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martedì 31 dicembre 2013

DISCORSO DI FINE ANNO AL PRESIDENTE ILLEGITTIMO DELLA EX REPUBBLICA ITALIANA GIORGIO NAPOLITANO. di Stefano Davidson

Signor Presidente (e già su quest’incipit ci sarebbe da discutere poiché come si può definire Presidente della Repubblica un eletto da un Parlamento illegittimo che a sua volta è stato eletto con un sistema di voto giudicato incostituzionale?) sono un cittadino italiano e in questa fine 2013, anno che, anche grazie a lei e al suo operato oramai sessantennale, può tranquillamente essere definito “anno horribilis” per il mio Paese, forse ancor più del 2012, vorrei io, membro della Nazione, parlare a lei. (Attenzione, l’aggettivo “mio” al posto di un “nostro”, relativamente al sostantivo Paese, l’ho usato di proposito poiché ho l’assoluta percezione che questa Nazione non abbia mai rappresentato la sua Patria, diversamente credo si sarebbe comportato in altra maniera durante tutta la sua vita, politica e non.).
Le parole che le rivolgo a poche ore dal suo discorso di fine anno (sempre che non decidiate, lei e la sua combriccola, di non tenerlo, evitando così una quasi certa debacle di audience che potrebbe essere addirittura più significativa di quella dell’anno scorso), vorrebbero essere una sorta di suggerimento e, nonostante io non sappia cosa dirà al Paese, certo è che potrei mettere la mano sul fuoco che di quanto io dirò, lei non farà cenno nemmeno sotto tortura, ma sono un inguaribile sognatore e mi auguro una sua “redenzione”. Ovviamente quel che le dirò è pensiero assolutamente personale, e non mi permetto di coinvolgere chicchessia nella mia iniziativa, ma nonostante ciò, credo che molti potrebbero trovarlo consono ai sentimenti che provano nei suoi confronti, in quelli della maledetta classe politica che ci governa da anni e da lei però abbondantemente benedetta, e in quelli che hanno verso l’intero Parlamento, occupato illegittimamente da una “larga intesa” e da finti scissionisti che giocano a tenere il piede in due staffe, per provare ad essere dalla parte giusta quando sarà il momento (senza sapere che per loro la parte giusta potrà essere solo quella da cui provengono poiché nessun altra formazione presente in Parlamento con un numero di deputati degno per definirla tale accetterebbe questi giochi infantili e prevedibili atti solo a tentare di salvarsi il fondoschiena dall’immensa pedata che tra poco riceveranno dal Paese tutto).
Per prima cosa ci terrei a sapere da lei perché a quasi novant’anni, considerato il momento storico e la sua specialità nel “voltagabbana professionistico”, non fa la cosa più sensata per salvare almeno parzialmente la faccia e farsi ricordare, non tanto per l’incalcolabile numero di azioni deprecabili commesse durante la sua carriera politica, giunte all’apoteosi con gli stupri di gruppo alla Carta Costituzionale (concertati con il resto del “branco” ma progettati nei particolari solo con i più spietati dei suoi compagni di merende: Mario Monti e Mario Draghi, nonostante la stessa Costituzione sia stata in parte scritta anche da lei visto che fece parte della Costituente. Come dire? Una sorta di padre che dà la figlia in pasto ai compari dopo essersela ripassata per bene!), quanto per essere il politico (mi spiace ma Presidente non posso chiamarla più, per me non lo è, a prescindere dal dispositivo e dalle motivazioni che la Consulta darà alla propria sentenza) che ha vuotato il sacco.
Pensi che bello Napolitano, se lei avesse il coraggio di dire TUTTO, ma proprio tutto agli italiani. Perché non ci racconta la Storia esattamente come è andata, a partire magari dalle vere motivazioni per cui abbiamo accettato la “politica del rigore”, fallimentare già prima di essere messa in pratica, imposta da Berlino, o meglio della Bundesbank per salvarsi da una sicura bancarotta nel lungo periodo. Tanto lei sapeva perfettamente degli studi della Fondazione tedesca Stiftung Marktwirtschaft, presieduta dall'economista Bernd Raffelhüschen che nel 2011 sostenevano come per la Germania il quadro non fosse assolutamente allegro poiché la riforma fiscale, quella pensionistica (con generose integrazioni delle minime), l’aumento delle prestazioni sanitarie per alcune malattie tipiche della cosiddetta terza età (ad esempio l'Alzheimer), faranno esplodere nei prossimi anni il debito tedesco. Una cifra per tutte tratta dallo studio? Secondo il professore nel 2050 lo Stato tedesco e i länder dovranno spendere 1.360 miliardi di euro solo per le pensioni. Una cifra colossale, se si pensa che l'attuale debito pubblico della Germania (quello "esplicito") è intorno ai 1.900 miliardi. Oltretutto Raffelhüschen in quello stesso studio aveva dichiarato che l’Italia sarebbe stato il Paese con il più basso incremento di spese per pensioni, sanità e assistenza per anziani. Inoltre sottolineava come il saldo primario italiano fosse molto incoraggiante. In questo senso, si legge nello studio, “l'Italia non solo precede chiaramente la "locomotiva" Germania, ma anche tutti gli altri stati dell'Euro a 12. E dunque l'Italia può contare, a lungo termine, su uno sviluppo positivo delle finanze pubbliche”. Nonostante ciò lei e i suoi compari decideste il “golpetto” pur di insediare Monti e aiutare i vostri amici tedeschi a salvarsi il fondoschiena grazie al massacro del mio Paese, della Grecia e del resto dei P.I.G.G.S.
Vede Napolitano, se ci spiegasse senza nascondere nulla chi ha preteso che entrassimo nell’euro e i veri perché darebbe finalmente un senso alle domande che in tanti si fanno da tempo. Se ci illuminasse sul Trattato di Lisbona (con la sempre esistita “larghintesa” già all’opera: firma sul documento di Prodi e D’Alema, ratifica del tutto da parte del Governo di B.), se ci dicesse una buona volta perché il M.E.S. e il Fiscal Compact (definiti dall’esimio giurista Giuseppe Guarino “carta straccia”) sono stati ratificati senza chiedere nulla ai cittadini né, tantomeno, spiegandogli di cosa si trattasse, istruendo come al solito i vostri organi di disinformazione prezzolati attraverso il finanziamento pubblico a non farne parola (sempre che non sia per l’ovvia ragione che se dicevate qualcosa vi sarebbe scoppiata la bomba in mano!), forse gli italiani potrebbero capire e forse, addirittura difendersi.
Napolitano, pensi, potrebbe addirittura spiegare le ragioni che portarono l’Italia (e tanti altri) a non esigere dalla Germania il pagamento dei danni di guerra provocati con il secondo conflitto mondiale da loro scatenato (come del resto il primo e come quello in atto “economicamente” in questi anni) che avrebbe causato l’ennesimo default dell’economia teutonica (terzo in un solo secolo!!!), mentre ora loro pretendono che tutti (Grecia compresa) vadano in default per salvare loro. Del resto essendo lei nel nostro Paese da ben trentasei anni il punto di riferimento per il Council for Foreign Relashionship degli Stati Uniti in Italia dovrebbe saperlo perfettamente (anche se io sinceramente fatico a capire come la Nazione che da sempre si dichiara l’anticomunista per eccellenza si possa essere affidata a un ex P.C.I per così tanto tempo, tra l’altro a prescindere che le loro Presidenze o il Parlamento fossero democratici o repubblicani. Forse perché loro, come tanti di noi, sapevano perfettamente che lei comunista non lo è mai stato, o meglio, lo è stato quando le conveniva esserlo (tipo alla fine della guerra, per confondersi con i partigiani e i repubblicani e così salvarsi la pellaccia), o come lo fu infatti nel 1956, all’indomani dell’invasione dei carri armati sovietici a Budapest quando, mentre Antonio Giolitti e altri dirigenti comunisti di primo piano lasciarono il P.C.I, mentre “l’Unità” definiva «teppisti» gli operai e gli studenti insorti, lei chino ai diktat di Mosca si profondeva in elogi ai sovietici. L’Unione Sovietica, infatti, secondo la sua visione, sempre molto vicina alla parola regime (sic! n.d.a.), sparando con i carri armati sulle folle inermi e facendo fucilare i rivoltosi di Budapest, avrebbe addirittura contribuito a rafforzare la «pace nel mondo» un’affermazione degna di un cervello veramente disumanamente opportunista.
Dev’essere stata una scena surreale sentirle pronunciare frasi come: “l’intervento sovietico in Ungheria, evitando che nel cuore d’Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all’Urss di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente abbia contribuito, oltre che ad impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, abbia contribuito in misura decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell’Urss ma a salvare la pace nel mondo.” per chi magari fosse stato suo camerata nel 1942 quando lei entrò a far parte non di “un gruppo di giovani anti­fascisti” come scritto, ovviamente travisando i fatti, sulla sua biografia pubblicata dal Quirinale sul suo sito, ma del Guf (Gruppo universitario fascista’). Infatti, da documenti ben noti a chi la Storia la segue da tanto tempo, si evince non solo che lei collaborò attivamente alla rivista dal titolo “IX Maggio” parto del Guf stesso, ma che fu anche membro della giuria del convegno nazionale di critica cinematografica dei Guf, e che, non pago, si cimentò anche “in un esperimento di regia con la compagnia del Teatro Guf. La cosa interessante (anche se il termine adatto dovrebbe essere: disgustosa) per un ora sedicente nei siti ufficiali “giovane antifascista”, è che lei decise di entrare a far parte del Guf e di conseguenza appoggiare il “regime” (parola che mi dà l’idea lei ami moltissimo) dopo che erano passati già ben venti anni di dittatura, quando già erano state decise le leggi razziali, quando il patto di alleanza con Hitler e il successivo assurdo ingresso in guerra. Quindi, iniziare a frequentare il Guf nell’autunno 1942 tutto può essere fuorché una scelta antifascista caro lei (magari qualcuno si starà ancora chiedendo come mai poco fa ho usato il termine “voltagabbana professionistico”). E, nonostante ciò, poi lei ha anche il coraggio di mettersi la kippah e di andare a elemosinare consensi alla comunità ebraica o fare discorsi di un’ipocrisia disarmante nella giornata della memoria.
Riguardo quindi il suo comunismo per convenienza (lei è sempre stato solo un fervente “convenientista”) basti ricordare come la definiva il suo caro amico Henry Kissinger ovvero “il mio comunista preferito” stigmatizzando in una battuta la sua inconsistenza ideologica. Per quanto mi riguarda ho paura (anzi, ne sono certo!) che dentro di lei l’onestà intellettuale ed ideologica latiti da un bel pezzo, sempre che sia esistita almeno per un parsec.
Per tornare ai fatti d’Ungheria vorrei solo sottolineare, per chi non avesse seguito i fatti, come nel 2006 proprio dall’Ungheria arrivarono frasi del tipo “Napolitano non venga a Budapest. Con il Pci appoggiò i russi invasori” o ancora più eclatanti come le parole di Balasz Piri: “La comunità dei veterani del 1956 sente che quest’uomo non deve partecipare alle commemorazioni del ’56 ungherese. Chissà cosa direbbero quelli che sono stati impiccati in seguito alla repressione». Lei però, indossò la sua bella facciua di bronzo e ci andò lo stesso. Come suo costume poi rivoltò la frittata e, senza un minimo di vergogna, ebbe il coraggio di recitare queste parole sulla tomba di Imre Nagy: “Ho reso questo omaggio a nome dell’Italia, di tutta l’Italia, e nel ricordo di quanti governavano l’Italia nel 1956 e assunsero una posizione risoluta, a sostegno dell’insurrezione ungherese e contro l’intervento militare sovietico”. Lei, uomo senza dignità non ebbe il coraggio di fare nemmeno una dichiarazione sulle possibili responsabilità sue e dei suoi «compagni» di partito. Non solo, dalla sua bocca non uscì nemmeno l’abbozzo una richiesta di perdono alle vittime (forse 25.000), ma un’affermazione che dimostrava la sua camaleontica capacità di cambiar bandiera non appena cambia il vento con la quale definì il comunismo come «male assoluto».
Vede Napolitano se lei ci spiegasse un po’ di cose su Moro, su Ustica, su Piazza Fontana, sull’Italicus, sull’Accademia dei Georgofili, sulla Banca Nazionale dell’Agricoltura, dicendo veramente TUTTO quello che sa, magari qualche famiglia riuscirebbe a trovare un po’ di pace. Così come se facesse un po’ il punto della situazione MPS. Se ci facesse ascoltare un inaspettata ma assolutamente integra copia delle intercettazioni delle sue telefonate con Mancino, che tanto interessano i magistrati che indagano sui rapporti Stato mafia, in tanti si tranquillizzerebbero o si preoccuperebbero (a seconda dei casi).
Napolitano, perché non ci spiega per bene il motivo per cui quando lei nel 1997 era Ministro dell’Interno e Carmine Schiavone svelò quanto succedeva e come succedeva in quella conosciuta come la “terra dei fuochi” grazie alla camorra, lei e lo Stato tutto non faceste assolutamente NULLA?
Tra l’altro lei, Napolitano è napoletano, di conseguenza campano, quindi non è intervenuto pur sapendo che ciò che stavano confessandole accadeva a pochi passi da casa sua e metteva a repentaglio la vita di suoi corregionali?
Capisce perché all’inizio ho detto che non credo che lei si senta italiano? Perché a mio avviso lei non si sente neppure campano o napoletano. Lei per sua sfortuna si sente lei e basta e il suo immenso Ego, pari forse solo a quello di Monti o di tanti dittatori visti all’opera sul pianeta, le impedisce qualunque tipo di emozione, sensazione, percezione o sentimento. Già perché se lei fosse davvero il Presidente della Repubblica italiana e fosse un “uomo”, forse tanto di quanto è accaduto, compresi i suicidi (dei quali a un certo punto avete dovuto far dar notizia visto il numero impressionante), forse si sarebbe potuto evitare.
Tornando comunque alle mie proposte per salvarle se non l’anima almeno il nome: perché per esempio non ci svela quello che le hanno detto (anche se ovviamente non sarà tutto) Christine Lagarde del FMI e tutti gli amici del suo protetto varesino Monti, da Goldman Sachs a JP Morgan e compagnia bella.
Napolitano, lei fa parte della vita politica italiana dal 1953, lei è un superstite della Prima Repubblica (e anche questa cosa avrebbe dovuto far pensare già ai tempi della sua prima elezione. Infatti da sempre mi chiedo: perché eleggere Presidente un rappresentante di ciò che era icona del male, della corruzione, del clientelismo più sfacciato etc…etc…? Difficile trovare una risposta, a meno che in fondo, come io sostengo, non fosse cambiato nulla. Semplicemente si era cominciato a usare nuovi linguaggi per continuare a fregare i cittadini italiani (notoriamente molto bravi a imbottirsi il cervello con il pensiero di altri che poi credono sia frutto delle proprie elucubrazioni), che grazie al rimbambimento televisivo, anzi mediatico in generale, attuato da B. e poi, ovviamente, anche dagli altri, ha perso completamente ogni riferimento per stabilire quel che è vero o falso. Sarebbe come se ora, deposto il Parlamento illegittimo, si andasse a nuove elezioni e il Movimento 5 Stelle uscito vincitore a mani basse (come tra l’altro Merryl Lynch prevede per le prossime eventuali elezioni), dopo le dovute dimissioni del Presidente Illegittimo (lei) accettasse che al Quirinale salissero D’Alema o, addirittura B… le pare possibile?
Vede Napolitano lei non se ne rende conto, ma in questo momento è in una condizione ottimale per fare quanto le chiedo, poiché qualunque cosa avesse voglia di dire al massimo potrebbe provocare la sua morte, che del resto si sta già comunque provocando da sola per questioni anagrafiche. E allora non è meglio liberarsi di tutta l’immondizia che la “farcisce” da decenni ed essere ricordato come “il martire” piuttosto che come “il traditore”?
Oltretutto così facendo eviterebbe la sempre più probabile richiesta di impeachement nei suoi confronti, che ovviamente è più che fondata e che, salvo un miracolo firmato “burattinai internazionali”, la porterà ad essere il primo presidente della Storia d’Italia ad essere dismesso, un bel ricordo da lasciare ai nipotini, non c’è che dire. Certo gli lascerà anche tanti, tanti soldini e case e chissà cosa… ma sarà tutto così sporco e, tra l’altro, non è detto che se lei e i suoi scagnozzi doveste continuare così non riusciate a far diventare davvero gli italiani dei rivoluzionari (incredibile dictu) e, a quel punto, chissà dove finirebbero case, soldini, nipotini e chissà cosa.
Vede Napolitano, se lei confessasse, se mettesse il popolo in condizione di sapere, molto probabilmente non solo verrebbe parzialmente riabilitato, ma avrebbe sessanta milioni di alleati contro chi a quel punto le vorrebbe male, mica roba da poco.
Questa è solo una minima parte di quanto avrei da dire, ma per il momento mi fermo qui, mi pare che basti.
Solitamente a questo punto bisognerebbe che le facessi gli auguri di rito, il classico “Buona Fine e Buon inizio” ma il Buon Inizio visto quanto ha fatto da quando è in vita non mi sento proprio di augurarglielo, però un sincero augurio di Buona Fine non glielo nego di certo.
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San Michele Arcangelo e Monte S.Angelo.


San Michele ha un santuario consacrato da Lui medesimo, a Monte S. Angelo in provincia di Foggia, Questa è la storia delle apparizioni che portarono la grotta ad essere conosciuta in tutto il mondo..



LE QUATTRO APPARIZIONI



L'episodio del toro e la prima apparizione dell'Arcangelo


Così narra un'operetta agiografica, datata tra il V e l'VIII secolo, il Liber de apparitione Sancti Michaelis in Monte Gargano (Apparitio):
«Vi era in questa città un uomo molto ricco di nome Gargano che, a seguito delle sue vicende, diede il nome al monte. Mentre i suoi armenti pascolavano qua e là per i fianchi episodio toro 2di scosceso monte, avvenne che un toro, che disprezzava la vicinanza degli altri animali ed era solito andarsene da solo, al ritorno dal gregge, non era tornato nella stalla. Il padrone, riunito un gran numero di  servi, cercandolo in tutti i luoghi meno accessibili, lo trova, infine, sulla sommità del monte, dinanzi ad una grotta. Mosso dall'ira perché il toro pascolava da solo, prese l'arco, cercò di colpirlo con una freccia avvelenata. Questa ritorta dal soffio del vento, colpì lo stesso che l'aveva lanciata».
Turbato dall'evento, egli si recò dal vescovo che, dopo aver ascoltato il racconto della straordinaria avventura, ordinò tre giorni di preghiere e digiuno. Allo scadere del terzo giorno, al vescovo Maiorano apparve l'Arcangelo Michele che così gli parlò: «Hai fatto bene a chiedere a Dio ciò che era nascosto agli uomini. Un miracolo ha colpito l'uomo con la sua i apparizione 2stessa freccia, affinché fosse chiaro che tutto ciò avviene per mia volontà Io sono l'Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra. E poiché ho deciso di proteggere sulla terra questo luogo ed i suoi abitanti, ho voluto attestare in tal modo di essere di questo luogo e di tutto ciò che avviene patrono e custode. Là dove si spalanca la roccia possono essere perdonati i peccati degli uomini. Quel che sarà qui chiesto nella preghiera sarà esaudito. Va', perciò, sulla montagna e dedica la grotta al culto cristiano».
Ma, poiché quella montagna misteriosa e quasi inaccessibile era stata luogo di culti pagani, il vescovo esitò prima di decidersi ad obbedire alle parole dell'Arcangelo.


La Battaglia e la seconda apparizione


La seconda apparizione di San Michele, detta "della Vittoria", viene tradizionalmente datata nell'anno 492. Gli studiosi, tuttavia, riferiscono l'episodio alla battaglia tra Bizantini e Longobardi del 662 - 663: i greci attaccarono il Santuario garganico, in difesa del quale accorse Grimoaldo I, duca di Benevento.
« [...] Ed ecco che la stessa notte, che precedeva il giorno della battaglia, apparve in visione al vescovo (Lorenzo Maiorano) san Michele, dice che le preghiere sono state esaudite, promette di essere presente e ammonisce di dare battaglia ai nemici all'ora quarta del giorno». (Apparitio)
La battaglia, accompagnata da terremoti, folgori e saette, si concluse con il successo di Grimoaldo. La vittoria riportata fu descritta come voluta proprio da San Michele: essa sarebbe avvenuta l'8 maggio, divenuto in seguito il dies festus dell'Angelo sul Gargano. Inoltre, sancì ufficialmente il legame tra il culto dell'Angelo e il popolo longobardo.

La Dedicazione e la terza apparizione


La terza apparizione viene denominata anche "episodio della Dedicazione". «Intanto i Sipontini rimanevano in dubbio su cosa fare del luogo e se si dovesse entrare nella chiesa e consacrarla». (Apparitio)
Tuttavia, nell'anno 493, dopo la vittoria, il vescovo Maiorano decise di obbedire al Celeste Protettore e di consacrare al culto la Spelonca in segno di riconoscenza, confortato anche dal parere positivo espresso da papa Gelasio I.
«Ma la notte, l'angelo del Signore, Michele, apparve al vescovo di Siponto in visione e disse: "Non è compito vostro consacrare la Basilica da me costruita. Io che l'ho fondata, io stesso l'ho consacrata. Ma voi entrate e frequentate pure questo luogo, posto sotto la mia protezione"». (Apparitio)
maiorano al gargano 5Allora il vescovo Lorenzo, insieme ad altri sette vescovi pugliesi, in processione con il popolo ed il clero Sipontino, si avviò verso il luogo sacro. Durante il cammino si verificò un prodigio: alcune aquile, con le loro ali spiegate, ripararono i vescovi dai raggi del sole. Giunti alla Grotta, vi trovarono eretto un rozzo altare, coperto di un pallio vermiglio e sormontato da una Croce. Inoltre, come racconta la leggenda, nella roccia trovarono impressa l'orma del piede di San Michele.
Il santo Vescovo Maiorano vi offrì con immensa gioia il primo Divin Sacramento. Era il 29 settembre. La Grotta stessa, come unico luogo non consacrato da mani d'uomo, ha ricevuto nei secoli il titolo di "Celeste Basilica".

La quarta apparizione


Era l’anno 1656 ed in tutta l’Italia meridionale infi eriva una terribile pestilenza. L’Arcivescovo Alfonso Puccinelli, non trovando alcun ostacolo umano da contrapporre all’avanzata dell’epidemia, si rivolse all’Arcangelo Michele con preghiere e digiuni. Il Pastore pensòsan michele arco piazza addirittura di forzare la volontà divina lasciando nelle mani della statua di San Michele una supplica scritta a nome di tutta la Città. Ed ecco, sul far dell’alba del 22 Settembre, mentre pregava in una stanza del palazzo vescovile di Monte Sant’Angelo, sentì come un terremoto e poi San Michele gli apparve in uno splendore abbagliante e gli ordinò di benedire i sassi della sua grotta scolpendo su di essi il segno della croce e le lettere M.A. (Michele Arcangelo). Chiunque avesse devotamente tenuto con sé quelle pietre sarebbe stato immune dalla peste. Il vescovo fece come gli era stato detto. Ben presto non solo la Città fu liberata dalla peste, secondo la promessa dell’Arcangelo, ma tutti coloro che tali pietre richiedevano, dovunque si trovassero.
A perpetuo ricordo del prodigio e per eterna gratitudine, l’Arcivescovo fece innalzare un monumento a S. Michele nella piazza della Città, dove ancora oggi si trova, di fronte al balcone di quella stanza nella quale si vuole che avvenne l’apparizione, con la seguente iscrizione in latino: Al Principe degli Angeli Vincitore della Peste Patrono e Custode monumento di eterna gratitudine Alfonso Puccinelli 1656


UN LETTINO PER DRAGHI


 ItaliaDI PIERO LA PORTA


Enrico Letta deve cadere oppure dare ampie garanzie che Mario Draghi possa arrivare al Colle. Secondo un bene informato, tutte le scaramucce correnti ruotano intorno a Draghi, il quale è nelle cerchie che contano e ha gli appoggi giusti per mettere in riga il caravan serraglio della politica. Se Letta non si decide a tranquillizzare i manovratori, dovrà cadere.

Questo sembrerà istituzionalmente corretto solo se “Lettino”, oltre a essere davvero debole, lo sembri tanto da rendere telegenicamente necessario il suo avvicendamento. Il Colle incalza, manovrando per arrivare in tempi brevi a una delle due alternative: Lettino dentro o Lettino fuori, in ogni caso con la strada spianata a Draghi.

La preferenza è per un Lettino “dentro” e favorevole a Draghi, purché né lui né il compare Angelino Alfano alzino troppo il prezzo. Questa è la sintesi di quanto va accadendo, con grandi incoraggiamenti da Berlino dove non vedono l’ora di riagguantare la BCE.

È una variazione sul tema di quanto accadde a Mario Monti, nominato senatore a vita il 9 novembre 2011, ricevendo subito dopo l’incarico per formare il governo, succedendo a un Silvio Berlusconi ostaggio di se stesso. Monti è poi tramontato, vittima della sua sovradimensionata autostima. Avrebbe potuto occupare a lungo le stanze alte della politica, persino la più alta, se non avesse presunto di poter fare a meno di Napolitano.

Mario Draghi non farà questo errore; sarà flessibile alle esigenze dei suoi sostenitori e ascenderà il Colle da salvatore della patria: terzo proconsole di Bilderberg in meno di tre anni.

Piero La Porta
Fonte: www.pierolaporta.it
Link: http://www.pierolaporta.it/un-lettino-per-draghi/180px-enrico_letta_2013-3/ 28.12.2013 

COME FAR SCOMPARIRE EDWARD SNOWDEN

 
 Informazione('1984' ERA UN MANUALE D'ISTRUZIONI BENVENUTI AL BUCO DI MEMORIA)

DI PETER VAN BUREN
tomdispatch.com

E se un giorno si facesse scomparire Edward Snowden? No, non intendo la solita azione della CIA o la solita teoria di cospirazione del tipo “chi-ha-ucciso-Edward-Snowden”, parlo di qualcosa di molto più sinistro.

E se tutto quello che ha detto finora una talpa fosse fatto semplicemente scomparire? E se tutti i documenti della National Security Agency (NSA) che Snowden ha rivelato, se tutte le sue interviste, se ogni traccia documentale delle irregolarità della sicurezza nazionale fossero tutti fatti scomparire in tempo reale? E se l’aver postato tali rivelazioni fosse reso inutile, invalido e privo di riscontri?

Sto forse suggerendo la trama a un novello George Orwell del 21° secolo? E’ difficile. Mentre entriamo in un mondo totalmente digitalizzato, cose del genere potrebbero essere presto possibili, e non nella fantascienza, ma nel mondo reale e premendo soltanto un tasto. Infatti, si stanno già sperimentando i primissimi prototipi di nuove modalità di “sparizioni”. Siamo sempre più vicini ad una realtà scioccante e distopica che in passato sarebbe stata ottimo materiale per racconti di fantascienza. Benvenuti ai buchi di memoria.

Anche se governi del futuro oltrepassassero una delle ultime linee rosse rimaste nel nostro mondo e semplicemente uccidessero tutte le talpe non appena venissero fuori,  ne emergerebbero comunque sempre delle altre. Eppure, nel 1948, nel suo inquietante racconto 1984, Orwell suggeriva una soluzione ancora più diabolica al problema.  Aveva immaginato per il mondo del Grande Fratello un congegno tecnologico che aveva chiamato “il buco di memoria” . Nel suo oscuro futuro, eserciti di burocrati, che lavoravano in quello che sarcasticamente Orwell chiamava il Ministero della Verità, passavano la loro esistenza a cancellare o alterare documenti, giornali, libri e simili  allo scopo di creare una versione accettabile della storia. Quando una persona usciva dal cerchio della fiducia, il Ministero della Verità spediva lui e tutta la documentazione a lui collegata giù nel Buco di Memoria. Ogni storia o informazioni che anche lontanamente facessero menzione della sua esistenza sarebbero stati completamente sradicati ed eliminati.

Nel mondo pre-digitale di Orwell, il Buco di Memoria era un tubo pneumatico in cui scomparivano per sempre tutti i vecchi documenti.  Alterando poi i documenti esistenti si garantiva che, pur nell’eventualità di un improvviso cambio di alleanze mondiali, non ci sarebbe stato alcun problema per i guardiani del Grande Fratello. Nel mondo che aveva immaginato,  grazie a queste schiere di burocrati, il presente era quello che era sempre stato – e c’erano quei documenti alterati che lo dimostravano e nessuno poteva dire niente al riguardo, sarebbe comunque stato considerato puro vaneggiamento o ricoroi errato.  E chiunque sollevasse dei dubbi sulla verità del mondo presente, sarebbe stato emarginato o eliminato all’insegna del “crimine di pensiero”.

LA CENSURA DIGITALE DEI GOVERNI E DELLE GRANDI IMPRESE

Ogni giorno di più tutti acquistiamo o otteniamo notizie, libri, musica, televisione, film e comunicazione in genere, in forma elettronica.  In questo momento, gli introiti pubblcitari di Google superano quelli di tutti gli altri media statunitensi messi insieme.  Persino il venerabile Newsweek ha interrotto la sua edizione cartacea.  E in questo mondo digitalizzato, si stanno esplorando alcuni tipi di “semplificazioni”. I Cinesi, gli Iraniani ed altri, ad esempio, stanno mettendo a punto delle strategie di “filtraggio” del web per bloccare l’accesso a siti e materiale online disapprovati dai loro governi.  Similarmente, il Governo USA (pur senza grande successo) impedisce ai suoi impiegati di visualizzare Wikileaks e il materiale pubblicato da Edward Snowden (e anche siti come TomDispatch) con i computer aziendali – ovviamente non quelli di casa. Per ora.

Tuttavia, la Gran Bretagna farà presto un passo importante nel decidere cosa un cittadino privato ha diritto di vedere o non vedere in rete persino da casa sua.  Prima della fine dell’anno, quasi tutti gli utilizzatori di Internet del paese verranno “inglobati” in un sistema progettato per filtrare  la pornografia.  Di conseguenza, i controlli potranno anche bloccare “materiale violento”, “contenuti estremisti o terroristici”, “siti dedicati all’anoressia e altri disturbi dell’alimentazione” e siti “che trattano di suicidio”.  Inoltre, le nuove impostazioni censureranno anche siti che parlano di alcol e di fumo.  Il filtro si applicherà anche a “materiale esoterico”, anche se un gruppo britannico impegnato nella tutela dei diritti sostiene che il governo deve ancora chiarire cosa comprende questa categoria.

E alcune forme di censura del web sponsorizzate dal governo sono già state privatizzate.  Nuovi prodotti commerciali disponibili già consentono che un’organizzazione non abbia bisogno di essere la NSA per bloccare un contenuto. Ad esempio, la società di sicurezza informatica Blue Coat è leader nazionale nel campo e già grande esportatore di questa tecnologia.  Può facilmente mettere a punto un sistema per monitorare e filtrare l’intero Internet, bloccando siti sulla base dei loro indirizzi, parole chiave e persino contenuti delle pagine. Tra gli altri, il software della Blue Coat viene utilizzato dall’Esercito Statunitense per controllare cosa guardano sul web i suoi soldati mentre sono in missione all’estero, e anche dai governi repressivi di Siria, Arabia Saudita e Birmania per bloccare ideologie politiche esterne.

CERCA SU GOOGLE…


In un certo senso, le ricerca su Google fa già “scomparire” del materiale.  In questo momento Google fa la parte del “buono” rispetto alle talpe.  Una rapida ricerca su Google (0.22 secondi) produce più di 48 milioni di risultati su Edward Snowden, la maggior parte dei quali relativi ai documenti della NSA. Alcuni dei siti mostrano i documenti veri e propri, ancora etichettati come “Top Secret”.  Meno di sei mesi fa, bisognava appartenere a un ristrettissimo giro governativo o avere un accesso contrattuale per vedere quei documenti. Ora sono disponibili a tutti.

Google – e poichè Google è il primo motore di ricerca dell’intero pianeta, lo userò qui come simbolo di tutti i motori di ricerca, anche di quelli che devono ancora essere creati – in questo è sorprendente e appare come una gigantesca macchina per la diffusione – e non per la soppressione -  di notizie. Metti qualsiasi cosa sul web ed è molto probabile che Google la trovi rapidamente e la aggiunga ai risultati di ricerca di tutto il mondo, a volte nel giro di pochi secondi.  Tuttavia, poiché la maggior parte della gente non va oltre le prime pagine di risultati,  il fatto di “sparire” ha già un certo significato online.  Non è più sufficiente essere notati da Google.  Quello che più conta ora è riuscire a piazzare un tuo post in alto nella classifica dei risultati di ricerca di Google.  Se un tuo post riguardante Edward Snowden è al numero 47,999,999, è come se fossi morto, o scomparso.  Pensate a questo come punto di partenza per delle più significative forme di “sparizioni” che probabilmente vivremo nel futuro.

Nascondere qualcosa agli utilizzatori della rete riprogrammando i motori di ricerca sarà la prossima mossa oscura. Un’altra sarà quella di cancellare i contenuti, un processo tanto semplice quanto quello di trasformare i codici informatici dietro i processi di ricerca in qualcosa di predatorio. E se Google si rifiutasse di attuare il passaggio alle “ricerche negative”, la NSA, che sembra già aver messo le mani su “inside Google”, potrà installare la sua propria versione di codici maligni, come ha già fatto in non meno di 50,000 casi.

Ma lasciamo da parte il futuro:  ecco qui dimostrato come una strategia di ricerche negative sia già all’opera, anche se oggi il suo argomento centrale – la pedofilia – è abbastanza facile da accettare. Google ha recentemente introdotto un software che rende più difficile per i pedofili individuare materiale relative all’abuso di minori.  Come dice il capo azienda Eric Schmidt, Google Search è stato “risintonizzato” in modo da ripulire i risultati da più di 100.000 termini normalmente usati dai pedofili per cercare pornografia minorile.  Ora, ad esempio, quando un utilizzatore digita nello spazio di ricerca termini legati all’abuso sessuale dei minori, non troverà risultati collegati a contenuti illegali. Google invece li reindirizzerà verso siti di sostegno e consulenza psicologica. “Tra breve riusciremo a realizzare questi cambiamenti in più di 150 lingue, quindi l’impatto sarà a quel punto davvero globale” ha scritto Schmidt.

Mentre Google reindirizza le ricerche pornografiche verso siti di sostegno psicologico, la NSA ha sviluppato un sistema similare.  L’Agenzia ha già il controllo di una serie di server denominati in codice Quantum che sono ben radicati nell’impalcatura centrale di Internet.  Il loro compito è quello di reindirizzare degli “obiettivi” allontanandoli dai risultati attesi e conducendoli verso siti stabiliti dalla stessa NSA. L’idea è questa: tu digiti un indirizzo che vuoi e finisci da qualche altra parte che l’Agenzia reputa più conveniente. Mentre oggi  questa tecnologia sembra intesa a condurre dei potenziali estremisti della Jihad verso materiale islamico più moderato, nel futuro potrebbe, ad esempio, avere lo scopo di reindirizzare quelli che cercano notizie verso siti simili ad Al-Jazeera ma dal contenuto alterato, più consono alla versione dei fatti che il governo vuole dare.

...E DISTRUGGI

Tuttavia,  le tecnologie di blocco e di reindirizzamento, destinate a diventare sempre più sofisticate, saranno solo la minima parte di quello che ci attende in futuro. Google si sta già evolvendo al servizio di una causa che tutti sicuramente applaudiranno. Sta infatti sviluppando una tecnologia di rilevamento fotografico per identificare fotografie di abuso sessuale di minori non appena queste appaiono in rete, e anche tecnologie di rilevamento mirate alla rimozione di video illegali.  Le azioni di Google contro la pornografia minorile possono avere certamente le migliori tra le intenzioni, ma la tecnologia sviluppata al servizio di tali azioni anti-pedofilia dovrebbe però anche farci rabbrividire. Immaginate se, nel 1971, i Documenti del Pentagono,  quelle prime prove che ebbero gli Americani sulle bugie dietro la Guerra del Vietnam, fossero stati cancellabili.  Chi potrebbe mai credere che la Casa Bianca di Nixon non li avrebbe fatti sparire e che la storia del mondo non avesse preso un corso molto più tragico?

Oppure considerate un esempio che è già davanti ai nostri occhi. Nel 2009, molti possessori di Kindle hanno scoperto che la Amazon era entrata durante le notte nei loro dispositivi e aveva cancellato da remoto copie di Animal Farm e di 1984 di Orwell (ironia a parte).  La società ha poi spiegato che i libri, “pubblicati” per sbaglio sui loro server, in realtà erano delle copie illegali dei racconti. Allo stesso modo, nel 2012, la Amazon ha cancellato i contenuti di un possessore di Kindle senza alcun preavviso, dando come spiegazione che “l’account dell’utente era direttamente collegato ad un altro che era stato disattivato per aver contravvenuto alle politiche di Amazon”.  Utilizzando la stessa tecnologia, Amazon ha la facoltà di sostituire i libri sui dispositivi dei clienti con “versioni aggiornate degli stessi” , dai contenuti quindi alterati.   Se l’utente ne riceve notifica o meno, dipende tutto da Amazon.

A parte il Kindle, il controllo da remoto dei dispositivi privati è già una realtà.  Quasi tutto il software di un computer privato comunica in sottofondo con i propri server centrali, ed è quindi disponbile per aggiornamenti che possono alterare i contenuti.  La NSA utilizza i malware – software maligni installati nei computer da remoto – per cambiare il modo in cui la macchina lavora.  Il codice Stuxnet,che pare abbia danneggiato 1,000 centrifughe che gli Iraniani stavano usando per arricchire l’uranio, è un esempio di come operano questo tipo di cose.

Oggi, tutti gli iPhone comunicano alla “base” che tipo di app è stata scaricata o acquistata; in una liberatoria appena leggibile che viene fatta cliccare di routine, la Apple si riserva il diritto di far “scomparire qualsiasi app per qualche suo motivo. Nel 2004, la TiVo ha denunciato la Dish Network  per aver dato ai clienti dei componenti in conflitto con i brevetti del software TiVo. Anche se il caso si è concluso con un ingente rimborso, come primo rimedio, il giudice ha poi ordinato alla Dish di disattivare elettronicamente i 192,000 dispositivi che aveva già installato nelle case private. In futuro, ci saranno sempre più modi per invadere e controllare i computer, alterare o far sparire quello che stiamo leggendo o farci ritrovare su siti che non stavamo cercando.

Le rivelazioni di Snowden su cosa fa la NSA per raccogliere informazioni e controllare le tecnologie,  che hanno martellato il mondo da giugno scorso, sono solo una parte dell’equazione.  Ora resta da vedere cosa farà in futuro il governo per incrementare la sorveglianza e il controllo dei propri poteri .  Se immaginiamo degli strumenti per nascondere, alterare o cancellare i contenuti dei siti, e campagne per screditare o dissuadere le future talpe, ecco che diventa più chiaro il potere già disponibile sia ai governi sia ai grandi gruppi.

La capacità di passare dall’alterazione dei contenuti all’alterazione del modo come agiscono le persone è ovviamente già sull’Agenda dei governi e dei grandi gruppi.  La NSA ha già raccolto dati ricattatori  sulle abitudini pornografiche su internet di “radicali” musulmani.   La NSA ha tentato di intercettare un membro del Congresso senza mandato ufficiale. La capacità di raccogliere informazioni dai giudici Federali, membri del governo e candidati presidenziali fa sembrare i piani ricattatori di J. Edgar Hoover degli anni ’50 ingenui come i calzini bianchi e le gonne che facevano la ruota tipici di quegli anni..  Le meraviglie dell’internet ci lasciano a bocca aperta. Le sue possibilità Orwelliane e distopiche, invece, finora non hanno ancora attirato allo stesso modo la nostra attenzione. E invece dovrebbero.

LEGGI, PRIMA CHE VENGA DISTRUTTO


Il futuro delle talpe appare piuttosto fosco. Fra non molto, quando praticamente tutto diventerà digitale, quando la gran parte del traffico internet passerà attraverso gli Stati Uniti e i suoi alleati, o attraverso un’infrastruttura di società americane all’estero, quando i motori di ricerca troveranno tutto in meno di una frazione di secondo, quando il Patriot Act e gli accordi segreti della Foreign Intelligence Surveillance Court renderanno Google e gli altri giganti informatici degli  strumenti  di sicurezza nazionale (sempre che la NSA non arrivi ad assumere direttamente il controllo del business delle ricerche su internet), e quando una sofisticata tecnologia può sia bloccare, alterare o cancellare del materiale digitale premendo un semplice tasto, allora potremo dire che il Buco di Memoria non è più fantascienza.

Le rivelazioni delle talpe saranno inutili tanto quanto i vecchi libri polverosi chiusi in una soffitta, se nessuno ne viene informato. Andate avanti, pubblicate quello che volete. Il Primo Emendamento ve lo consente. Ma a che serve se nessuno sarà in grado di leggerlo? A quel punto, ti sarebbe più utile stare all’angolo delle strade e urlare alla gente che passa. In un futuro facile da immaginare, tutte le rivelazioni come di Edward Snowden sarebbero immediatamente bloccate ed eliminate più rapidamente di quanto uno riesca a pubblicarle e ri-pubblicarle.

La tecnologia delle ricerche su internet in tale continua evoluzione, completamente capovolta, sarà in grado di far scomparire le cose in modo sorprendente. Internet è uno spazio enorme, ma non infinito. E’ sempre più centralizzato e concentrato nelle mani di sempre meno governi, con gli Stati Uniti che già oggi occupano le corsie preferenziali dell’impalcatura di Internet.

A questo punto un brivido già dovrebbe corrervi lungo la schiena. Siamo testimoni in tempo reale di come 1984, da semplice racconto futuristico fantascientifico, si trasforma in un manuale di istruzioni. Non ci sarà bisogno di sopprimere alcun futuro Edward Snowden.  Poichè sarà già “morto”.

Peter Van Buren è stato una talpa del Dipartimento di Stato statunitense sugli sprechi e la cattiva gestione durante la ricostruzione in Iraq, con il suo primo libro:  Le nostre intenzioni erano buone: come ho contribuito alla disfatta dei cuori e delle menti del popolo iracheno.  Scrive regolarmente su argomenti di attualità per TomDispatch in questo blog:  Le nostre intenzioni erano buone”.Il suo prossimo libro I Fantasmi di Tom Joad: storia del #99Percento, sarà pubblicato in Aprile 2014.

Fonte: www.tomdispatch.com
Link: http://www.tomdispatch.com/blog/175779/

lunedì 30 dicembre 2013

Letta e i maro ,Balle d’acciaio e atteggiamento bipolare.

Il Presidente del Consiglio ha sempre evitato l’argomento,il parafulmine lo ha fatto De Mistura,quando non si sapeva cosa dire, spuntava il "De Mistura è andato in India",bene complimenti.
L’unica volta che ha aperto bocca è stato per rispondere a una interrogazione di Giorgia Meloni alla camera. La Meloni definisce "umiliante" la "sequela di soprusi da parte dell’India sopportati dall’Italia" dopo che ai due militari sono state rivolte "accuse pretestuose". E Letta risponde:"L’ho detto nel discorso programmatico il rientro in patria è un impegno del nostro Governo. Ho formato subito un comitato di ministri, in cui abbiamo nominato Staffan De Mistura inviato della presidenza del Consiglio in India. De Mistura si è recato in India tre volte in 70 giorni. Il nostro obiettivo resta risolvere la questione in modo equo". Quando la vicenda dei marò sarà conclusa, puntualizza il capo del governo, "dovremo confrontarci per bene su come è stata gestita dall’inizio questa vicenda". Implicita la punzecchiatura a chi c'era prima di lui a Palazzo Chigi (e alla Farnesina). Ma Letta invita tutti a concentrarsi sull'obiettivo: "Dobbiamo evitare polemiche e strumentalizzazioni che potrebbero compromettere il buon esito di questa vicenda che, questo lo so, non lo vuole nessuno dentro e fuori quest’aula". Il premier ricostruisce il procedimento cui sono sottoposti i due militari italiani: oggi, in sede di deposizione, La Torre e Girone hanno ribadito "che operavano come agenti di Stato, come previsto dal diritto, e noi ribadiremo la richiesta di esercitare la nostra giurisdizione sul caso, come dimostra l’apertura di due distinti procedimenti, e di far valere la loro immunità come agenti dello Stato".
Il bipensiero Lettiano porta a raccontare di un comitato di ministri ,certo che questo laboratorio italiano è proprio all’avanguardia nella distruzione della dignità e della specie umana,queste nullità messe al governo,non sono massoni,sono dei para massoni,utili a fare i servi sciocchi ,i killer ,gli uccisori della vita e della gente,felici di scodinzolare nei confronti dei loro veri padroni,che non appaiono mai.
Questo comitato di ministri forte come il pugno della mano e pieno di mistero” "dovremo confrontarci per bene su come è stata gestita dall’inizio questa vicenda". Implicita la punzecchiatura a chi c'era prima di lui a Palazzo Chigi (e alla Farnesina) hanno anche individuato in Giulio Terzi il responsabile,lui che era riuscito a portarli in Italia due volte,e che lanciava messaggi in codice nella sua pagina “prerogative costituzionali” ma nessuno doveva cogliere i messaggi,e con Terzi e non con Monti che se la prende la Bonino .
E così come Letta ha il coraggio di dire che ora ci sarà la crescita smentito in giornata dalla Corte dei Conti che gli ricorda che con una tassazione al 45% non può esserci crescita ,dice menzogne e cose futili ,da ricordare e non l’ha fatto nessuno che Letta è stato il più grande carognone il giorno delle dimissioni di Giulio Terzi e per chi crede che il mondo è quadrato o piatto allego il link.
Come mai non parla di arbitrato internazionale?
Quale paese rappresenta il bipensiero di Enrico Letta ?E quali approfondimenti  vuol fare quando finirà questa vicenda e come finirà ,come l’hanno concordata al comitato dei ministri?
Sicuramente  nel banco degli imputati insieme a Monti e alla buona compagnia finirà anche il comitato.

Vendola sui marò

 
Nichi Vendola, leader SEL, ha commentato così le dimissioni di Giulio Terzi da Ministro degli Esteri: 'Un atto vigliacco. Il Ministro Terzi doveva dimettersi chiedendo scusa, non in questa maniera indecente (...) Era chiaro l'accordo fra lui e la destra per cavalcare la vicenda in chiave sensazionalistica. Invece l'Italia ha toccato il fondo. Per Monti è il collasso definitivo'.
La domanda da fare a Vendola è :"Come mai apre bocca solo per fare il paraculo?
E come mai non ha chiesto al governo nuovo di invocare l'arbitrato internazionale?

QUALITÀ DELLA VITA - TRA NORD E SUD, C’E’ UN ABISSO - LE DUE ITALIE: TRENTO, BOLZANO, AOSTA IN VETTA; CATANIA, FOGGIA, NAPOLI SUL FONDO

QUALITÀ DELLA VITA - TRA NORD E SUD, C’E’ UN ABISSO - LE DUE ITALIE: TRENTO, BOLZANO, AOSTA IN VETTA; CATANIA, FOGGIA, NAPOLI SUL FONDO

La fotografia scattata dall'Università La Sapienza mostra in sostanza un'Italia a due velocità, anche se non mancano le eccezioni, come la neo-provincia Barletta-Andria-Trani (83/a), "migliore tra le peggiori", che riesce a primeggiare in una sezione particolare come quella del 'disagio sociale’, essendo in quest'area meno avvertito rispetto a tutte le altre… - - -

http://www.ilmattino.it/ 

Il 2013 lascia dietro di sè una scia positiva in termini di qualità della vita: nonostante la gelata economica infatti sono 59 le province italiane, su un totale di 110, in cui è stato registrato un miglioramento, che è stato peraltro il più alto negli ultimi 5 anni. Napoli non rientra fra queste e resta, desolata, nelle ultime file, in posizione numero 105
Trento ItalyTRENTO ITALY
È il ritratto stilato dall'Università La Sapienza per Italia Oggi Sette, che conferma al primo posto nella graduatoria generale la provincia di Trento, seguita, nella top ten, da quella di Bolzano, Aosta, Cuneo, Belluno, Siena, Parma, Pordenone, Verona e Treviso. Lo studio evidenzia anche un marcato miglioramento delle regioni del Centro e, contestualmente, un ulteriore arretramento del Sud e Isole. L'ultimo posto della graduatoria è infatti occupato da Crotone, preceduta da Enna, Vibo Valentia, Carbonia-Iglesias, Trapani, Napoli, Catania, Medio Campidano, Cosenza e Foggia.
La fotografia scattata dai ricercatori dell'ateneo romano - che hanno monitorato 9 dimensioni particolari: affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero e tenore di vita - mostra in sostanza un'Italia a due velocità, anche se non mancano le eccezioni, come la neo-provincia Barletta-Andria-Trani (83/a), "migliore tra le peggiori", che riesce a primeggiare in una sezione particolare come quella del 'disagio socialè, essendo in quest'area meno avvertito rispetto a tutte le altre.
L'analisi 2013 sulla qualità della vita mostra dunque, rispetto al recente passato, un netto miglioramento nel Nord-Ovest e nell'Italia Centrale. Ma in sostanza i territori che escono meglio dallo studio (buona, per un totale di 29) sono quelli del Nord-Est, con gran parte delle Marche, di una fetta minore della Toscana e del Piemonte.
Napoli GolfoNAPOLI GOLFO
Risulta invece accettabile (30 in tutto) nella maggior parte del Piemonte, dell'Emilia Romagna, della Toscana, Umbria e Marche. Tra le 51 che nell'insieme incassano una valutazione scarsa (23) e 'insufficientè (28) figurano 3 province del del Nord-Ovest, una del Nord-Est, 7 dell'Italia Centrale e ben 40 su 41 dell'Italia meridionale e insulare.
Tra l'altro, si sottolinea, nel gruppo delle province con una insufficiente qualità della vita figurano soltanto territori del Mezzogiorno, dove secondo gli autori «non si avvertono cenni di miglioramento».
bolzanoBOLZANO
Tornando alla primatista Trento, i ricercatori sottolineano che questa provincia ha confermato in termini di qualità di vita il percorso iniziato 4 anni fa. Ma non è tutto: questa parte d'Italia è dal 1999 stabilmente nel gruppo di eccellenza senza aver mai perso posizioni, andando a occupare il gradino più alto nel 2002 e il secondo nel 2000, nel 2003, 2006, 2007, 2008 e 2010. E quest'anno è riuscita a svettare in 6 dimensioni su 9: affari e lavoro, ambiente, criminalità, popolazione, servizi finanziari e scolastici e tempo libero.
L'ultimo posto di Crotone è invece paradigmatico delle province del Sud, con esiti negativi su affari e lavoro, ambiente, servizi finanziari e scolastici, tempo libero e tenore di vita.
Un elemento in decisa controtendenza è quello emerso dai dati relativi alle province dei grandi centri urbani, dove si è registrato un andamento tendente al peggioramento. Con l'esclusione, avvertono gli autori del report, della provincia di Milano, che guadagna 2 posizioni rispetto al 2012 e 12 dal 2010, attestandosi in 37/a posizione. Meno brillante Torino, che cede 3 posizioni e si porta al 49/o posto della classifica generale, in affanno le province di Roma, che perdono 2 posizioni (andando ad occupare la 64/a posizione), e Napoli, stabile su posizioni di coda (105).
Milano nataleMILANO NATALE
La buona prova della provincia di Milano, ma anche di gran parte di quelle lombarde, è confermata dal primo posto conseguito nel capitolo 'tenore di vità, seguita a ruota da quelle di Monza e Brianza e da Varese. Lo studio segnala inoltre che la provincia di Milano non è nuova alle posizioni di alta classifica visto che l'anno scorso ha occupato in questo segmento la seconda piazza. Male invece Venezia (88/a).
galleria vittorio emanueleGALLERIA VITTORIO EMANUELE
Altra novità di quest'anno è quella di Cuneo, la cui provincia va ad occupare la quinta posizione, dopo Aosta, precedendo Vercelli, Trieste, Belluno, Modena e Mantova. Il quadro complessivo evidenzia nelle prime 30 posizioni - contro le 20 del 2012 e le 23 del 2011, segnale di un miglioramento della situazione economica - soltanto province dell'Italia del Nord, di cui 15 nel Nordovest: 4 in Piemonte, altrettante in Friuli Venezia Giulia e in tutte le province dell'Emilia Romagna, con le eccezioni di Bologna e Rimini.
Altra voce analizzata, infine, è quella della salute, capitolo che vede ancora primeggiare, dopo il 2012, la provincia di Pisa, seguita da Milano - grazie a un colpo di reni che la fa risalire dall'11/a piazza in cui era affondata del 2012 - Isernia, Siena e Roma, che con il quinto posto recupera 3 posizioni
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ENRICHETTO IGNORA LA LETTERA DELL’AMBASCIATORE USA CONTRARIO ALLA WEB TAX SU GOOGLE E COMPAGNIA

NON L’HAI LETTA L’ULTIMA? - ENRICHETTO IGNORA LA LETTERA DELL’AMBASCIATORE USA CONTRARIO ALLA WEB TAX SU GOOGLE E COMPAGNIA - FRANCESCO BOCCIA VENTILA A LETTA LE DIMISSIONI – E RENZI TIRA IN BALLO FANTOZZI…

Mentre il provvedimento che obbliga a comprare servizi online da chi ha partita Iva italiana fa discutere il Pd, l'ambasciatore statunitense, John Phillips, scrive al premier per invitarlo a pensarci due volte prima di dare il via alla web tax. Ma pare che l'ambasciatore Usa, al momento, non abbia ricevuto alcuna risposta…

1.DAGOREPORT
La web tax, o Google tax che dir si voglia, si riconferma la legge "della discordia", soprattutto all'interno del Pd, dove sembra avere creato ben più di una tensione. Il provvedimento, approvato il 13 dicembre in forma di emendamento in commissione Bilancio alla Camera, introduce la tassazione sugli acquisti e la pubblicità online obbligando chi compra via internet a farlo da soggetti titolari di una partita Iva italiani.
GoogleGOOGLE
Secondo quanto appreso da Dagospia in ambienti politici, la scorsa settimana, dopo che l'emendamento era già stato affossato in Senato, Francesco Boccia, ideatore e promotore della web tax, per evitare una nuova sconfitta, pare si sia rivolto niente meno che al premier Enrico Letta. Boccia sarebbe addirittura arrivato a ventilare le dimissioni da presidente della commissione Bilancio della Camera se la norma non fosse stata approvata. Un'eventualità che deve avere terrorizzato il premier, poiché le dimissioni avrebbero potuto rallentare l'intero iter di approvazione della legge di Stabilità.
E forse è proprio per questo che la web tax è passata in extremis con una specie di blitz, nonostante i dubbi nutriti dal ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, e dal suo vice, Stefano Fassina. Senza contare che anche il neo segretario del Pd, Matteo Renzi, ha liquidato la faccenda con una battuta ("Dalla nuvola digitale siamo passati alla nuvola nera di Fantozzi") che tradisce un certo scetticismo sulla nuova legge.
lettaLETTA
E a nulla sarebbe valsa la lettera che - secondo quanto appreso da Dagospia - poco prima dell'approvazione della web tax l'ambasciatore statunitense, John Phillips, avrebbe inviato al premier Letta per chiedere di pensarci due volte prima di dare il via a un simile provvedimento. Phillips avrebbe messo in guardia che la norma rischia di compromettere gli investimenti statunitensi nel digitale italiano e, comunque, va contro l'obiettivo, sancito peraltro dal progetto "Destinazione Italia", di rafforzare i rapporti commerciali tra i due Paesi. Ma pare che l'ambasciatore Usa, al momento, non abbia ricevuto alcuna risposta.
2. LA WEB TAX DIVIDE IL PD
Marco Mobili e Giovanni Parente per "Ilsole24ore.com"
STEFANO FASSINA E FRANCESCO BOCCIASTEFANO FASSINA E FRANCESCO BOCCIA
La Web tax divide il Pd. «Dalla nuvola digitale siamo passati alla nuvola nera di Fantozzi». Matteo Renzi, parlando all'assemblea del partito, non ha risparmiato critiche alle mosse del suo partito nella commissione Bilancio presieduta da Francesco Boccia. «Abbiamo infilato un problema peggio dell'altro, sarebbe bello se si riuscisse a mofidicare le regole del gioco: l'Agcom chiude un sito senza passare da un giudice ma anche il fatto che la web tax va posta nel luogo centrale, l'Europa, e non con una violazione dei trattati europei o diamo l'impressione di un Paese che rifiuta l'innovazione».
Web tax a doppia morsa. Non solo l'obbligo di acquisto di pubblicità o servizi di e-commerce da operatori con partita Iva italiana ma anche un calcolo del reddito da tassare in Italia basato non sui costi sostenuti ma su altri indicatori di profitto. A questo si aggiunge il vincolo di tracciabilità nei pagamenti di servizi pubblicitari sulla rete.
I due emendamenti alla legge di stabilità (entrambi proposti dal Pd) approvati in commissione Bilancio alla Camera puntano a stringere il cerchio sugli utili realizzati in Italia dai big di internet come Google, Amazon o Facebook, ma per lo più imputati a società con sede in Paesi a prelievo tributario più vantaggioso (per esempio l'Irlanda).
Stefano FassinaSTEFANO FASSINA
Difficile stimare il nuovo modello di tassazione ma c'è chi ha messo nel mirino fino a quasi un miliardo di euro. Il valore del mancato gettito per le casse dell'Erario era stato calcolato - sulla base di una ricerca Nielsen sul mercato pubblicitario online - nel passaggio alla Camera della delega fiscale (ora all'esame del Senato) in cui è stato introdotto un principio per delineare una regolamentazione del prelievo fiscale sulle internet company. Ora, invece, l'emendamento con primo firmatario Edoardo Fanucci, ma sostenuto anche da Sel e Svp, stabilisce che l'acquisto di servizi di e-commerce, di pubblicità online e di link sponsorizzati avvenga sempre da soggetti con partita Iva italiana.
fabrizio saccomanni direttore big xFABRIZIO SACCOMANNI DIRETTORE BIG X
In pratica, se diventerà legge, l'inserzione, anche tramite centri media o l'intermediazione di terzi, andrà venduta solo da imprese con regolare partita Iva italiana. Così si cerca di arginare il problema che il traffico pubblicitario italiano viene sempre più acquistato all'estero da operatori stranieri, i quali, a loro volta, vendono dall'estero. Una fuga di risorse legata alla pubblicità che pur se "messa in rete" sul mercato italiano alla fine è fatturata fuori dai confini nazionali. Il Fisco italiano, quindi, non viene a conoscenza dell'operazione e ancor peggio non incassa un euro di tassazione.
Linda e John R Phillips con Marisela FedericiLINDA E JOHN R PHILLIPS CON MARISELA FEDERICI
L'emendamento Fanucci-Carbone nasce dalla proposta del presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, presentata nei mesi scorsi a Montecitorio suscitando però non pochi malumori e perplessità. Anche all'interno dello stesso gruppo Pd: Giampaolo Galli e Marco Causi, ad esempio, mercoledì ottenendo l'accantonamento dell'emendamento sulla web-tax hanno sottolineato il rischio di incompatibilità con le norme Ue e del Wto.
Dubbi che ripropone con forza Scelta civica. La web tax approvata «è destinata a essere disapplicata per incompatibilità rispetto alla disciplina europea» e rischia di «creare un buco di bilancio quando le spese non saranno coperte dalle entrate che inevitabilmente non ci saranno», sottolinea il vicepresidente della commissione Finanze di Montecitorio, Enrico Zanetti, che però riconosce la necessità di porre la questione «nelle sedi competenti e con gli strumenti giusti».
Matteo Renzi e Ciriaco De MitaMATTEO RENZI E CIRIACO DE MITA
E l'American chamber of commerce in Italy sottolinea «la contraddizione tra le finalità di questi emendamenti, dal vago sapore protezionista, rispetto agli scopi di apertura e incremento dell'attrattività del Paese contenuti nel piano Destinazione Italia». Mentre sia Francesco Boccia sia i due primi firmatari delle proposte parlano di interventi di «equità fiscale» che garantiscono lo stesso trattamento sia alle imprese italiane che alle multinazionali straniere.
La web tax all'italiana poggia, però, anche su un altro pilastro, contro cui le obiezioni di compatibilità con le regole Ue potrebbero trovare meno appiglio. L'emendamento di Stefania Covello (Pd) approvato dalla commissione Bilancio punta a introdurre indicatori diversi dai costi per stabilire il reddito delle controllate italiane nelle operazioni con le capogruppo straniere in relazione alla raccolta di pubblicità online.
amazon logoAMAZON LOGO
La proposta considera, di fatto, che nelle inserzioni su internet i costi sostenuti dalla società italiana possano essere poco rilevanti sia per le strutture organizzative ridotte sia per lavoratori occupati e mezzi impiegati. Per definire i criteri nel calcolo del reddito sarà possibile accedere al ruling, ossia una procedura concordata con l'agenzia delle Entrate. In più l'acquisto di pubblicità online dovrà essere pagato con bonifico bancario o postale o altri strumenti tracciabili, da cui risulti la partita Iva del beneficiario.