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mercoledì 19 marzo 2014

Morire Di Amianto: Dalle Regioni Di Collusione Mafiosa, Alle Regioni Di Strafottenza Politica


Morire Di Amianto: La Fibra Killer, Bandita In Italia Dal 1992, Continua Ad Essere Presente Sul Nostro Territorio  Oltre Che Nei Nostri Acquedotti

Con la legge n.257 del 1992 in Italia si bandisce l’amianto, uno dei materiali più usati nelle costruzioni negli anni ’50- ’70, oltrechè usato in creme per il corpo e per le otturazioni dentali. Oggi sappiamo che di amianto si muore, vittime di carcinoma polmonare e mesotelioma. Secondo i dati dell’CNR – http://www.cnr.it/sitocnr/home.html – in Italia sono presenti sul territorio 32 milioni di tonnellate di amianto ancora da smaltire e bonificare. Un’enormità che corrisponde a 500 kg di amianto per ogni italiano.
 
MORIRE D’AMIANTO – La fibra killer ogni anno uccide 30 mila persone. Secondo gli studi epidemiologici presenti nel dossier dell’ISPEL – settore dell’INAIL – il picco di mortalità è previsto per il 2020 fino al 2040. Scarseggia la volontà di correre ai ripari, le bonifiche rallentano e addirittura le case farmaceutiche non investono in questo campo.
 
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BUSINESS DELL’AMIANTO – L’industria dell’amianto è un guadagno ghiotto anche per Paesi, come la Russia, l’India, l’Ucraina, il Kazakistan, il Vietnam, lo Zimbabwe e il Kyrgyzston che, alla faccia della salute della popolazione, continuano a lavorare con questa sostanza tossico-nociva. La denuncia arriva dall’Associazione Vittime dell’Amianto perché per la quarta volta questi sette Paesi si sono opposti ad includere la fibra killer nella Convenzione di Rotterdam.
REGIONI COLLUSE CON LA MAFIA – L’eternit è un materiale di business non solo per le costruzioni ma anche – e soprattutto – per lo smaltimento. La fibra killer è diventata per la criminalità una gallina dalle uova d’oro, oltrechè centro propulsore dei guadagni dell’ecomafia. Le terre delle nostra Penisola sono traboccanti di percolato, amianto ed altre sostanze tossico-nocive. Nel dossier 2012 di Legambiente ‘Rifiuti Spa’ si evince il filone diretto tra mafia e amianto, soprattutto con l’Operazione ‘Amianto d’Oro’ del 22 luglio 2011 quando, un imprenditore di Trapani è stato arrestato perché colluso con la criminalità nello smaltimento illegale di amianto.
 
REGIONI CON CLASSI DIRIGENTI INDIFFERENTI – Nell’elenco delle Regioni che non bonifiche rientrano anche quelle che, causa una leadership politica strafottente, abbandonano la loro terra alla mercè dell’inquinamento ambientale. Questo è il caso del Molise, piccola regione lacerata dallo spettro dell’amianto. Riportano alla luce il caso di Campodipietra, in località Selva – nell’hinterland di Campobasso – i due consiglieri a 5 Stelle, Antonio Federico e Patrizia Manzo.
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Era il 2001 quando l’Arpa Molise effettua un sopralluogo nella struttura dismessa della ditta ‘Fasolino carni’ e riscontra un’enorme presenza di fibra killer ed un evidente stato di degrado dello stabile. La situazione è pericolosa soprattutto per la salute degli abitanti, servono urgentemente 74 mila euro per bonificare, soldi che il Comune di Campodipietra chiede sia alla Regione Molise che alla Provincia di Campobasso. E’ il 2007 quando l’Azienda Sanitaria torna sul posto e trova una situazione di stallo: nulla è stato fatto mentre le condizioni dell’immobile, invece, sono gravemente peggiorate. E’ il 2014 e sono passati ben 13 anni dal rilevamento dell’Arpa Molise e quella zona è diventata un focolaio di tossicità causa amianto. Ecco che il M5S Molise interroga la Regione: perché ancora non bonifica?
‘Eppur si muove’, direbbe qualcuno. Infatti il tema ambientale è una delle maggiori preoccupazioni dell’opinione pubblica. Secondo i dati Istat le Regioni, in media, spendono per l’ambiente quasi 72 euro ad abitante di cui – secondo come dovrebbe essere – il 63% è destinato alla salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento e dal degrado, cioè ad attività di prevenzione e bonifica. Considerato che le bonifiche in Italia sono delle chimere, che fine fa questa enorme fetta di soldi?
Condividete e Informate!
amianto

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