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domenica 31 marzo 2013

Paolo Barnard contro Romano Prodi: "E' il vero criminale italiano". Cosa ne pensate? In che modo l'Italia può uscire dalla crisi?




Paolo Barnard contro Romano Prodi: "E' il vero criminale italiano". Cosa ne pensate? In che modo l'Italia può uscire dalla crisi?

Il giornalista Paolo Barnard dopo aver definito Monti un criminale e aver richiesto una denuncia da parte sua è stato intervistato a Tgcom 24 dove si è scagliato contro Romano Prodi che ha definito "Il vero criminale italiano". Nell'intervista ha continuato dicendo "Quando è andato al governo eravamo la settima potenza del mondo, oggi siamo servi. Clemente Mastella lo definirei un incompetente".

E su Berlusconi "E' stato disastroso ma non per le accuse di corruzione. Non è stato uno statista e nel novembre 2011, anzichè tenere duro di fronte al colpo di stato dell'Europa, si è dimesso".


Per Barnard la salita al governo di Mario Monti è stato "Un colpo di Stato finanziario che ha fatto fuori un governo che io non appoggiavo, ma che era stato democraticamente eletto dagli italiani". E al Tgcom 24 ha ribadito che la Ue non agisce per salvare l'Italia ma "Per affondarla, per distruggerla e arricchire solo i potentati".


Cosa ne pensate delle sue affermazioni? Solo tornando alla moneta sovrana è possibile trovare la soluzione al tracollo economico che la crisi ha portato?

FONTE: virgilio.it

Colpo di mano di re Giorgio Napolitano.

Una bella sorpresa dall’uovo di Pasqua di Giorgio Napolitano,tutto il peggio, tutta la feccia che dovrebbe sparire e già denunciata per crimini umanitari,è presente nelle decisioni di Giorgio Napolitano,di fatto Presidente e governatore capo,insieme a Draghi,insieme alla Troika,insieme alla Germania e insieme allo strasfiduciato Monti,insieme ai partiti falliti e che hanno rovinato l’Italia. A loro è stata data la possibilità di organizzarsi,e di risolvere le beghe interne ed esterne,contemporaneamente cercheranno di delegittimare il movimento 5 stelle che per loro rappresenta  il pericolo di interruzione del loro percorso di ascesi verso l’annientamento totale e globale del paese Italia.Chiaramente ci sono i cittadini italiani,per loro non esistono visto che i cittadini italiani tra porcellum e destabilizzatori vari,professionisti della separazione non sono riusciti ancora ad organizzarsi. Se non uscirà un altro Giorgio Napolitano come Presidente,e ce ne sono parecchi disponibili,vedrete che uscirà un Napolitano bis,già proposto da Silvio Berlusconi,che sta gongolando di piacere per la soluzione venuta fuori dal cilindro di re Giorgio.
La commissione  istituzionale è formata da Valerio Onida, Mario Mauro (senatore Scelta Civica), Gaetano Quagliariello (senatore Pdl) e Luciano Violante (Pd). Quella economico-sociale, è formata invece da Enrico Giovannini (presidente Istat), Giovanni Pitruzzella (presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato), Salvatore Rossi (membro del Direttorio della Banca d’Italia), Giancarlo Giorgietti e Filippo Bubbico (senatori di Lega Nord e Pd, presidenti delle Commissioni speciali operanti alla Camera e al Senato) e il ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi (Scelta civica).
Ma veniamo ai dieci saggi,uno meglio dell’altro,grandi rappresentanti della nuova entità geografica che ha sostituito la nazione Italia.

 Valerio Onida è fratello dell'economista Fabrizio Onida, professore di economia presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi, e padre del fisico Giovanni Onida, professore all'Università degli Studi di Milano.
È eletto giudice costituzionale dal Parlamento in seduta comune il 24 gennaio 1996. È eletto presidente il 22 settembre 2004. Cessa dalla carica di presidente della Corte costituzionale il 30 gennaio 2005.
Attualmente è docente di giustizia costituzionale presso l'Università degli Studi di Milano. Collabora con Lavoce.info.
Nel 2010 si è candidato alle primarie del centrosinistra per le elezioni del sindaco di Milano, arrivando terzo con il 13,41% dei voti. Il vincitore è stato Giuliano Pisapia, il secondo Stefano Boeri, il quarto Michele Sacerdoti.
Il 25 giugno 2011, il Consiglio generale dell'INSMLI lo ha eletto alla presidenza dell'istituto, nella quale è succeduto al presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.[4]
È stato presidente dell'Associazione Italiana dei Costituzionalisti.
È il presidente del comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura. DUNQUE MAGISTRATURA DI SINISTRA

GAETANO QUAGLIARIELLO

Luogo nascita    Napoli, Italia
Data nascita       23 aprile 1960 (52 anni)
Professione       Docente universitario, Pubblicista
Partito  Popolo della Libertà
Legislatura          Senato XV;Senato XVI;Senato XVII
Gruppo                Popolo della Libertà
Circoscrizione    Toscana
Incarichi parlamentari
Vicepresidente Vicario del gruppo Popolo della Libertà
Membro della Giunta per il Regolamento
Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia)
Membro del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica
Gaetano Quagliariello (Napoli, 23 aprile 1960) è un politico e docente italiano.
Figlio di docenti universitari (il padre, Ernesto, fu rettore dell'università di Bari dal 1970 al '77 e presidente del CNR dal 1976 al '84), si avvicina alla politica tra i giovani repubblicani ai tempi del liceo, a Bari
Dopo la laurea in scienze politiche intraprese la carriera universitaria. È oggi ordinario di Storia dei partiti politici presso la LUISS di Roma.
Attività politica nel Partito Radicale
Iscritto in giovane età al Partito Radicale, negli anni ottanta ne fu segretario cittadino a Bari e poi vice-segretario nazionale.
Ebbe un ruolo attivo nelle attività promosse dal partito, quali le campagne referendarie sull'aborto, il nucleare e la caccia, oltre che la biocard, un testamento biologico in cui il sottoscrittore poteva rifiutare anche l’idratazione forzata. Nel corso di una marcia antinuclearista contro la base militare americana de La Maddalena, assieme a Francesco Rutelli viene arrestato per essere entrato in una zona off limits.
Attività politica.

Nel 1994 si iscrive a Forza Italia. Sul suo passaggio di partito dichiara: "Gladstone nasce conservatore e diventa laburista, Churchill, il tory, ha un passato laburista. Il mio è un percorso tutto interno al liberalismo". Tra il 2001 e il 2006 è stato consigliere per gli Affari Culturali del presidente del Senato, Marcello Pera. Sull'esperienza ha dichiarato:"Andare a lavorare con Pera è stata la svolta della mia vita. Prima ero un tranquillo professore".
Nel 2006 è stato eletto senatore in Toscana, divenendo membro della commissione Affari Costituzionali; l'anno seguente vota contro la modifica della Costituzione tesa a eliminare definitivamente la possibilità di far ricorso alla pena di morte “nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”. Confermato al Senato nel 2008, è membro della commissione Giustizia e presidente vicario dei senatori del Popolo della Libertà.
Nella XVI Legislatura si è espresso strenuamente in difesa del disegno di legge Calabrò sul fine vita, in polemica con Gianfranco Fini. Al dibattito parlamentare sul caso di Eluana Englaro, ha difeso la sua opinione gridando «Eluana non è morta, è stata ammazzata».
Ha presentato come primo firmatario i disegni di legge:
S. 1168 - Istituzione della "Giornata della memoria" dedicata ai martiri per la patria e la libertà caduti sul fronte della lotta al terrorismo internazionale.
S. 1252 - Ordinamento del sistema universitario nazionale. Delega al Governo per l'abolizione del valore legale del diploma di laurea.
È inoltre secondo firmatario del ddl S.1880 sul processo breve. Nel gennaio 2011 ha firmato, insieme a Roberto Formigoni ed altri, una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e prostituzione minorile.
È presidente e fondatore della Fondazione Magna Carta dal 2003: "un luogo di formazione e ricerca di ispirazione liberale schierato senza soggezioni culturali e prudenze con il centro-destra".
A lungo collaboratore di diversi quotidiani - tra i quali il Giornale, Libero, Il Foglio ed Il Riformista - tiene oggi una rubrica sul periodico on-line l'Occidentale, di cui è tra i fondatori.

Luciano Violante (Dire Daua, 25 settembre 1941) è un docente e politico italiano. È stato presidente della Commissione parlamentare antimafia (1992-1994) e della Camera dei deputati (1996-2001).
Luciano Violante nacque in Etiopia, in un campo di concentramento dove la famiglia fu internata per volontà degli inglesi in quanto il padre, giornalista comunista, era stato costretto dal regime fascista a emigrare in Etiopia. I componenti della famiglia furono liberati alla fine del 1943 ed al termine della seconda guerra mondiale si trasferirono a Rutigliano, in provincia di Bari.
Conseguita la maturità classica al liceo "Domenico Morea" di Conversano, Luciano intraprese gli studi giuridici laureandosi in giurisprudenza nel 1963 presso l'Università degli Studi di Bari. Nel 1966 supera il concorso in magistratura e nel 1970 diventa libero docente di diritto penale all'Università degli Studi di Torino.
Giudice istruttore a Torino fino al 1977. Dal 1977 al 1979 lavora, su segnalazione del ministro democristiano Francesco Paolo Bonifacio, presso l'ufficio legislativo del Ministero della Giustizia, occupandosi prevalentemente di terrorismo. Istruì il processo che portò all'arresto di Edgardo Sogno e Luigi Cavallo imputati di tentativo di colpo di Stato con Randolfo Pacciardi che, tuttavia, vennero assolti da ogni accusa. Dal 1974 al 1981 svolge l'attività di professore incaricato di istituzioni di diritto pubblico presso la stessa università e nel 1983 vince la cattedra di istituzioni di diritto e procedura penale e si dimette da magistrato. È stato quindi professore ordinario di Istituzioni di diritto e procedura penale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Camerino.
Carriera politica

Nel 1979 si iscrive al Partito Comunista Italiano e viene subito eletto deputato.
Con la svolta del 1991 entrò nel Partito Democratico della Sinistra.
Al vertice dell'Antimafia
In Parlamento fece parte della commissione d'inchiesta sul caso Moro e, in seguito, fu presidente della Commissione parlamentare Antimafia dal 1992 al 1994. Fu lui a raccogliere le deposizioni choc di Tommaso Buscetta che rivelò l'esistenza del terzo livello della mafia, cioè il legame con il mondo politico; la sua gestione della presidenza della Commissione fu poi criticata da Giulio Andreotti, all'indomani dalla sentenza di Palermo che l'assolse dall'addebito di associazione a delinquere di stampo mafioso per i fatti accaduti dal 1980 in poi (mentre confermò la colpevolezza per i fatti antecedenti, per i quali era però subentrata la prescrizione), come improntata a parzialità di tipo politico.
Alla Presidenza della Camera
Il 10 maggio 1996 fu eletto presidente della Camera. Il suo discorso di insediamento fu uno storico appello alla riconciliazione tra le forze che si richiamano alla Resistenza e la destra post-fascista.
Sotto la sua Presidenza fu introdotta una delle più importanti revisioni del Regolamento della Camera degli ultimi decenni, quella approvata dall'Assemblea nel 1998. Il commento della "novella" regolamentare da parte della dottrina giuridica è stato sostanzialmente assai favorevole sebbene l'estromissione della magistratura dal giudizio sul contenzioso tra la Camera ed i terzi è stata giudicata un'indebita estensione dell'autodichia.
Più travagliato il suo rapporto con la struttura amministrativa della Camera dei deputati. Il 14 ottobre 1999, a seguito di un Ufficio di Presidenza in cui confermò la rottura del rapporto di fiducia con il massimo funzionario dell'amministrazione, il segretario generale Mauro Zampini, il 18 ottobre 1999 il Consiglio dei ministri affidò al dottor Zampini l'incarico di presiedere il comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio per la valutazione ed il controllo dei risultati dell'attività della pubblica amministrazione. Di conseguenza l'Ufficio di Presidenza della Camera designò a sostituirlo come segretario generale, il 10 novembre 1999, il dottor Ugo Zampetti, su proposta di Violante.
Già ad inizio d'anno vi era stato un altro segnale, in controtendenza rispetto all'antica disponibilità delle Camere a favorire la circolazione dei loro migliori funzionari tra le Amministrazioni costituzionali. All'annuncio della chiamata al Quirinale, come consigliere economico del neopresidente Ciampi, della professoressa Carmela Decaro (vice segretario generale della Camera, in carriera direttiva dal 1979, responsabile dei Rapporti comunitari ed internazionali), emerse il moderato disappunto della Presidenza della Camera per non essere stata previamente consultata.
L'anno prima, poi, su richiesta delle opposizioni aveva disposto un'inchiesta amministrativa sulla fattura dei quiz del concorso a consigliere parlamentare, giudicati da più parti capziosi o di parte.
Nel Partito
Rieletto deputato alle elezioni del 13 maggio 2001, è nominato presidente del gruppo Democratici di sinistra - L'Ulivo.
Ancora eletto alla Camera dei deputati nel 2006, è stato nominato presidente della Prima Commissione Permanente, Affari Costituzionali.
Dopo la caduta del governo Prodi II, in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008, ha dichiarato di non volersi più ricandidare a parlamentare per rispettare il ricambio generazionale perseguito dal segretario del Partito Democratico Walter Veltroni.
Dal 2008 è stato editorialista del quotidiano Il Riformista.
Sempre nel 2008 si era parlato di Violante come possibile nuovo giudice della Corte Costituzionale.
Il 23 luglio 2009, sentito dai magistrati di Palermo, ha confermato le dichiarazioni di Massimo Ciancimino circa la proposta di incontrare "in modo riservato, a quattr'occhi" Vito Ciancimino, avanzata da Mario Mori nel settembre del 1992 quando Violante era ancora Presidente della Commissione parlamentare Antimafia. L'incontro avrebbe dovuto inserirsi nell'ambito della "garanzie politiche" richieste da Ciancimino per portare avanti la trattativa fra Cosa Nostra e pezzi delle istituzioni durante la stagione delle stragi del 1992. In passato Violante non aveva mai fatto cenno a tale richiesta.
Ha sostenuto la candidatura di Pier Luigi Bersani in occasione delle elezioni primarie del Partito Democratico del 2009.
Ha recentemente ricevuto minacce di morte dalle Brigate Rosse insieme alla moglie in quanto "servi dello Stato al servizio della destra"
Altro
Sempre molto pacato nei toni viene, da molti, considerato il ponte di collegamento per le questioni sulla giustizia tra il Pd e il Pdl, tanto da essere l'unico esponente del centro-sinistra a essere stato invitato alla Festa delle Libertà di Milano nel 2008. Ha suscitato scalpore sul web un suo discorso alla Camera dei Deputati risalente al 2003 in cui critica l'avvilimento del parlamento dovuto all'assenza di discontinuità tra governo e gruppi parlamentari. In tale discorso Violante difende il suo partito dall'accusa di totalitarismo ricordando che i Democratici di Sinistra non impedirono l'eleggibilità di Silvio Berlusconi (nonostante il conflitto d'interesse) né attuarono leggi contro Mediaset IL PRINCIPE DELL'INCIUCIO

Giovanni Pitruzzella (Palermo, 15 luglio 1959) è un avvocato e docente italiano. Dal 29 novembre 2011 è presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (cosiddetta Antitrust).

Si è laureato in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Palermo a marzo 1982.
Dal 1986 al 1994 è stato professore associato di Istituzioni di diritto pubblico nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Cagliari e dal 1994 al 1997 professore ordinario di Diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza della stessa università.
Dal 1998 è professore ordinario di Diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo dove è anche docente nella Scuola di specializzazione in Diritto europeo.
Svolge la professione di avvocato cassazionista. Esperto nel diritto dei pubblici appalti, in giustizia costituzionale, nel diritto pubblico regionale e nel diritto pubblico dell'economia, ha ricoperto numerosi incarichi fra cui quello di consulente giuridico sia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri (governi Ciampi e Dini)[3] che presso la Presidenza della Regione Siciliana (governi Capodicasa, Cuffaro e Lombardo) e l'Assemblea regionale siciliana.
Dal 1998 al 2002 è stato presidente della "Commissione paritetica per la determinazione delle norme di attuazione dello Statuto speciale siciliano".
Dal 14 marzo 2006 ha fatto parte della Commissione di garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali di cui è stato presidente dal 24 settembre 2009[5] al 18 novembre 2011.
Il 18 novembre 2011 i presidenti di Camera e Senato congiuntamente lo hanno nominato presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato in sostituzione di Antonio Catricalà dimessosi in quanto nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo Monti; ha preso possesso della carica il 29 novembre.
Dal 1998 è direttore della "Rivista di diritto costituzionale" edita da Giappichelli. UN ALTRO PROFESSORE AVVOCATO

Enzo Moavero Milanesi, la cui famiglia discende da Ferdinando Bocconi, fondatore dell'università milanese intitolata al figlio Luigi, è originario di Cavenago d'Adda, in Provincia di Lodi. Nel 1977 si è laureato con lode in giurisprudenza presso l'università degli Studi di Roma "La Sapienza". In seguito, ha proseguito i suoi studi in Belgio al Collegio d'Europa di Bruges, dove si è specializzato in diritto comunitario. Nel 1983 ha frequentato un corso di diritto internazionale all'Università del Texas di Dallas.
Dal 1977 al 1979 ha prestato servizio nella Guardia di Finanza con il grado di tenente, ricevendo un encomio solenne nel corso della sua carriera militare. È stato professore incaricato di diritto comunitario presso l'Università La Sapienza e la LUISS dal 1993 al 1996. In seguito, dal 1996 al 2000, ha insegnato presso l'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano e dal 2002 al 2006 è tornato alla Sapienza. Attualmente è professore di Diritto dell'Unione Europea presso la School of Government dell'università LUISS.
Ha ottenuto il suo primo incarico governativo nella XI Legislatura nel primo Governo Amato, nel quale si è occupato di risanamento degli enti pubblici. In seguito, nel 1994, Carlo Azeglio Ciampi lo ha nominato sottosegretario agli Affari europei.
Dal 1995 al 2000 è stato scelto quale capo gabinetto da Mario Monti, al tempo commissario europeo, prima al mercato interno e poi alla concorrenza. Dal 2002 al 2005 è stato vice segretario generale della Commissione europea.
Candidato alle Elezioni politiche italiane del 2013, non viene eletto al Parlamento. DUNQUE UN TROMBATO POLITICO AMICO DI MONTI....GIUDICATE VOI
Filippo Bubbico (Montescaglioso, 26 febbraio 1954) è un politico e architetto italiano.
Indice
Laureato in architettura a Roma nel 1979, l'anno seguente venne eletto sindaco del suo paese e dal 1985 entrò per la prima volta nel Consiglio Regionale della Basilicata; nel 1987 si dimise tuttavia da quest'incarico per diventare segretario provinciale del Partito Comunista Italiano a Matera.
La politica
Dal 1991 aderisce dapprima al Partito Democratico della Sinistra e poi ai Democratici di Sinistra. Nel 1995 diventa per la seconda volta consigliere regionale e Vice Presidente della Giunta Regionale ricoprendo, inoltre, l'incarico di assessore alla Sanità e all'Ambiente ed in seguito quello di presidente della regione Basilicata dal 2000 al 2005, alla guida di una coalizione di centrosinistra ottenendo il 63,1% dei consensi contro il 35,1% di Nicola Pagliuca candidato del centrodestra e lo 0,8% di Maurizio Bolognetti candidato della Lista Bonino Pannella.
Eletto in Basilicata al Senato dopo le elezioni politiche del 2006 in rappresentanza dell'Ulivo, il 18 maggio del 2006 è stato nominato Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico nel secondo governo Prodi.
Il 25 ottobre 2006 si dimette da senatore e viene sostituito da Salvatore Adduce. L'anno seguente si candida alle primarie del Partito Democratico nel collegio di Pisticci con una lista a sostegno di Walter Veltroni.
Nelle elezioni del 2008 viene eletto senatore nel Partito Democratico. Al Senato, è presidente della commissione permanente per l'industria, il commercio e il turismo.
Nel dicembre 2012, alle primarie del PD della provincia di Matera, indette per eleggere i candidati del partito al Parlamento italiano in vista delle elezioni politiche italiane del 2013, ha ottenuto il primo posto tra i vari candidati con 5.144 preferenze, è quindi candidato del PD al parlamento italiano alle elezioni 2013. Il 25 febbraio 2013 viene rieletto senatore. DUNQUE UN PROFESSIONISTA DELLA POLITICA VICINO A PRODI...

Giancarlo Giorgetti
Uomo di riferimento della Lega Nord, molto vicino a Movimento Giovani Padani. BOCCONIANO

Capogruppo della Lega Nord alla Camera dei Deputati
In carica
Inizio mandato 19 marzo 2013
Laureato in economia all'Università Bocconi di Milano, commercialista professionista e revisore contabile, è parlamentare alla Camera dei deputati fin dal 1996, sempre con la Lega Nord Padania (nel 2001 viene rieletto nel collegio maggioritario di Sesto Calende). Sino al 2004 ha ricoperto la carica di sindaco di Cazzago Brabbia alla guida della lista "Lista per Cazzago - Lega Nord Padania".
Nel 2001 è il principale autore della discussa Legge 40/2004 .
Dal 2001 al 2006 ha ricoperto il ruolo di presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione. Inoltre durante il Governo Berlusconi II è stato, dal 12 giugno al 21 giugno 2001, Sottosegretario alle infrastrutture e ai trasporti.
Alle elezioni politiche del 2006 viene rieletto deputato come secondo candidato della lista "Lega Nord Padania - Movimento per l'autonomia" nella circoscrizione Lombardia-1.
Nella scorsa legislatura ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della commissione affari esteri della Camera dei deputati ed è stato membro della delegazione parlamentare italiana alla NATO.
Al 7º Congresso Nazionale della Lega Lombarda, tenutosi a Milano il 14 gennaio 2007, viene riconfermato per acclamazione Segretario Nazionale. In quell'occasione pronuncia un discorso legato al rilancio della madre di tutte le Leghe del Nord e all'operosità del cosiddetto "Militante ignoto" che lavora sempre e molto per il movimento senza chiedere nulla e senza curarsi delle chiacchiere della stampa di regime.
Il 5 gennaio 2008 partecipa al summit fra Lega Nord e Lega dei Ticinesi, tenutosi al Grott dal Prévat di Bosco Luganese, al quale sono presenti il Segretario federale del Carroccio Umberto Bossi, il Presidente dei leghisti svizzeri Giuliano Bignasca, il Consigliere di Stato elvetico Marco Borradori, il deputato Norman Gobbi e il Presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni. Si parla di problemi dell'area insubre, fra i quali i trasporti e del futuro dell'aeroporto milanese di Malpensa. Giorgetti definisce l'incontro fra i due movimenti politici un "piccola Yalta leghista".
Nella campagna elettorale per le politiche 2008 insiste nel "discorso della finestra", confidando che per la storia della Lega Nord e della Padania si stia aprendo una finestra su un futuro fatto di federalismo, indipendenza e libertà.
Alle Elezioni Politiche del 2008 viene rieletto a Montecitorio per la lista Lega Nord. È quindi tornato a presiedere la Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei deputati.
Giorgetti è relatore della Manovra economica correttiva del 2011 approvata definitivamente alla Camera il 15/7/11 con 316 si, 284 no e 3 astenuti dopo che il Governo ha posto la questione di fiducia.
Nel 2012 con l'avvicinarsi nel nuovo Congresso per l'elezione del nuovo segretario della Lega Lombarda, Giorgetti annuncia di non volersi ricandidare.
Nel 2013 ritorna deputato alla Camera della Lega Nord di cui è capogruppo nella XVII legislatura...UN SAGGIO???

Mario Walter Mauro (San Giovanni Rotondo, 24 luglio 1961) è un politico e accademico italiano.
E' stato Vicepresidente del Parlamento europeo dal 2004 al 2009 e Capo della Delegazione del Popolo della Libertà nel Parlamento europeo dal 2009 al 2013. Dal 2013 è Capogruppo al Senato della Repubblica di Scelta Civica per l'Italia.
Nel gennaio 2013 lascia il Popolo della Libertà ed aderisce alla nuova forza politica del Premier Mario Monti: Scelta Civica.
Il 9 gennaio 2013 si dimette ufficialmente da Capo Delegazione del PdL all'Europarlamento e dal Partito, criticando duramente la ricandidatura a Premier da parte di Silvio Berlusconi e la rinnovata alleanza con la Lega Nord. Il discorso di Mauro è stato lungamente applaudito da tutti gli esponenti del Partito Popolare Europeo.
Alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 si candida per il Senato, capolista in Lombardia, nella lista unica di Monti denominata Con Monti per l'Italia. Viene eletto senatore in Lombardia e successivamente Capogruppo di Scelta Civica per l'Italia al Senato della Repubblica


Alfredo d’Ecclesia,Nicola Evoli.
 

Italia sotto attacco: le quinte colonne della finanza internazionale presenti nel governo


Italia sotto attacco: le quinte colonne della finanza internazionale presenti nel governo
Federico Dal Cortivo per Europeanphoneix ha intervistato Marco Della Luna, autore del libro “Traditori al governo? Artefici, complici e strategie della nostra rovina”.
L’Italia è oramai da anni sotto attacco, non militare, non c’è ne bisogno essendo la penisola dalla fine della Seconda Guerra Mondiale occupata militarmente dagli Stati Uniti, ma economicamente.
Gli obiettivi fin troppo chiari, distruggere completamente il sistema Italia che era fatto anche d’imprese anche a partecipazione statale, lo Stato sociale, le regole del mondo del lavoro, la previdenza pubblica e la sanità, la scuola e l’università dello Stato e infine mettere le mani sul nostro patrimonio economico, colonizzando definitivamente la penisola.

D: Avv. Della Luna lei ha recentemente pubblicato un saggio da titolo eloquente, “Traditori al governo?”, nel quale analizza in modo esauriente le dinamiche e i personaggi che hanno portato la nostra nazione al punto in cui si trova oggi dopo l’ultimo governo tecnico di Mario Monti. Quali sono stati a suo avviso i passaggi fondamentali che ci hanno portato alla situazione attuale di grave crisi economica?
R: Le principali tappe della rovina voluta, e finalizzata a dissolvere il tessuto produttivo del paese, desertificandolo industrialmente e assoggettandolo alla gestione via centrali bancarie fuori dai suoi confini, onde farne territorio di conquista per capitali stranieri, sono i seguenti:
✓ la progressiva e totale privatizzazione-di­vorzio dal Ministero del Tesoro della pro­prietà e della gestione della Banca d’Italia, con l’affidamento ai mercati speculativi del nostro debito pubblico e del finanziamento dello Stato (operazione avviata con Ciampi e Andreatta negli anni Ottanta);
✓ l’immediato, conseguente raddoppio del de­bito pubblico (da 60 a 120% del pil) a cau­sa della moltiplicazione dei tassi, e la crea­zione di una ricattabilità politica strutturale del Paese da parte della finanza privata;
✓ la svendita agli amici/complici e ai più ricchi e potenti, stranieri e italiani, delle industrie che facevano capo allo Stato e che erano le più temibili concorrenti per le grandi indu­strie straniere;
✓ la privatizzazione, con modalità molto “riserva­te”, ma col favore di quasi tutto l’arco politico, della Banca d’Italia per mezzo della privatizza­zione delle banche di credito pubblico (Banca Commerciale Italiana, Banco di Roma, Banca Nazionale del Lavoro, Credito Italiano, con le loro quote di proprietà della Banca d’Italia);
✓ la riforma Draghi-Prodi che nel 1999 ha autorizzato le banche di credito e rispar­mio alle scommesse speculative in derivati usando i soldi dei risparmiatori e alle car­tolarizzazioni di mutui anche fasulli, come i subprime loans americani;
✓ l’apertura delle frontiere alla concorrenza sleale dei paesi che producono schiavizzan­do i lavoratori e bruciando l’ambiente;
✓ l’adesione a tre successivi sistemi monetari – negli anni Settanta, Ottanta e Novanta – che impedivano gli aggiustamenti fisiologici dei cambi tra le valute dei paesi parteci­panti – anche l’Euro non è una moneta, ma il cambio fisso tra le preesistenti monete – con l’effetto di far perdere competitività, industrie e capitali ai paesi meno compe­titivi in favore di quelli più competitivi, che quindi accumulano crediti verso i primi, fino a dominarli e commissariarli.
Da ultimo, le misure fiscali del governo Monti-Napolitano-ABC, che, tra le altre cose, hanno depresso i consumi,hanno messo in fuga verso l’estero centinaia di miliardi, svuotando il paese di liquidità; hanno distrutto il 25% del valore del patrimonio immobiliare italiano, paralizzato il mercato immobiliare così che imprese e famiglie non possono più usare gli immobili per ottenere credito, e l’economia è rimasta senza liquidità, con insolvenze che schizzano al 30% e oltre.

D: Nel suo libro lei parla senza mezzi termini di “ tradimento”, vere quinte colonne che neppure tanto camuffate  operano all’interno dei governi per agevolare l’opera di conquista economica, che si traduce anche in politica, dell’Italia. Personaggi che devono avere dei requisiti ben precisi a suo avviso, ce ne può parlare?
R: Ma io nego che siano definibili “traditori”. Sono piuttosto definibili “nemici”, perché fanno gli interessi stranieri contro quelli nazionali, in modo scoperto. Definisco traditori, invece, i dirigenti dell’ex PCI che sono passati al servizio del capitalismo finanziario sregolato e collaborano con esso alla costruzione di una società e di un nuovo ordinamento nazionale e mondiale al servizio di esso, tradendo il loro elettorato. A dirla tutta, però, non ci sono nemici né traditori: l’Italia è un paese tanto radicalmente mal assortito e tanto irrimediabilmente antropizzato, che l’unica cosa che razionalmente se ne può fare è ciò che quei signori ne stanno facendo, lasciando ai giovani, ai ricercatori, agli imprenditori la possibilità di emigrare verso paesi più funzionanti. Quindi sono assolti, anche moralmente.

D: Ci dica di Mario Monti e dell’altro Mario, quel Draghi che regge la BCE, ambedue hanno prestato i loro servizi… alla stessa banca d’affari, la Goldman Sachs. A quali poteri economici e non rispondono realmente questi figuri? Per il primo si può  ipotizzare oggi il reato di Alto Tradimento?
R.: Per quali interessi lavorino, è nella loro storia obiettiva… non è un mistero. Ciò vale anche per Romano Prodi: altra carriera con Goldman Sachs: quando non era suo advisor, era al governo e la nominava advisor del governo per le privatizzazioni… pensiamo specialmente a quella della Banca d’Italia… sono tutte storie di vita e lavoro convergenti… dirlo ieri poteva suona ardito e fantasioso, dirlo oggi suona per contro ovvio.
Il reato di alto tradimento, previsto dall’art. 77 del Codice Penale Militare di Pace, presuppone che l’autore del fatto sia un militare; altra ipotesi di questo reato è quella enunciata dall’art. 90 della costituzione, in relazione al solo capo dello Stato. Quindi un civile in generale, e in particolare un premier, può commettere il reato di alto tradimento solo in concorso o con un militare o col capo dello Stato.
Altrimenti, a un civile diverso dal capo dello Stato si possono ipotizzare altri reati, di attentato alla Costituzione e all’indipendenza della Repubblica, commessi con la violenza consistita nel sottoporre il Paese e il popolo a gravi sofferenze e minacce economiche per indurlo a modificare il suo ordinamento costituzionale e a cedere la sua sovranità sancita dall’art. 1 della Costituzione.

D: E veniamo al  Presidente Giorgio Napolitano. Ha favorito la caduta dell’ultimo governo Berlusconi, posto sotto ricatto dalla famosa lettera della BCE, con la quali si ordinava all’Italia di prendere tutta una serie di misure antisociali per favorire i “mercati”. Che ruolo ha avuto e ha tutt’ora colui che fin dai tempi del PCI aveva ottimi rapporti con gli Stati Uniti e quali sono i suoi legami con i poteri finanziari e massonici?
R: Dico che non so se e che legami abbia coi poteri finanziari forti e con le massonerie. E direi così anche se li conoscessi. Quando si parla di un presidente della Repubblica, bisogna stare attenti. A meno che si parli da un paese estero, sotto la protezione di un’altra bandiera. Da dove sono, posso dire che egli si intende di macroeconomia, quindi capiva e capisce ciò che stava e sta avvenendo, e che effetti hanno certe manovre.

D: Per un attimo un passo indietro, certe cose non sono solo di oggi come lei ben saprà, come giudica i precedenti governi sia di centrosinistra sia di centrodestra che nulla hanno fatto per tutelare gli interessi nazionali negli ultimi decenni? Si potrebbe a suo avviso far partire la loro chiamiamola “negligenza”, ma meglio starebbe il termine “tradimento”, di non tutela degli interessi nazionali, da quella famosa riunione a bordo del panfilo reale Britannia al largo di Civitavecchia nel giugno 1992?
R: Facendo seguito alla mia prima risposta direi che la partitocrazia italiana, complessivamente, dalla fine degli anni ’70, lavora per rendere il Paese territorio di conquista per i capitali stranieri, come ho già detto. Ciò ha fatto e sta facendo – soprattutto la sinistra – sotto la copertura di due concetti: riformismo e dell’europeismo.

D: E veniamo alla cura proposta dalle teste d’uovo di Bruxelles, del FMI e dalla BCE: pareggio di bilancio, privatizzazioni, tagli alla sanità, alla scuola, alle pensioni, riforma del lavoro ecc. Queste cose dove sono state messe in pratica non hanno certo portato prosperità per i popoli, ma bensì solo per i cosiddetti mercati, che non sono di certo un entità aliena. Ce ne può parlare?
R: La parola “riformismo”, di cui tutti si riempiono oggi la bocca, ha avuto, dopo la metà degli anni '70, un'inversione di significato:
Dapprima, dalla seconda rivoluzione industriale, e anche nella Carta Costituzionale del 1948, e ancora nello Statuto dei Lavoratori, “riformismo” significava riforma della proprietà agraria per por fine allo sfruttamento dei contadini da parte dei latifondisti; significava diritti sindacali, previdenziali e di sciopero per por fine allo sfruttamento degli operai da parte dei grandi imprenditori; significava contrastare le sperequazioni di reddito, diritti e opportunità tra lavoratori e capitale finanziario; significava consapevolezza del crescente strapotere delle corporations e del capitalismo rispetto ai cittadini, ai lavoratori, agli elettori, ai risparmiatori, ai piccoli proprietari, degli invalidi (uno strapotere che oggi è moltiplicato dalla globalizzazione e dal carattere apolide della grande finanza). Era un riformismo per la solidarietà, l'equa distribuzione delle opportunità e del reddito, l'accessibilità al lavoro e alla proprietà privata. Da tutto ciò l'art. 1 con la Repubblica fondata sul lavoro; l'art. 3 con la parità dei cittadini e l'obbligo di rimuovere gli ostacoli anche economici che, di fatto, limitano questa parità; gli artt. 35-40 con la tutela del lavoro; l'art. 41, che vieta l'iniziativa economica che sia contro l'interesse sociale o la sicurezza e dignità umane, stabilendo che la legge possa indirizzarla ai fini collettivi; l'art. 42 che assicura le funzioni sociali della proprietà; l'art. 43 che prevede l'esproprio nel pubblico interesse; etc.1; fino all'art. 47, che tutela il risparmio, e non le maxifrodi ai danni dei risparmiatori, e i bonus e le cariche pubbliche in favore di chi le ordisce.
Dalla fine degli anni '70, “riformismo” ha preso a significare esattamente l'inverso, ossia la demolizione di tutto quanto sopra al fine, dichiarato, di togliere ogni limitazione alla possibilità di azione e profitto del capitale finanziario, della proprietà privata, della privatizzazione di beni e compiti pubblici, sul presupposto che ciò genererà più ricchezza, più equità, più produzione, più occupazione, più libertà, più stabilità, più razionale allocazione delle risorse. Con i risultati che vediamo: crescente estrazione della ricchezza prodotta dalla società da parte di cartelli e oligopoli multinazionali, anzi soprannazionali.
E' la linea, come dicevo, della scuola economica di Chicago, del Washington Consensus, della CIA, di Thatcher, Reagan, etc. E dell’europeismo. Ma nonostante questi risultati, i vari Monti, Draghi, Rehn, Merkel e compagnia bella non fanno che ripetere che bisogna continuare sulla via delle riforme, altrimenti non c'è speranza, e se qualcosa non funziona, è appunto perché le riforme non sono state abbastanza risolute e complete. In realtà personaggi come la Merkel non sono tanto ottusi da non capire che il modello è radicalmente sbagliato e devastatore, ma alcuni paesi, Germania in testa, traggono vantaggio da esso in quanto la sua applicazione colpisce in modi diversi quei medesimi paesi e altri, come l'Italia; e l'effetto di tale diversità è che esso, come già detto, spinge capitali, imprese e lavoratori qualificati a trasferirsi nei paesi più forti, depauperando i più deboli ed eliminandoli come concorrenti.
Se vi prendete qualche minuto e leggete attentamente i suddetti articoli della Costituzione, che regolano la sovranità e i rapporti e valori socio-economici, noterete, forse con stupore, che tutto il percorso di riforme in materia di moneta, finanza, lavoro, Banca d'Italia, sistema monetario europeo (Maastricht), globalizzazioni, privatizzazioni, liberalizzazioni, cartolarizzazioni, finanziarizzazione dell'economia – tutto, dico, è costituzionalmente illegittimo perché va esattamente, intenzionalmente e organicamente contro quelle norme costituzionali e contro lo stesso impianto sociale e valoriale e teleologico della Costituzione, che è appunto teso all'esclusione dell'attività imprenditoriale contraria all'interesse della società e alla realizzazione di una parità anche sostanziale dei cittadini in un quadro di solidarietà e di sicurezza in fatto di lavoro, reddito, servizi, pensioni. E non di casinò speculativo che comanda al Paese da piattaforme finanziarie estere attraverso il potere del rating e della manipolazione dei mercati, decidendo irresponsabilmente e insindacabilmente come si debba vivere e morire e governare. E' un disegno eversivo della Costituzione. Illecito. A esso hanno collaborato attivamente quasi tutti i “rappresentanti” del popolo, soprattutto la sinistra parlamentare. Senza farlo capire al popolo, ovviamente. Qui sta il conflitto di interessi vero. L'incompatibilità assoluta con le cariche pubbliche.
Quindi i veri e primi in candidabili, ineleggibili, portatori di conflitto di interessi sono proprio i leaders della sinistra, assieme a Monti e Draghi: tra i vivi, Prodi, Bersani, Amato…

D: Lei parla di “sacrifici senza prospettive” e di “sogno che la crisi finisca”, ma non vede la luce in fondo al tunnel? Eppure Monti e i suoi sodali ci hanno ripetuto fino alla nausea che siamo in ripresa… e che bisogna avere fiducia nei “mercati”. Lei contesta le linee economiche e fiscali imposte all’Italia dai paladini del “ libero mercato”; ci spieghi perché.
R: L’Italia è vicina alla fine, lo ha detto anche Squinzi il 24 marzo parlando al premier incaricato Bersani. Gli indici sono tutti al peggio, e vengono frequentemente corretti al peggioramento. Non vi è outlook di ripresa. Le migliori risorse del paese – capitali, imprenditori, cervelli – se ne sono andate o se ne stanno andando. Chi dice che l’Italia stia riprendendosi, o è pazzo o mente.
Secondo la tesi adottata dalle istituzioni monetarie, dalla UE, da quasi tutta la politica che vuole governare, il libero mercato spontaneamente realizzerebbe l’ottimale impiego delle risorse e l’ottimale distribuzione dei redditi, inoltre automaticamente preverrebbe o riassorbirebbe le crisi. I fatti hanno clamorosamente smentito questa tesi. Del resto quella tesi valeva per i mercati dell’economia reale, non per i mercati della speculazione e dell’azzardo della finanza, che sono un’altra cosa.
O meglio, il libero mercato non esiste, perché per essere libero un mercato dovrebbe essere trasparente (cioè con operatori visibili eleggibili dentro), non dominato da cartelli, non influenzato da asimmetrie informative, etc. etc. I mercati reali sono dominati, cioè manipolati, da cartelli di soggetti che approfittano di enormi asimmetrie informative (anche in fatto di tecnologie), che si mantengono opachi (anche FMI, BCE, UE, Tesoro USA, hedge funds, grandi banche…). E che influenzano, pagandole o ricattandole, le funzioni politiche.

D: Nel suo libro non disdegna di toccare la vicenda MPS, la famosa banca senese da sempre nell’orbita della sinistra, fatti che al momento sembrano essere stati messi a tacere, con una Magistratura tutta impegnata nell’attacco a tutto campo contro Berlusconi. Chi sono i protagonisti  principali e perché si è arrivati a questo e il ruolo del duo Draghi-Monti e del PD di Bersani? Un Bersani che oramai interpreta da tempo, così come tutta la sinistra italiana, il ruolo di “mosca cocchiera dei poteri finanziari antinazionali”.
Volete i protagonisti principali? E’ una cerchia di nomi che potete individuare ricercando gli amministratori e i beneficiari effettivi di società derivate, di controllo, di gestione, cessionarie di rami di aziende, sicav, siv, stichtingen,… società che ricevono strani e grandi prestiti da banche in condizioni sospette… andate a consultare il Cerved, farete molte interessanti scoperte. E, per i bilanci, guardate in Cebi…
Draghi ha prestato in segreto 2 miliardi a MPS già in crisi di liquidità a seguito non solo dell’acquisto di Antonveneta per un multiplo del suo dubbio valore, ma anche per una storia precedente di molti mutui concessi a soggetti che si sapeva non avrebbero pagato, e per le storie Myway e 4you, e per l’acquisizione della Banca del Salento (121)… e Monti presta 4 miliardi pubblici a MPS che in banca ne capitalizza 2,7… bisogna salvare MPS, l’ho detto dal mio primo articolo su di esso, del 29.06.11… ma salviamola per farne una banca nazionale di finanziamento all’economia produttiva, non solo per proteggere interessi privati o di uomini politici.

D: Avv. Della Luna i rimedi esistono per uscire da questa situazione, il mercato non è il destino dell’uomo, come non lo sono le banche, le vie alternative al capitalismo esistono, mancano oggi probabilmente gli uomini in grado d’applicarle in Italia e in Europa. Altrove i popoli hanno intrapreso una marcia diversa, e buona parte dell’America Latina ne è un esempio, questo a pochi giorni dalla morte del Presidente della repubblica Bolivariana del Venezuela Chavez, che certamente ha tracciato una via chiara di socialismo del XXI Secolo. Lei che misure adotterebbe per uscire da questo giro infernale usuraio in cui siamo precipitati?
R: Dalle situazioni non si esce per applicazione razionale e intenzionale di rimedi condivisi, ma perché una situazione si rompe e si cade in un’altra situazione. Non è questione di uomini. Anche il capitalismo finanziario assoluto si romperà, e io mi aspetto che ciò avvenga sia perché il tipo di mondo che esso costruisce per massimizzare la propria efficienza è incompatibile con la vita umana (troppa incertezza, violenza, mutevolezza), sia per effetto della incontrollabile accelerazione e autonomizzazione dei processi informatizzati attraverso cui si realizza, lo high frequency computerized algotrading – una rete cibernetica capace di imparare e, in prospettiva, di sfuggire di mano.

Marco Della Luna, Laureato in legge e psicologia, avvocato cassazionista,  conferenziere e docente, autore di 13 libri pubblicati (tra cui i notissimi Euroschiavi e Neuroschiavi), studia soprattutto i sistemi e gli strumenti di dominazione sociale, psicologici e monetari. Ha recentemente pubblicato, con Arianna-Macro Edizioni, Cimit€uro e Traditori al governo?

sabato 30 marzo 2013

Napolitano: “Al mio posto fino alla fine. Intanto il governo Monti è «operativo» e «sta per adottare provvedimenti urgenti per l’economia», d’intesa con la Ue e con il contributo del nuovo Parlamento”.


Non solo Giorgio Napolitano non ha nessuna intenzione di dimettersi,ma vuole tenere anche il suo adorato Monti fino alla fine” «Il governo uscente è ancora in carica e non è sfiduciato». «Non può sfuggire agli italiani e alla opinione internazionale - ha detto il Presidente - che un elemento di concreta certezza della situazione del nostro Paese è rappresentato dalla operatività del nostro governo tuttora in carica e non sfiduciato dal Parlamento».

«Il governo sta per adottare provvedimenti urgenti per l'economia, d'intesa con la Ue e con l'essenziale contributo del nuovo Parlamento attraverso i lavori della commissione speciale presieduta dall'onorevole Giorgetti. E' essenziale il contributo del nuovo Parlamento con i lavori della commissione».
Il Presidente del Mes,del fiscal compact,del two pack,non po’ abdicare non può mandare a quel paese il suo alter ego Mario Monti,diciamolo con estrema franchezza sono una bella coppia,quando si trattava di agire non erano mai presenti,vedi caso marò, invece su tutte le questioni a loro care e care a quelli che stanno dietro di loro sono iperattivi,quale altra sorpresa ci regalerà il governo Monti che ha già concordato con l’Europa,e seguendo una prassi inusuale ,aveva contattato anche i maggiori partiti,prima di andare a Bruxelles?
Questa è la vera notizia di oggi,il duo delle meraviglie continuerà a combinare danni fino all’ultimo secondo,con la scusa dell’urgenza,della responsabilità nazionale,dei problemi economici,dopo che lo hanno distrutto.
Napolitano ha esordito così :”Nella prospettiva ormai ravvicinata dell’elezione del nuovo capo dello Stato - che mi auguro veda un’ampia intesa tra le forze politiche - sono giunto alla conclusione che, pur essendo ormai assai limitate le mie possibilità di ulteriore iniziativa sul tema della formazione del governo, posso fino all’ultimo giorno - chiarisce - concorrere almeno a creare condizioni più favorevoli allo scopo di sbloccare una situazione politica irrigidita tra posizioni inconciliabili.Il Capo dello Stato chiederà a «due gruppi ristretti di personalità», di formulare su temi istituzionali e economico-sociali, «precise proposte programmatiche oggetto di condivisione» da parte delle forze politiche, in vista di un possibile governo». L’obiettivo è formulare «precise proposte programmatiche che possano divenire in varie forme oggetto di condivisione da parte delle forze politiche», ha spiegato Napolitano epoi  ha precisato che i gruppi saranno costituiti da «personalità tra loro diverse per collocazione e per competenze». I due gruppi,  lavoreranno in modo autonomo”. I nomi dei gruppi verranno comunicati nel pomeriggio.
Napolitano poi continua parlando di quello che farà lui e del ruolo di Monti e assicura che continuerà”ad esercitare fino all’ultimo giorno il mio mandato, come il senso dell’interesse nazionale mi suggerisce, non nascondendo al Paese le difficoltà che sto ancora incontrando e ribadendo operosamente la mia fiducia nella possibilità di responsabile superamento del momento cruciale che l’Italia attraversa. Intanto il governo Monti è «operativo» e «sta per adottare provvedimenti urgenti per l’economia», d’intesa con la Ue e con «il contributo del nuovo Parlamento». Ritengo di dover ancora una volta sottolineare - ha detto Napolitano - le esigenze che da parte di tutti i soggetti politici si esprima piena consapevolezza della gravità e urgenza dei problemi del Paese e quindi un accentuato senso di responsabilità, al fine di rendere possibile la costituzione di un valido governo in tempi che non si prolunghino insostenibilmente, essendo ormai trascorso un mese dalle elezioni del nuovo Parlamento”.
Abbiamo scoperto un'altra novità,siamo diventati una Repubblica semipresidenziale alla francese,e anche in questo caso,come è accaduto per il Mes,fiscal compact e two pack,nessuno ha informato i cittadini italiani.

Alfredo d’Ecclesia 

venerdì 29 marzo 2013

Accade nel tuo paese: la legge è uguale per tutti. Ma per alcuni è più uguale che per altri.


Accade nel tuo paese: la legge è uguale per tutti. Ma per alcuni è più uguale che per altri.
Ma quanto é strano il mio paese?

Ciao amici,

la persona che vedete in foto "sorridente", si chiama Franco Fiorito. Quest'uomo ha tanti buoni motivi per sorridere, ed oggi vi spiegherò perché.

Il Consigliere Regionale "Franco Fiorito", ha rubato 1 milione e 500 mila euro allo Stato Italiano, comprando case, macchine, escort e ville lussuose...

Dopo 5 mesi di reclusione, "OGGI" é torna in libertà, godendosi la sua meritata pensione, "4.678 euro al mese", maturata in poco più di 21 mesi di lavoro. Secondo voi dove passerà la sua libertà?

Naturalmente nella sua lussuosissima villa, acquistata interamente con i soldi pubblici, soldi di tutti NOI comuni cittadini.

Vi fa INCAZZARE come delle bestie quanto avete appena letto? Allora evitare di leggere il seguito...

Avellino: Angela 51enne é donna disoccupata, l’azienda per cui lavorava ha dovuto tagliare il personale, ed Angela si è trovata senza soldi e lavoro.

Angela é la madre di Alessandro 9 anni e Debora 13 anni, sono i suoi 2 splendidi bambini. Alessandro e Debora sono affamati, ma il frigorifero é vuoto da più di 24 ore. Angela si trova in una grave difficoltà economica, con i pochi soldi rimasti deve pagare la luce ed il gas, ma i soldi per il mangiare non ci sono.

ore 11:35 Angela entra all’interno di un supermercato in provincia di Avellino, continua a girare impazientemente tra una corsia ed un’altra, tanto da attirare l’attenzione del personale, sopra di lei 2 telecamere di sorveglianza la seguono ininterrottamente, una volta giunta alla corsia dei “freschi” si ferma davanti ad una forma di formaggio, non ha resistito, Angela apre la borsa e con attenzione fa scivolare la forma di formaggio al suo interno. Tutto viene ripreso dalla telecamera di sorveglianza, nel frattempo il personale decide di chiamare i carabinieri.

Appena Angela si avvia verso l’uscita, davanti a lei due carabinieri: «Signora, Signora mi scusi può mostrarmi la sua borsa?» Angela trema, ha paura. «Signora, stiamo effettuando un controllo di rito, dice con un sorriso il carabiniere, mi segua».

Angela viene portata alla Stazione dei carabinieri di Montemiletto, dove confessa le sue colpe: “É la prima volta, credetemi, non sono un ladra ma sono senza lavoro e senza soldi, non abbiamo nemmeno un pezzo di pane da mettere sotto ai denti, oggi mi trovo qui a rubare un pezzo di formaggio per mangiare, mi vergogno molto“. La forma di formaggio finisce sulla scrivania: il prezzo é € 4.75 centesimi.

Angela è stata denunciata ed arrestata per furto in flagranza di reato.

La legge è uguale per tutti,ma non tutti sono uguali davanti alla legge. Andrea Mavilla.

Marò, e se fossero innocenti? Quei proiettili hanno un calibro diverso…


NEW DELHI – Da oltre un anno il caso marò ruota attorno al tema della giurisdizione ma nessuno si è più soffermato a presumere la loro innocenza. Tutti a chiedersi se la loro colpevolezza vada pronunciata dinanzi ad una corte indiana piuttosto che internazionale, se i due abbiano o meno diritto all’immunità in quanto organi dello Stato italiano, ma si è del tutto affievolita la possibilità che siano davvero innocenti.
Sono invece tante le imprecisioni che risultano dalle indagini condotte dalle autorità indiane. A cominciare da quei proiettili misteriosi: un’autopsia attesta che i proiettili che hanno ucciso i due pescatori indiani sono molto più grossi di quelli delle armi in dotazione ai fucilieri della Marina Italiana.
L’esame autoptico condotto dal professor Sasikala di Kollam ha misurato pallottole calibro 7 e 62 e non i colpi calibro 5 e 56 della Nato. Ma invece di scagionare subito i nostri marò, le autorità indiane hanno pensato di peffettuare un ulteriore perizia balistica che ha indicato la presenza di pallottole del calibro usato dai fucili Beretta. Nel frattempo un governo italiano troppo timido e imbelle non ha saputo difendere adeguatamente i suoi fucilieri, precipitandosi a risarcire le famiglie dei pescatori,ammettendo implicitamente la loro responsabilità.
Come se non bastasse la prova regina, il peschereccio Saint Anthony, è stato fatto a pezzi e lasciato affondare dal suo proprietario, appena 4 mesi dopo l’incidente. Addio ulteriori verifiche o esami: varranno i soli rilievi dei periti del Kerala.
Ma non è finita qui, perché non tornano nemmeno i conti sulla presunta posizione da cui sono partiti gli spari. Guardando le foto scattate da Giuseppe Sarcina per il Corriere della Sera sul Saint Anthony prima che sparisse. Da quelle foto risulta che gli spari erano provenienti dal basso e in orizzontale. Ma non corrisponde con l’altezza di 35 metri del ponte dell’Enrica Lexie sul quale i due marò si trovavano.
Dubbi e ambiguità anche sulla effettiva posizione del Saint Anthony al momento dell’incidente. Ma mentre l’India trattiene Latorre e Girone, il governo italiano si lascia abbagliare esaltando risultati parziali, come lo spostamento dei militari prima in un ex riformatorio e poi in albergo, la licenza natalizia concessa a Latorre e a Girone, il trasferimento del processo dal Kerala alla Corte Suprema di Nuova Delhi.
E ora dopo un tentativo-farsa di trattenerli in Italia, li abbiamo restituiti nuovamente alla giustizia indiana. E’ bastata la promessa che non saranno arrestati né condannati a morte. E l’unica vera domanda si fa sempre più sfocata: quel 15 febbraio 2012 chi ha sparato e ucciso in mare aperto i poveri pescatori del Kerala Valentina Kalastine e Ajesh Binki?


fonte http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/maro-se-fossero-innocenti-quei-proiettili-calibro-diverso-1514163/

Perchè nessuno ci parla di Fiscal Compact e M.E.S.?


Oggi 28 Marzo 2013 io Stefano Davidson chiedo a tutte le forze politiche in campo una cosa sola:
perché NESSUNO, dopo non averne parlato prima della ratifica, dopo averne parlato pochissimo, quasi nulla, dopo la ratifica, dopo NON averne parlato affatto in campagna elettorale, ci parla di FISCAL COMPACT e M.E.S.?
Perché tutto quello che circola in Tv, sui giornali e ultimamente anche in rete si limita solo ai battibecchi sterili (e finti) tra Berlusconi e Bersani. Perché ci dobbiamo sorbire dalla mattina alla sera i predicozzi sulla “responsabilità” da parte di chi è uno dei principali responsabili di ciò che, se non si prendono provvedimenti alla svelta, stroncherà definitivamente il nostro Paese?
Perché dobbiamo stare a sentire sondaggi e statistiche, previsioni sulla nomina del Capo dello Stato o sulle elezioni prossime venture (che verranno, ah se verranno!)?

Ora per l’ennesima volta, per chi non lo avesse ancora capito cercherò di spiegare cosa sono i trattati che Mario Monti in compagnia di Berlusconi e Bersani (l’ordine di questi ultimi due è prettamente alfabetico, la responsabilità infatti è la medesima) hanno ratificato durante i Campionati Europei di Calcio nel più completo silenzio complice e colpevole di tutti i media.

Allora il Fiscal Compact, altrimenti detto Patto di Stabilità prevede che i Paesi che detengono un debito pubblico superiore al 60% del PIL (noi siamo al 127% grazie anche alla “splendida” performance di colui che sostiene di averci ridato credibilità all’estero) entro tale soglia nell'arco di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell'eccedenza in ciascuna annualità. Gli Stati si obbligano a mantenere il deficit pubblico sempre sotto al 3% del PIL, a pena di sanzioni. Tutto ciò in soldini significa che il nostro Paese dovrà rinunciare praticamente ad ogni possibilità di intraprendere una politica fiscale capace di stimolare la domanda. Significa condannarsi ad una rigidità ulteriore di politica economica che va ad aggiungersi a quella del cambio fisso dettato dalla moneta unica. Per farla breve, il terzetto succitato dopo averci pian piano fatto diventare la nazione prima al mondo per pressione fiscale, ci ha messo nella condizione di DOVER sostenere 50 miliardi di Euro all’anno di tasse e tagli per i prossimi 20 anni. CLARO?

Ok, ma ovviamente non è finita, perché adesso bisogna parlare del M.E.S.

Quando si parla di Meccanismo Europeo di Stabilità si intende un “trattato” che ufficialmente avrebbe lo scopo di prestare aiuto economico agli stati membri in difficoltà, ma che di fatto costituisce la fine della sovranità nazionale e dell'autodeterminazione dei popoli. Secondo quanto stabilito dal Consiglio Europeo infatti, gli Stati sono obbligati a sottomettersi ad un’autorità rappresentata da un nuovo super organismo europeo, il M.E.S appunto, a cui viene conferita un'indipendenza e un'impunità tale, che lo pongono al di sopra della legge. Non ci credete? Andate a leggervi magari l’art.27 di questo abominio che vi riporto in calce all’articolo. Comunque sia, tornando a parlare in soldoni, visto che è quello che si comprende meglio è bene precisare che il MES è finanziato da quote versate dagli Stati membri secondo una percentuale ad hoc per ogni Stato. Ogni Stato versa una cifra e riceve azioni in cambio.
L’ITALIA DOVRÀ VERSARE IN SCAGLIONI UNA PERCENTUALE DEL 17,9% DEL TOTALE, CIOÈ 125,3 MILIARDI DI EURO, SUL TOTALE DI 700 MILIARDI DI EURO.
Gli Stati non hanno (non dico “avranno” ma “hanno” perché la questione, come detto, è già in essere) più neppure la possibilità di trattare e di discutere democraticamente con la popolazione le misure economiche da attuare ma si devono limitare a eseguire le riforme strutturali (leggi: tagli drastici nel settore sociale, svendita dei beni pubblici e liberalizzazioni selvagge) imposte dal fondo. Il Trattato del M.E.S. conferisce inoltre ai dirigenti dell'ente sovrannazionale il potere di richiedere in qualsiasi momento un aumento del capitale, senza che i governi o i parlamenti nazionali possano opporsi.
Praticamente è come se qualcuno ci avesse detto:
''Voi mi affidate i vostri soldi e poi li gestisco alle seguenti condizioni:
1- non avete diritto di chiedermi delucidazioni su come li spendo e non potete effettuare nessun tipo di controllo sulla mia gestione. Decido io quali informazioni darvi e con quali modalita';
2- oltre all'importo iniziale, siete obbligati a versarmi anche tutte le successive somme aggiuntive che vi richiederò
3- se avrete bisogno di un prestito, decidero' io se concedervelo e a quali condizioni;
4- nel caso emergano degli illeciti finanziari, delle irregolarita' o anche dei crimini gravissimi non potrete denunciarmi a meno che non sia io stesso ad autorizzarvi.

Accettate?”

MONTI BERSANI E BERLUSCONI ED IL PARLAMENTO HANNO DETTO SÌ!!!

E poi hanno avuto il coraggio di presentarsi alle elezioni, fare campagna elettorale, fondare Partiti chiamati “SCELTA CIVICA” (credo che questa sia l’apoteosi delle possibili prese per i fondelli),
chiamare in tono seccato gli avversari politici a prendersi le proprie R E S P O N S A B I L I T À, riunire i propri elettori in piazza e ripromettere le solite panzane che promettono da 20 anni etc…etc… etc…

E tutti come dei poveri idioti continuiamo a fare pronostici sul governo, sul Presidente della Repubblica, ad implorare di fare un governo qualunque e di farlo presto (seguendo l’esempio di quell’accolita di mascalzoni che rispondono al nome di Sindacati i quali, complici da sempre con la politica più lercia, si son guardati bene anche loro di fare un fiato riguardo gli obbrobri di cui sopra!).

Signore e signori vi chiedo quindi, anzi vi prego di smetterla di farvi prendere per i fondelli, perché se non ci si muove in fretta l’Armageddon finanziario ci travolgerà, quindi a gran voce e tutti insieme chiedete la ritrattazione dei suddetti “patti infernali” da parte dell’Italia.
Fatelo in qualunque modo credete opportuno, ma possibilmente documentabile, quindi con raccomandate o e mail a Senato, Camera e Presidenza della Repubblica (di cui vi riporto l’indirizzo in nota 2) , oppure ai giornali, se riuscite con interventi in trasmissioni televisive e radiofoniche. Fatelo tenendo presente che oltretutto tali porcherie che ci vogliono imporre sono del tutto incostituzionali sia secondo la nostra costituzione che in base a quella europea (nota 3).

Grazie per quanto farete e mi auguro vivamente per noi e le generazioni a venire che qualcosa finalmente verrà fatto!!!




Nota 1:

M.E.S.

articolo 27

Status giuridico, privilegi e immunità

1. Per consentire al MES di raggiungere il suo scopo, lo status giuridico, i privilegi e le
immunità nel presente articolo dovranno essere accordate al MES nel territorio di ciascun
Stato Membro del MES. Il MES si adopera per ottenere il riconoscimento del suo status
giuridico e dei suoi privilegi e immunità negli altri territori in cui svolge funzioni o possiede
beni.

2. Il MES dovrà avere piena personalità giuridica; ma dovrà avere piena capacità giuridica di
(a) acquisire ed alienare beni mobili e immobili;
(b) contrattare;
(c) essere parte in procedimenti legali, e
(d) Entrare in sede di accordi e/o protocolli necessari per garantire che il suo status giuridico
e i suoi privilegi e che le immunità siano riconosciute e rispettate.

3. Il MES, i suoi beni, finanziamenti e risorse, ovunque si trovino e chiunque li detenga,
godono dell'immunità da ogni forma di processo giudiziario se non nella misura in cui il
MES espressamente rinunci all'immunità ai fini di eventuali procedimenti o secondo i
termini di un contratto, inclusa la documentazione degli strumenti di finanziamento.

4. La proprietà, il finanziamento e le attività del MES , ovunque si trovino e da chiunque
posseduti, saranno esenti da perquisizione, requisizione, confisca, espropriazione o
qualunque altra forma di sequestro, requisizione o preclusione del potere ipotecario,
giudiziario, amministrativo o legislativo.

5. Gli archivi del MES e tutti i documenti appartenenti al MES o da esso detenuti, sono
inviolabili.

6. I locali del MES sono inviolabili.

7. Alle comunicazioni ufficiali del MES sarà concesso da ciascun Membro del MES e da ogni
Stato che ha riconosciuto lo status giuridico, i privilegi e le immunità del MES, lo stesso
trattamento che si accorda alle comunicazioni ufficiali di un Membro del MES.

8. Nella misura necessaria per svolgere le attività previste dal presente Trattato, tutti i beni, i
finanziamenti e le attività del MES sono esenti da restrizioni, regolamentazioni, controlli e
moratorie di qualsiasi natura.

9. Il MES sarà esentato da qualsiasi obbligo di dover essere autorizzato o di ottenere il
riconoscimento come istituzione di credito, fornitore di servizi di investimento o altro ente
autorizzato o con licenza o disciplinato dalle leggi di ciascuno Stato Membro del MES.


Nota 2

QUIRINALE
https://servizi.quirinale.it/webmail/

SENATO DELLA REPUBBLICA
infopoint@senato.it

CAMERA DEI DEPUTATI
segreteria@camera.it




Nota 3

Le limitazioni di sovranità sono possibili solo se aderenti all’ articolo 11 della Costituzione Italiana, dove dopo la parte sul ripudio della Guerra recita queste parole: “L’Italia [...] consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
Dato che la limitazione di sovranità richiesta dal MES non è di parità con gli altri Stati , in quanto l’Italia a differenza della Germania deve rispondere senza limitazioni oltre alla sua quota parte iniziale di 125 miliardi e non può accedere ai documenti del MES si evince che aderendo al MES è stato violato l’Art. 11 della costituzione Italiana.

Il MES, ma anche il Fiscal Compact, e di conseguenza il pareggio di bilancio inserito in costituzione proprio sulla base del pacchetto UE, è illegale, per la precisione è “invalido”. Ovvero, contrasta con una norma di rango superiore, contenuta nel Trattato di Lisbona, che è il trattato fondamentale su cui si basa l’Unione Europea.
L’articolo 2 del trattato sulla stabilità dice: “il presente trattato si applica conformemente ai trattati su cui si fonda l’Unione e il diritto dell’Unione europea.” La stessa cosa viene ribadita pure nel comma successivo, che recita: “il presente trattato si applica nella misura in cui è compatibile con i trattati e il diritto europeo.”
Il Trattato sull’Unione sarebbe il Trattato di Lisbona, del 2009, che recepisce letteralmente il Trattato di Maastricht fissando i famosi parametri del 3% nei deficit di bilancio e del 60% nel debito pubblico. Quindi fissare un obbligo di pareggio o attivo in bilancio, che vuol dire deficit zero, è contrario alle disposizioni e al dettato del Trattato dell’Unione.

di Stefano Davidson



fonti: Stefano Davidson
, M.Pizzuti, P.Barnard, Prof G.Guarino, Partito Umanista, C. Messora,
nocensura.com/ byoblu.com /
Oggi 28 Marzo 2013 io Stefano Davidson chiedo a tutte le forze politiche in campo una cosa sola:
perché NESSUNO, dopo non averne parlato prima della ratifica, dopo averne parlato pochissimo, quasi nulla, dopo la ratifica, dopo NON averne parlato affatto in campagna elettorale, ci parla di FISCAL COMPACT e M.E.S.? 
Perché tutto quello che circola in Tv, sui giornali e ultimamente anche in rete si limita solo ai battibecchi sterili (e finti) tra Berlusconi e Bersani. Perché ci dobbiamo sorbire dalla mattina alla sera i predicozzi sulla “responsabilità” da parte di chi è uno dei principali responsabili di ciò che, se non si prendono provvedimenti alla svelta, stroncherà definitivamente il nostro Paese? 
Perché dobbiamo stare a sentire sondaggi e statistiche, previsioni sulla nomina del Capo dello Stato o sulle elezioni prossime venture (che verranno, ah se verranno!)?

Ora per l’ennesima volta, per chi non lo avesse ancora capito cercherò di spiegare cosa sono i trattati che Mario Monti in compagnia di Berlusconi e Bersani (l’ordine di questi ultimi due è prettamente alfabetico, la responsabilità infatti è la medesima) hanno ratificato durante i Campionati Europei di Calcio nel più completo silenzio complice e colpevole di tutti i media.

Allora il Fiscal Compact, altrimenti detto Patto di Stabilità  prevede che i Paesi che detengono un debito pubblico superiore al 60% del PIL (noi siamo al 127% grazie anche alla “splendida” performance di colui che sostiene di averci ridato credibilità all’estero) entro tale soglia nell'arco di 20 anni, ad un ritmo pari ad un ventesimo dell'eccedenza in ciascuna annualità. Gli Stati si obbligano a mantenere il deficit pubblico sempre sotto al 3% del PIL, a pena di sanzioni. Tutto ciò in soldini significa che il nostro Paese dovrà rinunciare praticamente ad ogni possibilità di intraprendere una politica fiscale capace di stimolare la domanda. Significa condannarsi ad una rigidità ulteriore di politica economica che va ad aggiungersi a quella del cambio fisso dettato dalla moneta unica. Per farla breve, il terzetto succitato dopo averci pian piano fatto diventare la nazione prima al mondo per pressione fiscale, ci ha messo nella condizione di DOVER sostenere 50 miliardi di Euro all’anno di tasse e tagli per i prossimi 20 anni. CLARO?

Ok, ma ovviamente non è finita, perché adesso bisogna parlare del M.E.S. 

Quando si parla di Meccanismo Europeo di Stabilità si intende un “trattato” che ufficialmente avrebbe lo scopo di prestare aiuto economico agli stati membri in difficoltà, ma che di fatto costituisce la fine della sovranità nazionale e dell'autodeterminazione dei popoli. Secondo quanto stabilito dal Consiglio Europeo infatti, gli Stati sono obbligati a sottomettersi ad un’autorità rappresentata da un nuovo super organismo europeo, il M.E.S appunto, a cui viene conferita un'indipendenza e un'impunità tale, che lo pongono al di sopra della legge. Non ci credete? Andate a leggervi magari l’art.27 di questo abominio che vi riporto in calce all’articolo. Comunque sia, tornando a parlare in soldoni, visto che è quello che si comprende meglio è bene precisare che il MES è finanziato da quote versate dagli Stati membri secondo una percentuale ad hoc per ogni Stato. Ogni Stato versa una cifra e riceve azioni in cambio. 
L’ITALIA DOVRÀ VERSARE IN SCAGLIONI UNA PERCENTUALE DEL 17,9% DEL TOTALE, CIOÈ 125,3 MILIARDI DI EURO, SUL TOTALE DI 700 MILIARDI DI EURO.
Gli Stati non hanno (non dico “avranno” ma “hanno” perché la questione, come detto, è già in essere) più neppure la possibilità di trattare e di discutere democraticamente con la popolazione le misure economiche da attuare ma si devono limitare a eseguire le riforme strutturali (leggi: tagli drastici nel settore sociale, svendita dei beni pubblici e liberalizzazioni selvagge) imposte dal fondo. Il Trattato del M.E.S. conferisce inoltre ai dirigenti dell'ente sovrannazionale il potere di richiedere in qualsiasi momento un aumento del capitale, senza che i governi o i parlamenti nazionali possano opporsi.
Praticamente è come se qualcuno ci avesse detto:
''Voi mi affidate i vostri soldi e poi li gestisco alle seguenti condizioni: 
1- non avete diritto di chiedermi delucidazioni su come li spendo e non potete effettuare nessun tipo di controllo sulla mia gestione. Decido io quali informazioni darvi e con quali modalita'; 
2-  oltre all'importo iniziale, siete obbligati a versarmi anche tutte le successive somme aggiuntive che vi richiederò 
3- se avrete bisogno di un prestito, decidero' io se concedervelo e a quali condizioni; 
4- nel caso emergano degli illeciti finanziari, delle irregolarita' o anche dei crimini gravissimi non potrete denunciarmi a meno che non sia io stesso ad autorizzarvi. 

Accettate?”

MONTI BERSANI E BERLUSCONI ED IL PARLAMENTO HANNO DETTO SÌ!!!

E poi hanno avuto il coraggio di presentarsi alle elezioni, fare campagna elettorale, fondare Partiti chiamati “SCELTA CIVICA” (credo che questa sia l’apoteosi delle possibili prese per i fondelli),
chiamare in tono seccato gli avversari politici a prendersi le proprie R E S P O N S A B I L I T À, riunire i propri elettori in piazza e ripromettere le solite panzane che promettono da 20 anni etc…etc… etc…

E tutti come dei poveri idioti continuiamo a fare pronostici sul governo, sul Presidente della Repubblica, ad implorare di fare un governo qualunque e di farlo presto (seguendo l’esempio di quell’accolita di mascalzoni che rispondono al nome di Sindacati i quali, complici da sempre con la politica più lercia, si son guardati bene anche loro di fare un fiato riguardo gli obbrobri di cui sopra!).

Signore e signori vi chiedo quindi, anzi vi prego di smetterla di farvi prendere per i fondelli, perché se non ci si muove in fretta l’Armageddon finanziario ci travolgerà, quindi a gran voce e tutti insieme chiedete la ritrattazione dei suddetti “patti infernali” da parte dell’Italia. 
Fatelo in qualunque modo credete opportuno, ma possibilmente documentabile, quindi con raccomandate o e mail a Senato, Camera e Presidenza della Repubblica (di cui vi riporto l’indirizzo in nota 2) , oppure ai giornali, se riuscite con interventi in trasmissioni televisive e radiofoniche. Fatelo tenendo presente che oltretutto tali porcherie che ci vogliono imporre sono del tutto incostituzionali sia secondo la nostra costituzione che in base a quella europea (nota 3).

Grazie per quanto farete e mi auguro vivamente per noi e le generazioni a venire che qualcosa finalmente verrà fatto!!!




Nota 1: 

M.E.S. 

articolo 27

Status giuridico, privilegi e immunità

1. Per consentire al MES di raggiungere il suo scopo, lo status giuridico, i privilegi e le
immunità nel presente articolo dovranno essere accordate al MES nel territorio di ciascun
Stato Membro del MES. Il MES si adopera per ottenere il riconoscimento del suo status
giuridico e dei suoi privilegi e immunità negli altri territori in cui svolge funzioni o possiede
beni.

2. Il MES dovrà avere piena personalità giuridica; ma dovrà avere piena capacità giuridica di
(a) acquisire ed alienare beni mobili e immobili;
(b) contrattare;
(c) essere parte in procedimenti legali, e
(d) Entrare in sede di accordi e/o protocolli necessari per garantire che il suo status giuridico
e i suoi privilegi e che le immunità siano riconosciute e rispettate.

3. Il MES, i suoi beni, finanziamenti e risorse, ovunque si trovino e chiunque li detenga,
godono dell'immunità da ogni forma di processo giudiziario se non nella misura in cui il
MES espressamente rinunci all'immunità ai fini di eventuali procedimenti o secondo i
termini di un contratto, inclusa la documentazione degli strumenti di finanziamento.

4. La proprietà, il finanziamento e le attività del MES , ovunque si trovino e da chiunque
posseduti, saranno esenti da perquisizione, requisizione, confisca, espropriazione o
qualunque altra forma di sequestro, requisizione o preclusione del potere ipotecario,
giudiziario, amministrativo o legislativo.

5. Gli archivi del MES e tutti i documenti appartenenti al MES o da esso detenuti, sono
inviolabili.

6. I locali del MES sono inviolabili.

7. Alle comunicazioni ufficiali del MES sarà concesso da ciascun Membro del MES e da ogni
Stato che ha riconosciuto lo status giuridico, i privilegi e le immunità del MES, lo stesso
trattamento che si accorda alle comunicazioni ufficiali di un Membro del MES.

8. Nella misura necessaria per svolgere le attività previste dal presente Trattato, tutti i beni, i
finanziamenti e le attività del MES sono esenti da restrizioni, regolamentazioni, controlli e
moratorie di qualsiasi natura.

9. Il MES sarà esentato da qualsiasi obbligo di dover essere autorizzato o di ottenere il
riconoscimento come istituzione di credito, fornitore di servizi di investimento o altro ente
autorizzato o con licenza o disciplinato dalle leggi di ciascuno Stato Membro del MES.


Nota 2

QUIRINALE
https://servizi.quirinale.it/webmail/

SENATO DELLA REPUBBLICA
infopoint@senato.it

CAMERA DEI DEPUTATI
segreteria@camera.it




Nota 3

Le limitazioni di sovranità sono possibili solo se aderenti all’ articolo 11 della Costituzione Italiana, dove dopo la parte sul ripudio della Guerra recita queste parole: “L’Italia [...] consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
Dato che la limitazione di sovranità richiesta dal MES non è di parità con gli altri Stati , in quanto l’Italia a differenza della Germania deve rispondere senza limitazioni oltre alla sua quota parte iniziale di 125 miliardi e non può accedere ai documenti del MES si evince che aderendo al MES è stato violato l’Art. 11 della costituzione Italiana.

Il MES, ma anche il Fiscal Compact, e di conseguenza il pareggio di bilancio inserito in costituzione proprio sulla base del pacchetto UE, è illegale, per la precisione è “invalido”. Ovvero, contrasta con una norma di rango superiore, contenuta nel Trattato di Lisbona, che è il trattato fondamentale su cui si basa l’Unione Europea.
L’articolo 2 del trattato sulla stabilità dice: “il presente trattato si applica conformemente ai trattati su cui si fonda l’Unione e il diritto dell’Unione europea.” La stessa cosa viene ribadita  pure nel comma successivo, che recita: “il presente trattato si applica nella misura in cui è compatibile con i trattati e il diritto europeo.” 
Il Trattato sull’Unione sarebbe il Trattato di Lisbona, del 2009, che recepisce letteralmente il Trattato di Maastricht fissando i famosi parametri del 3% nei deficit di bilancio e del 60% nel debito pubblico. Quindi fissare un obbligo di pareggio o attivo in bilancio, che vuol dire deficit zero, è contrario alle disposizioni e al dettato del Trattato dell’Unione.





fonti: 
me stesso, M.Pizzuti, P.Barnard, Prof G.Guarino, Partito Umanista, C. Messora, 
nocensura.com/ byoblu.com /