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sabato 30 novembre 2013

Vampiro "radicale": succhiare fondi pubblici via radio di Danilo Quinto

Radio radicale
Qualche settimana fa, con un articolo di Claudio Plazzotta, il quotidiano Italia Oggi sottolineava l’enorme calo degli ascolti di Radio Radicale: nel primo semestre di quest’anno, una media di 288mila ascoltatori nel giorno medio, il 40% in meno della media del 2003. «È il risultato – diceva l’articolo - di un palinsesto sempre uguale a se stesso da troppo tempo, e, più in generale, della crisi del movimento di Marco Pannella che ormai, anche nelle urne, raccoglie spiccioli di voti».
A far da contraltare a questi numeri, sottolineava Italia Oggi, quelli del Centro di Produzione S.p.A.: nel 2012, i ricavi complessivi hanno raggiunto i 12,9 milioni (contro i 12,7 dell’anno precedente), di cui 8,4 milioni derivanti dalla convenzione con il Ministero dello Sviluppo Economico per la trasmissione delle sedute parlamentari e altri 4,5 milioni come contributi dai fondi dell’editoria, ai quali la Radio accede quale organo della Lista Marco Pannella. Il costo del personale (a Radio Radicale lavorano 23 giornalisti e 29 impiegati) è salito nel 2012 a 3,75 milioni, contro i 3,7 milioni del 2011 e i 3,5 mln del 2010. In leggera sofferenza è l’utile: dopo i 161 mila euro di profitti 2009 e i 168 mila del 2010, da un paio di esercizi si è passati al rosso, con un -225 mila euro nel 2011 e un -123 mila nel 2012.
«Come spiegano i soci del Centro di Produzione (Lista Pannella al 51,9%, la Elma di Marco Podini con il 25%, Cecilia Maria Angioletti, presidente del cda, con il 16,9% e il Centro di produzione stesso con il 6,1% di azioni proprie) – scriveva Italia Oggi – "il valore lordo della convenzione (circa 8,4 mln di euro all’ anno, ndr) è invariato da sei anni; il valore netto, peraltro, è calato perché l’Iva, negli ultimi due esercizi, è salita dal 20 al 21%. Inoltre i ricavi si sono ridotti perché sono stati eliminati il contributo al 50% sulle spese di energia elettrica, e quello all’ 80% sui costi delle agenzie stampa. I soci, quindi, invitano gli amministratori a valorizzare il servizio pubblico svolto da Radio Radicale, anche attraverso iniziative legislative"».
Si può essere certi, quindi, che in vista della legge finanziaria 2013, riprenderà il can can – che dura da oltre vent’anni – per consentire alla Radio di Pannella di introitare milioni di denaro pubblico ogni anno per la diffusione delle sedute parlamentari, accessibili ormai attraverso internet e il satellite e che potrebbero essere trasmesse gratis dalla Rai-Tv. L’erogazione di denaro pubblico a favore di Radio Radicale ha avuto inizio nel 1990 e, qualche anno dopo, è stata cristallizzata con la legge 11 luglio 1998, n. 224, che confermavalo strumento della convenzione da stipulare a seguito di gara – che non è mai stata né indetta né tanto meno espletata - ma nelle more rinnovava la convenzione per un ulteriore triennio. 
Di tre anni in tre anni, si è arrivati fin qui, con decine e decine di milioni di euro, determinanti per l’esistenza della radio pannelliana. L’anno scorso, a prorogare per un anno la convenzione – che va in scadenza nel mese di novembre – ci pensò, nel silenzio e quindi nell’assenso pressocché generale, il Governo del’"amico" Monti, attraverso la legge di stabilità, che al comma 16 dell’art. 8, finanziava le “esigenze indifferibili”. I dieci milioni di euro per il solo anno 2013 furono erogati, senza che occorresse, come era accaduto per l’anno precedente, la mobilitazione del fior fiore dei parlamentari, tra cui anche coloro che nella loro attività si richiamano ai principi cattolici. Tutti convinti, evidentemente, della necessità di alimentare uno strumento formidabile di propaganda a disposizione di coloro che con la loro cultura relativista hanno contribuito a devastare l’identità cristiana del nostro Paese. 
Quest’anno, si punterà certamente ad un aumento degli importi, considerando gli effetti dell’inflazione e ad un ulteriore valorizzazione di quello che viene ritenuto un “servizio di interesse generale”. Non ci sarà bisogno di troppo clamore. I radicali, nonostante lo 0.19% dei loro consensi, sono ora al Governo e il loro Ministro degli Esteri – verso la quale buona parte del mondo cattolico nutre grande simpatia, nonostante la sua storia di abortista convinta, che rivendica con orgoglio le sue gesta – saprà come meglio muoversi. 

Venti milioni per far giocare Pannella alla radio di Danilo Quinto

Pannella nella sua radio
È fatta. Anche questa volta, come per le decine di volte precedenti. Da più di vent’anni. Fate i conti e vedete quanto fa 2 per 10 (milioni) di euro all’anno. Un botto!
La Radio di Marco Pannella e di Emma Bonino - pardon, il loro servizio d’interesse generale, come lo definiscono - ha incassato anche questa volta, attraverso la Legge di Stabilità, approvata al Senato con il voto di fiducia, il denaro ritenuto necessario dallo Stato (perché il denaro è dello Stato, cioè di tutti) per trasmettere, nell’ambito e in una quota parte del suo palinsesto, le sedute di Camera e Senato, per gli anni 2014 e 2015: 10 milioni di euro per ciascuno di questi anni.
Può farlo gratis la Rai-Tv, con Gr-Parlamento? Lo fanno tutti i siti d’informazione per le sedute più importanti? Lo fanno i canali satellitari di Camera e Senato? Non importa. Deve farlo Radio Radicale e devono pagarlo tutti! E’ un diktat dal quale non si può prescindere. Nessuno si azzardi a dire nulla! Se si alzasse una flebile voce, non per dissentire - è chiedere troppo a quest’Italia cialtrona e ipocrita! - ma per domandare spiegazioni, verrebbe zittita, come nelle dittature comuniste e fasciste. Il “regime partitocratico” - così lo chiama Pannella - paga una tassa annuale da decenni a questi astuti personaggi, chiunque sia il premier: Berlusconi o D’Alema, Prodi o Monti, Letta o chicchessia. Poco importa. Si deve obbedire e basta. Tutti si genuflettono. “Pannella non conta nulla” - mi disse tempo fa un autorevole Ministro dell’attuale Governo – “lo facciamo per farlo divertire”. Aveva ragione lui.
Sulla pelle di chi, fanno divertire Pannella? 20 milioni di euro in 2 anni, sono 10 volte l’importo deciso dal Governo per il primo intervento nella Sardegna devastata dall’alluvione. Con la stessa cifra, si potrebbe porre un argine allo scandalo delle pensioni minime o rendere sicure e frequentabili le scuole pubbliche o investire nella ricerca o fare mille altre cose. Invece facciamo divertire Pannella e questa volta, per farlo divertire, non è neanche stata necessaria la solita messa in scena. Scioperi della fame e della sete - tranne quelli ad intermittenza per i diritti dei detenuti - e appelli a gogò sono stati accantonati e messi in soffitta. Anche i parlamentari cosiddetti cattolici hanno potuto fare a meno di apporre la loro firma per la salvezza di Radio Radicale, come hanno fatto in passato, senza avere il coraggio di spiegare perchè.
Questa volta, nel Governo Letta c’è Emma Bonino - la Ministra degli Esteri che sul suo profilo facebook dice che sarà il processo a stabilire l’innocenza o la colpevolezza di coloro che sono stati comandati dal nostro Stato a compiere il proprio dovere e che sono sequestrati in India da due anni e che li equipara ai 10mila casi che segue di italiani in difficoltà nel mondo - scelta per le sue competenze e i suoi meriti, che nessuno sa quali siano, ma che è ben voluta e amata da tutti, nonostante il suo passato di abortista, che rivendica ancora oggi. Forte del consenso alla sua lista di riferimento - che alle ultime elezioni ha colto, udite, udite, il risultato dello 0,19% - la Bonino è lì, a rappresentare l’Italia nelle sedi internazionali e in quelle europee, a lei omogenee, in base alla cultura anti-umana che esprimono ed è anche lì per garantire gli introiti di Radio Radicale.
L’ultimo rinnovo temporale della convezione - quello deciso da Monti - era stato di un anno. Ora - nonostante l’enorme calo degli ascolti dell’emittente, nel primo semestre di quest’anno, una media di 288mila ascoltatori nel giorno medio, il 40% in meno della media del 2003, come ha documentato un articolo di “Italia Oggi”, del luglio scorso - si raddoppia. Per garantire la certezza degli investimenti del Centro di Produzione S.p.A., la società editrice di Radio Radicale, direbbe il furbo Pannella. E’ danaro - pubblico - che si aggiunge ai fondi per l’editoria - pubblici - di cui Radio Radicale gode in quanto organo della Lista Marco Pannella (4,5 milioni di euro per l’anno 2012), che fino a quando aveva suoi rappresentanti in Parlamento, ha sempre incassato l’altro denaro - pubblico - derivante dalla legge sul finanziamento dei partiti politici, così come gli ex parlamentari radicali che hanno raggiunto l’età prevista, incassano gli emolumenti - pubblici - pensionistici. Un’orgia di denaro e di potere. Lo stesso potere che da decenni imperversa nella società italiana.

Artigiano si diede fuoco, Equitalia chiede 60mila euro alla vedova

Artigiano si diede fuoco, Equitalia chiede 60mila euro alla vedova
Giuseppe Campaniello si uccise il 28 marzo del 2012 davanti alla commissione tributaria dell'Agenzia delle entrate di Bologna. Ora alla moglie Tiziana Marrone viene chiesto il pagamento dei 'debiti' ereditati: "Sono senza pietà"

Una cartella Equitalia da oltre 60mila euro, per il triennio 2005-07: se l'e vista recapitare Tiziana Marrone, vedova di Giuseppe Campaniello, artigiano in crisi che il 28 marzo 2012 si diede fuoco davanti alla Commissione tributaria di Bologna e morì pochi giorni dopo. Debiti 'ereditati' per la comunione dei beni. "Sono senza pietà, io non c'entro niente col lavoro di mio marito. Non ho i soldi per pagare quella cifra, al momento non ho neanche un lavoro", ha detto.
Lo riferisce il Resto del Carlino. La cartella che la donna ha ricevuto il 25 ottobre si riferisce ad un cumulo di Irpef, Iva, addizionali regionali e imposte sulle attività produttive. L'anno scorso Marrone aveva anche organizzato una marcia delle 'vedove' della crisi. Gli ultimi sei li ha passati in Abruzzo, a casa, al fianco della madre malata: "Attualmente - dice al quotidiano - vivo con la pensione di reversibilità di mio marito, neanche 500 euro al mese". Ha scritto lettere al presidente della Repubblica, a numerosi politici, al Papa: "Ma nessuno mi ha mai risposto. E chi ha promesso di farlo, poi non si è più sentito". E' consapevole che, secondo le norme, quanto è accaduto è corretto: "Ma le leggi si cambiano, tutto si può fare quando lo si vuole fare. E deve esistere anche un briciolo di umanità. Mi sono rivolta alle istituzioni per avere un lavoro o un sussidio, ma mi hanno risposto che non ne ho diritto. Ma a 50 anni un lavoro non te lo dà più nessuno di questi tempi". Anche il marito, togliendosi la vita, lasciò un biglietto chiedendo di "lasciare in pace" la moglie.
fonte http://bologna.repubblica.it/cronaca/2013/11/30/news/artigiano_si_diede_fuoco_equitalia_chiede_60mila_euro_alla_vedova-72327945/?ref=HREC1-8

LA GRANDE TRUFFA DI TELETHON




Il professor Jacques Testard denuncia l’imbroglio
Jacques Testard, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale Francese della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm)

“E’ scandaloso. Il Telethon raccoglie annualmente tanti euro quanto il bilancio di funzionamento di tutto l’Inserm (Francia). La gente pensa di donare soldi per la cura. Ma la terapia genica non è efficace. Se i donatori sapessero che il loro denaro, prima di tutto è utilizzato per finanziare le pubblicazioni scientifiche, ma anche i brevetti di poche imprese, o per eliminare gli embrioni dai geni deficienti, cambierebbero di parere”.
*Jacques Testard, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale Francese della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm), uno specialista in biologia della riproduzione, “padre scientifico” del primo bebè-provetta francese, e autore di numerose pubblicazioni scientifiche che dimostrano il suo impegno per una “scienza contenuta entro i limiti della dignità umana”.

Il professor Marc Peschanski, uno degli architetti di questa terapia genica, ha dichiarato che “abbiamo intrapreso un strada sbagliata”.
Marc Peschanski, è un biologo e neurofisiologo francese specialista delle malattie neurodegenerative e delle cellule staminali .

Enti caritativi e fondazioni – Sembrerebbero organizzazioni lodevoli per il fatto che destinano i proventi derivanti dalle donazioni alla giusta causa. Ma la verità è un’altra, amministratori e dirigenti hanno stipendi d’oro e giganteschi rimborsi spese. Volano in prima classe, se non su aerei privati, soggiornano negli hotel più lussuosi e pranzano nei ristoranti più eleganti, grazie alle vostre donazioni. Infatti si è scoperto che certi Istituti e Enti di beneficenza spendono più del 40% degli introiti per coprire i “costi amministrativi“.
Jerry Lewis TELETHON ha raccolto più di un miliardo di dollari per la distrofia muscolare eppure adesso i malati di distrofia muscolare sono più numerosi di prima !!!

Tale fallimento era ed è prevedibile in quanto la ricerca finanziata da Telethon si basa per oltre il 50% sull’ utilizzo di animali o cellule di animali. “ I test sugli animali, per la scarsa affidabilità, sono cattiva scienza” ed auspica un radicale cambiamento nella ricerca. A riferirlo è uno dei più noti tossicologi al mondo, il professor Thomas Hartung*.

Ed ancora, della stessa opinione il professor Horst Spielmann tossicologo della Freie Universitat di Berlino, il Prof. Michael Benatar neurologo della Emory University di Atlanta, in Georgia, specializzato nello studio della sclerosi laterale amiotrofica , Robert Weinberg il professore di biologia del Mit scopritore del primo oncogene umano, il Prof. André Menache medico veterinario e direttore di Antidote Europe, il Prof. Umberto Veronesi oncologo di fama mondiale direttore Istituto Europeo di Oncologia e molti altri autorevoli ricercatori.

La bibliografia scientifica è ormai piena di pubblicazioni che criticano e invalidano la vivisezione ma nessun testo scientifico riporta testimonianze sui benefici della stessa. Le denunce, sempre più frequenti e su organi ufficiali. Il movimento di scienziati che si oppongono alla vivisezione sulla base di teorie unicamente scientifiche sta crescendo continuamente e sono sempre più frequenti gli articoli che, su riviste scientifiche prestigiose, muovono pesante critiche a questo metodo di ricerca.
British Medical Journal (volume 328, 28 febbraio 2004). Journal of the American Medical Association (volume 279, 15 aprile e 20 maggio 1998). Nature (volume 438, 10 novembre 2005). Annals of Neurology (volume 58, dicembre 2005).
*Thomas Hartung, dal 2002 al 2008 è stato direttore scientifico responsabile per la ricerca della Commissione Europea Ecvam, il Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi e ora dirige il Caat, Centro per le alternative ai test con gli animali della Johns Hopkins University, e insegna allʼUniversità di Costanza.
Thomas Hartung dirige il Caat, Centro per le alternative ai test con gli animali della Johns Hopkins University

http://www.partitoanimalistaeuropeo.com/blog_pae/index.php/2011/12/la-grande-truffa-di-telethon/

Ultime dal fronte: BRAvate sinistrorse e necessità di andare "oltre"...


LUI é "di sinistra". Ma quella VERA.
RIP Costanzo Preve, ci mancherai! :(
14 aprile 1943 – 23 novembre 2013
Buon giorno e buona battaglia sovranista a tutti.

Il post precedente si era concluso con questa postilla:

"Domani e Sabato sarò a Roma alforum di economia di Eurotruffa! Il 22 novembre a Braparteciperò come relatore ad unevento organizzato dall'ass. Zamboni su "Euro e disoccupazione"".

Ripartiamo da qui. Sono stato al forum di Roma (bellissimo), NON sono stato a Bra. Motivo? Il ritiro "spintaneo" di uno dei tre relatori, un mio amico appartenente ad una certa area della cosiddetta sinistra de noantri di cui ho già parlato in questi termini nel post precedente:

"Una certa area sedicente di "sinistra radicale", non esita a definire tutta l'area sovranista "rossobruna", boicottando più o meno esplicitamente le nostre attività per giunta e chiudendosi in un angolo elitista da cui le sarà difficile uscire senza sconfessarsi."

Beh, ero stato profetico... Relatore ritirato con tante scuse (del relatore, non del partito), impossibilità di trovarne un altro nei tempi ristretti che avevamo, evento rimandato e tanti saluti. Perché? Perché siamo "rossobruni", perché ci vogliamo richiudere dietro la linea del Piave, perché non capiamo che Belzebù-Capitale, per sua natura internazionale, deve essere combattuto SOLO con un movimento proletario internazionale di cui l'UE essendo chiara emanazione (LOL) va protetta dai nostri rigurgiti neofascisti e aiutata a crescere verso il sole dell'avvenire. Una tendenza che aveva ben individuato il filosofo di SINISTRA Costanzo Preve, recentemente scomparso (qui l'omaggio di ARS), alla cui memoria dedico questo post:

"Dopo il Sessantotto la "Sinistra" è diventata l'ala culturale ed artistica marciante di un nuovo capitalismo post-borghese, che ha cancellato la stessa matrice originaria dello stesso comunismo di Marx, e cioè la coscienza infelice (Hegel) della borghesia europea. Dal momento che qualsiasi programma di de-globalizzazione (Lordon, Sapir) implica il rafforzamento del "pubblico", e cioè della sovranità economico-politica dello stato nazionale, la sinistra sicuramente vi si opporrà, dando luogo ad un curioso e funesto gioco delle parti, e cioè la globalizzazione "liberista" a destra e la globalizzazione "anarchica" a sinistra, che marceranno separate, e colpiranno unite qualsiasi programma di liberazione nazionale e sociale, infallibilmente connotato come "populista", ispirato dalla destra eterna".

Parole inequivocabili e profetiche. Il professor A.Bagnai ci ha spesso parlato della reticenza di Ferrero e Rifondazione Comunista in proposito, mentre del PD non serve nemmeno parlare. Dulcis in fundo, al forum romano di Eurotruffa, Marco Rizzo del CSP (Comunisti Sinistra Popolare), é parso piuttosto rassegnato. E il messaggio che ci ha regalato é stato che l'Italia é comunque destinata a non avere MAI PIU' la sovranità, poiché abbiamo perso per sempre i margini di libertà che ci consentiva essere la "frontiera dell'impero USA con la Russia". Ora siamo relegati al ruolo di provincia senza importanza e destinati alla sudditanza, dal momento che (e SOLO su questo concordo) a sua detta in Italia non ci sarà alcuna rivoluzione e che l'unico sistema in grado di sconfiggere il capitalismo, a sua detta, é lo leninismo, e questo non é palesemente proponibile politicamente in Italia. Beh, forse non gli hanno parlato dei 30 gloriosi e della repressione finanziaria, durante i quali per sua informazione il capitale era vivo e vegeto, così come la nostra democrazia costituzionale, poi abbattuta dai suoi compagnucci fra scroscianti applausi. Lenin, buon'anima, era altrove. A rivoltarsi nella tomba per l'esattezza. Ah, ecco un linkettino per quelli che... "noi non abbiam votato alcun trattato europeo"...

Lisbona, 2007: Clap clap clap!

Cari amici di questa sinistra, e includo anche una certa componente di personaggi radical chic assai viscida oltre che perennemente in cerca d'autore e completamente incapace di un qualsiasi reality check, fate quel che volete, ma non avrete vita facile se la vostra analisi del problema si riduce a dare del fascista a chiunque si riconosca nel nostro testo costituzionale così come era stato concepito nel '48 e se continuerete a identificare qualunque classe svantaggiata dalla crisi come "sinistra".

A me pare chiaro che il cosiddetto "proletariato" ormai ci comprenda tutti, elettori di destra o di sinistra, senza distinzione, quegli stessi elettori che voi volete mettere su schieramenti opposti. Forse solo la nostra classe politica e l'alta finanza italiana ne sono esclusi. Ma siete certamente liberi di credere che la crisi sia un problema della sola classe salariata, contro il fronte unito dei "perfidi imprenditori e banchieri liberisti che hanno sempre e solo fatto i loro comodi e che ora vogliono rifarsi una verginità, in attesa di massacrare nuovamente i nostri salari".

Beh, se anche fosse vero che chiunque faccia impresa e offra lavoro in Italia é liberista nell'anima (e non lo é), temo anch'io come Rizzo che in Italia, così come in Grecia, non vi sarà alcuna rivoluzione e che pertanto, piaccia o no, tale quotaparte di cittadini vada convinta anzitutto con le buone dell'evidenza che il nostro reddito é il loro guadagno. Continuare sulla strada della deflazione salariale é palesemente impossibile,controproducente per le stesse aziende. E se la classe imprenditoriale non l'ha ancora capito bene, si dovrà provvedere con militanza mirata, divulgazione e diplomazia (ergo buttare queste persone nelle braccia della nostra destra liberista non é esattamente una buona idea). O forse pensate ad una rivisitazione in chiave neo-stalinista della nostra economia in cui la classe imprenditoriale venga inviata nei gulag e sostituita in toto con lo stato datore di lavoro di ultima istanza? Non avverrà.

Pertanto, questo patto sociale che voi aborrite e date per morto (o comunque di breve durata) prima ancora di tentare di crearlo é la nostra sola speranza di salvezza. Un po' capisco il vostro timore eh... Se un tale patto si creasse e funzionasse, verreste cancellati dai libri di storia della politica italiana fino al prossimo giubileo da spread. Ma la mia comprensione finisce qui... Perché é inutile specificare che chi pone le condizioni perché tale patto NON si realizzi ha a cuore la nostra sovranità, democrazia e benessere tanto quanto io ho a cuore la sceneggiatura della prossima edizione de "Il Grande Fratello".

Ma lasciate che vi renda edotti di ciò che penso di voi grazie al prof.A.Bagnai... Ovviamente massacrato anche da costoro per i suoi tentativibipartisan di dare spiegazioni organiche sulla crisi... Salvo che lo schieramento più vicino agli "Alti ideali di sinistra"(TM) brilla per la sua assenza in tal senso...

"Per salvare la faccia mandereste a morire decine di milioni di persone, cari intellettuali de sto cazzo, che ancora non avete capito che il capitale nasce internazionale e il proletariato non lo diventerà mai, e che l'unico possibile presidio di democrazia, e quindi di tutela delle classi subalterne, oggi è lo Stato nazionale, che è poi l'entità sovrana che si costituisce sotto il presidio di una Costituzione, l'unico strumento dal quale possiamo aspettarci un minimo di tutela dei nostri diritti fondamentali, e con il quale voi invece, seguendo la corrente "europeista", volete nettarvi le terga, in nome di un malinteso "superamento del nazionalismo" .
Bene. Per me i fascisti siete voi. E non me ne importa una beneamata fava se quando l'on. Alemanno picchiava qualcuno (così mi dicono i bene informati), voi eravate nel vostro orticello ad annaffiare le mammole, riflettendo sulla composizione organica del terriccio e sulla caduta tendenziale dei vostri capelli (tema nel quale vanto un deciso primato).Quello era prima. Ora la gente muore, con la vostra complicità, con la vostra acquiescenza, anzi, con la vostra fottuta Schadenfreude, perché a voi che la gente muoia piace, perché così, pensate voi, esploderanno le contraddizioni del capitalismo."

Questo naturalmente vale anche per "la DESTRA", sia ben chiaro. Salvo che quest'ultima, e non solo in Italia (alcune parti del programma del Front National della Le Pen paiono scritti da Quarantotto), é decisamente più avanti nelle analisi, nella divulgazione e nelle prese di posizione sul problema, e rischia di far carne di porco di ogni avversario politico, con tutte le mie riserve del caso sul modello di società e di economia che avrebbero in mente per il DOPO... Poiché vi ricordo che senza un piano industriale sensato, senza investimenti mirati per far riprendere l'economia reale, la sovranità resterà solamente un esercizio teorico.

Vai avanti tu che mi vien da ridere...o piangere...
Ma questo solo fatto pone le destre europee molto più avanti dello stessoMovimento 5 Stelle, che pure si é definito post-ideologico e si lancia in grandi battaglie costituzionali (come quella a difesa dell'art. 139 Cost.), senza capire che il singolo inserimento del pareggio di bilancio basta a rendere la ns Costituzione di fatto sospesa, poiché preclude la realizzazione di praticamente TUTTI i nostri principi fondamentali.L'Eurosistema e i principi fondamentali della nostra costituzione sono mutuamente esclusivi, come il presidente di ARS Stefano d'Andrea ha chiaroda più di due anni.

Certo, anche questo é un bel problema per chi vuole riconquistare la sovranità.Le pessime compagnie, specie quelle che usano argomenti molto simili a questi, per portare avanti battaglie non sempre auspicabili. Compagnie cherischiano di rendere la causa per la sovranità attaccabile in vari modi. A fianco ne vedete alcuni esempi. Fascisti, estremisti, urlatori, qualunquisti, populisti (quelli veri) e xenofobi in Italia e Europa hanno fatto proprio un vocabolario molto simile. E sarà da costoro, come pure dall'area complottista, che ci si dovrà distinguere a tutti i costi. Perché non é che il fenomeno "rossobruno" NON esista. ESISTE eccome e non va sottovalutato, si vedano ad esempio soggetti da museo in area neonazista come questi.

A tal fine, mi sento di dare alcuni consigli a chi mi legge e a chi fa parte del mio gruppo di attivisti piemontese, consigli ispiratimi dalla lettura di articoli molto interessanti come questo di Scenarieconomici: un'interessante carrellata di ammissioni e responsabilità di metà classe politica italiana ed europea sulla crisi dell'Eurosistema. Vi invito a leggerlo e riconoscere certe tendenze sempre più diffuse non solo nella divulgazione in rete, ma anche nell'animo della gente fuori di qui.

Questo pezzo ha un problema, anzi ne ha vari. Come tanti che vedo in rete. E' pregno di una retorica MOLTO pericolosa:
  • Antitedesca fino al midollo. I tedeschi vengono dipinti come criminali nazisti e assassini. alcune considerazioni sono al limite della xenofobia antitedesca ("Würstelese"?). Non sto a spiegarvi quanto quest'atteggiamento generalizzato in Europa sia pericoloso, specie in tempo di crisi, morti e crescita di movimenti di nazionalisti in tutta Europa. Non sto a spiegarvi nemmeno quanto faccia il gioco dei politici che hanno permesso tutto ciò, che avranno vita facile a "dar la colpa alla signora Germania" e tenersi il cadreghino caldo e sicuro (Lega?), continuando poi con tutta la tranquillità del caso e magari il vostro voto a perseguire politiche liberiste e turbocapitaliste anche FUORI dall'euroE' il liberismo il problema, non l'euro o "la Germania"!!! Non fidatevi di chi vuole portarci fuori dall'euro "per far dispetto ai nazicrucchi", non fidatevi di chi non metterà la lotta al turbocapitalismo e il ripristino della costituzione al centro del suo programma, non fidatevi chi vi dice che "la globalizzazione é un progetto irreversibile, il progresso abbatte l'occupazione, il lavoro se ne é andato e non tornerà, accontentatevi del reddito di cittadinanza!". La Le Pen per esempio ha fatto un'ottima analisi del problema, maM5S, Alemanno, Lega e Alternativa per la Germania NO! E con la Germania, dentro o fuori dall'euro, dovremo accordarci nel prossimo futuro. Questi non sono i termini migliori per iniziare. Farei notare che il popolo tedesco é vittima didisinformazione e di vessazioni salariali e fiscali quanto noi, e l'iniquità sociale é ai massimi anche da loro. Non tutti i tedeschi ci hanno guadagnato, anzi, direi una stretta minoranza. E no, non sono nazisti e non sono nostri nemici. La Merkel non é "la Germania". La lobby industriale tedesca non é "la Germania". Chiaro?
Scaricabarile in corso... Liberismo non pervenuto nella critica.
  • Antipolitica fino al midollo. Piaccia o meno, con i soggetti citati nell'articolo e con le relative parti politiche, si dovrà avere a che fare per ricostruire il paese, e ogni atteggiamento manicheo é DANNOSO per dialogo e collaborazione. Ma forse pensate in termini di "Io governo solo col 51%, prima vaffanculo!" (B.Grillo), ovvero "i mille modi per rendere politicamente nulli i miei voti". Persino una testa calda comeA.Bagnai ha capito che deve parlamentare con Fassina per avviare un dibattito. E non si parlamenta in termini di questo tipo. La politica é compromesso e strategia. Non il gioco a chi strilla più forte. La stessa Rete Lira, e moltissimi attivisti allo stesso modo, anche fuori dal Movimento 5 Stelle, vedono ormai la partitocrazia italiana come un covo di criminali irredimibili con cui non sarà possibile alcun dialogo civile, e meditano di arroccarsi in solitudine negando a priori qualunque possibilità di accordo. A queste condizioni, anche ammesso che una frazione del prossimo parlamento sia sovranista, cosa combineremo? Beh, io con questi parlo e parlerò, vi piaccia oppure no. Senza aspettarmi nulla, beninteso. Ma occorre vigilare da vicino su di loro, mettere tutta la pressione possibile. Inoculare e poi distogliersi sdegnati non basta.
  • Per gli stessi motivi, é una logica d'odio assolutamente deleteria nell'ottica di gettar le basi del nuovo patto sociale costituzionale che dobbiamo creare, pena la continuazione delle nostre sofferenze, anche fuori dall'euro. Ho recentemente sentito gente "di sinistra" informata dei fatti insultare imprenditori e elettori di destra, precludendo avvicinamento e dialogo. Se questo non é dannoso per il patto che serve, non so cosa sia il danno. Spiegatemi. Tendetela questa mano,TENTATE almeno di bloccare la logica che ci porterà all'ennesima guerra tra poveri.
  • E' una retorica filocomplottista che deresponsabilizza non solo la classe politica, ma anche VOI. Viene fatta passare l'idea che l'euro sia stato un complotto premeditato fin da subito, alle spalle di popoli impotenti e vittime, frutto di singole decisioni errate o in malafede. C'é del vero in questo, ma intanto questo avvicina la vostra divulgazione all'ambiente complottista, con l'effetto deleterio per la vostra credibilità che potete facilmente immaginare. Poi, quelle persone e quelle decisioni, chi le ha votate? NOI. E' pur vero che nessuno di noi ha "votato" il fiscal compact, ma non é colpa nostra se il nostro vero e unico contratto fra italiani, ovvero la nostra costituzione non prevede referendum per recepire i trattati internazionali. E non ho sentito così tanti lamentarsene. In compenso é verissimo che la quasi totalità di chi leggerà queste righe HA VOTATO PARTITI palesemente per l'integrazione eurista, come PD, PDL, LEGA, Scelta civica, lo stesso M5S etc. E allora di che vi lamentate? E' comodo parlare di complotto. Molto meno comodo ammettere, come neppure l'articolista può negare, che tutto ciò fosse condotto alla luce del sole e sotto ai nostri occhi. E noi abbiam deciso di cambiare canale, rassegnandoci al nostro ruolo di consumatori passivi della politica. Oltre a ciò, é una logica molto comoda alla nostra stessa classe politica. Se di complotto si é trattato, gente che viveva in case affittate "a sua insaputa" avrà gioco facile a negare qualunque responsabilità, quando non accuseranno direttamente questo o quel complotto per coprire la propria inettitudine o inadeguatezza, come é stato capace di fare l'ex senatore Fernando Rossi dopo il nubifragio sardo. Un gigantesco e trentennale problema di mancato rinnovo delle infrastrutture e di crollo degli investimenti per la messa in sicurezza del nostr territorio, dovuto alla nostra aderenza al rigore eurista, derubricato alle... alle SCIE CHIMICHE!!!

So che é difficile, ma nella vostra divulgazione cercate di seguire queste semplici regole. Ne gioverà la vostra efficacia, l'importante non é fare il miglior fotomontaggio della Merkel con i baffetti, l'importante é raggiungere e farsi capire dal maggiori numero di persone possibile. Echi ha sbagliato ieri e oggi potrebbe essere l'alleato indispensabile di domani.

In termini assai più aulici, é su queste posizioni anche Diego Fusaro, allievo di Costanzo Preve. Nel suo saggio "Coraggio", egli chiarisce che "essere contro" ad un sistema ha un solo senso: avere il coraggio dell’indocilità ragionata, non dei colpi di testa o degli atteggiamenti estremi, della propria dissonanza rispetto all’esistenza, ma anche della volontà di delineare diversamente la morfologia del reale in opposizione alle logiche conservative del potere e al comune pathos adattivo che accetta il mondo non perché sia buono o giusto in sé, ma perché per inerzia, assume che non possa essere altro da quello che è.

Presto vi dirò di più sul forum di Eurotruffa e sui suoi protagonisti :)


PS. In collaborazione con l'ass. A.Zamboni, stiamo filmando e presto metteremo a disposizione online dei filmati-pillola su economia e politica, nell'ottica di una divulgazione più efficace!

PPS. Prossima riunione operativa di ARS Piemontemercoledì 25 Novembre, ore 18, davanti alla vecchia entrata di Porta Susa a Torino. Ci sposteremo poi nella solita sala da the dall'altra parte della strada.


Ci vediamo in mischia.
Mattia C

La storia della maschera di Guy Fawkes

Guy Fawkes

Resa popolare dal film "V for Vendetta", è stata rilanciata dagli hacker di Anonymous, che ora stanno facendo guadagnare a Time Warner fior di quattrini

La maschera più venduta sul sito Amazon.com è quella di Guy Fawkes, racconta il New York Times. La riproduzione del volto del cospiratore inglese del 17esimo secolo, indossata dal protagonista del film “V per vendetta”, batte Batman, Harry Potter e Darth Vader. E questo anche col concorso del gruppo di hacker di “Anonymous“, di recente popolarità per i molti attacchi a corporations e istituzioni online, che ne ha fatto un simbolo della sua “lotta contro il potere”. «Abbiamo venduto 100.000 maschere in un anno: è la miglior vendita di sempre», ha riferito Howard Beige, vicepresidente della “Rubie’s Costume”, l’azienda di New York che distribuisce la maschera prodotta in Messico e in Cina e venduta a sei dollari.
«Le altre maschere più vendute arrivano ai 5000 articoli l’anno. All’inizio non riuscivo a spiegarmi questo improvviso aumento delle vendite e pensavo semplicemente che alla gente piacesse molto il film. Ma un giorno ho visto una fotografia delle proteste del gruppo Anonymous davanti alla chiesa di Scientology»
Time Warner, una delle più grandi società editoriali americane, è la proprietaria dei diritti dell’immagine e incassa una percentuale su ogni maschera venduta. L’anno scorso Guy Fawkes ha fruttato quindi alla Time Warner sonori guadagni. Ma oltre alla bizzarra contraddizione di un gruppo anarchico e sovversivo che aumenta i guadagni di una grande corporation, il successo della maschera di Guy Fawkes racconta anche il caso dello straordinario e prolungato successo del film che la produsse e del fumetto a cui era ispirato.
Guy Fawkes, quello originale, era membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi che nel 1605 tentarono di far saltare in aria il re Giacomo I d’Inghilterra con tutti i membri del Parlamento inglese. Il complotto venne scoperto da un soldato del re, Thomas Knyvet.  Da allora nel Regno Unito e in Nuova Zelanda il 5 novembre di ogni anno si festeggia il fallimento dell’attentato con la “Guy Fawkes Night” e i bambini bruciano in un falò un pupazzetto dell’attentatore.
La maschera, prima di diventare un segno distintivo di Anonymous (ma anche di molte altre iniziative di protesta, ed è stata vista pure durante le rivolte nordafricane), non era molto conosciuta negli Stati Uniti se non per un esteso manipolo di fans del film del 2006 “V per vendetta” tratto dalla serie a fumetti scritta da Alan Moore e illustrata da David Lloyd negli anni Ottanta. La storia è ambientata in una Gran Bretagna futuristica, governata da un regime totalitario. Un misterioso uomo mascherato, che si fa chiamare semplicemente V, tenta di distruggere il regime, progettando un attentato con un treno carico di esplosivo al parlamento inglese. Il fumetto gode di gran culto dal tempo della sua prima pubblicazione, culto amplificato dal film con i suoi contenuti sovversivi e romantici di gran presa presso il pubblico giovane o rimasto giovane. Oltre che dalla spettacolare creatività della storia.
La maschera di Guy Fawkes venne utilizzata dal gruppo di Anonymous per la prima volta nel 2008, quando centinaia di membri decisero di scendere in strada per denunciare gli abusi della Chiesa di Scientology. Gli hacker rimasero in silenzio, a centinaia, mascherati da Guy Fawkes: lo stesso Alan Moore si disse fiero che avessero usato la maschera.

El Paìs: Salta fuori anche la lettera della BCE a Zapatero

Berlusconi-e-Zapatero


Il giornale spagnolo El Paìs riporta che nel libro di recente pubblicazione dell'ex presidente Zapatero si racconta delle ripetute richieste da lui subite di aderire ai "salvataggi", e spunta fuori anche la lettera della BCE -del tipo di quella inviata al governo italiano - inclusa nel libro come allegato e di cui riportiamo sotto la parte relativa al mercato del lavoro,  che si può direttamentescaricare in PDF dal sito di El Paìs.



El Paìs - Jose Luis Rodríguez Zapatero, primo ministro tra il marzo 2004 e novembre 2011, ha resistito a tutte le pressioni internazionali che si sono scatenate sulla Spagna, a partire dal 2010, perché chiedesse degli aiuti per le enormi difficoltà finanziarie in cui si trovava il paese. O almeno così dice l'ex capo dell'esecutivo nel suo libro El Dilema: 600 días de vértigo, ove racconta le varie fasi della gestione della peggiore crisi economica della storia spagnola e come i vari leader internazionali, dall'allora direttore del FMI Dominique Strauss-Kahn al cancelliere tedesco Angela Merkel, gli suggerirono che la Spagna avrebbe dovuto chiedere un aiuto finanziario internazionale. 

Zapatero racconta della sua preoccupazione per l'incontro con il cancelliere tedesco, in occasione del summit del G20 a Cannes nel 2011. "Merkel mi salutò cordialmente e mi presentò, quasi senza preamboli, una proposta della quale non avevamo avuto alcun indizio, né nel decisivo vertice dell'Eurogruppo di pochi giorni prima (26 ottobre ) né nei contatti precedenti all'incontro di Cannes [ ... ]. Merkel mi domandò se ero disposto a chiedere una linea di aiuto preventivo di 50 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale, aggiungendo che all'Italia sarebbe stato corrisposto un ammontare di 85 miliardi di euro. La mia risposta è stata diretta e chiara: no. Le ho detto che da agosto avevamo riguadagnato la fiducia nei mercati, che le nostre istituzioni finanziarie erano già impegnate nella ricapitalizzazione concordata all'Eurogruppo il 26 ottobre [ .. ]. Nei rapporti personali Angela Merkel è corretta e diretta. Lo è stata anche allora, nella conversazione del 3 novembre", ricorda ora Zapatero. "Dopo aver detto perché la Spagna non avrebbe accettato il salvataggio, ho ricordato alla Merkel che il mio paese era in piena campagna elettorale. Abbiamo inoltre aggiunto che la questione centrale era ancora la Grecia e che c'era l'idea di un possibile abbandono della moneta unica da parte della nazione ellenica."



Il presidente ricorda inoltre amaramente un episodio analogo con Strauss-Kahn, l'allora direttore generale del FMI, che offrì anche lui un aiuto finanziario internazionale, che Zapatero rifiutò. "Non ho mai chiesto a Dominique Strauss-Kahn il motivo per cui mi ha suggerito quel giorno di giugno di richiedere assistenza finanziaria. Ho scelto di non farlo, forse come difesa psicologica. Come se questo potesse servire. In qualche modo, perché lui lo dimenticasse. Ma io non ho dimenticato. "



Nel libro, l'ex presidente avvalora l'idea che tutti i suoi sforzi per evitare il salvataggio hanno dato i loro frutti e, grazie a questo, l'uscita della crisi sarà più facile. "Per me", egli scrive, "portare a termine la legislatura senza un programma di intervento è stato un motivo di soddisfazione, perché ero molto consapevole sia dei rischi che abbiamo potuto evitare che delle conseguenze che il salvataggio avrebbe portato con sé." E aggiunge: "Per superare questa crisi ci vorranno degli anni , [ MA ] con un piano di salvataggio sarebbero stati decenni" .


Il Presidente Zapatero include negli allegati al suo libro un documento riservato di cui si è fatto un gran parlare alla fine del suo mandato. Si tratta della lettera che il presidente della Banca Centrale Europea inviò nel mese di agosto 2011, in cui richiedeva una serie di severe misure di bilancio e sul lavoro che Zapatero non accolse. "Si consiglia di rivedere presto le regole del mercato del lavoro al fine di accelerare il reinserimento dei disoccupati. Vediamo significativi benefici nell'adozione di un nuovo contratto di lavoro eccezionale in cui le indennità per il licenziamento siano molto basse e che siano applicabili per un periodo limitato di tempo. Suggeriamo inoltre di rimuovere per un certo tempo tutte le restrizioni alla proroga dei contratti a tempo determinato" questo affermava nella lettera Jean-Claude Trichet, lettera firmata anche dall'allora governatore della Banca di Spagna, Miguel Angel Fernandez Ordonez.



Zapatero resistette e si rifiutò di approvare questo contratto eccezionale con indennità di licenziamento molto basse, anche se abolì le restrizioni alla proroga dei contratti a termine.


Nel suo libro, l'ex presidente ricorda: "Io non ero disposto a tagliare sostanziali diritti dei lavoratori e ad adottare nuove severe misure sociali, che mi sembravano di dubbia efficacia, se non controproducenti, per risolvere la crisi."


Ed ecco i passi più significativi della lettera pubblicata da El Paìs: 

Nella congiuntura attuale, consideriamo essenziale l'adozione delle seguenti misure:

1. Consideriamo necessario adottare misure addizionali che migliorino il funzionamento del mercato del lavoro allo scopo di ottenere miglioramenti nella riduzione del tasso di disoccupazione.
a) Il decreto-legge di riforma della contrattazione collettiva approvato dal governo spagnolo il 10 di giugno avrebbe dovuto rinforzare in maniera più efficace la parte degli accordi a livello aziendale allo scopo di garantire un reale decentramento della contrattazione dei salari. Durante il prossimo passaggio parlamentare si dovranno approvare degli emendamenti volti a ridurre la possibilità che accordi industriali di settore  (in ambito nazionale o regionale)  limitino la applicabilità di accordi a livello aziendale.
b) Inoltre, ci preoccupa moltissimo che il governo non abbia adottato nessuna misura per eliminare le clausole di indicizzazione all'inflazione. Dette cklausole non costituiscono un elemento adeguato nei mercati del lavoro dell'unione monetaria, dato che pongono un ostacolo strutturale all'aggiustamento del costo del lavoro, e, per questo, contribuiscono a rendere difficile la competitività e la crescita. Incoraggiamo il governo ad adottare misure audaci e eccezionali per escludere il ricorso a queste clausole in ragione della crisi attuale.
c) Il governo dovrebbe altresì prendere delle misure eccezionali per promuovere la moderazione salariale nel settore privato, in accordo con le riduzioni significative dei salari nel settore pubblico decise un anno fa. Invitiamo il governo a esplorare tutte le vie possibili per realizzare questi obiettivi.
d) Ugualmente, suggeriamo di rivedere a brevela regolamentazione del lavoro allo scopo di accelerare la reintegrazione dei disoccupati nel mercato del lavoro. Vediamo grandi vantaggi dall'adozione di un nuovo tipo di contratto di lavoro eccezionale in cui gli indennizzi per il licenziamento siano molto bassi, e che si applichino per un periodo limitato di tempo. Inoltre, suggeriamo di eliminare tutte le restrizioni alla proroga dei contratti a termine per un certo periodo di tempo.
Considerata la gravità della situazione dei mercati finanziari, consideriamo fondamentale che le misure, nella materia di cui sopra, siano prese nel minor tempo possibile, al massimo alla fine di agosto.

....Seguono le coraggiose misure da adottare per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche, e i saluti affettuosi della BCE.

venerdì 29 novembre 2013

Noi abbiamo tenuto duro,dice De Mistura.

Queste le parole di Staffan De Mistura, inviato speciale del Governo italiano sul caso Maro',a "Prima di tutto" su Radio 1. Forse nell'accordo è previsto anche la presa in giro ai poveri cittadini italiani,pazienti più di Budda,i calci in culo sarebbero volati,Immaginate una situazione del genere in Inghilterra,in Germania,in Francia .anche la stampa foraggiata avrebbe chiesto le dimissioni del governo e azioni incisive,mentre il nostro Ministro degli esteri continua a fare la spocchiosa ,due parole e punto. E quelle due parole e punto,volano nelle agenzie e nelle prime pagine,suo malgrado.
Ecco le parole del De Mistura
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"Da parte nostra non ci sono dubbi. Noi vogliamo, e siamo convinti che sia giusto cosi', che la vicenda si concluda con i due fucilieri di marina che tornano a casa a testa alta, dopo aver passato 22, forse 24 mesi in India per un incidente avvenuto in acque internazionali mentre facevano il loro dovere. Anche se l'incidente e' stato involontario, e' capitato nel compimento del dovere da parte di Girone e Latorre, e in questi casi l'incidente puo' succedere. Ma tutto questo va provato." "Noi abbiamo tenuto duro - ha aggiunto - ed e' stato giusto cosi', sulla questione di interrogare gli altri 4 fucilieri, giacche' ci saremmo trovati a quel punto ben 6 nostri connazionali interrogati in India, un fatto inconcepibile, inaccettabile. Questo muro contro muro ha pero' dilatato i tempi, facendo trascorrere tre mesi, pertanto risolvere la questione entro Natale, che era la nostra speranza, sulla base delle indicazioni degli avvocati indiani, non sara' possibile. I familiari di Girone e Latorre potranno stare naturalmente coi loro cari ma in India. Aspettiamo il rapporto della NIA, che e' un po' la Digos indiana. Una volta arrivato questo rapporto, credo entro il 15 dicembre, a quel punto il giudice emettera' il capo d'accusa". E questo, "sara' un passaggio importante, perche' il capo d'accusa ci dira' in che direzione si vuole mandare il processo. Noi abbiamo argomenti su argomenti, siamo pronti ad affrontare qualunque circostanza, ma sara' un momento cruciale. Poi ci sara' il processo che puo' durare 3 mesi".

Marò:E l’India fa all’Italia un bel servizio completo.

«Il caso dei marò)non ha le caratteristiche di un crimine punibile con la morte», ha dichiarato ieri all' Ansa, Syed Akbaruddin, il portavoce del ministero degli Esteri indiano. LE subito la gentile Emma Bonino, ha fatto sapere al mondo(tramite Corriere della sera) che questo rischio della pena capitale «è già stato ufficialmente escluso».
 Staffan De Mistura, sulla pena di morte ha detto”inconcepibile e neppure da prendere in considerazione”. “Avevo già detto che la Nia poteva essere tentata di alzare il tiro, ma conta la posizione del giudice e delle autorità indiane. A quel punto abbiamo le nostre mosse e contromosse”.
Di ufficiale non c’è ancora niente,ma una cosa è certa l’Italia è continuamente umiliata,al di la se l’Italia sia un grande o un piccolo paese,al di la se l’Italia sia ben rappresentata,o non rappresentata,ma un punto è chiaro  Il governo presieduto da Letta ha sbagliato tutte le sue mosse,e riconoscendo la giurisdizione del caso indiano ha compiuto un atto incostituzionale.
Nella nota dell’Hindustan times si legge
“La NIA, che ha condotto l’istruttoria relativa ai due Marines italiani accusati dell’uccisione di due pescatori del Kerala, ha raccomandato che essi siano perseguiti secondo una normativa che preveda l’applicazione della pena capitale. Il rapporto della NIA inviato al MHA (ministero degli interni)  nonostante ripetute suppliche  inviate dal MEA (Ministero degli Esteri, ) per la considerazione di reati meno gravi. La NIA, il MEA ed il MHA hanno confermato che il rapporto è stato circolato tra gli interessati la tarda serata di martedì scorso .In precedenza, il ministro degli esteri Salman Khurshid aveva assicurato agli italiani  che i Marò non sarebbero stati accusati per reati che contemplano la pena di morte. Khurshid prese questo impegno quando i marines si rifiutavano di ritornare in India lo scorso febbraio. Il collegio di difesa di Latorre e Girone hanno ribadito che i loro rappresentati hanno sparato in acqua a presunti pirati e che non hanno mai sparato contro nessuno deliberatamente per colpire. Il cuore del furioso dibattito  nella fattispecie è rappresentato dalla legge approvata nel 2002 : “The Suppression of Unlawful Acts Against Safety of Maritime Navigation and Fixed Platforms on Continental Shelf” Act (SUA), denominata SUA 2002, la quale dispone di comminare la pena capitale a chiunque causi volutamente la morte di qualcuno in mare. Questo disposto è chiaramente riferito dalla lettera dell’Art. 3 commi (g) ed (i) che recitano molto crudamente che chi causa la morte di una persona va punito con la morte. Il MEA è impegnato a risolvere in qualche modo questo punto per non fare giudicare i Marò nell’ambito di questa (drastica e truculenta, ndr) normativa, anche per non violare l’impegno che si era assunto Khurshid che dovrebbe rappresentare una garanzia con piena sovranità. Ma la NIA ed il MHA la pensano diversamente e ritengono che il file istruttorio prodotto sia del tutto valido e che decidere la sorte dei marines è una prerogativa solo della Corte dell’India.
Il punto che dà da  pensare è l’estensione della Sua act ai limiti territoriali. Il diritto internazionale e marittimo stabiliscono a 12 miglia le acque territoriali e a 24 miglia quella di zona contigua,nella quale alcune funzioni  vengono conservate:arrivo e sbarco di clandestini,traffico di droga e di armi.
Anche gli indiani hanno ammesso che l’incidente è avvenuto a 20,5 miglia quindi fuori dalle acque territoriali e al di fuori dei casi che prevedono le prerogative pertinenti a uno Stato,a quanto pare la Nia ha esteso a 200 miglia la tutela dei propri interessi,aspettiamo sempre l’ufficialità,chiariamo.,queste sono le anteprime.
Ma ritornando a noi bisogna dire chiaramente che  chi ha fatto determinate scelte va denunciato,il non riconoscimento della giurisdizione dell’Italia da parte di questo governo è follia pura. La non richiesta di arbitrato internazionale e spocchiosamente dire e far dire sempre le stesse cavolate,dalla gentile Bonino e dal pugliesizzato(a mangiare)De Mistura.
Il prode Letta artefice e autore dell’intervento contro Terzi all’annuncio delle sue dimissioni,ha preso in giro tutti dichiarando della priorità del caso marò,e se non si riconosce ne la legge italiana,dove sono le procure? E ne la legge internazionale? Che cavolo fanno li,e che cavolo fanno i parlamentari e ancora non si sa chi ha dato gli ordini ,e ancora non si sa chi è il regista di questo incubo.
Dov’è il Capo delle forze armate? Dov’è la gentile Ministro degli esteri Bonino pronta a imbavagliare tutti  e a bannare tutti nella sua pagina,tutti quelli che chiedono dei marò Perché non hanno chiesto l’arbitrato internazionale ?
Secondo il gen.Fernando Termentini  “L'arbitrato internazionale è stato annunciato l’11 marzo 2013 con un’Agenzia AGI delle 17,51 dall’allora Sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura oggi Commissario di Governo per la vicenda dei due Marò. Da quel momento non se ne è parlato più ed il Ministro degli Esteri Emma Bonino che avrebbe dovuto attivarlo essendo subentrata alla Farnesina con il nuovo esecutivo non lo ha mai portato avanti o, almeno, come sua abitudine non ci ha informato. Il dott de Mistura invece ha dichiarato pubblicamente in occasione di un’intervista alla trasmissione telefonica Zapping che non è stato avviato perché sarebbero trascorsi anni. Motivazione non condivisibile in quanto sconfessata dal parere di illustri Accademici esperti di Diritto internazionale che ci dicono 60-90 giorni dalla formalizzazione”.
Ora l’intero paese si aspetta una cacciata a pedate del governo attuale ,a prescindere dai giochetti che continueranno con l’India e su questa base conviene rompere le relazioni diplomatiche ,è una questione di dignità,hanno ceduto la giurisdizione e in vito tutti a leggersi e rileggersi le sante parole della gentile Bonino sulla risoluzione equa e rapida del caso.
Alfredo d'Ecclesia 


 


Zapatero rivela: ecco come e perché i leader europei fecero fuori Berlusconi

Berlusconi-e-Zapatero
 Vorremmo dire «clamoroso», ma non è così perché sapevamo da tempo, e lo abbiamo più volte scritto, che non solo in Italia ma anche dall’estero arrivavano pesanti pressioni per far fuori Silvio Berlusconi. L’ultima prova, che conferma la volontà di rovesciare un governo democraticamente eletto, la rivela l’ex premier spagnolo Luis Zapatero, che nel libro El dilema (Il dilemma), presentato martedì a Madrid, porta alla luce inediti retroscena sulla crisi che minacciò di spaccare l’Eurozona.
Il 3 e 4 novembre 2011 sono i giorni ad altissima tensione del vertice del G-20 a Cannes, sulla Costa Azzurra. Tutti gli occhi sono puntati su Italia e Spagna che, dopo la Grecia, sono diventate l’anello debole per la tenuta dell’euro. Il presidente americano Barack Obama e la cancelliera tedesca Angela Merkel mettono alle corde Berlusconi e Zapatero, cercando di imporre all’Italia e alla Spagna gli aiuti del Fondo monetario internazionale. I due premier resistono, consapevoli che il salvataggio da parte del Fmi avrebbe significato accettare condizioni capestro e cedere di fatto la sovranità a Bruxelles, com’era già accaduto con Grecia, Portogallo e Cipro. Ma la Germania con gli altri Paesi nordici, impauriti dagli attacchi speculativi dei mercati, considerano il vertice di Cannes decisivo e vogliono risultati a qualsiasi costo. Le pressioni sono altissime.
Zapatero descrive la cena del 3 novembre, con il tavolo «piccolo e rettangolare per favorire la vicinanza e un clima di fiducia». Ma l’atmosfera è esplosiva. «Nei corridoi si parlava di Mario Monti», rivela il premier spagnolo. Già, Monti. Che solo una settimana dopo sarà nominato senatore a vita da Napolitano e che il 12 novembre diventerà premier al posto di Berlusconi. Il piano era già congegnato, con il Quirinale pronto a soggiacere ai desiderata dei mercati e di Berlino.
La Merkel domanda a Zapatero se sia disponibile «a chiedere una linea di credito preventiva di 50 miliardi di euro al Fondo monetario internazionale, mentre altri 85 sarebbero andati all’Italia. La mia risposta fu diretta e chiara: “no”», scrive l’ex premier spagnolo. Allora i leader presenti concentrano le pressioni sul governo italiano perché chieda il salvataggio, sperando di arginare così la crisi dell’euro.
«C’era un ambiente estremamente critico verso il governo italiano», ricorda Zapatero, descrivendo la folle corsa dello spread e l’impossibilità da parte del nostro Paese di finanziare il debito con tassi che sfiorano il 6,5 per cento. Insomma, i leader del G-20 sono terrorizzati dai mercati e temono che il contagio possa estendersi a Paesi europei come la Francia se non prendono il toro per le corna. Il toro in questo caso è l’Italia.
«Momenti di tensione, seri rimproveri, invocazioni storiche, perfino invettive sul ruolo degli alleati dopo la seconda guerra mondiale…»,caratterizzano il vertice. «Davanti a questo attacco – racconta l’ex leader socialista spagnolo – ricordo la strenua difesa, un catenaccio in piena regola» di Berlusconi e del ministro dell’Economia Giulio Tremonti.
«Entrambi allontanano il pallone dall’area, con gli argomenti più tecnici Tremonti o con le invocazioni più domestiche di Berlusconi», che sottolinea la capacità di risparmio degli italiani. «Mi è rimasta impressa una frase che Tremonti ripeteva: conosco modi migliori di suicidio». Alla fine si raggiunge un compromesso, con Berlusconi che accetta la supervisione del Fmi ma non il salvataggio. Ma tutto ciò costerà caro al Cavaliere. «È un fatto – sostiene Zapatero – che da lì a poco ebbe effetti importantissimi sull’esecutivo italiano, con le dimissioni di Berlusconi, dopo l’approvazione della Finanziaria con le misure di austerità richieste dall’Unione europea, e il successivo incarico al nuovo governo tecnico guidato da Mario Monti». Un governo, ora sappiamo con certezza, eletto da leader stranieri nei corridoi di Cannes e non dalla volontà popolare degli italiani.