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sabato 31 agosto 2013

LA PALUDE DI SANGUE IN CILE


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In una citta’ settentrionale in Cili, 3700 metri piu’ alta della superficia del mare, si trova una palude rossa che ogni anno attrae tanti turisiti. Dopo il fiume verde in america meridionale e il lago giallo, questa e’ la terza acqua colorata del mondo.
Dalle belle caratteristiche della zona, si puo’ citare il suo terreno fertile per coltivare delle piante come l’aglio, la cipola, il mais, la mentuccia ed altre piante e anche I frutti come la mela e fragola.
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Innanzitutto la SOVRANITÀ MONETARIA

SENZA SOVRANITÀ MONETARIA CI PUÒ SOLO ESSERE LA RESA INCONDIZIONATA
ALLA DITTATURA DEL POTERE FINANZIARIO

La crisi economica che si è abbattuta sul popolo italiano è stata creata dalla speculazione finanziaria internazionale. Ciò nonostante la gestione del governo e dell’economia è stata sinora affidata proprio ai rappresentanti di quella speculazione, che hanno tutelato il sistema bancario facendo pagare il conto ai cittadini e trasformando un fenomeno finanziario internazionale in una grave recessione nazionale.
Inoltre, l’aver piazzato metà del debito pubblico sul mercato internazionale espone l’Italia ad ogni tipo di ricatto da parte del sistema bancario, delle agenzie di rating e della BCE, un’istituzione la cui proprietà, in grande maggioranza, è in mano alle banche private.
L’euro, una moneta imposta dall’alto, senza passare attraverso un referendum popolare, è uno strumento finanziario controllato non dalle nazioni europee, ma da banche private che, per loro natura, agiscono mirando ai propri interessi e non al benessere dei popoli.
Anche la Banca d’Italia è un’istituzione di proprietà delle banche private: solo il 5,67% delle sue azioni attualmente appartengono a enti di Stato.
Per tutto questo nessuna riforma economica, nessun provvedimento di governo, nessun risultato elettorale, nessun referendum sull’euro, può risultare efficace se non si ottiene innanzitutto la SOVRANITÀ MONETARIA.
Chiediamo quindi:
  1. Abrogazione degli accordi del luglio 1981 tra l’allora ministro del Tesoro Nino Andreatta e il governatore Carlo Azeglio Ciampi. In base ad essi fu sancito il diritto della Banca d’Italia a non sottoscrivere – sia parzialmente che in toto – i titoli emessi dallo Stato, costringendo il governo a mettersi nelle mani del mercato internazionale. Con quegli accordi la Banca d’Italia smise il ruolo di prestatore di ultima istanza dello Stato italiano e il nostro debito pubblico cominciò a crescere dal 57% del PIL fino all’attuale 129%.
  2. Abrogazione della Legge Carli, n. 35 del febbraio 1992, con la quale si attribuì alla Banca d’Italia la facoltà di variare il tasso ufficiale di sconto senza doverlo concordare col governo. Con ciò fu trasferita la decisionalità su tutta la politica monetaria ad un ente che di lì a poco, grazie alle privatizzazioni, sarebbe divenuto di proprietà del sistema bancario privato.
  3. Immediata applicazione della Legge a tutela del risparmio e per la disciplina dei mercati finanziari, n. 262 del 28 dicembre 2005. Al punto 10 dell’articolo 19, essa disponeva che entro il gennaio 2009 tutte le quote di partecipazione al capitale della Banca d’Italia dovevano essere trasferite dai soggetti privati ad enti di Stato. Tale disposizione, a seguito della mancata realizzazione dei previsti regolamenti attuativi, fino ad oggi  è rimasta lettera morta.
  4. Ridiscussione di tutte le norme monetarie europee, a partire dal Trattato di Maastricht, nell’ottica del riacquisto della sovranità finanziaria e monetaria.
Senza la riconquista di una completa e operativa sovranità monetaria e di un ricollocamento del debito pubblico all’interno dell’economia italiana, qualsiasi tentativo di uscire dalla crisi è destinato al fallimento. Qualsiasi alternativa, qualsiasi cambiamento non può avere efficacia. Senza sovranità monetaria ci può essere solo la resa incondizionata alla dittatura del potere finanziario.

Il premio nobel della pace Obama sta per dare l’ordine d’attacco.

Il premio nobel della pace Obama dovrebbe restituire il premio considerando che lui e la pace non centrano niente. Stanno facendo un gioco sporco  diciamolo chiaramente,la voglia di fare business,di entrare nel grande mercati delle ricostruzioni,degli appalti,dello sfruttamento di immensi  giacimenti vedi Leviatah,il più grande giacimento di gas del Mediterraneo ,e guarda un po’ si trova giusto davanti alla Siria.La Francia poi scatta sempre sull’attenti ,i francesi  come gli italiani stanno per trasformarsi in un entita geografica ,i presidenti vengono scelti ,e che sia conservatore o che sia socialista non conta niente ,deve obbedire e basta.
Ora le primavere arabe sono state il più grande crimine perpetrato dall’occidente ,invece di fare pressioni,e agevolare una transizione che portasse alla democrazia e ai diritti umani .creando i presupposti per un cambiamento democratico civile,laico,in armonia con il diritto internazionale e con i diritti umani. l’occidente ha pensato bene di destabilizzare intere aree ,di armare terroristi di far compiere a questi i peggiori crimini e dare la colpa ai regimi.
E questo sta accadendo in Siria ,basta andare su you tube e si possono vedere questi criminali assoldati da queste lobbies  che si fanno chiamare occidente,loro delle conseguenze delle loro azioni non se ne fregano niente,purchè distruggano ricostruiscano mettono le loro banche ,imprese,persone pronte a suonare la grancassa  della disinformazione.
Tutta la feccia di Al Qaeda,tutti la a dare il loro contributo di bestialità,cuori mangiati,teste tagliate,stragi fatte con brutalità…e questi sarebbero i liberatori.
Al premio nobel della pace non gli sta andando bene,l’Inghilterra ha vitato contro,la Germania e l’Italia non parteciperanno,è rimasta la Francia e la Turchia. Israele guarda osserva,da un lato avrebbe i benefici della disintegrazione degli stati confinanti dall’altro aumenterebbero i rischi con tutti quei fanatici mussulmani in giro .
Il grande assente è quello che evocano tutti l’Onu .
Ormai l’Onu,questo tipo di Onu non serve a niente,andrebbe cambiato,e cambiato completamente.
I politici italiani lo citano e lo evocano,per dire che senza Onu l’Italia non si muove (Letta).
Il duo comico poetico Bonino Mauro poi si contraddistinguono sempre per le loro capacità di analisi ma la chicca ,la vera chicca è del Ministro della difesa Mauro
“ L’ipotesi di un intervento di Usa o Francia in Siria deve essere considerato una sorta di segnale alla dittatura di Assad e non una guerra vera e propria. La verità è che rimangono sullo sfondo i rischi collegati ad uno scenario che può essere devastante.  E’ rilevante  la posizione del Governo Italiano che, insistendo per trovare una soluzione politica e rinviando all’autorità e all’autorevolezza delle Nazioni Unite, ricorda a tutti qual è il compito della comunità internazionale".Mario Mauro Ministro della difesa italiano.
Poesia pura ,un segnale alla dittatura,non una guerra ,abbiamo scoperto anche il disimpegno italiano sui marò,non hanno avuto l’ordine dall’Onu per attivarsi….Grande Mauro e pensare che molti vogliono sapere se ci è o ci fa…è un grande punto e basta e godiamoci le sue perle di saggezza,le rimpiangeremo.

 

Aderisci alla mobilitazione per la revoca del Premio Nobel per la Pace a Obama e contro la guerra in Siria


di Magdi Cristiano Allam
31/08/2013 10:50:13
Aderisci alla mobilitazione per la revoca del Premio Nobel per la Pace a Obama e contro la guerra in Siria
Gli Stati Uniti d'America sono l'unico Stato al mondo che ha usato tutte le principali armi di distruzione di massa: le bombe nucleari in Giappone, le armi chimiche in Vietnam, missili radioattivi a uranio impoverito nei Balcani e in Iraq. Con queste credenziali il Premio Nobel per la Pace Barack Obama si appresta a bombardare la Siria con missili radioattivi a uranio impoverito per sanzionare Assad perché avrebbe usato le armi chimiche contro la popolazione civile. L'amministrazione americana ha detto di avere le prove ancor prima che gli investigatori delle Nazioni Unite iniziassero la loro ispezione in Siria.
Per contro la Russia ha consegnato alle Nazioni Unite le fotografie scattate dai satelliti che dimostrano il contrario, ossia che le armi chimiche sono state usate dai sedicenti ribelli, ovvero dai terroristi islamici. Anche il magistrato Carla Del Ponte ha detto che le uniche prove certe evidenziano che sono stati i terroristi islamici a usare le armi chimiche in Siria. Del Ponte, ex procuratore capo del Tribunale penale internazionale, fa parte della Commissione dell'Onu chiamata a indagare sulla guerra e sulla violazione dei diritti umani in Siria: “Abbiamo potuto raccogliere alcune testimonianze sull'utilizzo di armi chimiche, e in particolare di gas nervino, ma non da parte delle autorità governative, bensì da parte degli oppositori, dei resistenti”.
Contemporaneamente le quotazioni in borsa dell'azienda che produce i missili Tomahawk, quelli con cui Obama bombarderà la Siria, registrano i loro massimi storici. Obama ha fatto sapere che vuole limitarsi al lancio di questi missili per tre giorni, il tempo da lui considerato adeguato per punire Assad e persuaderlo a non usare ulteriormente le armi chimiche. Il costo complessivo di questi 3 giorni di punizione a suon di bombardamenti missilistici è stato stimato in 126 milioni di dollari. Una guerra quindi non solo “mordi e fuggi” ma anche low-cost, a basso costo, come si conviene in tempi di crisi economica. L'ammontare delle vittime umane e dei danni materiali che questi missili produrranno non viene preso in considerazione: a pagare saranno i siriani.
Perché Obama si ostina a fare una guerra del tutto infondata e perché si ostina a sostenere, indebolendo il regime di Assad e l'Esercito regolare, a consolidare i terroristi islamici che militano in seno ai Fratelli Musulmani, ai Salafiti e a Al Qaeda? Possibile che non sappia che si tratta di criminali che oltre a decapitare sono arrivati a squartare il torace per mangiarne il cuore e il fegato perché così avrebbe ordinato il loro Allah?
Escludendo che Obama non sappia ciò dal momento che si tratta di informazioni pubbliche alla portata di tutti su Internet, l'unica giustificazione possibile è che egli è succube e sottomesso ai poteri forti dei mercanti d'armi, del petrolio, della finanza speculativa e delle multinazionali dedite alla ricostruzione dei Paesi rasi al suolo

http://www.ioamolitalia.it/editoriale/obama.html#disqus_thread

OBAMA IN BAMBOLA, PUTIN PASSA ALL’AZIONE: LA RUSSIA SCHIERA DEI LANCIAMISSILI DI FRONTE ALLA FLOTTA NATO



Non si è ancora capito se Obama attaccherà la Siria, ma intanto Putin ha rafforzato lo schieramento navale nel Mediterraneo - Non è solo un segnale per ribadire che la Russia è al fianco di Assad, ma è un problema strategico in più per Usa, Gran Bretagna e Francia: i movimenti sono limitati… - -

Maurizio Molinari per "La Stampa"
VLADIMIR PUTIN E BARACK OBAMAVLADIMIR PUTIN E BARACK OBAMA
Vladimir Putin rafforza lo schieramento navale nel Mediterraneo Orientale per ostacolare i piani dell'attacco americano al regime di Bashar Assad. Dall'inizio dell'escalation siriana il leader del Cremlino ha scelto il silenzio, lasciando ai diplomatici il compito di smentire le accuse ad Assad di aver usato i gas, ma ora compie una mossa militare: l'invio dei lanciamissili «Moskva» e «Varyag» assieme ad una «grande unità anti-sommergibili».
PUTIN OBAMAPUTIN OBAMA
Attraverso l'agenzia Interfax lo stato maggiore russo spiega che sono «correzioni necessarie allo schieramento navale in ragione dei noti sviluppi in corso». Poiché Mosca ha già nell'area 16 navi da guerra e tre portaelicotteri l'intenzione è di aggiungere unità che rendano più visibile il primo dispiegamento permanente di navi nel Mediterraneo dalla dissoluzione dell'Urss. «È una manifestazione di diplomazia delle cannoniere da parte di Mosca - commenta Lee Willett, direttore di Jane's Navy International - nel deliberato tentativo di interferire in qualsiasi tipo di attacco».
Navi UsaNAVI USA
Per comprendere l'entità dell'ostacolo navale che Putin sta costruendo davanti alla Siria - e in particolare al porto di Tartus, ultimo approdo amico rimasto alla flotta russa nel Mediterraneo - bisogna tener presente due elementi.
Il primo è politico, perché evidenzia l'impegno di Putin a difesa di Assad, ma il secondo è tattico perché la presenza di oltre venti navi russe complica i movimenti della flotta che Washington, Londra e Parigi stanno posizionando per l'attacco.
ESERCITAZIONE MILITARE RUSSAESERCITAZIONE MILITARE RUSSA
Ed è un grattacapo per il Pentagono in quanto i piani di intervento si basano in grande parte sulle unità navali per via della necessità di affidarsi al lancio di missili Tomahawk in ragione dell'impossibilità di usare i cacciabombardieri F-22 e F-15 sui cieli siriani, nel timore di vederli bersagliati dalle difese antiaeree fornite da Mosca ad Assad: le batterie di vecchi S-200 e i più recenti SA-22 e SA-17.
Gli unici aerei che il Pentagono può impiegare evitando tali rischi sono i droni, i bombardieri strategici o i caccia capaci di lanciare bombe guidate a centinaia di chilometri di distanza ma ciò non basta a garantire il successo del bombardamento.
Ad avvalorare lo scenario di un'operazione alleata soprattutto navale - unità di superficie e sottomarini - ci sono le mosse del capo del Pentagono Chuck Hagel che ha ordinato ieri alla quinta unità lanciamissili di schierarsi davanti alla Siria. È lo «Stout» che aggiunge ai «Mahan», «Ramage», «Barry» e «Gravely» ognuno dei quali può lanciare un massimo di 45 Tomahawk: toccherà a queste navi, affiancate da unità simili britanniche e francesi, guidare l'attacco potendo contare anche sul sostegno dei sottomarini e delle squadre navali delle portaerei «Nimitz» e «Truman» in navigazione fra Golfo Persico e Oceano Indiano.
ESERCITAZIONE MILITARE RUSSAESERCITAZIONE MILITARE RUSSA
Il regime di Assad nell'ultimo anno si è preparato a questo scenario, accumulando scorte di missili antinave cinesi e in particolare russi: i supersonici «Yakhont», capaci di colpire a 300 chilometri di distanza con una testata di 200 chili. «Gli Yakhont sono difficili da individuare e ancor più da abbattere o ingannare» assicura Nick Brown, direttore di «Jane's International Defense Review».
obama siriaOBAMA SIRIA
Non è un caso che il 5 luglio, secondo fonti Usa, Israele colpì con missili sottomarini proprio un deposito di «Yakhont» vicino Latakia. Armi in dotazione ad Assad e mosse di Putin sono tasselli di un unico mosaico: i missili antinave obbligano le navi alleate ad operare a grande distanza spingendole verso il Mediterraneo orientale dove la presenza di unità russe ne ostacola i movimenti. Ciò non impedisce a Washington di lanciare il blitz ma ne complica la gestione, mettendo a rischio i risultati.
SIRIA VOLONTARIE SUNNITESIRIA VOLONTARIE SUNNITE
Ma le mosse di Putin non finiscono qui: la telefonata al presidente iraniano Hassan Rohani suggerisce che altro è in arrivo.

I ribelli ammettono: le armi chimiche sono state fornite dall’Arabia Saudita e le abbiamo usate noi


armi chimicheI militanti raccontano ai giornalisti di AP che hanno gestito malamente le armi chimiche fornite dall’Arabia Saudita, causando incidenti
I ribelli siriani nel sobborgo di Ghouta a Damasco hanno ammesso al giornalista della Associated Press Dale Gavlak che sono loro i responsabili per l’incidente con le armi chimiche (fornite dall’arabia saudita) della scorsa settimana. Attacco che secondo le potenze occidentali sarebbero state causate dalle forze di Bashar al-Assad.
“Dalle numerose interviste con medici, residenti di Ghouta, combattenti ribelli e le loro famiglie …. molti credono che certi ribelli hanno ricevuto armi chimiche tramite il capo dell’intelligence saudita, il principe Bandar bin Sultan, e sono stati responsabili per l’esecuzione dell’attacco con gas (mortale),” scrive Gavlak.
I ribelli hanno detto a Gavlak che essi non sono stati adeguatamente formati su come gestire le armi chimiche e persino su cosa fosse stato loro consegnato. Sembra che le armi inizialmente dovessero essere consegnate ad Al Qaeda mediante la propaggine Jabhat al-Nusra.
“Eravamo molto curiosi di queste armi. E purtroppo, alcuni dei combattenti hanno gestito le armi in modo improprio e si è scatenata un’esplosioni per errore.” riferisce un militante di nome ‘J’ , sempre secondo il giornalista Gavlak.
Le sue affermazioni sono condivise da un altro combattente femmina di nome ‘K’, che ha detto a Gavlak, “Loro non ci hanno detto quello che queste armi erano o come usarle. Non sapevamo che erano le armi chimiche. Non avremmo mai immaginato che erano armi chimiche. ”
Abu Abdel-Moneim, il padre di un ribelle dell’opposizione, ha anche detto a Gavlak, “Mio figlio è venuto da me due settimane fa per chiedere che cosa pensassi delle armi che gli erano state consegnate per portarle ad altri combattenti”, descrivendole come un’arma con “un tubo come struttura”, mentre altri erano come una “bottiglia di gas enorme.” Il padre chiama il militante saudita che ha fornito le armi con il nome di Abu Ayesha.
Secondo Abdel-Moneim, le armi sono esplose all’interno di un tunnel, uccidendo 12 ribelli.
“Più di una dozzina di ribelli intervistati hanno riferito che i loro stipendi venivano dal governo saudita”, scrive Gavlak.
Se accurata, questa storia potrebbe far deragliare completamente la corsa degli Stati Uniti ad attaccare la Siria. I motivi fondanti sono quelli che l’occidente propaganda da tempo giustificando l’intervento come una rispsota all’attacco di Assad con armi chimiche. La credibilità di Dale Gavlak è molto impressionante. E’ stato corrispondente dal Medio Oriente per l’Associated Press per due decenni e ha lavorato anche per la National Public Radio (NPR).
Il presunto ruolo dell’Arabia Saudita nel rifornire i ribelli è continuato in maniera costante ad ogni turno, persino con armi chimiche. Non è una sorpresa, questa notizia, dato le rivelazioni all’inizio di questa settimana in cui si riferiva che i sauditi hanno minacciato la Russia con attacchi terroristici alle Olimpiadi invernali del prossimo anno a Sochi a meno che non abbandonassero il supporto per il presidente siriano.
“Posso darvi una garanzia per proteggere le Olimpiadi invernali del prossimo anno. I gruppi ceceni che minacciano la sicurezza dei giochi sono controllati da noi” avrebbe detto il principe Bandar a Vladimir Putin,secondo i rapporti del Telegraph.
L’amministrazione Obama sta per presentare le sue conclusioni dell’intelligence oggi nel tentativo di dimostrato che le forze di Assad erano dietro l’attacco della scorsa settimana, nonostante i funzionari americani ammettevano al New York Times che non vi è alcuna “pistola fumante” che collega direttamente il presidente Assad all’attacco.
Funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti inoltre hanno detto all’Associated Press che per l’intelligence dimostrare la colpevolezza di Assad non è per nulla semplice.
Come abbiamo riportato all’inizio di questa settimana, l’intercettazione che ha rivelato che il Ministero della Difesa siriano stava facendo una telefonata nel “panico” alle forza armate di Assad chiedendo chiarimenti sull’attacco chimico, suggerisce che non è stato certamente ordinato dalle forze di Assad.
 Fractions of Reality

Negli Stati Uniti d’America, uccidono gli scrittori scomodi


scrittore ucciso
Dopo l’11 settembre, l’uso di fosforo bianco a Fallujah in Iraq, l’attentato falso di Boston, le armi ai ribelli in Siria, le rivelazioni di Julian Assange e Edward Snowden,  i droni in Pakistan,  ecc…, viene alla luce un altro crimine commesso negli Stati Uniti d’America, nel mese di febbraio.
-Angelo Iervolino- 10 Luglio 2013 – Quante persone ancora dovranno morire? Gli Stati Uniti d’Americaaffermano di essere il paese più democratico, invece portano distruzione e morte in tutto il mondo. In nome della democrazia uccidono donne e bambini e restano impuniti, appropriandosi delle risorse della nazione di turno attaccata. I forti dubbi sull’11 settembre che sia stato un attentato preparato dagli stessi Stati Uniti d’America. Il falso attentato di Boston dove hanno ucciso Tamerlan Tsarnaev 26 anni, arrestato vivo come dimostra il video della CNN e poi torturato e ucciso, dichiarando che era morto in un conflitto a fuoco. In un paese dove è in vigore la legge marziale in tempo di pace dal 16 marzo 2012 , dove hanno approvato a gennaio 2013 la legge che prevede entro 3 4 anni l’impianto del microchip RFID a tutti gli americani, dove esistono 800 campi di concentramento denominati campi FEMA che possono ospitare 16 milioni di persone, corredati di bare di plastica e forni crematori, in pratica in un paese sotto dittatura era inevitabile che succedessero episodi del genere. Chi parla e dice la verità è costretto a scappare per tutto il mondo, per evitare di essere ucciso comeJulian Assange e Edward Snowden, chi è morto per difendere testimoni come Nicola Calipari “agente dei servizi segreti Italiani”,  chi non è scappato come Phillip Marshal, è stato ucciso insieme ai figli di 14 e 17 anni nella propria abitazione con un colpo di pistola alla testa nel sonno. Questa è la democrazia degli Stati Uniti d’America, uccidere, depredare e spiare tutto il mondo.
Qui potete trovare le foto che dimostrano quello che hanno fatto a Tamerlan Tsarnaev, dopo averlo arrestato vivo:
“L’autore del nuovo libro di 9/11 Truth è stato trovato morto con i suoi figli. L’ex pilota di linea Phillip Marshall ha trascorso molto tempo vicino a Santa Barbara lo scorso anno preparando l’uscita del suo controverso libro sul complotto del 9/11 “The Big Bamboozle:. 9/11 e la Guerra al Terrore“ The big bamboozle di Marshall Philip.
Durante il processo di editing e pre-marketing del libro, Marshall ha espresso un certo livello di paranoia perché il suo lavoro di saggistica accusa l’amministrazione Bush di essere in combutta con la comunità dell’intelligence saudita nella formazione dei dirottatori morti utilizzati negli attacchi.
“Pensate a questo,” Marshall ha detto l’anno scorso in una dichiarazione scritta, “La versione ufficiale di qualche fantasma (Osama bin Laden), in qualche grotta dall’altra parte del mondo, che è riuscito a sconfiggere il nostro intero establishment militare sul suolo americano è assolutamente assurda.”
Marshall ha continuato a dire: “La vera ragione è che l’attacco ha avuto successo a causa di un interno di stand-militare e una azione di formazione coordinata che ha preparato i dirottatori per voli aerei di linee commerciali pesanti. Abbiamo decine di documenti dell’FBI per dimostrare che questo addestramento al volo è stato condotto in California, Florida e Arizona nei 18 mesi precedenti all’attacco. “
Il pilota veterano confidò che era preoccupato per il suo libro da 10 anni, lo studio indipendente sul 9/11 e più di recente a quanto indicato ai sauditi e alla comunità di intelligence di Bush come i carnefici dell’attacco che ha battuto tutte le difese militari degli Stati Uniti l’11 settembre , 2001. Marshall ha detto che sapeva che il suo libro avrebbe messo molte persone contro di lui.
A quando segue dalla relazione dello Sceriffo della contea i bambini stavano dormendo quando gli è stato sparato. Il pubblico ufficiale ha dichiarato che Macaila Marshall, 14, e Alex Marshall, 17, giacevano 6 piedi uno dall’altro in parti separate su un grande divano ad U in sezione.
“La causa della morte è stata un unico colpo di pistola alla testa per tutti”, ha detto il medico legale. Il cane di famiglia inoltre è stato trovato ucciso da un colpo di pistola in una camera da letto.
La madre dei bambini, Sean Marshall, era in viaggio per lavoro in Turchia, al momento delle uccisioni. Il medico legale ha detto che è previsto l’arrivo nella zona presto per fare organizzare il funerale.
“Dopo un esauriente studio di 10 anni di questo attacco letale che ha usato aerei di linea Boeing pieni di passeggeri e membri dell’equipaggio compagni come missili guidati, io sono al 100% convinto che una squadra segreta di agenti dei servizi segreti sauditi era la fonte delle risorse finanziarie, logistiche e tattiche che la formazione diretta di volo essenziali per i dirottatori dell’11 / 9 per 18 mesi prima l’attacco “, scrive Marshall. “Questa conclusione è stata determinata sei anni fa e tutte le prove successive hanno fatto altro che confermare questa conclusione.”
L’anno scorso, Marshall ha parlato alla trasmissione radiofonica nazionale Coast to Coast AM. Ha detto che l’intero episodio 9/11 era “una trovata politica per favorire il governo americano ombra che sta facendo affari come la comunità di intelligence degli Stati Uniti.”
La CIA dietro l’assassinio di Marshall e i suoi figli:
Wayne Madsen, ex ufficiale americano dell’Agenzia di Sicurezza Nazionale ha rivelato che il giornalista investigativo Philip Marshall venne eliminato dalla CIA in una operazione coperta per impedirgli di divulgare la verità su questi attacchi.”
Reportage di RaiNews24 – Fallujah – La strage nascosta. “uso di fosforo bianco su civili”
Video CNN arresto in diretta di Tamerlan Tsarnaev preso vivo:
I ribelli siriani usano armi americane:
Campi Fema e detenzione prolungata in America:
Campi di concentramento FEMA, bare oggetto di indagine:
Boston attentato falso, ecco le prove:
Legge marziale in vigore negli Stati Uniti D’America da venerdì 16 marzo 2012:
Microchip RFID obbligatorio negli USA nel 2013:
Pakistan, 17 morti in raid di un drone Usa:

Ora cosa gli dico a quei due in India?


Cari Marò,
qua in Italia stiamo tutti bene, e speriamo che anche voi in ambasciata stiate bene. I ministri della Difesa e degli Esteri continuano a ripetere che rientrerete per le feste di fine anno, anche se non so come facciano a dirlo, visto che non è detto che siano loro ad arrivare a mangiare il panettone.
Da un po’ di tempo sentiamo dire che la ripresa è vicina, i vostri amici di Finmeccanica avrebbero vinto una commessa ferroviaria a Riyad, il governo è contento, e tutte le maestranze vi mandano i loro saluti, ringraziandovi per quello che avete fatto per loro in India. Speriamo solo che non facciano arrestare qualche militare italiano a Riyad per andare avanti con il loro business.
Siccome sta incominciando l’anno scolastico, il governo ha deciso di assumere una decina di migliaia di precari, visto che nella scuola ci sono solo un milione e duecentomila addetti, l’anno scolastico incomincerà quindi bene ed i vostri figli impareranno un sacco di cose sulle occupazioni scolastiche e sulle proteste di piazza.
I vostri colleghi della Difesa hanno capito adesso che cos’è la spending review,  infatti incominceranno ad essere messi in cassa integrazione, si parla di qualche decina di migliaia. L’avete scampata bella , se foste rimasti qui vi sareste ritrovati col culo per terra anche voi.
Fra poco finiranno le vacanze dei Vip della TV ed allora torneremo tutti ad ascoltare dei bellissimi talk show sull’immigrazione  e sul concetto di legalità applicato alla politica ed alla magistratura. L’unica cosa che ci preoccupa è questa storia della Siria, pare che ci debba essere un intervento militare, però, pensandoci, potreste chiedere di tornare in Italia per partecipare alla missione, anche se non so se è proprio una buona idea.
La politica italiana si occupa di tante cose, alcuna anche abbastanza simpatiche, pare che alcuni onorevoli abbiano scritto all’ambasciatore americano a Roma per protestare contro il nuovo gioco del monopoli che sarebbe diseducativo perché manca la casella della galera, d’altronde in galera non ci va nessuno, o quasi, staremo a vedere cosa dice Obama quando riceverà l’informativa dell’ambasciatore .
Tenete duro, che tutto si risolve e, mi raccomando, se gli indiani vi volessero costringere ad indossare il turbante, mandateci una vostra foto con il nuovo cappello su facebook, così lo Stato Maggiore potrà approvare subito la nuova divisa.
Un Abbraccio
A presto

MONTEPASCHI: “CARTA CANTA”: BERSANI, D’ALEMA E AMATO ERANO I “VERI PADRONI”. QUESTO E’ QUANTO EMERGE DAI VERBALI DELL’EX SINDACO (PD) DI SIENA

MPS, FINALMENTE LE CARTE! DAGLI INTERROGATORI DI SIENA SPUNTANO I “PADRINI” DELLA BANCA: BERSANI, D’ALEMA, AMATO E BASSANINI

Il verbale di Ceccuzzi è una bomba: “Agli inizi del gennaio 2012 ho avuto alcuni colloqui con l’on. Bersani e con l’on. D’Alema aventi ad oggetto la situazione della banca e del la Fondazione” – Su Profumo: “L’incontro con D’Alema si svolse a Roma nella sede della fondazione Italianieuropei…”


1 – COSÌ LA SINISTRA DECIDEVA LE NOMINE AL MONTE DEI PASCHI
C. A. per “Libero
BERSANI E DALEMA SBIRCIATINA ALLUNITA
È il 2006 l’allora sindaco di Siena Maurizio Cenni si riunisce con l’onorevole Alberto Monaci, il presidente della provincia Fabio Ceccherini e il segretario provinciale della Margherita Graziano Battisti. Strategie politiche? No. Trovare un accordo sulla governance di Mps? Sì. L’opera va a buon fine. E con l’ok della Margherita guidata da Battisti, Giuseppe Mussari va a guidare la banca e Gabriello Mancini prende il suo posto in Fondazione.
PIERLUIGI BERSANI MASSIMO DALEMA
D’altronde Ceccuzzi da un lato e Mussari dall’altro erano diventati due uomini forti per aver detto no all’operazione Bnl sostenendo i veltroniani contro i dalemiani. Ma è sbagliato pensare che equilibri siano definitivi. Il lavoro di sintesi della politica prosegue al giro successivo e diventa ancora più complesso.
«Nel 2009 si decise di portare i componenti del consiglio di Mps da 10 a 12 per rispettare le proporzioni del consiglio regionale e di quello provinciale» racconta l’allora segretario Ds Franco Ceccuzzi (e sindaco di Siena dal maggio 2011 al maggio 2012) mentre viene sentito dai pm senesi nell’ambito dell’inchiesta sull’acquisizione di Antonveneta. «I componenti del cda indicati dalla Fondazione erano uno dell’opposizione, due dell’ex Margherita e tre dell’area ex Ds.
AMATO BASSANINI
Comunicai queste scelte a Walter Veltroni e lui si limitò a prendere atto. In quel periodo si parlava molto di un ampliamento della banca e su questo presero pubblicamente posizione Fassino, D’Alema e Chiti». Come dire, se il manuale Cencelli non si riesce ad applicare alla realtà è meglio cambiare la realtà. A gennaio del 2012 Ceccuzzi telefona a D’Alema e a Bersani (segretario del Pd) di quest’ultimo riferisce: «Ho detto che avevo una posizione di rottura con il passato e ho chiesto il sostegno per l’operazione che avrei dovuto fare. Bersani mi disse che avevo il sostegno del partito».
bassanini - amato
Notare che è lo stesso Bersani (non un omonimo) di quello che dichiarò di voler sbranare tutti coloro che avessero osato accusare i democratici di interessarsi al Monte Paschi. E D’Alema è lo stesso che ha preso il telefono per chiamare Alessandro Profumo e sondare la sua disponibilità per la presidenza e che in passato esprimeva le proprie idee di governance bancaria a Ceccherini e che si confrontava con Franco Bassanini sulle opportunità di crescita dell’istituto. Insomma, lo stesso schema Cencelli applicato in questi giorni per il dopo Mancini.
2 – «D’ALEMA PARLÒ CON PROFUMO PER CONVINCERLO AD ACCETTARE»
Da “Libero”
franco ceccuzziFRANCO CECCUZZI
Il giorno 5.10.2012 al Palazzo di giustizia di Siena è comparso Franco Ceccuzzi (sindaco di Siena dal maggio 2011 al maggio 2012). «Quale segretario provinciale dei DS nel 2006 ho partecipato a diverse riunioni nel corso delle quali si è raggiunto un accordo concernente la governance della banca e della Fondazione. Ricordo che il presidente della banca Fabrizi non poteva essere riconfermato… Si aprì una discussione su chi doveva essere il successore.
Le ipotesi sul tavolo erano due: la prima vedeva Mancini presidente della banca e un esterno alla città amministratore delegato, ma fu subito accantonata. La seconda prevedeva, invece, la nomina dell’avv. Mussari a presidente della banca e di Gabriello Mancini a presidente della Fondazione.
Profumo AlessandroPROFUMO ALESSANDRO
Questa seconda ipotesi fu quella che raccolse i maggiori consensi(…)Vi furono anche alcune prese di posizione da parte di uomini politici quali Fassino, D’Alema e Chiti che auspicavano un ampliamento della banca (…)».
«Conosco Graziano Costantini. All’epoca era rappresentante della Confesercenti ed era persona vicina al Pd. Fu nominato nel Cda della banca. Nel 2009 ci fu una discussione sul numero dei componenti del Cda di Mps che venne portato da 10 a 12. Fu aumentato tale numero per rispettare le proporzioni esistenti in Consiglio comunale e in Consiglio Provinciale.
Non ricordo chi propose il nome di Costantini quale componente del Cda: ero comunque d’accordo con la sua nomina. Alle riunioni in cui si discusse del rinnovo erano presenti l’onorevole Monaci, Ceccherini, Cenni, Bezzini e Alessandro Piccini. All’esito i componenti del Cda indicati dalla Fondazione erano così ripartiti: un componente dell’opposizione, due componenti dell’area ex Margherita e tre componenti dell’area ex Ds». (…)«Comunicai a Veltroni, che si limitò a prendere atto, le scelte effettuate». (…)
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«Agli inizi del gennaio 2012 ho avuto alcuni colloqui con l’on. Bersani e con l’on. D’Alema aventi ad oggetto la situazione della banca e del la Fondazione. Ho rappresentato loro la vicenda e la mia presa di posizione, che era di rottura con il sistema passato. Ho chiesto loro sostegno politico per l’operazione che da lì a qualche mese sarebbe stata fatta. L’on. Bersani mi disse che avrei avuto il sostegno del partito» (…)
«Con l’on. D’Alema parlai anche della nomina del presidente della banca. Avevamo già avuto un primo abboccamento con Profumo, il quale, però, aveva delle remore.
Sapendo di un rapporto di conoscenza con l’on. D’Alema gli chiesi di potere parlare con Profumo per convincerlo ad accettare l’incarico. L’incontro con D’Alema si svolse a Roma nella sede della fondazione Italianieuropei. Ricordo che, mentre tornavo a Siena, D’Alema mi telefonò dicendomi che aveva parlato con Profumo, il quale mostrava ancora alcune perplessità».
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Il giorno 4.10.1012 al Palazzo di Giustizia di Siena è comparso Cenni Maurizio (sindaco di Siena dal 2001 al 2011). «Ricordo di avere avuto colloqui relativi alle nomine di Mancini e Mussari con il Presidente della Provincia, con il segretario provinciale dei Ds che, se mal non ricordo, all’epoca era Franco Ceccuzzi, con il segretario cittadino dei Ds. Non ricordo, ma non posso escludere, di avere avuto incontri con l’on. Alberto Monaci o con Graziano Battisti della Margherita. Non ho avuto incontri con esponenti della politica nazionale e non mi fu riferito se vennero informati (…)».
«Devo dire che le diverse anime dei Ds erano fortemente interessate alla gestione di Banca Mps» (…) «Per quanto concerne le nomine del 2009 e, in particolare, le conferme di Mancini alla Presidenza della Fondazione e di Mussari alla Presidenza della banca devo dire che avevo espresso l’idea che si dovesse azzerare tutto e che dovessero essere cambiati i vertici della Fondazione.

Fui tacciato, anche sulla stampa, da esponenti del Pd locale, tra cui ricordo Elisa Meloni, di non fare gli interessi della città. Mi trovai isolato. Con le diverse interlocuzioni avute con Ceccuzzi, Bezzini e con altri esponenti del PD, di cui al momento non ricordo il nome, avanzai questa proposta che fu bocciata».
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Il giorno 4.10.2012 alle ore 9.45 al Palazzo di Giustizia di Siena è comparso Ceccherini Fabio (Presidente della Provincia di Siena dal 1999 al maggio 2009). «Nel 2006 il Presidente di Mps Fabrizi non è stato riconfermato alla presidenza della banca. Ricordo che vi furono alcune riunioni nelle quali si discusse a chi affidare la presidenza della banca e, conseguentemente, quella della Fondazione. Avanzai la proposta di nominare amministratore delegato della banca Stefano Bellaveglia indicando Gabriello Mancini quale presidente.
Ritenevo che l’avv. Mussari dovesse ancora per un mandato mantenere la presidenza della Fondazione. La mia proposta fu bocciata e si decise di nominare Mancini presidente della Fondazione e Mussari presidente della banca. Devo dire che non fui contrario a questa soluzione » (…)
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«Ricordo di avere avuto dei colloqui, concernenti tali nomine, con Maurizio Cenni, Sindaco di Siena, con Franco Ceccuzzi e con l’on. Franco Bassanini, eletto nella circoscrizione di Siena. So, per averne parlato con l’on. Bassanini, che delle nomine erano stati informati i responsabili nazionali dei Ds, anche se non sono in grado di indicare chi fu informato. Se mal non ricordo medesima informazione mi diede Ceccuzzi.
Anche in tal caso non ricordo se mi disse chi era stato informato a livello nazionale »(…) «Vi era certamente interesse, ma non ingerenza da parte dei responsabili nazionali dei Ds, in ordine alle scelte riguardanti la banca. Posso dire che coloro che maggiormente erano attenti al territorio e alla banca erano l’on. Bassanini e l’on. Giuliano Amato. Ricordo di avere avuto in più occasioni dei colloqui anche con l’on. Massimo D’Alema.
Egli esprimeva le sue perplessità sulle modalità di governance della banca, affermando che il sistema di nomine della Fondazione e, conseguentemente della banca, era di tipo medievale, perché troppo legato agli enti locali. Auspicava un’apertura della banca, un suo maggiore rendimento sul territorio nazionale e una politica industriale che fosse più attenta alle esigenze del mercato. In tali colloqui facevo presente all’on. D’Alema che, invece, era opportuno che la banca rimanesse legata al territorio. I colloqui con l’on. D’Alema li colloco in un periodo sia antecedente sia successivo al 2006»(…)
«Ho saputo dell’acquisizione di banca Antonveneta da parte di Banca Mps direttamente dall’avv. Mussari. Ricordo di avere ricevuto una telefonata con cui Mussari mi informava che stava per firmare o che aveva appena firmato il contratto per l’acquisto di Antoneveneta. Ricordo che quel giorno, dopo alcune ore, la notizia divenne di dominio pubblico».
FONTE:

venerdì 30 agosto 2013

LA STORIA DI LUDOVICA FRANCHI STAMINALI MESENCHIMALI DEL PROF. VANNONI E DEL DOTT. ANDOLINA. di Emanuela Rocca

Ho iniziato da poco ad approfondire la mia conoscenza sulla terapia con cellule staminali mesenchimali del prof. Davide Vannoni. Mai visto tanto accanimento contro questa associazione ONLUS (Il Sito ufficiale della fondazione è www.staminafoundation.org.); chiunque scriva qualcosa su questo argomento viene attaccato in maniera a dir poco maniacale e sempre portando ad esempio i soliti discorsi ormai obsoleti, passati, vecchi.
Possibile che le persone siano così poco intelligenti da basarsi su articoli e fatti di anni fa e non si preoccupano invece di controllare l’evolversi degli avvenimenti negli anni seguenti? Anche i bambini sanno che una terapia innovativa come questa, tra l’altro ostacolata in ogni modo da tutti, ha bisogno di tempi, autorizzazioni, esperimenti, ma di tempo non ce ne è a sufficienza perché ogni giorno perso costa la vita a tante persone malate tra cui tantissimi bambini.
Malati che non hanno a disposizione nessuna cura già testata per cui vengono lasciati morire da soli, senza nessun tipo di assistenza da parte di nessuna struttura medica. Nessuno sente il loro grido di AIUTO, neanche le Istituzioni, nonostante che, da oltre due mesi, alcuni malati terminali presidiano davanti al Parlamento. Nessun telegiornale e nessun giornale parla di loro, se non qualche giornalista libero che pubblica brevi interviste nel web e questa è una vergogna vera per uno Stato che si ritenga “civile”. Per sensibilizzare tutti, compresi coloro che imperterriti continuano a fare commenti negativi su questo problema, voglio raccontare alcune storie VERE, storie che toccheranno il cuore e la sensibilità di tutti e inizierò dalla storia di Ludovica Franchi.
Ludovica nata a Roma l‘8 giugno del 2006, una bellissima bambina nata apparentemente sana perché la malattia genetica nata con lei non si manifesta subito. I suoi primi due anni di vita procedono normali ; riconosceva le lettere dell’alfabeto, sapeva contare e distingueva i colori, per cui a livello cognitivo niente faceva percepire che avesse una malattia devastante.
Purtroppo la mamma si accorse presto che qualcosa non andava; la piccola faticava a salire le scale, a sedersi, la sua manualità era limitata, ma quello che preoccupava di più era che ogni volta che beveva, qualsiasi liquido, le andava di traverso. Da qui iniziò il calvario, i genitori la portarono da alcuni specialisti che non riscontrarono in lei nulla di strano fino a quando i genitori, con la loro insistenza, non fecero notare alcuni comportamenti anomali della piccola. Uno di loro si insospettì e prescrisse una risonanza magnetica “senza urgenza”, fissata quattro mesi dopo. Purtroppo la piccola iniziò ad avere crisi epilettiche e fu portata di corsa al San Camillo. Dopo i controlli di routine e dopo elettroencefalogramma e risonanza magnetica negativi fu dimessa in quanto ritenevano che la bimba fingesse e che la mamma fosse troppo apprensiva e stressata.
Dimessa, nonostante la piccola Ludovica avesse una decina di crisi epilettiche giornaliere prescrivendole solo una cura inadeguata come dosaggio necessario a bloccare queste crisi. La dimisero rassicurando i genitori che tutto sarebbe passato con il tempo. Le crisi della piccola invece di diminuire aumentarono di frequenza e la piccola fu portata di urgenza al Bambin Gesù di Roma in uno stato di male epilettico e la salvarono per miracolo. Finalmente i medici si resero conto che la piccola probabilmente avesse una malattia seria metabolica, ma dato che la mamma era fisioterapista e al nono mese di gravidanza, cercarono di minimizzare il problema.
La bimba fu ricoverata per una serie di accertamenti e dopo tre lunghi mesi finalmente arrivò la diagnosi: “Malattia di Tay Sachs giovanile”, malattia incurabile, letale e talmente rara che in Italia ne sono state colpite solo Ludovica e un’altra bambina di nome Sveva. Responso: un anno di vita, al massimo due! Chi ha dei figli potrà comprendere quale dolore lancinante potessero provare i genitori in quel momento, un dolore che ti fa perdere i sensi e il lume della ragione. Una disperazione che non trova consolazione. La guardarono, era lì, di fronte a loro , ancora viva e li vedeva piangere e forse si domandava cosa avessero fatto i genitori, cosa li avesse resi così tristi da piangere con tanta disperazione. L’amore per questa creatura non li abbandonò, anzi, decisero “basta lacrime” e iniziarono a festeggiare ogni giorno di vita di Ludovica e iniziarono a fare l’impossibile affinchè la piccola passasse il tempo che gli rimaneva da vivere nella maniera più confortevole possibile. La mamma lasciò il suo lavoro e iniziò a studiare la malattia, contattò altre famiglie di piccoli angeli e una associazione americana: la NTSD che si occupava di ricercare una cura per questo tipo di malattia e similari. Come sovente accade, ricevettero tantissima solidarietà da persone mai conosciute prima, ma molta meno da alcuni amici di vecchia data che trovavano difficile portar loro una parola di conforto per la tragedia che stavano vivendo.
Durante le loro affannose ricerche vennero a conoscenza di un farmaco che avrebbe potuto rallentare il decorso della malattia e dopo svariate lotte riuscirono ad averlo. Questo farmaco però non ebbe i risultati sperati e la mutazione genetica di Ludovica progredì rapidamente, nel giro di sei mesi perse la parola e non camminò più. Dopo un anno divenne cieca e non riusciva più a deglutire e i genitori furono costretti a metterle la PEG (La PEG è una tecnica che consente la nutrizione enterale. La PEG viene solitamente posizionata nei pazienti che necessitano di una nutrizione enterale per un lungo periodo. A differenza del sondino naso-gastrico risulta maggiormente tollerata ma da recenti studi è emerso che non determina un significativo miglioramento della qualità della vita né una riduzione delle complicanze ad esempio: rigurgiti ed aspirazione, pertanto il suo utilizzo va riservato solo in pazienti selezionati e comunque con una aspettativa di vita maggiore di 6 mesi). Ludovica perse il sorriso e non comunicò più in alcun modo. I genitori vedevano la bambina spegnersi giorno dopo giorno ma non si davano per vinti e continuarono la loro lotta contro il tempo e la morte.
Volando ad Israele da un professore Russo-Ucraino che, avendo studiato la dopamina (neurotrasmettitore) scoprì che la carenza di dopamina nelle patologie neurodegenartive ne causava la paralisi, così iniziarono la cura a base di “idopa”. Questa cura fatta per 4 volte costò 20.000,00 € a ciclo e Ludovica stabilizzò il decorso della sua malattia subendo effetti straordinari: migliorò la sua partecipazione ambientale recuperando anche il ritmo sonno-veglia e non ebbe più crisi epilettiche, le uniche crisi “riflesse” erano causate da rumori improvvisi comunque controllabili farmacologicamente. Nonostante il miglioramento di vita di Ludovica i genitori non si fermarono, continuarono a cercare con la speranza di trovare qualcosa che migliorasse ancora di più la vita della propria figlia. Anche con questi miglioramenti Ludovica rimaneva paralizzata, senza movimenti volontari, l’unico barlume di luce che faceva comprendere che percepiva quello che le accadeva attorno era il suo sorriso “sociale”.
Durante il periodo della cura idopa, vennero a conoscenza che a Brescia si praticava una terapia con cellule staminali su patologie neurodegenerative come quelle di Ludovica. In un primo momento esclusero di far fare alla figlia questa terapia in quanto avevano letto che alcuni bambini in AMERICA , trattati con cellule “embrionali” erano deceduti. Il tempo passò e sempre con maggiore frequenza sentirono parlare della cura con cellule staminali mesenchimali del Prof. Vannoni così decidettero di informarsi più a fondo e iniziarono ad avere rapporti epistolari sia con il Prof. Vannoni che con il Dott. Andolina, dopo di chè iniziarono l’iter per accedere alle cure “compassionevoli” trovando per la prima volta, nel loro lungo CALVARIO, un giudice che diede il suo consenso ad accedere alla cura delle cellule stamininali mesenchimali perchè era a conoscenza della vicenda e a favore di questo tipo di cura. In tempi brevissimi ricevettero l’ordinanza dell’autorizzazione al prelevamento delle cellule ad uno dei genitori: il così detto “carotaggio osseo”, successivamente fu fissata l’udienza tra loro e gli SPEDALI CIVILI DI BRESCIA i quali si presero una settimana per decidere, ma nella stessa notte arrivò una PEC al loro avvocato con l’ordinanza a poter procedere alla cura staminale mesenchimale.
Ludovica ricevette la sua prima infusione i primi di luglio 2013 e la seconda nel mese di agosto. Ludovica apparirà subito più serena e disponibile, molto più attiva, recuperando anche la peristalsi intestinale non avendo più bisogno di lassativi o clisteri per evacuare. Iniziò a vocalizzare sempre più e recuperò attività motoria a livello della spalla sinistra. Iniziò a girarsi su un fianco da sola accendendo tante di quelle lucine che la sua orrenda malattia stava inesorabilmente spegnendo.
Ludovica ora sta molto meglio e anche se i genitori sono coscienti che la malattia della figlia è in uno stato avanzato, accetteranno di buon grado ogni miglioramento positivo che ne verrà da questa nuova terapia. Ringrazio la mamma di Ludovica, Francesca Atzeni per avermi dato la possibilità di far conoscere la loro storia e con questo di far sperare altre famiglie che stanno subendo il loro stesso dramma e calvario. di: Emanuela Rocca