricordato come una svolta generazionale senza precedenti nella storia repubblicana italiana". Un simile cambiamento è paragonabile solo al dopoguerra quando ai vertici politico-istituzionale salirono dei "trentenni". Poi, per decenni, hanno dominato i sessantenni, i settantenni. Fino a quando una generazioni di quarantenni è finalmente tornata al comando.  Ed oggi,  questa generazione è messa alla "prova" e "non può fallire".  "La settimana tra il 26 settembre e il 2 di ottobre - rimarca - ho dimostrato cosa e' necessario fare quando c'e' bisogno di una svolta politica vera; l'ho fatto allora e non ho alcun problema a rifarlo se necessario".. "Non sono e non saro' mai un primo ministro tecnico", dice Letta che sottolinea come all'Italia serva una "leadership politica" e soprattutto quella "merce rara" che è "l'assunzione di responsabilità". E su Renzi  assicura di non avere alcun "sospetto" sulla lealtà del segretario, anche perché - aggiunge con quello che suona come un secondo avvertimento - "sono convinto che questa svolta generazionale dimostrera' di non voler fare gli errori del passato".
Sulle cose da fare accontenta  il sindaco di Firenze: sulla necessità di riformare la legge elettorale prima delle europee; sull'esigenza di regolare il settore del gioco d'azzardo; sull'ineludibilità di una revisione della Bossi-Fini e sull'obbligo di disciplinare lo ius soli. E’ anchev d’accordo ad aprire un dialogo sulle riforme con le opposizioni; e con Fi, anche se Berlusconi dovrebbe abbandonare quell'atteggiamento "nichilista e populista" tenuto in queste settimane”. Guarda a Confindustria e ai sindacati, e dice  che le risorse  che entreranno  serviranno alla riduzione delle tasse sul lavoro. Ma con l'attenzione sui conti pubblici, e calcola in 5 miliardi i risparmi ottenuti . Per il prossimo anno- oltre alle riforme istituzionali, per le quali auspica e un referendum – parla di delega fiscale per rendere il fisco "piu' amico dei cittadini", le norme sul rientro dei capitali; una legge sul conflitto d'interessi e, infine, una riforma del lavoro che aiuti favorisca l'occupazione ma senza rinunciare ai diritti. Scarta,  l'ipotesi di un rimpasto: "Non all'ordine del giorno", dice Letta.

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