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venerdì 24 gennaio 2014

Caso Enrica Lexie - Marò Operazioni di disinformazione


Comunicato a mezzo Social Network da Luigi Di Stefano
Caso Enrica Lexie - Marò
Operazioni di disinformazione







Un paio di giorni fa a seguito di un articolo del giornalista Miavaldi pubblicato sul sito web Wu Ming, dove mi si accusava di aver fatto una “perizia” parziale e strumentale sulla vicenda dei due militari italiani ingiustamente detenuti in India, ho partecipato civilmente al dibattito che ne è generato portando le evidenze a sostegno della loro innocenza.
Ieri 5 gennaio, dopo ricevuta una telefonata del giornalista Pisapia del Il Fatto Quotidiano in cui ho nuovamente espresso le stesse ragioni, è apparso un articolo di taglio diffamatorio che prendendo spunto da un mio diploma di laurea conseguito presso una università americana, mi descrive come “il falso ingegnere di Casa Pound” in un quadro di delegittimazione sulle mie competenze a produrre la analisi tecnica sul caso Enrica Lexie - Marò fatta nei mesi scorsi e pubblicata su internet.
In sostanza l'ipotesi innocentista è basata sul lavoro di un incompetente non adeguatamente "titolato" e pure politicamente inadeguato.
Tutta questa operazione non parte da Wu Ming sull'articolo di Miavaldi e successiva integrazione di Pisapia - Il Fatto Quotidiano, parte già da novembre scorso con una sezione inserita in una pagina wikipedia, in inglese, che sostiene le tesi indiane sulla giurisdizione, e dove io vengo descritto e commentato proprio per delegittimare la mia pretesa "competenza" in indagini giudiziarie, competenza derivante dall'aver partecipato per lungo tempo come perito all'inchiesta su Ustica.
In questa sezione, aggiunta fra l'11 e il 27 novembre 2012, si dice che io abbia svolto sul caso Ustica delle indagini personali, secondo una visione "cospirazionista". Sono tutte bugie.
In realtà dopo aver collaborato sul caso Ustica come consulente tecnico per il giornalista di La Repubblica Franco Scottoni (1987-1994), sono stato nominato Consulente Tecnico di Parte Civile dall'Avvocato Romeo Ferrucci nell'ambito della Ass. Familiari (1995) e successivamente per conto di Aldo Davanzali, Amministratore e proprietario della Soc. Itavia proprietaria del velivolo I-TIGI precipitato nel Tirreno la sera del 27 Giugno 1980 (1996-1999)
La società Itavia fu indennizzata dallo Stato, condannato in sede civile, con 108 milioni di €.

Quindi il mio lavoro, teso a dimostrare che l'aereo non era precipitato per cattiva manutenzione e a dimostrare che era stato abbattuto da un missile, è stato più che efficace.

Vi ricordo che nel 1980 la Soc. Itavia aveva avuto ritirate le licenze e cessata l'attività perchè accusata del disastro per cattiva manutenzione. Il consulente tecnico, io, che dimostra il contrario e fa ottenere al suo cliente 108 milioni di € di indennizzo difficilmente potrà essere definito "incapace" nello svolgere indagini tecniche di valenza giudiziaria.
Lo Stato italiano fu condannato al risarcimento appunto perchè non aveva garantito la sicurezza sull'aereovia Ambra 13 dove avvenne il fatto.  http://it.wikipedia.org/wiki/Condanna_dello_Stato_nella_strage_di_Ustica

Questa è la pagina wikipedia dove è stata inserita a novembre la sezione che mi diffama.

Già mesi fa avevo verificato che la pagina wikipedia dedicata ai fatti della Enrica Lexie era stata formata da una persona del Kerala e da attivisti di sinistra del movimento "pacifista" internazionale.
E' chiaro che essendo il mio sito web l'unico a sostenere la tesi innocentista, e in modo molto efficace, e in inglese, si sia montata l'operazione di delegittimazione nei miei confronti. Serve a tentare di evitare che argomenti ed evidenze innocentiste che vi sono riportate trovino diffusione sui media indiani e italiani e considerazione presso i magistrati che dovranno celebrare il processo.
In modo da arrivare a una condanna dei due militari italiani anche a fronte di evidenze di palese innocenza, rappresentandomi come cospirazionista e incapace.
E' certo penoso vedere alcune aree della sinistra farsi strumento di interessi stranieri per ledere il diritto alla difesa dei loro concittadini, ma tant'è, non ci si può fare niente: ognuno si comporta secondo la propria natura.
Per quanto riguarda la mia analisi tecnica sulla vicenda della Enrica Lexie ognuno può giudicarla da se stesso e trovarvi le evidenze di innocenza dei due militari italiani. Non si tratta di complicati esercizi di sapienza ma di evidenze tali che chiunque abbia un minimo di competenza su indagini giudiziarie sarebbe in grado di evidenziare.

Nella immagine seguente potete vedere vedere la localizzazione geografica e gli indirizzi IP delle persone che a novembre scorso hanno formato la sezione che dice bugie sul mio conto nella pagina wikipedia sopra linkata. Da cui poi discende l'articolo di Miavaldi riportato sul sito web dell'associazione WU MING e l'articolo di Pisapia su Il Fatto Quotidiano.
Notare che la pagina è scritta in inglese e quindi destinata al pubblico indiano, che andando a leggere la versione in inglese del mio sito con le evidenze innocentiste poi viene informato che sono un cospirazionista che ha fatto indagini per conto proprio. "patetico e molto sfortunato"
I soggetti che hanno formato questa sezione sono a Lugo di Romagna, Imola, Roma, Palermo.
Poi abbiamo uno di Bruxelles in Belgio, e un misterioso "Natobxl" con codice IP coperto.
Quello che sembra avere maggiori conoscenze sul caso Ustica è quello di Bruxelles.
La sezione viene completata il 26 novembre, l'articolo di Miavaldi è del 3 gennaio, il "dibattito" su WU MING parte alla stessa data, l'articolo di Pisapia su Il Fatto Quotidiano è del 5 gennaio.



In sostanza una operazione di disinformazione da manuale, ai miei danni, per rendermi inattendibile e con me le evidenze di innocenza.
Arrivando infine l'operazione su Il Fatto Quotidiano che è un giornale di valenza nazionale l'articolo di Pisapia viene automaticamente ripreso dai siti internet di informazione e quindi diffamazione e bugie si spargono in rete. E gli astuti architetti che hanno messo in atto l'operazione hanno raggiunto il loro scopo.
Ovviamente non c'è da meravigliarsi: di queste "operazioni" se ne fanno decine o centinaia l'anno, penso ci siano diversi "operatori dell'informazione" che si ingegnano in queste attività contro questo o contro quello.
Però in questo caso fa piacere vederla spiattellata qui per intero, coi protagonisti e i motivi per cui è stata fatta.
Ora con la santa pazienza vedrò di arrivare ai titolari degli IP (uno è fisso) e confesso che quello che mi incuriosisce di più è a Bruxelles, e quello della NATO. Saprete più avanti.
Ora, nell'ipotesi che il tutto sia stato organizzato per pregiudicare le possibilità dei due militari italiani qualora dovessero affrontare il processo in India dovrò, doverosamente, presentare un circostanziato esposto-denuncia alla Procura della Repubblica che potrà, con molti più mezzi di indagine, valutare se è esistito un unico disegno criminoso (è la formula canonica) in ordine a quanto descritto.
Quale sarebbe il disegno criminoso? Agire coscientemente in modo coordinato fra più persone per pregiudicare le possibilità di difesa dei due militari italiani sotto accusa in India, svalutando la valenza degli elementi a discarico attraverso la propalazione a mezzo stampa di falsità sulla competenza del sottoscritto che tali elementi ha evidenziato.
Quindi ci rimettiamo serenamente alle valutazioni del Magistrato.

La “difesa” dalle accuse di Wikipedia, di Miavaldi, del Fatto Quotidiano etc. etc (c'è una folla!)

Bene, finita la parte seria della questione, relativa alla vicenda della Enrica Lexie, posso difendermi dalle accuse personali che mi sono portate. In modo consentitemi leggero leggero, altrimenti ci si annoia.
- Fino a quando, o Catilina, abuserai della nostra pazienza!



Il curriculum professionale è sempre stato in rete e chiunque se lo può leggere.
E' ricco di esperienze ma sempre nei settori dell'energetica, impiantistica, meccanica, ottica, etc.
Mi rimetto al giudizio del lettore.

Per quanto riguarda la mia pretesa “incompetenza” a formare analisi tecniche di valenza giudiziaria riporto quanto scritto dai PM Salvi, Roselli e Nebbioso nelle “requisitorie” dell'inchiesta sulla Strage di Ustica.
Dicono i P.M. (Requisitorie P.P. n. 266/90 A P.M. e 527/84 A G.I.) (pag. 215 e seg.):
- Particolare attenzione alla formulazione dell’ipotesi di abbattimento del DC9 mediante missili è stata prestata dai consulenti della parte civile Itavia, Mario Cinti e Luigi Di Stefano. Essi infatti partono dell’Ipotesi di Sewell, ma la modificano in punti non secondari al fine di superare le obiezioni che ad essa erano state mosse
In un ampio contributo, depositato il 23 dicembre 1995 e in successive note di risposte ad alcune osservazioni critiche………
Le conclusioni del Collegio sono, a nostro parere, molto rilevanti, giacchè contribuiscono a porre dei punti fermi, per esclusione. La disamina attenta e onesta sgombra il campo da numerose ipotesi, consentendo che la discussione si concentri sui punti di effettivo disaccordo interpretativo.
Il lavoro dei consulenti, proprio per l’accuratezza e l’onestà che lo contraddistingue, costituisce – a parere dei requirenti – un ulteriore elemento di smentita dell’ipotesi che a causare la perdita dell’aereo sia stato un missile. Oltre, infatti, all’eliminazione dal novero dei possibili ordigni di una serie di missili, per il loro sistema di guida, resta accertato che non vi sono geometrie di impatto (o meglio di attivazione della spoletta di prossimità o ad impatto) che possano causare la perdita dell’aereo senza lasciare segnature di schegge almeno sulla parte posteriore e sull’estremità dell’ala.
In realtà sarò proprio io facendo già nel 1995 la ricostruzione 3D del velivolo ad individuare le segnature delle schegge proprio sulla parte posteriore e sull'estremità dell'ala. (E devo precisare che il compianto Mario Cinti era laureato in legge, il tecnico ero io. Altrimenti arriva quello de Il Fatto Quotidiano a dire con un grande articolo che aveva fatto tutto quell'altro).



Per quanto riguarda la mia pretesa incompetenza ad affrontare, "sotto il profilo tecnico", indagini complesse, qualora non bastassero gli argomenti su Ustica aggiungo questo incarico della Procura di Ancona. Ovviamente cosa acquisire agli atti lo ho definito io nei colloqui preliminari.
L'episodio, avvenuto due giorni dopo gli attentati di Sharm el Sheikh del 2005 in cui persero la vita anche alcuni italiani, creò preoccupazione perchè quell'aereo egiziano stava facendo la tratta Il Cairo-Bologna e portava turisti italiani che rientravano dall'Egitto.

Si voleva sapere cosa era realmente successo, così un mi arriva una telefonata: Buongiorno, qui è la Guardia di Finanza, dovrebbe venire prima possibile ad Ancona. Su questa vicenda come Perito Giudiziario ero e sono legato al segreto d'ufficio, e quindi nessuno ha saputo mai niente.

Naturalmente secondo i sardelloni di prima qualsiasi tizio meglio titolato poteva analizzare il materiale di cui leggerete e rispondere ai quesiti del Pubblico Ministero.
Bastava fosse iscritto all'Albo Professionale Provinciale.





Per quanto riguarda la “falsa laurea in ingegneria” si tratta di un diploma di laurea ottenuto nel 2008 presso la Adam Smith University of America come “Environmental Engineering” (ingegnere dell'ambiente) con tesi su “Ipotesi di piano energetico nazionale basato sulla riforma del sistema elettrico, con l'inserimento di significative aliquote di produzione di energia elettrica da fonti non fossili”

La proposta di piano energetico è riportata in queste pagine web (Ahhhh! E' pure nuclearista!)
Migliaia di persone hanno diplomi di laurea in università straniere, compreso io.

Ad esempio tutti gli americani hanno lauree americane e se la cavano benissimo. Non potrebbero far decollare le astronavi per via che non sono iscritti all'Albo Professionale Provinciale, ma a quanto sembra decollano lo stesso.

Questi titoli non hanno valore legale in Italia per gli interessi delle varie corporazioni a mantenere le condizioni di privilegio assicurate dagli ordini professionali, escludendo i giovani o imponendogli anni e anni di praticantato gratis. Spesso si parla di riformare un sistema vecchio ormai di un secolo, ma nessuno ci riesce. Nel caso mio non esercito la professione di ingegnere, faccio un lavoro tecnico specializzato che mi piace, e per vivere non dipendo da lobbies, logge o sagrestie varie.

Questo diploma di laurea "americano" non mi serve a niente dal punto di vista professionale. Me lo sono preso perchè mi piaceva l'idea di fare una tesi sul Piano Energetico Nazionale integrando la fonte nucleare con le fonti rinnovabili.


In ultimo, Casa Pound. "Il finto ingegnere di Casa Pound!"
Si, li conosco quasi tutti fin da ragazzini e li stimo. Non faccio formalmente parte dell'organizzazione, non prendo le decisioni, non partecipo alle riunioni (non voglio fare il sepolcro imbiancato che dispensa perle di saggezza a una platea di ventenni. Ad una certa età si deve solo dare l'esempio), Ma mi hanno chiesto di essere il loro responsabile per le politiche energetiche e lo faccio volentieri, finchè non decideranno che lo fa un altro. Chi ha le pregiudiziali ideologiche basta che non mi frequenti, e stiamo tutti contenti.
E comunque tengo più alla loro considerazione che a quella dei saltimbanchi di cui abbiamo parlato finora, se non si era capito.

Roma li 06/01/2013 - Luigi Di Stefano
P.S. - Per eventuali lagnanze o più graditi apprezzamenti scrivere a info@seeninside.net

1 commento:

  1. Buon giorno Di Stefano, io sono un CTU del Tribunale come tecnico della Navigazione e sinistri marittimi, ho letto la sua perizia e ho trovato molti punti deboli, sia nella ricostruzione cinematica della vicenda sia in quella delle posizioni AIS, la rispetto ma non la condivido in quanto anche a me pare fatta sulle informazioni prese qua e la dai mass media e non da fonti ufficiali, se non in qualche rara parte.

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