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giovedì 31 gennaio 2013

PERCHÉ LE DISUGUAGLIANZE STANNO CRESCENDO?


- DI VICENÇ NAVARRO  – Rebelion.org  -
Che nella maggioranza dei paesi dell’OCSE, (il club dei paesi più ricchi del mondo), le disuguaglianze siano andate crescendo dagli inizi del XX secolo fino a raggiungere livelli sconosciuti è una realtà che quasi nessuno mette più in discussione.
Solo alcuni ultra liberali, i quali negano persino che sia in atto un cambiamento climatico, continuano negarlo. Le spiegazioni più frequenti che si danno alla crescita di questo fenomeno sono principalmente due.
Una è quella che con l’introduzione di nuove tecnologie, nei paesi con economie maggiormente sviluppate, sono andati persi moltissimi posti di lavoro, decremento che si incentra principalmente nei settori lavorativi con manodopera a bassa specializzazione.
Ne consegue, secondo questa tesi, che in tali paesi si raggiunge un maggiore tasso di disoccupazione tra i lavoratori meno qualificati. Questo spiega l’enfasi che molti governi mettono allo sviluppo di un modello formativo avviato ad ampliare la specializzazione della manodopera.
La soluzione proposta da parte di quei settori politici che spiegano le sperequazioni sociali con l’esigua offerta di formazione qualificata tra la popolazione, è quella di incrementare la specializzazione della manodopera attraverso l’istruzione.

Giorgio Perlasca Il Giusto delle Nazioni a Budapest


Il 31 gennaio 1910 nasceva a Como Giorgio Perlasca, un eroe italiano molto scomodo per la politica in quanto rompeva tutti gli stereotipi di allora come di oggi del manicheismo politico. In un'intervista al TG1 il direttore della rete, un cattolico, volle gli si chiedesse se per salvare tutti quegli ebrei a Budapest fosse stato spinto a farlo perché cattolico e cristiano, lui rispose: No l'ho fatto perché sono una persona. A sottolineare che non è l'appartenenza religiosa a garantire l'integrità morale di un individuo. Perlasca trovò il riconoscimento per la sua temeraria azione di salvataggio solo dopo 40 anni, per merito di alcune donne ungheresi che lui salvò dal forno crematorio.

Biografia

Giorgio Perlasca (Como, 13 gennaio 1910 - Padova, 15 agosto 1992).
In gioventù, aderì al Partito Nazionale Fascista e partecipò come volontario alla guerra in Africa orientale e, successivamente, alla guerra di Spagna.
Giorgio Perlasca
Commerciante per conto della Società Anonima Importazione Bovini (Saib), al momento dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, fu mandato nell’Est europeo, in qualità di incaricato d’affari con status diplomatico, per comprare carni bovine per l’esercito italiano.
A Budapest, l’8 settembre 1943, in nome del giuramento di fedeltà prestato al Re, Giorgio Perlasca rifiutò di aderire alla Rsi e fu, perciò, internato prima a Szechenij Hegy e poi Kekes, in alcune residenze riservate ai diplomatici.
Dopo l’invasione dell’Ungheria da parte dei tedeschi (marzo 1944) e l’affidamento del governo alle Croci Frecciate di Szalazy (ottobre 1944), il trasferimento in Germania dei diplomatici internati apparve imminente.
Fuggito dall’internamento, forte del salvacondotto rilasciatogli in Spagna dopo la fine della guerra civile, si rifugiò presso l’Ambasciata spagnola ed ottenne un regolare passaporto intestato a Jorge Perlasca.
Collaborò con l’incaricato d’affari dell’ambasciata Angel Sanz Briz nel programma di protezione degli ebrei di cittadinanza ungherese, già avviato in collaborazione con le altre delegazioni dei Paesi rimasti neutrali alla guerra (Svezia, Portogallo, Svizzera e Città del Vaticano): il programma prevedeva la distribuzione di lasciapassare ai perseguitati, e l’accoglienza degli stessi presso alcuni edifici, le cosiddette case protette. Sanz Briz nominò Perlasca amministratore delle case protette, affidandogli il compito di garantirne la sicurezza.
Quando Sanz Briz abbandonò Budapest, ormai vicina all’occupazione sovietica, Perlasca rimase e continuò, con i pochi funzionari rimasti, la protezione degli ebrei ospitati nelle case protette, per le quali era riuscito, nel frattempo, a ottenere lo status di zona extraterritoriale.
Compilò di suo pugno, su carta intestata e con timbri autentici, la propria nomina a incaricato d’affari spagnolo, contraffacendo la firma di Sans Briz, e la presentò al Ministero degli Esteri ungherese.
In questo ruolo, nelle poche settimane che precedettero la precipitosa ritirata dell'esercito tedesco e l'entrata a Budapest dell'Armata Rossa (gennaio '45), Perlasca trattò con i vertici del governo ungherese e con le autorità tedesche, approvvigionò di alimenti le case protette, rilasciò salvacondotti con i quali riconosceva ad ebrei ungheresi la cittadinanza spagnola, in nome di una vecchia norma spagnola (Legge Rivera, 1924).
Dopo la liberazione dell’Ungheria, Giorgio Perlasca tornò a Padova, ove condusse una vita riservata e schiva.


 A Giorgio Perlasca è stata dedicata una pianta nel Giardino dei Giusti di Padova.
fontehttp://www.padovanet.it

Mandiamo Mario Monti a casa


QUESTA SERA CI AFFIDIAMO AD UN'ATTENTA ANALISI DI CLAUDIO MESSORA RIGUARDO LE POSSIBILITA' DI UN MONTI-BIS QUASI CERTO CHE SI EVINCONO TRA LE PAROLE DI SUA RIGIDITA' ESPRESSE ALLA TRASMISSIONE OMNIBUS E QUELLE DELLA SUA PORTATRICE D'ACQUA IRENE TINAGLI. CERTO L'ANALISI E' PRESSOCCHE' PERFETTA MA A MIO AVVISO NON TIENE CONTO DELLA VARIABILE “N.I.”. GIA' PERCHE' IL SOR NARCISO MONTI MARIO PARLA SEMPRE COME SE LUI FOSSE LUI E NOI NON FOSSIMO UN CAZZO (IL MARCHESE ONOFRIO DEL GRILLO DOCET), PURTROPPO PER LUI PERO' QUESTO SUO SENSO DI SUPERIORITA' NEI NOSTRI CONFRONTI PROBABILMENTE, A PARTE NUTRIRE QUELLO SQUALO DEL SUO EGO, E' DEL TUTTO FUORI LUOGO E SPESSO, ANZI SEMPRE LE SUE PAROLE PUZZANO DI “MINACCIA”. A QUESTO PUNTO BISOGNA CHE SCATTI QUINDI IL FATTORE “N.I.” E CIOE' IL FATTORE “NOI ITALIANI” CHE PER UNA VOLTA NELLA VITA CI DOVREMO TOGLIERE LA SODDISFAZIONE DI MANDARE A PUTTANE (NON IL CAVALIERE SOLTANTO) MA MONTI IN PRIMIS E DIETRO DI LUI TUTTA QUELLA MERDA DI VECCHI POLITICANTI VOLTAGABBANA, DISONESTI E IPOCRITI CHE CI PERSEGUITANO DA QUANDO SIAMO NATI. PER CUI LEGGETE BENE QUEL CHE DICE MESSORA E POI ALLE URNE “SCATENATE L'INFERNO”.
(STEFANO DAVIDSON)

Bisogna sempre leggere tra le righe, dove in teoria ci dovrebbero essere solo spazi bianchi. Tra le righe si può leggere quello che nelle righe nessuno scrive. In qualunque altro Paese, così come nel nostro fino al novembre 2011, un partito o una coalizione si propongono per governare in base a un programma. Durante la campagna elettorale dicono: "se saremo noi a vincere, faremo questo o quell'altro". Non esiste un solo Paese al mondo dove un candidato leader si presenti agli elettori dicendo: "se vincerò io, si farà così, mentre se non sarò io a vincere, allora si farà in quest'altra maniera". Tranne la Russia e la Cina, si intende. Fino a prova contraria, in democrazia si decide solo se si prendono più voti, altrimenti, essendo chiaro che si è soggetti alle scelte dei vincitori, si tace.
Ma noi siamo creativi. Fino a poco tempo fa ci accontentavamo di avere solo la finanza creativa, oggi abbiamo anche la democrazia creativa. Ieri a Omnibus, parlando dell'eventualità di una seconda tornata di interventi lacrime e sangue, il noto cultore della democrazia Mario Monti ha detto "Io la manovra la escludo, ma non escludo niente in certi casi di esiti del voto, speriamo non sia così". Al che viene spontaneo chiedersi se qualcuno gli abbia spiegato che lui, di "certi casi di esiti del voto", non dovrebbe neppure preoccuparsi. Esiste cioè un solo caso di "esito del voto" nel quale lui è chiamato a fare la cosa che promette, cioè "non fare nessuna manovra", ed è il caso in cui vinca, ovvero quello per cui si sta proponendo e in prefigurazione del quale risponde alle domande nei dibattiti pubblici. In tutti gli altri "casi di esiti del voto" lui non ha nessun potere di garantire e tantomeno di "non garantire" nulla, e dunque non se ne deve preoccupare. Ci mancherebbe che Berlusconi, per esempio, si mettesse a dare garanzie su cosa farebbe Bersani, qualora a vincere fosse il Pd.
A meno che, si intende, Monti non sappia già che qualunque sia il risultato finale di questa tornata elettorale, lui sarà chiamato comunque a presidere un "Monti Bis". In quel caso, e solo in quello, ha senso prospettare diversi scenari di programma in base ai "casi di esiti del voto", garantendo di non realizzare nessuna manovra correttiva nel caso in cui Scelta Civica conquisti la maggioranza, e mettendo le mani avanti nel caso in cui non la conquisti e dunque la maggioranza che verrebbe a sostenere il suo Governo fosse diversa. E' questo l'unico scenario ragionevole in cui ha senso non dare garanzie sulle proprie scelte per "certi casi di esiti del voto". Perché è chiaro che uno garantisce solo quando è a capo dell'esecutivo, mica se ha una seggiola al Senato e un bottone da schiacciare.

Monti parla nel totale disprezzo della formula democratica, dimostrando anche nel suo eloquio comune quanto poco tenga in considerazione gli stessi principi espressi nella carta costituzionale. E' una forma mentis, la sua: è il parlare del faraone che sente come "suo" un ruolo cui i sudditi non hanno né il diritto né un modo pratico di farlo abdicare. E' l'impostazione mentale di uno che è stato a lungo al vertice di una organizzazione che ha prodotto documenti come Crisis of Democracy, nel quale la democrazia era vista come un impiccio, al punto da funzionare solo nel caso in cui il popolo se ne sta in apnea, ovvero ai margini del dibattito politico. Una follia costituzionale e, soprattutto, una grande presa per i fondelli comunicata così, come se fosse acqua fresca, con la consueta noncuranza indice di profonda disistima nei confronti del livello di consapevolezza istituzionale del popolo italiano. Evidentemente sa che siamo già in apnea da un bel pezzo.

Nel video che trovate all'indirizzo:
http://www.youtube.com/watch?v=md8HoIH5Yvo&feature=player_embedded ), Irene Tinagli, economista laureata alla Bocconi (qualcuno aveva dubbi in merito?), consulente manco a dirlo della Commissione Europea, che tenta di rispondere a Ilaria D'Amico sul tema dell'affermazione di Monti. Una lunga arrampicata sugli specchi nella quale Ilaria D'Amico non ha saputo assestare l'unica obiezione che aveva senso fare: "parlate come se foste già sicuri che ci sarà un Monti Bis, ma come fate a saperlo?".

Spiegato in parole povere, "non garantire in certi casi di esiti di voto" è una frase senza senso. Nessuno garantisce niente se non vince, ovviamente. Ma allora perché lo dice? E perché, per spiegarla, nell'intervista con la D'Amico la Tinagli non parla mai di "governo" ma di "maggioranze"? Perché il soggetto, il convitato di pietra, è il Monti Bis e il senso è: "se Scelta Civica ha la maggioranza, garantisco che non ci sarà una manovra. Se invece dovrò governare con una maggioranza diversa, non garantisco nulla". Ha in mente un nuovo governo tecnico, fintamente legittimato con il voto.

PER CUI SE LUI HA PRONTA LA SUA VALIGIA PER TORNARE A PALAZZO CHIGI, NOI PREPARIAMO GLI STIVALI GROSSI PER MANDARLI VIA TUTTI A CALCI IN CULO.
SE POI PREVARRA' LA LINEA DEGLI IMBECILLI CHE VOTERANNO LUI O BERSANI O IL PDL, L'UDC. L'IDV, LA LEGA, LA DESTRA INSOMMA TUTTA QUELL'IMMONDIZIA CHE CI PERSEGUITA DA ANNI, ALLORA RAGAZZI MIEI PREPARIAMO LE VALIGE E PORTIAMO LA VERA ITALIA DA UN'ALTRA PARTE.
QUESTA SERA CI AFFIDIAMO AD UN'ATTENTA ANALISI DI CLAUDIO MESSORA RIGUARDO LE POSSIBILITA' DI UN MONTI-BIS QUASI CERTO CHE SI EVINCONO TRA LE PAROLE DI SUA RIGIDITA' ESPRESSE ALLA TRASMISSIONE OMNIBUS E QUELLE DELLA SUA PORTATRICE D'ACQUA IRENE TINAGLI. CERTO L'ANALISI E' PRESSOCCHE' PERFETTA MA A MIO AVVISO NON TIENE CONTO DELLA VARIABILE “N.I.”. GIA' PERCHE' IL SOR NARCISO MONTI MARIO PARLA SEMPRE COME SE LUI FOSSE LUI E NOI NON FOSSIMO UN CAZZO (IL MARCHESE ONOFRIO DEL GRILLO DOCET), PURTROPPO PER LUI PERO' QUESTO SUO SENSO DI SUPERIORITA' NEI NOSTRI CONFRONTI PROBABILMENTE, A PARTE NUTRIRE QUELLO SQUALO DEL SUO EGO, E' DEL TUTTO FUORI LUOGO E SPESSO, ANZI SEMPRE LE SUE PAROLE PUZZANO DI “MINACCIA”. A QUESTO PUNTO BISOGNA CHE SCATTI QUINDI IL FATTORE “N.I.” E CIOE' IL FATTORE “NOI ITALIANI” CHE PER UNA VOLTA NELLA VITA CI DOVREMO TOGLIERE LA SODDISFAZIONE DI MANDARE A PUTTANE (NON IL CAVALIERE SOLTANTO) MA MONTI IN PRIMIS E DIETRO DI LUI TUTTA QUELLA MERDA DI VECCHI POLITICANTI VOLTAGABBANA, DISONESTI E IPOCRITI CHE CI PERSEGUITANO DA QUANDO SIAMO NATI. PER CUI LEGGETE BENE QUEL CHE DICE MESSORA E POI ALLE URNE “SCATENATE L'INFERNO”.
(STEFANO DAVIDSON)

Bisogna sempre leggere tra le righe, dove in teoria ci dovrebbero essere solo spazi bianchi. Tra le righe si può leggere quello che nelle righe nessuno scrive. In qualunque altro Paese, così come nel nostro fino al novembre 2011, un partito o una coalizione si propongono per governare in base a un programma. Durante la campagna elettorale dicono: "se saremo noi a vincere, faremo questo o quell'altro". Non esiste un solo Paese al mondo dove un candidato leader si presenti agli elettori dicendo: "se vincerò io, si farà così, mentre se non sarò io a vincere, allora si farà in quest'altra maniera". Tranne la Russia e la Cina, si intende. Fino a prova contraria, in democrazia si decide solo se si prendono più voti, altrimenti, essendo chiaro che si è soggetti alle scelte dei vincitori, si tace.
Ma noi siamo creativi. Fino a poco tempo fa ci accontentavamo di avere solo la finanza creativa, oggi abbiamo anche la democrazia creativa. Ieri a Omnibus, parlando dell'eventualità di una seconda tornata di interventi lacrime e sangue, il noto cultore della democrazia Mario Monti ha detto "Io la manovra la escludo, ma non escludo niente in certi casi di esiti del voto, speriamo non sia così". Al che viene spontaneo chiedersi se qualcuno gli abbia spiegato che lui, di "certi casi di esiti del voto", non dovrebbe neppure preoccuparsi. Esiste cioè un solo caso di "esito del voto" nel quale lui è chiamato a fare la cosa che promette, cioè "non fare nessuna manovra", ed è il caso in cui vinca, ovvero quello per cui si sta proponendo e in prefigurazione del quale risponde alle domande nei dibattiti pubblici. In tutti gli altri "casi di esiti del voto" lui non ha nessun potere di garantire e tantomeno di "non garantire" nulla, e dunque non se ne deve preoccupare. Ci mancherebbe che Berlusconi, per esempio, si mettesse a dare garanzie su cosa farebbe Bersani, qualora a vincere fosse il Pd.
A meno che, si intende, Monti non sappia già che qualunque sia il risultato finale di questa tornata elettorale, lui sarà chiamato comunque a presidere un "Monti Bis". In quel caso, e solo in quello, ha senso prospettare diversi scenari di programma in base ai "casi di esiti del voto", garantendo di non realizzare nessuna manovra correttiva nel caso in cui Scelta Civica conquisti la maggioranza, e mettendo le mani avanti nel caso in cui non la conquisti e dunque la maggioranza che verrebbe a sostenere il suo Governo fosse diversa. E' questo l'unico scenario ragionevole in cui ha senso non dare garanzie sulle proprie scelte per "certi casi di esiti del voto". Perché è chiaro che uno garantisce solo quando è a capo dell'esecutivo, mica se ha una seggiola al Senato e un bottone da schiacciare. 

Monti parla nel totale disprezzo della formula democratica, dimostrando anche nel suo eloquio comune quanto poco tenga in considerazione gli stessi principi espressi nella carta costituzionale. E' una forma mentis, la sua: è il parlare del faraone che sente come "suo" un ruolo cui i sudditi non hanno né il diritto né un modo pratico di farlo abdicare. E' l'impostazione mentale di uno che è stato a lungo al vertice di una organizzazione che ha prodotto documenti come Crisis of Democracy, nel quale la democrazia era vista come un impiccio, al punto da funzionare solo nel caso in cui il popolo se ne sta in apnea, ovvero ai margini del dibattito politico. Una follia costituzionale e, soprattutto, una grande presa per i fondelli comunicata così, come se fosse acqua fresca, con la consueta noncuranza indice di profonda disistima nei confronti del livello di consapevolezza istituzionale del popolo italiano. Evidentemente sa che siamo già in apnea da un bel pezzo.

 Nel video che trovate all'indirizzo:
( http://www.youtube.com/watch?v=md8HoIH5Yvo&feature=player_embedded ), Irene Tinagli, economista laureata alla Bocconi (qualcuno aveva dubbi in merito?), consulente manco a dirlo della Commissione Europea, che tenta di rispondere a Ilaria D'Amico sul tema dell'affermazione di Monti. Una lunga arrampicata sugli specchi nella quale Ilaria D'Amico non ha saputo assestare l'unica obiezione che aveva senso fare: "parlate come se foste già sicuri che ci sarà un Monti Bis, ma come fate a saperlo?".

Spiegato in parole povere, "non garantire in certi casi di esiti di voto" è una frase senza senso. Nessuno garantisce niente se non vince, ovviamente. Ma allora perché lo dice? E perché, per spiegarla, nell'intervista con la D'Amico la Tinagli non parla mai di "governo" ma di "maggioranze"? Perché il soggetto, il convitato di pietra, è il Monti Bis e il senso è: "se Scelta Civica ha la maggioranza, garantisco che non ci sarà una manovra. Se invece dovrò governare con una maggioranza diversa, non garantisco nulla". Ha in mente un nuovo governo tecnico, fintamente legittimato con il voto.

PER CUI SE LUI HA PRONTA LA SUA VALIGIA PER TORNARE A PALAZZO CHIGI, NOI PREPARIAMO GLI STIVALI GROSSI PER MANDARLI VIA TUTTI A CALCI IN CULO.
SE POI PREVARRA' LA LINEA DEGLI IMBECILLI CHE VOTERANNO LUI O  BERSANI O IL PDL, L'UDC. L'IDV, LA LEGA, LA DESTRA INSOMMA TUTTA QUELL'IMMONDIZIA CHE CI PERSEGUITA DA ANNI, ALLORA RAGAZZI MIEI PREPARIAMO LE VALIGE E PORTIAMO LA VERA ITALIA DA UN'ALTRA PARTE.
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mercoledì 30 gennaio 2013

QUESTO E' SEMPLICEMENTE IL PRESENTE CHE CI NASCONDONO E IL FUTURO CHE CI PIACE.


Vi sembra un'utopia? Non lo è. Todmorden esiste davvero è una cittadina vittoriana nel West Yorkshire. Qui tutti i cittadini sono dei coltivatori di frutta e verdura, in tutta la città, in ogni aiuola ed in qualsiasi spazio verde è possibile
seminare e/o raccogliere la frutta e la verdura. Tutti aiutano tutti a coltivarla, strappare le erbacce o innaffiarla,
e tutti liberamente colgono i frutti di questo lavoro collettivo. Se aveste visitato questa ridente cittadina qualche mese fa avreste potuto ammirare i variopinti spazi verdi fra le vie, aiuole stracolme di cavoli, carote, lattughe, cipolle primaverili, insomma ogni sorta di verdura oppure avreste posato lo sguardo su lamponi, albicocche, mele, ribes neri e rossi, fragole e non mancano certo le erbe aromatiche come finocchio, timo, rosmarino e basilico.
Tutto ciò perché Todmorden vuole essere la prima città nella nazione autosufficiente dal punto di vista alimentare: "Entro il 2018" dice Mary Clear, 56 anni e nonna di ben dieci nipoti, co-fondatrice di Incredible Edible (Incredibilmente commestibile) il nome del progetto: " E' un piano ambizioso… <omissis>…"Cosa esattamente mi vieta di andare a raccogliere tutto il rosmarino della città? Niente, cosa mi vieta di rubarmi tutte le mele o tutti i lamponi? Niente, semplicemente questo non accade, abbiamo fiducia nelle persone, noi crediamo e siamo testimoni di questo, le persone sono oneste".
In pratica ognuno raccoglie quello di cui ha bisogno, inutile prenderne di più andrebbe a male e andrebbe buttato. Invece ognuno ne prende solo la quantità necessaria e tutti quanti danno il loro contributo alla semina e alla cura. L’idea è venuta fuori dopo che lei e il co-fondatore Pam Warhurst, ex proprietario del “Bear Cafe” della città, iniziarono a discutere riguardo allo stato del mondo e a chiedersi cosa avrebbero potuto fare. Hanno dedotto che tutto quello che potevano fare era di partire a livello locale, così riunirono un gruppo di persone, soprattutto donne, insieme in un bar: “Quando gli uomini bevono, nei bar succedono sempre casini e risse, invece quando sono le donne a riunirsi insieme a bere un caffè succedono solo belle cose” dice Mary. “I nostri pensieri erano: si danno molte colpe al mondo, è colpa dei governi locali, dei politici, dei banchieri, della tecnologia – allora abbiamo pensato: facciamo noi qualcosa di positivo. Abbiamo riempito le aiuole con dei finocchi e tutti i bambini hanno imparato che se dai un morso ai finocchi scopri che ha un sapore di caramelle alla liquirizia. Quando ho visto dei bambini mettere in bocca piccoli bocconi di erba, ho pensato soltanto una cosa: è brillante.”
Oggi sono centinaia i cittadini che si aiutano a vicenda e la città è oramai sulla via per raggiungere il suo obbiettivo cioè essere autosufficiente, certo la strada è sicuramente lunga. Ma il progetto, Incredible Edible offre anche un'educazione al cibo, stimola l'economia locale, ci sono lezioni su come raccogliere e conservare la frutta, corsi su come farsi il pane ed il college locale offre dei corsi specifici in orticoltura, l'idea è che i giovani cresciuti in campagna possano lavorare nell'agricoltura.
La speranza di Mary ( e anche la mia ) è che in molti altri luoghi si metta in pratica una cosa così tanto semplice da essere quasi banale, nelle aiuole, negli spazi verdi che di solito sono meta di rifiuti, cartacce e quant'altro, nei giardini comunali ogni spazio verde è adatto a ricevere frutta e verdura. Da quando si è avviato il tutto a Todmorden è diminuita anche l'attività di atti vandalici a dirlo è la polizia locale e Mary commenta " Siamo programmati per non danneggiare il cibo". Iniziative analoghe sono in fase di sperimentazione in altre città del Regno Unito, e c’è stato interesse persino da parte di alcuni posti in Germania e Spagna, a Hong Kong e in Canada.
Chissà, magari se lo facessimo anche noi qui in Italia, saremmo tutti più sereni invece di prendere più antidepressivi avremmo a disposizione più frutta e verdura, immaginate di stare camminando per le vie della città, di avere fame, vi fermate alla prima aiuola e raccogliete direttamente dall'albero una buona mela e via...probabilmente ci ammaleremmo di meno...si sembra davvero utopistico.
Fonte: http://www.net1news.org/todmorden-citt-autosufficiente-in-frutta-e-verdura.html

Video: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=DLdMcmHXdcA

IL VERBALE DEGLI ISPETTORI BANKITALIA INCHIODA DRAGHI, TARANTOLA, PROFUMO E VISCO -


1. IL VERBALE DEGLI ISPETTORI BANKITALIA INCHIODA DRAGHI, TARANTOLA, PROFUMO E VISCO - 2. LA FAVOLA DEI DOCUMENTI "SEGRETI" TROVATI NELLA CASSAFORTE DI MPS DA PROFUMO NON REGGE PIÙ, I DERIVATI CON DEUTSCHE BANK E NOMURA ERANO STATI CORRETTAMENTE ANALIZZATI E SEGNALATI ERANO CONSERVATI NELLE CASSEFORTI DI VIA NAZIONALE DOVE MARIO DRAGHI E LA CAPA DELLA VIGILANZA TARANTOLA AVEVANO LE CHIAVI - 3. ANCHE L'ATTUALE GOVERNATORE IGNAZIO VISCO ENTRA NEL VORTICE CON LA SUA INCAUTA DICHIARAZIONE: "CI HANNO NASCOSTO I DOCUMENTI". NON È VERO PER NIENTE: I DOCUMENTI ERANO STATI TRASMESSI AL DIRETTORIO BANKITALIA IN DATA 9 NOVEMBRE 2010 - 4. DRAGHI VIENE INCHIODATO ANCHE DAGLI "STRESS TEST" CONDOTTI A LUGLIO 2011. COME POTEVA MPS SUPERARE GLI "STRESS TEST" EUROPEI SE ANCORA NON ERANO STATE PRESE LE MISURE INDICATE COME IMPERATIVE DALLA VIGILANZA. DRAGHI ERA TROPPO IMPEGNATO NELLA SUA ASCESA ALLA BCE PER OCCUPARSI DI QUESTI DETTAGLI?

 VERBALE BANKITALIA SU MPS


1. DAGOREPORT - IL VERBALE DEGLI ISPETTORI BANKITALIA PUBBLICATO DAL LINKIESTA.IT INCHIODA PROFUMO, DRAGHI E VISCO.
In 5 minuti cadono le versioni del pasticciaccio Monte dei Paschi e data dai vertici del Monte dei Pacchi e quella del governatore di Bankitalia.

I derivati con Deutsche Bank e Nomura erano stati correttamente analizzati e segnalati a Draghi e alla Tarantola dai competenti ispettori della Vigilanza che mantenendo alto il buon nome dell'Istituto di Sorveglianza scrivono: "i disallineamenti fra rilevazioni contabili e gestionali riducono la qualità dei dati esposti, in particolare l'indisponibilità di informazioni di dettaglio e l'utilizzo di basi dati non uniformi ha influito sulla tardiva riconciliazione fra modelli interni e segnalazioni in matrice sul rischio di tasso, che l'organo di Vigilanza aveva richiesto sin dal dicembre 2009". Ed ancora: "il contributo economico del Servizio, di elevata incidenza, sul margine d'interesse finisce largamente per confondersi con quello della rete commerciale".

L'area bimbi? Tra i rifiuti tossici

Succede a Buccinasco, hinterland milanese, la seconda casa del clan calabrese dei Barbaro. Che anni fa ha avuto dal Comune il subappalto per creare un'area gioco sul un grande terreno, e vi ha sversato materiale altamente inquinante. Ora bonificare tutto costerà 2 milioni di euro. A carico dei cittadini



Per i Comuni è tempo di bilanci e di presentazione dei Pgt. Ed ecco allora che la contabilità diviene priorità, insieme alla sistemazione di storie pendenti vecchie o meno vecchie, così come i lavori che le amministrazioni sono costrette a fare per legge.

Ed ecco emergere questa di storia, dagli impolverati archivi di un comune del nord Italia: un perfetto manuale o un chiaro dipinto di come spesso vengano effettuati i lavori pubblici in alcuni Comuni, per di più nella efficientissima Lombardia.

Padre Pio e gli animali


Padre Pio e gli animali
San Pio da Pietrelcina, il nostro caro Padre Pio, amava gli animali. E’ inimmaginabile che un francescano, cioè un seguace di San Francesco, non abbia attenzione e amore per la natura, per tutte le creature e quindi per gli animali. 
Da piccolo nella sua abitazione in Vico Storto Valle, Padre Pio aveva certamente un gatto. Forse ne aveva anche due o tre. A quel tempo erano diffusi nelle case. Servivano a tenerle libere dai topi. Si deduce che avesse il gatto perchè nelle vecchie porte della sua casa c’era il “buco del gatto”, cioè quell’apertura tipica, che permetteva ai mici di andare e venire a loro piacimento e che esisteva in quasi tutte le abitazioni di Pietrelcina.
Francesco era costretto a vivere nella sua casa di Pietrelcina completamente solo, anche per diversi giorni di seguito. Solo, con gli animali domestici che doveva accudire. Si preparava da mangiare e preparava il cibo anche per loro. Quindi, anche per il suo gatto. Quando pranzava in casa, da solo, Francesco aveva certamente la compagnia del suo gatto. Quando si metteva a studiare, il gatto forse si accovacciava accanto a lui, o sulle sue ginocchia. Si saranno guardati negli occhi. Il gatto gli avrà fatto le fusa, strofinandosi contro di lui e ricevendo in cambio delle carezze. Francesco certamente gli avrà voluto bene, perché non è possibile non voler bene a questo misterioso e magico animale. Sapendo poi che questi felini domestici amano il caldo, chissà, forse, nei mesi freddi, il gatto si sarà accoccolato su letto di Francesco, ai suoi piedi, scaldandoglieli e, a sua volta, ricevendo calore.
In un manoscritto di memorie, che risale agli Anni Venti, è riferito un episodio straordinario, che ha quasi del prodigioso. La fonte da cui proviene è attendibile. Chi racconta è una persona che il quel periodo viveva nel convento di San Giovanni Rotondo e aveva una grande consuetudine con Padre Pio.
Nelle ore di svago, a volte il Padre partecipava a delle partite a bocce nell’orto del convento. Un giorno, mentre stava tirando una boccia, ecco che un gatto  attraversa il piccolo spazio dove si teneva il gioco. Gli altri gridano per cacciarlo e, lui, spaventato, si mette a correre, ma nella direzione che aveva la boccia lanciata da Padre Pio. Se questa avesse seguito la naturale traiettoria avrebbe colpito l’animaletto che sarebbe uscito malconcio dall’impatto e poteva anche rimetterci la vita. Ma Padre Pio vegliava. Ed ecco che i presenti videro la boccia arrestarsi misteriosamente in aria e poi cadere di lato, evitando così di colpire il povero micio spaventato.

(Renzo Allegri)
San Pio da Pietrelcina, il nostro caro Padre Pio, amava gli animali. E’ inimmaginabile che un francescano, cioè un seguace di San Francesco, non abbia attenzione e amore per la natura, per tutte le creature e quindi per gli animali.
Da piccolo nella sua abitazione in Vico Storto Valle, Padre Pio aveva certamente un gatto. Forse ne aveva anche due o tre. A quel tempo erano diffusi nelle case. Servivano a tenerle libere dai topi. Si deduce che avesse il gatto perchè nelle vecchie porte della sua casa c’era il “buco del gatto”, cioè quell’apertura tipica, che permetteva ai mici di andare e venire a loro piacimento e che esisteva in quasi tutte le abitazioni di Pietrelcina.
Francesco era costretto a vivere nella sua casa di Pietrelcina completamente solo, anche per diversi giorni di seguito. Solo, con gli animali domestici che doveva accudire. Si preparava da mangiare e preparava il cibo anche per loro. Quindi, anche per il suo gatto. Quando pranzava in casa, da solo, Francesco aveva certamente la compagnia del suo gatto. Quando si metteva a studiare, il gatto forse si accovacciava accanto a lui, o sulle sue ginocchia. Si saranno guardati negli occhi. Il gatto gli avrà fatto le fusa, strofinandosi contro di lui e ricevendo in cambio delle carezze. Francesco certamente gli avrà voluto bene, perché non è possibile non voler bene a questo misterioso e magico animale. Sapendo poi che questi felini domestici amano il caldo, chissà, forse, nei mesi freddi, il gatto si sarà accoccolato su letto di Francesco, ai suoi piedi, scaldandoglieli e, a sua volta, ricevendo calore.
In un manoscritto di memorie, che risale agli Anni Venti, è riferito un episodio straordinario, che ha quasi del prodigioso. La fonte da cui proviene è attendibile. Chi racconta è una persona che il quel periodo viveva nel convento di San Giovanni Rotondo e aveva una grande consuetudine con Padre Pio.
Nelle ore di svago, a volte il Padre partecipava a delle partite a bocce nell’orto del convento. Un giorno, mentre stava tirando una boccia, ecco che un gatto attraversa il piccolo spazio dove si teneva il gioco. Gli altri gridano per cacciarlo e, lui, spaventato, si mette a correre, ma nella direzione che aveva la boccia lanciata da Padre Pio. Se questa avesse seguito la naturale traiettoria avrebbe colpito l’animaletto che sarebbe uscito malconcio dall’impatto e poteva anche rimetterci la vita. Ma Padre Pio vegliava. Ed ecco che i presenti videro la boccia arrestarsi misteriosamente in aria e poi cadere di lato, evitando così di colpire il povero micio spaventato.

(Renzo Allegri)

NUMEROLOGIA: METODI, SIGNIFICATI, ARCHETIPI E COLORI

NUMEROLOGIA: METODI, SIGNIFICATI, ARCHETIPI E COLORI

  


Seguendo le istruzioni del testo, sarete in grado di trasformare il vostro nome e la vostra data di nascita nei numeri base che regolano la vostra personalità e il vostro futuro. Scoprirete quali Archetipi influenzano le vostre scelte e a quali personaggi mitologici somigliate. Ogni numero è come una guida interiore che presiede ad uno stadio del viaggio, determinando in ciascuno le coordinate fondamentali che controllano l'affettività, il lavoro e i rapporti umani.
La numerologia è un antica scienza diagnostica del carattere, di cui Pitagora fu uno dei più illustri ed esperti conoscitori. Per i pitagorici i numeri erano principi cosmici divini, energie fondamentali, che erano alla base di ogni forma di esistenza. Ogni numero rappresentava un Archetipo, un modello tipico di comportamento, che recitava il proprio ruolo all'interno della psiche.
 

BUSHIDO', FILOSOFIA ED ETICA DEL SAMURAI





Bushidō: letteralmente, la “via del guerriero a cavallo”. Il termine è composto da diversi ideogrammi[1]: bu sta per il concetto di “guerriero”, ed è composto a sua volta da un ideogramma che sta per “dominare” o “fermare” e da un altro che sta per “alabarda”. Shi corrisponde forse all’anèr greco, poiché indica l’uomo considerato in tutto il suo valore virile e spirituale, ed è composto dal segno del dieci e da quello dell’uno, a simboleggiare la concezione buddista secondo cui l’uomo compendia in sé il cosmo. Dō corrisponde al cinese tao, ed indica la via, il percorso, in senso allegorico: il metodo (etimologicamente inteso) da seguire per una piena realizzazione spirituale. L’ideogramma che i cinesi leggono tao e i giapponesi dō sembra fosse composto dalla rappresentazione grafica di tre idee [2]: una strada, la testa di un maestro, i piedi di un altro uomo – ad indicare un discepolo che segue il maestro sulla via.
di Donata Romizi 

FILM DOCUMENTARIO SULL'ALIMENTAZIONE: TUTTO CIO CHE SERVE SAPERE PER EVITARE DI AMMALARSI


FILM DOCUMENTARIO SULL'ALIMENTAZIONE: TUTTO CIO CHE SERVE SAPERE PER EVITARE DI AMMALARSI


Un documentario illuminante dedicato all'alimentazione, completamente in italiano. Un'interessante guida, con interviste a medici non inclini a promuovere un'alimentazione di regime e quindi controllata da principi di marketing o "controllo globale", ma un'onesta analisi sui pro e i contro rispetto a ciò che mangiamo.


Nota: Suggerirei di sorvolare su certe affermazioni introduttive in cui viene associata all'uomo la responsabilità del riscaldamento globale. Per il resto non ci sono particolari incongruenze o tentativi di disinformazione, il documentario pertanto può ritenersi più che attendibile sopratutto riguardo agli studi sull'alimentazione, che sono il vero punto focale su cui porre l'attenzione.



UN EQUILIBRIO DELICATO (Documentario Completo)

LE 10 STRATEGIE DELLA MANIPOLAZIONE MEDIATICA + DOCUMENTARIO COMPLETO


LE 10 STRATEGIE DELLA MANIPOLAZIONE MEDIATICA + DOCUMENTARIO COMPLETO

Vediamo di capire meglio come funziona la grande macchina trita cervelli e coscienze. Quali sono le regole per ipnotizzare le masse e indicargli tutto ciò che dovranno essere e pensare in conformità di quanto e "ordinato" loro. La gente "sopravvive" ignara del grande potere dei media, eppure le informazioni non mancano sulla rete, forse la dipendenza gioca un ruolo fondamentale e tuttavia occorre anche molto coraggio per uscire del tutto dalle righe, ciò è dimostrato dall'enorme numero di affluenze nelle pagine dei social network, che riguardano reality televisivi o mode e costumi che ne derivano. La verità rimane ancora in mano a pochi. I segreti che ruotano attorno al potere mediatico sono davvero tanti e pure inquietanti, poichè questo contesto sembrerebbe legato anche all'utilizzo delle armi psicotroniche. (G S)




 LE 10 STRATEGIE DELLA MANIPOLAZIONE MEDIATICA 

di Noam Chomsky




1 -LA STRATEGIA DELLA DISTRAZIONE
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, la quale consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, tramite un profluvio di distrazioni e informazioni insignificanti.La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali nella area della scienza, l’economia, la psicologia, la quantistica o l'autoconoscenza.“ Mantenere la attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).


  
2 – CREARE PROBLEMI E POI OFFRIRE LE SOLUZIONE
Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”.Si crea un problema per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio, lasciare che dilaghi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi così che il pubblico stesso richieda leggi e politiche per la sicurezza e a discapito della libertàOppure creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.



3-LA STRATEGIA DELLA GRADUALITA’
Per fare accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente per anni consecutivi.
E’ così che condizioni socio-economiche radicalmente nuove furono imposte durante gli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.



4 – LA STRATEGIA DEL DIFFERIMENTO
Un altro sistema per fare accettare una decisione impopolare è presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo la accettazione pubblica immediatamente, per una applicazione futura.
E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. In primo luogo perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi alla idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.



5-RIVOLGERSI AL PUBBLICO COME A UN BAMBINO
Gran parte della persuasione diretta al grande pubblico adopera discorsi, argomenti, personaggi e intonazioni particolarmente infantili, come se lo spettatore sia una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se ci si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, essa tenderà con certa probabilità a una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno.



6 – USARE L’ASPETTO EMOTIVO MOLTO PIU’ DELLA RIFLESSIONE
Sfruttare la emozione è una tecnica classica per provocare il corto circuito della analisi razionale e del senso critico dello individuo. Inoltre l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta di accesso allo inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure, compulsioni, o indurre comportamenti.




7 – MANTENERE IL PUBBLICO NELL’IGNORANZA E NELLA MEDIOCRITA’
Fare in modo che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori.”




 8 – STIMOLARE NEL PUBBLICO UNA COMPIACENZA VERSO LA MEDIOCRITA’ 
Spingere il pubblico a ritenere alla moda essere stupidi, volgari e ignoranti.





9 – RAFFORZARE L’AUTO-COLPEVOLIZZAZIONE
Far credere all’individuo che sia soltanto egli il colpevole delle proprie disgrazie, a causa di una insufficiente intelligenza, capacità o impegno.Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e si incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, tra i cui effetti vi è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione! (eccome se è possibile, una rivoluzione senza azione …




10- CONOSCERE GLI INDIVIDUI MEGLIO DI QUANTO LORO STESSI SI CONOSCANO
Negli ultimi 50 anni i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti.Grazie a biologia, neurobiologia e psicologia applicata, il “sistema” gode di una conoscenza avanzata dello essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune meglio di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo sugli individui maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Tratto da Anticorpi





 DOCUMENTARIO COMPLETO SUL CONTROLLO MEDIATICO SIN DALLE SUE ORIGINI AD OGGI. INTERVISTA AD ALAN WATT "SCIOCCARE E SORPRENDERE"


 Prima parte


 Seconda parte


 Terza parte


 Quarta parte







ARMI PSICOTRONICHE E BIO-INGEGNERIA di Felce e Mirtillo


 Prima parte


 Seconda parte


Pubblicato da 

“Qua stiamo parlando di parlamentari della Repubblica, non stiamo parlando di bidelle” a parlare così, durante un faccia a faccia sulla presenza delle donne inpolitica é la Dott.ssa. Anna Finocchiaro.


“Qua stiamo parlando di parlamentari della Repubblica, non stiamo parlando di bidelle” a parlare così, durante un faccia a faccia sulla presenza delle donne in politica é la Dott.ssa. Anna Finocchiaro.
__________________________________________________________

Gentile Dott.ssa. Finocchiaro, sinceramente non riesco a darmi una spiegazione logica a questa triste e penose “affermazione”, ma credo semplicemente che le motivazioni di gesti tanto orrendi ed insensati, non possono che trovarsi se non nell’ignoranza e nella poca cultura che persiste nella sua vita…

Cara Dott.ssa. Io sono figlio di una “bidella” di scuola elementare, e non di una parlamentare; però una semplice “bidella“, é riuscita a trasmettermi dei valori importantissimi come l’onesta, l’educazione ed il rispetto verso ogni ceto sociale.

Mia madre guadagnava 1.000 euro al mese, ed ha cresciuto 5 figli, si toglieva il pane dalla bocca pur sfamarci, ma lei non può capire cosa significa tutto ciò, vero Dott.ssa. Finocchiaro?

Gentile Dott.ssa. Finocchiaro, mia madre non prendeva 14.000 euro mensili.

Gentile Dott.ssa. Finocchiaro, mia madre non andava a fare la spesa con l'auto blu, per di più il carrello della spesa riusciva a portarlo da sola, non aveva bisogno di 4 agenti della scorta che facessero da facchini personali.

Gentile Dott.ssa. Finocchiaro, mia madre non usufruiva dei seguenti benefits:

TELEFONO CELLULARE Gratis
TESSERA DEL CINEMA Gratis
TESSERA TEATRO Gratis
TESSERA AUTOBUS Gratis
METROPOLITANA Gratis
FRANCOBOLLI Gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI Gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE Gratis
PISCINE E PALESTRE Gratis
FERROVIE DELLO STATO Gratis
AEREO DI STATO Gratis
AMBASCIATE Gratis
CLINICHE Gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI Gratis
ASSICURAZIONE MORTE Gratis
AUTO BLU CON AUTISTA Gratis

Cara Dott.ssa, quelle che lei definisce “bidelle”, in verità sono donne fatte di carne ed ossa proprio come lei.

Sono quelle donne che per 8 ore al giorno, tolgono l’urina dai bagni;

Sono quelle donne che fanno salti mortali pur di sopravvivere ed arrivare alla fine del mese;

Sono quelle donne che permettono a lei, e tutti i 945 parlamentari, di portare a casa il vostro scandaloso stipendio;

Sono quelle donne che mantengono a lei, e tutti i 945 parlamentari, i benefits poc’anzi indicati

Dott.ssa. Finocchiaro, a differenza sua le “bidelle“, sono Donne con la D maiuscola.

Con alcuna stima, il figlio di una grande "Donna-Bidella" di nome Andrea Mavilla.


Fonte: @[352246653515:274:Polizia Postale Web Site Fans]
“Qua stiamo parlando di parlamentari della Repubblica, non stiamo parlando di bidelle” a parlare così, durante un faccia a faccia sulla presenza delle donne inpolitica é la Dott.ssa. Anna Finocchiaro.
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Gentile Dott.ssa. Finocchiaro, sinceramente non riesco a darmi una spiegazione logica a questa triste e penose “affermazione”, ma credo semplicemente che le motivazioni di gesti tanto orrendi ed insensati, non possono che trovarsi se non nell’ignoranza e nella poca cultura che persiste nella sua vita…

Cara Dott.ssa. Io sono figlio di una “bidella” di scuola elementare, e non di una parlamentare; però una semplice “bidella“, é riuscita a trasmettermi dei valori importantissimi come l’onesta, l’educazione ed il rispetto verso ogni ceto sociale.

Mia madre guadagnava 1.000 euro al mese, ed ha cresciuto 5 figli, si toglieva il pane dalla bocca pur sfamarci, ma lei non può capire cosa significa tutto ciò, vero Dott.ssa. Finocchiaro?

Gentile Dott.ssa. Finocchiaro, mia madre non prendeva 14.000 euro mensili.

Gentile Dott.ssa. Finocchiaro, mia madre non andava a fare la spesa con l'auto blu, per di più il carrello della spesa riusciva a portarlo da sola, non aveva bisogno di 4 agenti della scorta che facessero da facchini personali.

Gentile Dott.ssa. Finocchiaro, mia madre non usufruiva dei seguenti benefits:

TELEFONO CELLULARE Gratis
TESSERA DEL CINEMA Gratis
TESSERA TEATRO Gratis
TESSERA AUTOBUS Gratis
METROPOLITANA Gratis
FRANCOBOLLI Gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI Gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE Gratis
PISCINE E PALESTRE Gratis
FERROVIE DELLO STATO Gratis
AEREO DI STATO Gratis
AMBASCIATE Gratis
CLINICHE Gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI Gratis
ASSICURAZIONE MORTE Gratis
AUTO BLU CON AUTISTA Gratis

Cara Dott.ssa, quelle che lei definisce “bidelle”, in verità sono donne fatte di carne ed ossa proprio come lei.

Sono quelle donne che per 8 ore al giorno, tolgono l’urina dai bagni;

Sono quelle donne che fanno salti mortali pur di sopravvivere ed arrivare alla fine del mese;

Sono quelle donne che permettono a lei, e tutti i 945 parlamentari, di portare a casa il vostro scandaloso stipendio;

Sono quelle donne che mantengono a lei, e tutti i 945 parlamentari, i benefits poc’anzi indicati

Dott.ssa. Finocchiaro, a differenza sua le “bidelle“, sono Donne con la D maiuscola.

Con alcuna stima, il figlio di una grande "Donna-Bidella" di nome Andrea Mavilla.


Fonte: Polizia Postale Web Site Fans

Marò in India: la questione del 'tribunale speciale' e i nuovi errori dei media

di 



Ancora errori, strumentalizzazioni e interpretazioni errate: un nuovo post dei Wu Ming chiarisce alcuni punti sul caso dei due marò.Qualche giorno fa vi parlavamo della decisione della Corte suprema indiana di trasferire ad un tribunale speciale il giudizio sul caso dei due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di aver ucciso due pescatori indiani mentre erano in servizio a bordo della petroliera Enrica Lexie.La notizia però, battuta dalle agenzie e ripresa dai quotidiani, sarebbe 'imprecisa', secondo il già citato blog Gip di Wu Ming. Infatti secondo il sito dell'emittente indiana in lingua inglese Ndtv:
"La Corte suprema ha detto che lo Stato del Kerala non ha giurisdizione per procedere contro i due marò italiani - Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - ed il Centro dovrà consultarsi col Chief Justice of India e formare una Corte speciale. La corte ha inoltre deciso che la questione della giurisdizione, attualmente affidata alla Corte di Kollam, Kerala, dovrà essere considerata dalla Corte speciale, che deciderà se i marò verranno processati in India o in Italia"
In India sarebbe pratica comune ricorrere ad una Corte speciale - non ad un 'Tribunale speciale' - quando si affrontano casi particolarmente complessi o di interesse nazionale.
Ci sarebbe anche un problema legato alla diffusione mediatica della sentenza, che è stata o riassunta all'osso, o riportata in parte o completamente fraintesa. Tanto che anche il governo italiano, in una nota ufficiale di palazzo Chigi, ha scritto:
"L'Alta Corte ha riconosciuto che i fatti avvennero in acque internazionali e che la giurisdizione non era della magistratura locale del Kerala"
Cosa non vera, come leggiamo su Giap. In base alla posizione della nave
"il compito di indagare e processare i due fucilieri del battaglione San Marco spettava dunque all'Unione Indiana [...] Il processo non si doveva istruire a Kollam presso la Corte del Kerala, bensì davanti ad una Corte federale come la Corte suprema di Nuova Delhi, sede del governo centrale dell'Unione Indiana"
E quindi "eliminato lo Stato del Kerala dalla questione legale, la Corte speciale che verrà nominata dal Chief Justice of India (il presidente della Corte suprema) in accordo col governo centrale, dovrà pronunciarsi innanzitutto sulla giurisdizione".
Come si legge nella sentenza quindi la questione della giurisdizione tra Italia e India è ancora aperta. La Corte speciale in ogni caso dovrà anche esprimersi sulla questione dell'immunità dei due marò.

fontehttp://cronacaeattualita.blogosfere.it

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