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lunedì 22 settembre 2014

MARO'. TERZI: DECISIONE RIMANDARLI IN INDIA NON FU COLLEGIALE ERO CONTRARIO, E PER QUESTO MI SONO DIMESSO DA MIO INCARICO

(DIRE) Roma, 22 set. - "Rilevo ancora oggi, dopo diciotto mesi dalla vergognosa decisione di rimandare in India Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, che non sta cessando il pietoso teatrino dello scarica-barile delle responsabilita'. Neanche una parola invece su quello che dovrebbe essere l'impegno di tutti: dare rapida e giusta soluzione a questa profonda ingiustizia che il nostro Paese e i nostri Militari stanno subendo". Lo dice l'ambasciatore Giulio Terzi di Sant'Agata. L'ex Ministro Passera, aggiunge, "dopo un anno e mezzo dai fatti, ha evidentemente 'dimenticato' quanto realmente accaduto: l'unica decisione collegiale del Governo di allora fu quella di trattenere in Italia i nostri militari e attivare l'internazionalizzazione del caso, decisione diramata da Palazzo Chigi in concorso con i Ministeri interessati, e, tramite il Ministero degli Esteri, all'intera rete Diplomatica". "Contrariamente a quanto sostenuto da Passera, la decisione- ribadisce Terzi- non ledeva alcun documento sottoscritto dall'Italia, in quanto l'India si era nel frattempo sottratta alla procedura arbitrale proposta dal nostro Paese sulla base dei Trattati internazionali in vigore. Tutto questo avveniva l'11 marzo del 2013. Non fu invece affatto collegiale, pochi giorni dopo, la decisione di rimandarli in India, da me contrastata in ogni modo, anche per iscritto, come dimostrano inequivocabilmente i documenti disponibili nelle sedi competenti, tant'e' vero che, in quanto contrario a quella decisione, mi sono dimesso dal mio incarico di Ministro degli Esteri". "La vicenda e' cosi' limpida dal non poter essere tollerata oltre alcuna strumentalizzazione. E' piuttosto necessario che chi ne ha il potere faccia, finalmente, un'unica cosa: manifestare piena e convinta solidarieta' ai nostri militari, attivando un percorso incisivo per risolvere una vicenda che e' di prioritaria importanza per la nostra politica estera e per la credibilita' internazionale dell'Italia".
(Com/Vid/ Dire)

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