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venerdì 20 dicembre 2013

L’INDIA TEME UN ATTACCO ANFIBIO PER DISTRUGGERE LE PROVE A CARICO DEI MARò



Ricordate il St. Antony, il peschereccio indiano alla base della vicenda dei due fucilieri di Marina trattenuti in India? Il luogo del delitto, la scena del crimine, il principale reperto utile per poter ricostruire l’accaduto e fare piena luce sui fatti... Prima restituito dai tribunali indiani al proprietario, che dopo aver smontato alcune sue parti lo ha lasciato affondare... Successivamente tratto in secca e abbandonato da un anno e mezzo alle intemperie e ai curiosi su una spiaggia del porticciolo di Neendakara?

Sul TIMES of INDIA di oggi, 20 dicembre 2013 si apprende che:

- La NIA ha chiesto alla Polizia del Kerala di rafforzare la vigilanza del relitto, reperto fondamentale per le indagini, che ora sarà pattugliato giorno e notte anche con l’ausilio della Guardia Costiera;

- Le autorità temono infatti che si stia preparando un attacco via mare per distruggere le prove;

- Che lo stato in cui versa è patetico in quanto la cabina è stata distrutta durante lo scontro a fuoco;

- Che i colpi dei proiettili e le macchie di sangue sono prove importanti e che quando inizierà il processo gli esperti potrebbero tornare a controllarle.

Io dubito ci sia rimasto molto da controllare. Ma se è così che funziona in India...

http://timesofindia.indiatimes.com/city/thiruvananthapuram/NIA-wants-security-for-boat-beefed-up/articleshow/27673898.cms

tramite Ulderico Ciullini
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1445379662340260&set=a.1378916122319948.1073741829.100006047197229&type=1&theater

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