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martedì 23 settembre 2014

Marò: così il governo Monti cambiò idea sui Marò.

QUOTIDIANO LIBERO - I DUE FUCILIERI DI MARINA : LE AMMENESIE DEL DOTT. CORRADO PASSERA - Documento esclusivo: così il governo Monti cambiò idea sui Marò, di MARIA G. MAGLIE
Sullo scandalo dei marò fuori i documenti, cominciamo noi. Non si fanno scoop sulla pelle di due poveretti la cui unica colpa è quella di aver servito in divisa in missione contro i pirati uno Stato che li sta contraccambiando con bugie, viltà e calci nel sedere. Tuttavia ci sono fatti che non sono liquidabili con le chiacchiere e gli scambi di accuse perché sono provati, nel senso che ci sono le carte e un po' alla volta vanno tirate fuori tutte a onore della verità. Questo vale soprattutto per le dichiarazioni spericolate che l'ex ministro nel governo Monti e attuale candidato a leader di una nuova formazione, Corrado Passera, sta diffondendo, a partire da un'intervista a Libero di domenica scorsa. Sulla vicenda dei marò Libero si è speso troppo in tre anni e sette mesi per non aver piacere di dimostrare che non risponde al vero quanto affermato da Passera, che non è vero che tutti i ministri del governo Monti furono d'accordo di deportare in India i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone nel marzo di due anni fa; al contrario tutti insieme decisero di farli restare in Italia e la presidenza del Consiglio diramò la decisione ai ministeri e all'intera rete diplomatica. Quel che è venuto dopo,la vergognosa marcia indietro in nome e per conto di non meglio precisati affari, è noto, e Giulio Terzi lo denunciò in Parlamento dimettendosi da ministro degli Esteri, ma se serve documentare, siamo pronti. Le carte che abbiamo ottenuto e che vedete qui pubblicate costituiscono la nota verbale inviata l'll marzo 2013 dalla Segreteria generale di Palazzo Chigi ai Ministri e agli Ambasciatori. Già nella lettera si capisce con chiarezza chi comunica che cosa a chi, segue un documento in lingua inglese perché destinato al governo indiano ed anche a interlocutori internazionali, come il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, che elenca tutti i punti di analisi, istruttoria, iniziativa che l'Italia ha deciso di intraprendere per salvaguardare i due marò da un giudizio illegale in India. Fate attenzione al punto 10, nel quale si comunica la decisione come definitiva: i marò restano in Italia. Seguì il reintegro immediato dei due fucilieri nei rispettivi reparti. Si apriva formalmente una controversia fra due grandi Paesi che sarebbe stata gestita in modo civile, con tutti i dettami della legalità, senza forzature e colpi di mano. I121 marzo parte invece una convocazione del presidente del Consiglio per una riunione ristretta e riservata dei ministri più interessati alla vicenda. Infatti unministro si stava agitando freneticamente perché temeva per gli interessi economici in India e riteneva che i due marò dovessero essere rispediti indietro immediatamente. Alla fine costui la spuntò, si chiama Corrado Passera, e un altro perse e si dimise, si chiama Giulio Terzi. Terzi è stato pesantemente chiamato in causa da Passera, a domanda sulle affermazioni, e sul documento, risponde confermando così: «Rilevo ancora oggi, dopo diciotto mesi dalla vergognosa decisione di rimandare in India Latorre e Girone, il teatrino dello scarica barile delle responsabilità. Neanche una parola invece su quello che dovrebbe essere l'impegno di tutti a dare rapida e giusta soluzione a questa profonda ingiustizia che il nostro Paese e i nostri militari stanno subendo. L'ex ministro Passera, evidentemente, dopo diciotto mesi ha dimenticato i fatti e confuso che l'unica decisione collegiale fu quella di trattenere in italia i nostri militari. Decisione diramata da Palazzo Chigi ai ministeri e quindi all'intera rete diplomatica. Tale decisione non ledeva alcun documento firmato con l'india in quanto l'India si era sottratta alla procedura Arbitrale proposta dall'Italia sulla base dei Trattati in vigore. Tutto questo avveniva 1'11 marzo in modo collegiale. Non lo fu invece la decisione di rimandarli in India, da me contrastata in ogni modo e anche per iscritto, tant'è vero che mi sono dimesso».
https://www.facebook.com/ambasciatoregiulioterzi/posts/746969525369282

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