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giovedì 31 ottobre 2013

DENUNCIATI Herman Achille Van Rompuy e altri 4 esponenti per crimini contro l'umanità



DENUNCIATI Herman Achille Van Rompuy e altri 4 esponenti per crimini contro l'umanità - (diffondete questa notizia)
I criminali al servizio di Rothschild sono stati scoperti da tempo, ma adesso arriva anche la denuncia.

Premesso che questa denuncia (Penale) nei confronti di questi 5 criminali è stata studiata nei minimi dettagli per far in modo che non ci sia scampo o via d'uscita.

La denuncia è stata accettata perché infrange il Trattato “Statuto Romano" in tutti i punti fatti presenti nella denuncia che corrispondono a quasi tutti i Trattati formulati e firmati sin dalla prima Costituzione del Trattato di Lisbona.

La denuncia non è solamente indirizzata contro specifiche persone, ma contro tutti coloro che hanno firmato l'ESM/EMS, contro la riforma del Pacchetto Fiscale, contro la Troika e contro il “Piccolo cambiamento" del AEVU 136.3 (BCE/FMI/ Commissione UE) che è stato approvato in tempi record dalla maggior parte dei firmatari facenti parte alla UE, anche i componenti del nostro Governo sono nella lista degli indagati.

Il materiale con le prove schiaccianti è stato raccolto e studiato minuziosamente in tutti i suoi dettagli per non dare al Procuratore Generale la Signora “Fatou Bensouda" la possibilità di poter rigettare la denuncia con false motivazioni o sbagli di crittografia, la denuncia è stata accettata senza batter ciglio dopo aver constatato che le motivazioni sono più che veritiere, vista la situazione in cui si trovano i cittadini Greci ormai senza risorse con la quale possono continuare a vivere una vita dignitosa e costretti alla violenza per potersi procurare le materie prime per sopravvivere.

Non c'è bisogno di scrivere i nomi di questi 5 criminali e neanche di quelli nostrani, anche gli avvoltoi li evitano dato che li riconoscono dal puzzore che emanano già da 100 miglia di distanza.
La denuncia è stata presentata da una coppia di coniugi Tedeschi e attivisti per i Diritti Umani: SARAH LUZIA HASSEL REUSING e VOLKER REUSING.
(fonte: ecplanet.com)

Emma di lotta (prima) e di governo (adesso) di MARCO VENTURA.

Che fine ha fatto Emma Bonino? Una vita tutta giocata sul campo, anzi sul terreno, di battaglia, dalla parte delle vittime delle prevaricazioni, donne, perseguitati, bonificati, profughi, anche a costo d'essere presa prigioniera dai talebani o essere arrestata, oppure di violare embarghi aerei o rischiare la vita dal Sudan all'Afghanistan, poi al Cairo cultrice di arabo, sempre in prima linea nelle istituzioni come nelle trincee... Ed ecco che nel momento della prova più importante, quella da ministro degli Esteri con la missione di ricostruire il prestigio della Farnesina impelagata nel caso marò e in una perdita di ruolo progressiva, puff, lei sparisce. E desaparecida, non pervenuta, invisibile. Dov'è la piccola Emma battagliera che, arrivata nel 1999 da Bruxelles, di notte, al confine tra la Macedonia e il Kosovo, da commissario europeo per gli aiuti umanitari straccia il protocollo e supera di slancio nel fango il posto di frontiera per incontrare le migliaia di profughi albanesi, scudi umani e sfollati della bonifica etnica? Dov'è la Bonino della lotta per il Tibet libero? Oggi, da titolare della Farnesina, appare come un'entità labile. Sul tavolo ci sono tutti i dossier caldi e insoluti: dalle primavere arabe, con la guerra civile siriana, il caos libico (la Cirenaica ha appena proclamato l'autonomia, il premier Ali Zeidan rapito e rilasciato), l'Egitto, alla vicenda dei marò, sul rientro dei quali Emma si era detta fiduciosa per Natale e invece i tempi si allungano. E poi: dalla lotta appannata per i diritti umani, che la vedeva tostissima, fino alla mala parata di una madre e della sua prole, Ms Shalabayeva prelevata nella villa tra Ostia e Roma e «deportata» in Kazakhstan in poche ore, moglie di un oppositore del presidente kazako Nursultan Nuzarbayev. Ancora: chi ha visto Emma, chi sa che cosa abbia fatto come ministro, per evitare la partenza dei barconi della morte dalla Libia? Che cosa sul fronte della crescita in un'Europa germanizzata? Il mantra di collaboratori e amici è che lei non ha alcuna fantasia di apparire, di fare come gli altri: andare nei talk-show e difendere a parole quel che fa in silenzio. I marò. Emma sarà giudicata alla fine sul caso dei due fucilieri di marina accusati di avere ucciso due pescatori presi per pirati in India.
Il timone della vicenda lo ha Palazzo Chigi. L'inviato Staffan De Mistura rappresenta la presidenza del Consiglio. Ma Bonino si è esposta con una frase rilanciata sui social network per cui i due marò potrebbero essere innocenti o colpevoli, sarà il processo in India a stabilirlo. Drammatico errore, che ha esacerbato l'impazienza delle famiglie e provocato reazioni fra quanti rimproverano all'Italia di non tutelare i militari all'estero. La frase non l'aveva postata Emma, eppure lei non è tipo da scaricare la responsabilità sui sottoposti. Nel complesso, lei che era riuscita a vincere la campagna per l'aborto, che aveva battagliato per i «refuznik», gli ebrei sovietici con divieto di emigrare, lei che aveva sfilato contro Wojciech Jaruzelski in Polonia ed era stata arrestata ed espulsa, che aveva violato l'embargo aereo nel Sud Sudan, che aveva risolto la crisi tra Canada e Spagna sulla pesca, che aveva gestito l'emergenza mucca pazza in Europa e nel 2000 aveva contribuito a far annullare la condanna a 7 anni di carcere per il dissidente egiziano Saad Eddin Ibrahim, è la stessa Emma che si sta rompendo la testa contro il muro di gomma degli indiani che vorrebbero interrogare in India quattro commilitoni dei due marò e magari arrestarli.
di Marco Ventura fonte Panorama

Masterchef,finmeccanica e marò


Tiziana Stefanelli vince Masterchef
ROMA - Una piccola bufera intorno a Masterchef, che proprio ieri sera è giunto alla puntata conclusiva. Il talent culinario campione di ascolti di Sky ha incoronato come vincitrice Tiziana Stefanelli e la cosa in rete ha creato un pò di subbuglio dato che il nuovo talento dei fornelli, oltre che avvocato (come ben sanno i telespettatori) sarebbe la moglie diPaolo Girasole, numero uno di Finmeccanica in India dal 2009 al marzo 2012. A spiegare meglio è arrivato un articolo de "Il Fatto quotidiano", riportato da Dagospia: " Di lei - fa sapere il quotidiano - si sa che è un avvocato di successo e la moglie felice di un marito perfetto. E chi è il marito della Stefanelli? Paolo Girasole, numero uno di Finmeccanica in India dal 2009 al marzo 2012. Uno degli uomini citati nell'inchiesta sulle presunte tangenti indiane del colosso italiano, secondo quanto dichiara ai magistrati Guido Haschke, l'intermediario svizzero che, con il socio Carlo Gerosa, avrebbe versato materialmente le tangenti alla controparte indiana: "A Girasole ho corrisposto la somma complessiva di 200 o 220mila euro. . . Non ha avuto alcun ruolo nella vicenda. . . ma era al corrente di quel che accadeva. . . ". Insomma, Haschke avrebbe "stipendiato" Girasole "per tenerselo buono", perché "tutta l'attività in India dipende da lui". 
L'avvocato Stefanelli sostiene di dovere agli anni indiani al fianco del marito la competenza nell'uso delle spezie. Pare però che a Delhi non si sia dedicata solo alla cucina. Il 28 gennaio 2009, la rivista italiana Top Legal pubblica questo lancio: "Stefanelli & Partners [. . . ] lo studio guidato da Tiziana Stefanelli ha stretto un accordo di collaborazione in esclusiva con O. P. Khaitan &Co e aperto un desk italiano. O. P. Khaitan è una delle più affermate law firm indiane".
Per una coincidenza molto curiosa, fra i titolari dello studio Khaitan figura l'avvocato Gautam Khaitan che, almeno fino ad ottobre 2012, è stato il socio indiano di Haschke e Gerosa. Che di lui dicono: "È la nostra linea del Piave. . . Gli ordini di riciclaggio li davamo noi, ma il riciclaggio lo faceva lui. È veramente un'associazione a delinquere". 

mercoledì 30 ottobre 2013

Attack against Oommen Chandy is hot news for Italian websites


 A pic of Mr Chandy found published by the news site ANSA. IT.   -DC
A pic of Mr Chandy found published by the news site ANSA. IT. -DC
Alappuzha: The attack on Chief Minister Oommen Chandy had its echoes in distant Italy with several dailies carrying the news. After all, Italy is familiar with the Chief Minister’s name because he had figured prominently all through the furore following the arrest of the two Italian marines, Massimiliano Latorre and Salvatore Girone. 
Several Italian news sites carried reports on the Kannur attack. ANSA. IT, a popular Italian news site described Oommen Chandy as the lead player in the marines drama of 2012. It said: “The Governor (Chief Minister) of the Indian State of Kerala, Oommen Chandy, was hospitalized in Thiruvananthapuram after his car was attacked by protesters who denounced a scam relating to a solar power project in which the local government was involved”.
The report comes under the title “Kerala Governor injured in protest, the protagonist of the operation against maro (marines) in 2012” (Governatore Kerala ferito in protesta, Protagonista dell'operazione contro i maro' del 2012) says he was the protagonist of the operation that led to the arrest of the two Italian marines.
IL Giornale D’ Italia, another site, went on to say that the Kerala politician was shot during a protest against a scandal concerning a solar energy project, adding that Oommen Chandy was hospitalized with injuries to his face and chest.
Apart from ANSA.IT and IL Giornale D’ Italia, news sites Corriere Della Sera. IT, Dall ’ Italia E Dal Mondo, Qoop, L’unione Sarda, Daily Business, and Ligiornaleditalia.org too carried the news describing Chandy as a brain behind the operation that led to the marines’ arrest.
The reports reflect the intensity of the marines’ issue in Italy. The two Italian marines, Latore Massimiliano and Salvatore Gironi, were arrested for allegedly gunning down two Indian fishermen off the Kollam coast on February 15, 2012.
They were guarding Italian merchant vessel Enrica Lexie when they allegedly mistook the fishermen – Ajesh Binki, 25, from Tamil Nadu and Jelestine, 45, from Kerala, for Somalian pirates and fired at them.

IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE E' IL PIU' ORRENDO CRIMINE CONTRO L'UMANITA DI SEMPRE!


AGGHIACIANTE DOCUMENTO FMI: PRELIEVI FORZOSI DAL 10 AL 70% SU CONTI, DEPOSITI, STIPENDI E PENSIONI! 
Il documento diffuso dal Fondo Monetario Internazionale, passato in silenzio presso i grandi Media allineati, "suggerisce" ai governi gravati da grosse spese, o con debiti finiti fuori controllo, di depredare i risparmi dei propri cittadini usando una miscela di tasse ancora più alte ed una vera e propria confisca dei loro risparmi allo scopo di favorire un Unico Grande Governo Mondiale. Il FMI ritiene che il modo migliore per sistemare i problemi del debito sia la confisca diretta della ricchezza. Tradotto, prelievo forzoso modello Cipro, anche quello fu suggerito dagli immaginifici economisti FMI, su conti, depositi, stipendi e pensioni. Il Fondo Monetario si preoccupa anche che la tassazione sembri equa! Si, perché siano proprio tutti a pagare in modo progressivo, dal 10% al 70%. 
L’Italia tra i Paesi europei è quella che possiede il più alto debito pubblico, seconda solo alla Grecia, il cui ammontare era del 104% prima della crisi nel 2007 per approdare oggi al 133%: più rigore e più debito, come si spiega? Evidente che la ricetta è da cambiare!
Secondo le idee uscite da quei cervelli maligni del Fondo ciò significa che tutte le famiglie con un bilancio totale positivo, cioè tutti i pensionati con dei risparmi o tutti quelli che detengono dei titoli immobiliari, saranno quanto prima derubati dei propri risparmi.
La cosa sembrerà poco credibile ed è proprio su questo che questa gente fa conto: la gente non fuggirà e non metterà in salvo i propri risparmi perché non crederà che possa davvero succedere e quando succederà davvero non ci sarà più il tempo di fuggire!
E' in atto l'ultimo colpaccio per spostare ricchezze dai legittimi proprietari ad oscuri banchieri proprietari del mondo intero!
Ecco che il discorso contante limitato si sposa con il disegno agghiacciante del FMI: ci hanno reso impossibile prelevare i nostri risparmi, in modo di assicurare al Nuovo Ordine Mondiale il massimo bottino! 
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AGGHIACIANTE DOCUMENTO FMI: PRELIEVI FORZOSI DAL 10 AL 70% SU CONTI, DEPOSITI, STIPENDI E PENSIONI! Il documento diffuso dal Fondo Monetario Internazionale, passato in silenzio presso i grandi Media allineati, "suggerisce" ai governi gravati da grosse spese, o con debiti finiti fuori controllo, di depredare i risparmi dei propri cittadini usando una miscela di tasse ancora più alte ed una vera e propria confisca dei loro risparmi allo scopo di favorire un Unico Grande Governo Mondiale. Il FMI ritiene che il modo migliore per sistemare i problemi del debito sia la confisca diretta della ricchezza. Tradotto, prelievo forzoso modello Cipro, anche quello fu suggerito dagli immaginifici economisti FMI, su conti, depositi, stipendi e pensioni. Il Fondo Monetario si preoccupa anche che la tassazione sembri equa! Si, perché siano proprio tutti a pagare in modo progressivo, dal 10% al 70%. L’Italia tra i Paesi europei è quella che possiede il più alto debito pubblico, seconda solo alla Grecia, il cui ammontare era del 104% prima della crisi nel 2007 per approdare oggi al 133%: più rigore e più debito, come si spiega? Evidente che la ricetta è da cambiare! Secondo le idee uscite da quei cervelli maligni del Fondo ciò significa che tutte le famiglie con un bilancio totale positivo, cioè tutti i pensionati con dei risparmi o tutti quelli che detengono dei titoli immobiliari, saranno quanto prima derubati dei propri risparmi. La cosa sembrerà poco credibile ed è proprio su questo che questa gente fa conto: la gente non fuggirà e non metterà in salvo i propri risparmi perché non crederà che possa davvero succedere e quando succederà davvero non ci sarà più il tempo di fuggire! E' in atto l'ultimo colpaccio per spostare ricchezze dai legittimi proprietari ad oscuri banchieri proprietari del mondo intero! Ecco che il discorso contante limitato si sposa con il disegno agghiacciante del FMI: ci hanno reso impossibile prelevare i nostri risparmi, in modo di assicurare al Nuovo Ordine Mondiale il massimo bottino

Letta: "cedere la sovranità nazionale per una nuova sovranita’sovranazionale europea"


27 ott. – “La nostra comunita’ non puo’ piu’ concedersi il lusso di lasciare qualcuno indietro”. E’ quanto, fra l’altro, osserva il presidente del Consiglio Enrico Letta in un lungo intervento sul supplemento del Corriere della Sera, “la Lettura”. “E cio’ – spiega – non per un nostalgico afflato di egualitarismo omologante ma per necessita’, direi per convenienza: per essere piu’ forte e competitiva, per non pagare ancora il prezzo delle disuguaglianze che si allargano e divengono sempre piu’ incolmabili, disegnando il profilo di una societa’ bloccata, immobile, senza equita’ ne’ speranza”.Diseguaglianze “che rischiano di travolgere il cuore stesso dell’Occidente, quel ceto medio protagonista, in passato, di decenni di progresso ininterrotto e che oggi, per paradosso, proprio del progresso tecnologico rischia di pagare il conto piu’ salato”, osserva ancora.
“A ben vedere, c’e', in questa accezione di comunita’ e di relazione, anche molto del senso del ‘whatever it takes’ di Draghi, nonche’ la sfida piu’ ambiziosa che attende l’Ue nei prossimi mesi. Anche nell’Europa del dopo-crisi nessuno puo’ rimanere indietro – ammonisce Letta – vale per gli Stati membri in difficolta’, vale per le disuguaglianze tra Paesi e dentro i Paesi. Solo se l’Europa e’ realmente unita e solidale anche su questo puo’, richiamando le parole del capo dello Stato Napolitano al meeting di Rimini, evitare di finire ‘sommersa’ dalle trasformazioni della contemporaneita’. E solo cosi’ si puo’ richiedere con maggiore credibilita’ alle persone e agli Stati di rispettare le regole, di condividere le responsabilita’, di essere aperti al confronto e alla competizione”.
“Solo cosi’, tornando a un’altra complessa transizione, si puo’ passare dall’austerita’ alla crescita e anche, piu’ in prospettiva, da un modello di welfare esemplare ma non piu’ sostenibile a un paradigma di redistribuzione della ricchezza e del benessere nuovoanche se ancora da definire – scrive il premier Letta – E’ l’Europa democratica da costruire. A partire dal completamento, effettivo senza piu’ esitazioni, delle unioni bancaria, fiscale, economica, politica.

Per farcela dobbiamo condurre una battaglia, appunto, politica: cedere – e far cedere – sovranita’ nazionale – scrive Letta – per essere parte di una nuova sovranita’ sovranazionale, europea”. “Questa battaglia si vince democraticamente: dobbiamo persuadere i cittadini europei che dare vita all’unione politica non e’ avere nuovi vincoli, ma, al contrario, produrre politiche uniformi per il sostegno all’occupazione o dare possibilita’ di impiego e riconoscimento dei talenti oggi dispersi e frustrati. Gli europei, si’”, aggiunge Letta. “Fare l’Europa e’ oggi ‘fare gli europei’ e colmare cosi’ la distanza enorme tra l’europeismo convinto di intellettuali e politici e la vita reale dei cittadini.
Significa battere i populismi con l’Europa ‘popolare’, cioe’ col consenso dei popoli. Significa trovare risposte di governo.
Per questo dobbiamo portare, come stiamo facendo, anche a livello europeo alcune priorita’ che ci siamo dati, in questi mesi, per il nostro Paese: lavoro, welfare, istruzione, ambiente, innovazione, agenda digitale”. “Ci impegneremo su questo e lo faremo vivendo il semestre di Presidenza italiano dell’Unione come l’occasione per guidare il percorso verso il cambiamento”. “Lo furono, per motivi diversi, i semestri del 1985, col Consiglio di Milano che pose le basi per l’Atto Unico Europeo, e quello del 1990 che, con il Consiglio di Roma, spiano’ la strada a Maastricht”, ricorda il premier. “Oggi se possibile la posta in palio e’ ancor piu’ alta. E’ l’opportunita’, unica, di dare corpo e sostanza – magari con lo stesso spirito di C?uer e fors’anche con la stessa leggerezza – al piu’ grande progetto politico delle nostre generazioni: gli Stati Uniti d’Europa”, scrive ancora. (AGI) .

Fonte: imolaoggi.it

tramite http://informatitalia.blogspot.it/2013/10/letta-cedere-la-sovranita-nazionale-per.html#more

Datagate, in Italia spiate 46 milioni di telefonate in un solo mese. Ma il Governo non reagisce

Le altre nazioni, indignate, parlano di SPIONAGGIO: in Italia i nostri politici definiscono quanto accaduto una "operazione di monitoraggio"... 



datagate italia spiati 46 mil telefonate
Nuove rivelazioni, questa volta dal sito Cryptome; tra dicembre 2012 e gennaio 2013 nel mondo sarebbero state intercettare 124miliardi di comunicazioni, di cui 46milioni solo in Italia.

Si allarga lo scandalo Datagate. Secondo le indiscrezioni diffuse dal sito Cryptome, considerato l'antenato di Wikileaks, in Italia, tra il tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013 sarebbero state spiate 46milioni di telefonate.
Complessivamente, secondo Cryptome, le telefonate spiate in un mese dalla Nsa siano state 124,8 miliardi in tutto il mondo, inclusi anche gli Stati Uniti.

Sempre secondo Cryptome, in Germania sono state intercettate 361 milioni di telefonate mentre in Spagna 62 milioni. Pesante anche il bilancio delle intercettazioni in Francia, 70,2 milioni di telefonate intercettate, così come quello di Pakistan e Afghanistan, con rispettivamente 12,76 e 21,98 miliardi di telefonate. Poco chiari, invece, i numeri riguardanti gli Stati Uniti: sembrerebbe trattarsi di 3 miliardi di telefonate.

Wall Street Journal sottolinea come il presidente americano, Barack Obama, avrebbe passato quasi cinque anni senza sapere che le sue spie monitorassero i leader mondiali.
Intanto, a Washington, è arrivata una delegazione formata da nove componenti del Parlamento europeo, giunta negli Stati Uniti per chiedere spiegazioni alle autorità Usa circa i presunti abusi della loro intelligence. Una missione in programma da tempo, ma che in queste ore ha assunto un particolare significato politico. Tuttavia, il capo della Nsa, Keith Alexander si è rifiutato di incontrarli.


Fonte: infiltrato.it
viahttp://informatitalia.blogspot.it/2013/10/datagate-in-italia-spiate-46-milioni-di.html#more

SCANDALOSO Monti alla CNN mentre era premier: “Stiamo distruggendo l'economia italiana”





Il video risale al maggio del 2012, quando Monti era premier, ma è passato inosservato in quanto i mass media italiani non ne hanno dato notizia.

Parlando all'emittente statunitense CNN, Monti al minuto 02:37 del video l'uomo del Bilderberg, della Trilaterale e di Goldman Sachs, con la faccia evidentemente compiaciuta, pronuncia la seguente frase:

we are actually destroying domestic demand through fiscal consolidation

Ovvero, tradotto in italiano:

in realtà stiamo distruggendo la domanda interna tramite il consolidamento fiscale

Questo dimostra in modo netto ed inequivocabile che Mario Monti era consapevole che le tanto decantate "misure salva-Italia" e "cresci-Italia" stavano DISTRUGGENDO la nostra economia. 

Ne era ben consapevole, anzi era il suo preciso obiettivo, come hanno sempre sostenuto i "complottisti" del web...



Questa ne è un'ulteriore conferma dopo le SCANDALOSE dichiarazioni rilasciate dall'ex Ministro Ricciardi: “Più dava legnate al paese, più la Merkel era contenta e più lui era soddisfatto”  Di seguito l'articolo:

LIBERO
Il retroscena raccontato da Dagospia. L’ex-ministro tecnico avrebbe confidato anche che il Professore era convinto che bisognava regredire dal troppo benessere
Scelta civica come partito non è mai esistito. Chiunque, già durante le elezioni, avrebbe potuto accorgersi che il partito di Mario Monti era nient’altro che un comitato elettorale che raggruppava diversi interessi: Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo, i cattolici di Andrea Riccardi, le Acli di Andrea Oliviero, i finiani di Fli, noti imprenditori e qualche liberale sciolto. Gli italiani, a dire il vero, sono stati i primi a radiografare la natura di scelta civica, premiandolo (si fa per dire) con un misero 10% o poco più. La conferma è arrivata invece dal giorno successivo al voto, quando molti, persino Pierferdinando Casini, ne presero le distanze in maniera brutale.
Tra i più delusi c’è il ciellino e ministro della Difesa Mario Mauro, che si sta organizzazndo un proprio movimento in diverse regioni. Andrea Riccardi, come racconta Dagospia, non perde occasione per scagliare stilettate contro Loden Monti. L’aneddoto preferito dal fondatore della Comunità Sant’Egidio, scrive Dagospia, è questo: “Più Monti assumeva provvedimenti lacrime e sangue, più esodati la Fornero creava, più saliva la protesta e la sofferenza delle classi più deboli, più a Palazzo Chigi erano soddisfatti perché proprio quella era la dimostrazione lampante di credibilità verso la signora Merkel Angela. Cioè, più legnate riuscivano a dare al Paese più pensavano di essere forti in Europa”.

Meglio tardi che mai – Un atteggiamento, questo, che oggi l’ex-ministro Riccardi bolla come follia pura. Monti, avrebbe affermato Riccardi, era convinto che nel Paese ci fosse troppo benessere, per cui bisognava regredire. Sarebbe esagerato, ora, dire che non ce ne siamo accorti. Il fatto che le accuse giungano da un ex-ministro dal governo dei miracoli (miracoli al rovescio, evidentemente) guidato da Monti, seppur a distanza di mesi, conferma la convinzione già ben radicata negli italiani. Come dire, meglio tardi che mai.
DAGOSPIA
Scelta Civica, come una clessidra che lentamente ma inesorabilmente fa scorrere la sabbia del tempo sul profilo gia’ merkeliano di Monti Mario, si avvia davvero a diventare “Sciolta Civica”. Gli ultimi segnali sono due. Il primo: Mauro Mario, ministro della Difesa e ciellino si appresta a dire addio al suo capo partito poiché sta già dando vita ad una iniziativa propria nelle regioni, nel solco tradizionale del Partito Popolare Europeo.

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monti riccardi montezemolo 213107 tn Riccardi accusa Monti: “Più dava legnate al paese, più la Merkel era contenta e più lui era soddisfatto”
Il secondo: incredibile a dirsi, Riccardi Andrea, l’uomo di S.Egidio, il ministro della cooperazione, l’uomo che aveva in mano le chiavi del partitino, ormai parla apertamente malissimo del suo ex presuntuoso leader in tutte le sedi e racconta particolari inediti di quanto il governo di cui ha fatto parte sia stato all’insegna di un sadismo politico servile alla Merkel e alla Germania come nessuno mai prima aveva fatto in Italia.
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Mauro Mario nei prossimi giorni dirà chiaro e tondo all’ex Mose’ Monti che l’esperienza politica comune e’ finita, accodandosi in questo a Montezemolo Luca, a Casini Pierferdinando e allo stesso Riccardi. Quanto a quest’ultimo, vale la pena (visto che del governo Monti gli italiani hanno sopportato per un anno non soltanto molte decisioni sballate ma anche i fiumi di bava sui grandi giornali e le televisioni) di riportare alcune altre cose che egli racconta a chiunque gli capita di incontrare.
andrea riccardi mario 216852 tn Riccardi accusa Monti: “Più dava legnate al paese, più la Merkel era contenta e più lui era soddisfatto”
La più importante e’ questa: più Monti assumeva provvedimenti lacrime e sangue, più esodati la Fornero creava, più saliva la protesta e la sofferenza delle classi più deboli, più a Palazzo Chigi erano soddisfatti perché proprio quella era la dimostrazione lampante di credibilità verso la signora Merkel Angela. Cioè, più legnate riuscivano a dare al Paese più pensavano di essere forti in Europa.
alfano monti riccardi 154248 tn Riccardi accusa Monti: “Più dava legnate al paese, più la Merkel era contenta e più lui era soddisfatto”
Follia allo stato puro, dice oggi Riccardi Andrea. E aggiunge che Monti Mario era anche convinto di dover distribuire legnate come attività professorale/pedagogica per indurre il Paese a regredire pesantemente rispetto al suo benessere (vedi l’uso propagandistico di Equitalia contro gli indicatori di ricchezza come le auto e le barche, scoraggiandone l’uso anche a chi le tasse le pagava, unico effetto della caccia scatenata).
mario mauro 168398 tn Riccardi accusa Monti: “Più dava legnate al paese, più la Merkel era contenta e più lui era soddisfatto”
Il tutto, aggiunge ancora, mentre il benessere personale del senatore a vita Monti Mario non ne ha mai sofferto, ovviamente. E Riccardi Andrea, anche per giustificare la sua precedente “complicità”, si dice profondamente deluso dal suo ex capo proprio dal punto di vista dei rapporti umani.
Meglio tardi che mai, ma intanto degli italiani vittime del rigore di Rigor Montis (rigore, e’ bene dirlo, in parte necessario, in parte, come vediamo proprio dai racconti dei protagonisti di un’epoca fortunatamente breve, fatto per compiacere se stessi e un interlocutore straniero) si stanno raccogliendo solo i cocci.
Fonte: rischiocalcolato.it

Tratto: nocensura.com

Incastrati tra Re Midia e Sant'Oro, gli italiani vagano nella nebbia mediatica. Intanto c'è chi sta rivoluzionando l'informazione e il giornalismo investigativo. E' un iraniano.




di Sergio Di Cori Modigliani


E' probabile che tra qualche anno, quando questo periodo delirante sarà passato, gli storici, i sociologi, gli antropologi, studieranno, analizzeranno, disosseranno ogni singolo aspetto della nostra vita quotidiana per ricavarne una logica consequenziale e comprenderne la tessitura. Il momento che stiamo vivendo, infatti, è davvero di interesse estremo, unico nel suo genere. A noi -che ci siamo immersi dentro- non è possibile osservare ciò che accade con la spaesata avidità del ricercatore distaccato. Chi ha un minimo di sensibilità, di decoro civico e un quantum di strumentazione adeguata, vive questa fase -giustamente- come una vera e propria tragedia.
Quantomeno, me lo auguro.
Non so proprio se, in un prossimo futuro (che mi auguro molto prossimo) l'Italia avrà attraversato la più furibonda trasformazione strutturale della propria Storia, una vera e propria rivoluzione e quindi sarà più matura, oppure, invece, sarà precipitata, uscendo dal nòvero delle nazioni evolute e civili, diventando niente di più che una grandiosa meta del turismo di massa. 
Una cosa è certa: per definizione, una situazione estrema presuppone un esito estremo.

Nel 1935, ben tredici anni dopo la sua comparsa sulla scena politica italiana, il fascismo entrò in una fase successiva, mostrando tutta la sua fisionomia autoritaria, cambiando passo e spingendo la morigerata e conservatrice Italia verso una nazione estremizzata. I più lucidi interpreti della realtà, in quel momento, si resero conto che si era andati a finire in quella zona di non ritorno che avrebbe portato, inevitabilmente (dato lo scenario dell'epoca) a una guerra. Come, infatti, si verificò.

Oggi, a mio avviso, ci troviamo in una situazione molto simile, nel senso che è un momento di trasformazione.
La prima fase si è conclusa.
Nel 2010, infatti, l'Italia era molto ma molto diversa: distratta, narcotizzata, cinica, indifferente.
Poi, nella primavera del 2011, ci furono i quattro referendum, che coincisero con la crisi finanziaria dell'euro e gli italiani a poco a poco cominciarono a informarsi, a divulgare, a scambiarsi notizie, umori, idee. All'improvviso sembrò che avessero voglia di sapere come stavano le cose. E lì cominciò la denuncia della corruttela, degli sprechi, degli abusi, dei furti, dei ladrocini, delle espoliazioni, delle appropriazioni indebite, degli inconcepibili (e insospettabili) privilegi di una piccola oligarchia ai danni della stragrande maggioranza della popolazione.
Nessun paese d'Europa sarebbe stato in grado di reggere l'urto e di alchemizzare la valanga che si era abbattuta -in termini di informazione e di comunicazione- sul potere esecutivo, sul management che gestiva la politica,  sull'intera classe dirigente, istituzionale, imprenditoriale, sindacale, amministrativa, aziendale, partitica, religiosa. Nessuno escluso. Tutti sono stati coinvolti, stravolti, chiamati in causa. Perfino la Chiesa Cattolica di Roma, la più antica istituzione politica del continente europeo, ha traballato sotto i colpi. E ha reagito come sappiamo.
Quella fase si è conclusa.

Oggi, denunciare è inutile. Non ha più alcun Senso.
Appunto.
La seconda fase -quella dentro la quale ci troviamo- ha avuto inizio con le elezioni del 23 febbraio 2013. I risultati elettorali parlavano con estrema chiarezza. Berlusconi era stato battuto e sfiduciato dagli italiani che avevano scelto di credere in lui: 6 milioni di voti in meno, -48,5% del suo elettorato. Bersani e l'intero management del PD era stato battuto avendo perso 3,5 milioni di elettori e circa il 30% del suo elettorato. Il popolo protestatario del nord aveva eliminato la Lega che dall'8,5% passava al 3,8% perdendo il 53% dei voti. Vendola che era accreditato di un 8% ne otteneva 3,9%. Fini era fuori dal parlamento, Casini anche, rientrato dalla finestra. L'esito elettorale era chiaro: il paese non li voleva più. 
Poi, è andata come tutti sanno ed è inutile fare un ovvio resoconto.

Si è aperta, dunque, una seconda fase.
La classe dirigente al potere ha "sentito" l'esito elettorale. Ha capito che cosa il paese stava dicendo loro e ha scelto e deciso di ignorare quella voce e di dare un forte impulso alla regressione del paese. Ritornare indietro.
Il primo atto è stato l'elezione di Napolitano.
Non potendo nè sapendo come far fronte a questa situazione, hanno accelerato il meccanismo di dissoluzione della realtà per tentare l'unica strada per loro percorribile: sottrarre definitivamente -e per sempre- al paese, alla cittadinanza, a tutte le persone il Valore del Senso, svuotando di contenuti i significati, lanciando in maniera massiva e massiccia un programma berlusconiano di comunicazione basato sul concetto base di marketing pubblicitario: il nominalismo mescolato alla falsificazione dell'oggettività.
E così Enrico Letta lancia il "governo del fare", figlio ingrato del "decreto salva-Italia" montiano. Il suo governo non ha fatto nulla ma nel frattempo si introduce nelle menti l'idea che "fa".
Contemporaneamente, PDL e PD danno inizio a una proliferazione di dati casuali, notizie prive di fondamento, cifre non suffragate da documentazione, alterazione totale della realtà al punto tale da sostenere eventi mai verificatisi. Basta citarne uno: 20 maggio 2013 quando il premier torna da Bruxelles e la stampa (all'unisono) sottolinea "La grande vittoria di Letta in Europa". Quale? Da quel momento in poi scatta una campagna mediatica sottile, continua, quotidiana, sciorinando grafici, numeri, calcoli, leggi, leggine, senza nessun riferimento a eventi reali, immediati, effettivi. Le falsità e le bugie si assommano creando un quadro davvero sconcertante, perchè spinge -inesorabilmente- chi si occupa di attualità (e deve riferire le notizie) a essere noioso e ripetitivo per spiegare che "non è vero niente". 
E poco a poco, rispuntano Veltroni, Casini, Fini, che ritornano a essere intervistati e ascoltati.

Qui di seguito propongo alla vostra attenzione (so che andate matti per i link) un video che consiglio di guardare e studiare con la dovuta attenzione. Personalmente, se dice il vero, lo considero un documento molto interessante che segnala la trasformazione robotica dei giovani italiani e afferma in Italia la genesi degli "schiavi totali digitali al servizio dei partiti".
Ecco il link:

http://www.youtube.com/watch?v=FbXpBPK8IHQ

Questo video (dura 4 minuti) non è una novità, non è neppure uno scoop, questo è il bello.
Racconta come vengono gestiti i troll della rete (a loro insaputa). Mostra decine di giovani che raccontano come al mattino si rechino a Via del Nazareno, nella sede centrale della direzione del PD, al secondo piano, e tutto il giorno -come in un macabro call center del sud est asiatico- se ne stiano seduti a un tavolo davanti a un computer per diffondere in rete il programma del PD. Lo stesso identico programma che non è stato mai nè diffuso nè spiegato nè proposto a nessun italiano.
Personalmente la trovo una documentazione antropologicamente interessante.
A conferma della inutilità di seguitare a denunciare, in rete, le malversazioni di questa classe dirigente. Qualunque cosa ormai si dica, è pronto un meccanismo ad orologeria il cui fine consiste nel diffondere bugie e falsità per vanificare ogni tentativo di far ragionare le persone. 
Il PDL e il PD -hanno lo stesso identico comportamento e applicano lo stesso identico format- assumono decine e decine di poveri giovani disperati, alcuni pagati una miseria, altri ancora neppure pagati perchè sono in lista nella sezione "clientele garantite" sotto la dizione bravi compagni (per il PD) e combattenti per la libertà (per il PDL). 
Oggi, ad esempio, una valanga di messaggi in rete sono stati diffusi con pignola diligenza originati da un lancio di agenzia proveniente dall'Istat "la recessione è finita, nell'ultimo trimestre il pil dell'Italia sarà di nuovo in positivo". E' esattamente l'opposto di ciò che sostiene il Fondo Monetario Internazionale, la BCE, l'OCSE, la Banca Mondiale, la Commissione Europea.
Ciò che conta è l'affermazione del "nominalismo", ovvero l'applicazione in rete del principio marketing che sostituisce il nominalismo all'evento reale, la sostituzione dell'apparenza alla sostanza, la visibilità al contenuto. Sta al concetto di notizia come le serate di Arcore stanno alla vorticosa passione erotica sentimentale. 
Denunciare, oramai, diventa quindi, a mio avviso, inutile.
Così come non ha più Senso firmare petizioni online, che servono soltanto a far pensare alla gente di essersi trasformati: si pigia un tasto e ci si sente contenti di aver cambiato la Storia del mondo.
E' necessario cambiare, quindi, modello di comunicazione e di attività. 
Lo dico anche a me stesso.
Passare, pertanto, dalla denuncia del malaffare -di solito accompagnata dalla indignata protesta tanto per vedere quanti mi piace si ottengono-  alla fase in cui si comincia a discutere, elaborare, argomentare, proporre le piattaforme del mondo come uno vorrebbe che fosse, sottraendosi alle discussioni provocate dai talk show, mettendosi in gioco con la propria immaginazione, la propria fantasia, la propria libido. Certo non è una buona notizia per i complottisti, per gli amanti di vi dico io quello che nessuno vi dice, per la serieso io cose che nessuno sa, ecc. 
Dobbiamo ricostruire in forme nuove l'humus necessario per generare un nuovo sistema di proliferazione dell'immaginario collettivo che si situi al di fuori del quadro virtuale dell'esistenza pilotata dalla dirigenza politica italiana. Pena la evaporazione delle nostre menti.

Anche nelle altre nazioni civili d'occidente il potere costituito vive la vita robotica che trasforma la cittadinanza da attività Sensata in gioco virtuale controllato dai partiti.
Ma nelle nazioni evolute esiste il capitalismo, esistono imprenditori, esistono soggetti che elaborano anche iniziative forti di contrasto e puntano sulle novità basandosi sull'idea che "il mercato va creato" e "nuove forme di comunicazione si realizzano quando uno le realizza", tautologia che in Italia, invece, dovrebbe essere la base per ingegnarsi verso nuove e più evolute modalità di condivisione della "comunicazione dotata di Senso". 
E' un lusso che noi, nel medioevo italiano, non possiamo permetterci.
Qui sono pochi gli imprenditori coraggiosi e innovativi.
Ecco che cosa sta per nascere in quel di Usa/Gran Bretagna/Olanda/Danimarca.
Sul nome della testata, per il momento, vige un forte riserbo.
Ma sembra che si affermerà come titolo il termine "exposè" che in inglese significa "notizie frutto della attività di giornalismo investigativo e di ricerca il cui fine consiste nell'esporre al pubblico la realtà nascosta degli avvenimenti che il potere occulta, cela, e vuole mantenere clandestino".
E' nato tutto in seguito alla vicenda di Snowden.
Ecco la storia che non credo in Italia sia stata ancora raccontata.
L'idea è venuta a un certo Glenn Greenwald, un giornalista free lance statunitense che aveva lavorato per diverso tempo per un sito on-line che si chiama "salon". Poi, visto che il giovanotto era un tipo sveglio, sapeva scrivere e soprattutto sapeva come fare del buon giornalismo, nel febbraio del 2012 inizia una collaborazione per il prestigioso quotidiano britannico The Guardian e infine nella primavera di quell'anno si trasferisce a Londra e inizia a scrivere per quella testata. Qualche mese dopo, quando Edgard Snowden si trova a Hong Kong, nascosto, dopo aver reso pubblica la vicenda, oggi a tutti nota comeDatagate, accade l'evento clou della sua esistenza. Grazie alla documentazione in suo possesso, Snowden (è la parte, diciamo, nera dei suoi file) ha un voluminoso elenco di tutti i giornalisti statunitensi attivi considerati "scomodi, pericolosi, bravi, non corrompibili". Tra tutti questi sceglie Greenwald, sa di avere la CIA alle costole e sa anche che la sua vita dipende dalle informazioni di cui lui è in possesso e deve metterle in un posto sicuro -e pubblico- prima che lo becchino. E così, un pomeriggio, nella sede del Guardian a Londra, mentre Greenway sta facendo la riunione quotidiana di redazione, arriva una ragazzina giapponese che chiede di lui. La giovane entra nel suo ufficio e pretende di parlare soltanto con lui, specificando che ha un messaggio da parte di Snowden. Greenway, che non l'ha mai vista e non ha la minima idea di chi possa essere le dice "se vuole parlare con me, lo fa in presenza del mio direttore e del capo-redattore". La ragazza accetta. Escono tutti dalla stanza e rimangono in tre più la ragazza.
La giovane, che non sa nulla di nulla, tira fuori dalla tasca una pennetta.
"Questa è da parte di Snowden, mi ha detto di consegnarla soltanto a lei".
Poi se ne va.
Quando, poche ore più tardi, all'aereoporto di Hong Kong lo fermano, lui dichiarerà "io non ho nulla, la pennetta ce l'ha Greenway, a Londra".
Contemporaneamente arriva l'intelligence britannica nell'ufficio londinese ma dopo tre ore di burrascosa riunione se ne vanno con la coda tra le gambe.
E così, parte la storia.
Nell'ambiente del giornalismo investigativo di lingua inglese scatta una fibrillazione eccezionale. Riunioni e riunioni che danno vita a una idea sensazionale: mettere su il più grande sito on-line sul pianeta di denuncia quotidiana delle attività truffaldine dell'intero management politico del globo, suddiviso per continenti, settori, paesi. Convincono alcune persone a dar loro una mano,. Vanno a caccia di finanziamenti. Trovano un inglese e un olandese disposti a metterci dei soldi ma "a condizione di imbarcare qualche imprenditore solido statunitense, molto noto, come curriculum e come biografia". Lo trovano. Si incontrano.
E così, quindici giorni fa (ed è il motivo per cui è stato reso pubblico il datagate) in California viene dato l'annuncio. In una nutrita conferenza stampa nel salone del Four Seasons Hotel di Newport Beach, compare un iraniano, Pierre Omidyar, divenuto cittadino statunitense, considerato da tutti il più geniale esperto di strategie in rete in occidente, l'uomo che ha inventato e-bay, che ha cacciato i primi soldi per Zuckerberg quando nessuno gli dava retta, perchè ha trovato facebook un "marchingegno che avrà successo" (ci ha guadagnato 2 miliardi di dollari) e che ha dato a Jeff Bezos la dritta (ben remunerata) di lanciare la piattaforma Amazon. Costui, notoriamente, ha un suo pallino: "promuovere la trasparenza e bastonare i marpioni coinvolgendo direttamente l'opinione pubblica". Ha spiegato quindi di aver costituito la società, con tre soci europei, per lanciare quello che lui ha definito "sarà il più grande sito al mondo che si occuperà esclusivamente di tutto il marcio che esiste e di cui non viene raccontato nulla alla cittadinanza. Ebbene lo faremo noi". Ha raccolto la crema del giornalismo investigativo di lingua inglese. Ha preso due del Washington Post, tre del New York Times, uno del Chicago Tribune, uno di Rolling Stone, e poi cinque britannici, due australiani, tre canadesi. Glenn Greenwald è il direttore editoriale. Omidyar, in persona, diventa il direttore responsabile "se qualcuno osa romperci i coglioni, me la vedo io con loro". Ha assunto i cinque più prestigiosi hacker sul mercato per costruire un inattaccabile inaccessibile firewall. "Ho deciso e scelto di crederci" ha dichiarato "è la mia grande ambizione. Il mondo sta cambiando e dobbiamo andare verso il futuro. Non costruiranno il Nuovo Ordine Mondiale senza tener conto della volontà e desideri della cittadinanza globale planetaria. E' un rischio grosso, lo so. Ma i soldi servono a questo, sennò che gusto c'è a farli?".
Ha messo a disposizione 250 milioni di dollari perchè -per principio- gli stipendi saranno molto alti. Dopo due mesi dalla nascita (prevista per marzo 2014) inizieranno le diverse piattaforme in altre lingue con redazioni locali in Francia, Spagna, Olanda, Danimarca, Portogallo, Svezia. E poi, se va bene, in seconda battuta arriverà anche l'Italia.
Sa che può non funzionare e perderà i suoi soldi.
Ma l'uomo è ambizioso.
Le sue previsioni? "Puntiamo ad avere tra i 100 e i 200 milioni di utenti al giorno entro il primo anno, ma puntiamo ad averne almeno 1 miliardo entro il biennio".

Niente male come obiettivo. Tanto per cominciare.

Questo accade nel mondo.

Secondo voi esiste in Italia un imprenditore capace di avere una visione simile e mettere a disposizione risorse per una nuova comunicazione? Per fare dell'informazione reale?

Ne vedremo delle belle.

Ci sarà davvero da divertirsi.

Mi fa sentire ottimista.