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venerdì 31 gennaio 2014

MARO', DOPO DUE ANNI IL COLLE SCOPRE CHE BISOGNA TENER VIVO L'INTERESSE INTERNAZIONALE!


MARO', DOPO DUE ANNI IL COLLE SCOPRE CHE BISOGNA TENER VIVO L'INTERESSE INTERNAZIONALE! Appena scoppiato il caso Marò, sono già passati 2 anni purtroppo, l'intera Popolazione italiana ebbe un commovente moto d'orgoglio Nazionale, manifestazioni, iniziative varie, chi si metteva la foto dei nostri fucilieri persino sul parabrezza dell'auto, chi si appuntava il nodino giallo sul vestito, chi metteva la bandiera alla finestra, chi attuava una personale interruzione di rapporti commerciali con l'India, a cominciare anche dal modesto consumo di curry, insomma c'era un fermento positivo che incanalava la rabbia! Su queste manifestazioni calò come una mannaia il divieto del Colle, che invitava al silenzio sull'intera vicenda, a non prendere iniziative, per non mettere a rischio le delicate trattative per la liberazione dei nostri soldati! Facemmo tutti un passo indietro, forse fummo tra i pochi a parlarne ciclicamente, ma sottovoce, non volevamo fossero dimenticati né il governo Monti ci sembrava all'altezza. Saremmo felici di esserci sbagliati, invece il marcio è andato oltre la nostra immaginazione, una massa di supponenti incapaci, capaci solo di fare i leoni in casa e strisciare all'estero, in cambio di contratti comunque persi, riportarono i Marò in India, e chi lo volle? Omissis, fate voi.. Oggi la svolta, ecco cosa scrive in una nota appena diramata il Quirinale: Il Presidente Napolitano, ricevendo la delegazione parlamentare che ha incontrato in India i due marò Latorre e Girone, "ha condiviso l'impegno, già assunto anche dal premier, a dare massimo rilievo politico internazionale a una vicenda finora gestita dalle autorità indiane in modi contraddittori e sconcertanti". Così una nota del Colle. "Il Capo dello Stato proseguirà e intensificherà i contatti già stabiliti con i suoi omologhi di Paesi amici, che hanno già dimostrato comprensione per questo caso doloroso" . TVD E che dire della delegazione di Parlamentari che i colleghi indiani non hanno voluto ricevere con la scusa della festa nazionale, svoltasi ben 3 giorni prima? Una delegazione con a capo Casini che risultati poteva ottenere? Solo foto per twitt e facebook! Colpisce quello che ha rivelato l'on. La Russa, che non era in India, ma ha riferito parole dell'on. Cirielli, sempre Fd'I, il quale ha trovato molto depressi e pessimisti i nostri fucilieri, pur decisi a non mollare ed a tornare in Italia a testa alta! Per noi possono tornare anche subito, a fronte altissima, sono altri che la devono abbassare quando passeranno! Forza ragazzi, non vi lasceremo mai! -.-
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151837167657251&set=a.208345512250.141122.206378217250&type=1

Istigazione al suicidio, 30mila querele contro i governi Letta e Monti


Una class action di cittadini si uniscono sui social facebook e creano un evento in sordina ma il risultato è inaspettato dagli organizzatori: 30.000 cittadini hanno presentato l'esposto-querela...

di Giuseppe Iudici
Una class action di cittadini si uniscono sul social facebook e creano un evento in sordina ma il risultato e' inaspetteto dai organizzatori, 30.000 cittadini si recano alle stazioni dei carabinieri e depositano l'esposto-querela chiedendo alle procure se vi siano responsabilita', da parte delle ultime due legislature , inerenti i suicidi di chi e' colpito dalla crisi ipotizzando "l'istigazione al suicidio" art. 580 c. p.
La notizia inizialmente viene data in esclusiva da Affaritaliani il 12 gennaio con un mio articolo ricevendo 5.000 like , che fa ben sperare nella continuita' della iniziativa e il web impazza riportando l'articolo, da qui i tg nazionali e la7 che invita gli organizzatori ma ad un certo punto NESSUNO piu' aggiorna l'evoluzione di chi pone speranze in questa iniziativa che comincia a far paura a qualcuno.
Adesso e' arrivato il momento di avere "CORAGGIO", lo si chiede ai giornalisti e direttori e lo si chiede sopratutto ai "GIUDICI" che per Berlusconi hanno processato per ben 34 volte con poco successo , migliaia di italiani non possono essere oscurati e pare che non abbiano intenzioni di fermarsi, i prossimi colpi saranno sempre legati a responsabilita' di istituzioni ed enti , spesso equitalia e banche nel centro del mirino e vedremo in che rotta questa grande barca dei cittadini si dirigera' e una cosa l'hanno capita:"REMARE UNITI" e' per loro unica soluzione di reagire e rimanere vivi in questa guerra silenziosa, vogliono che i media ne parlino perche' gli italiani possano avere la possibilita' di sapere e di querelare , chiedono coraggio perche' giustizia sia fatta, rimangono sul legale ma in tanti pronti ad una rivoluzione che in Italia nessuno sa' come farla e se l'indifferenza della politica a non attuare aiuti alla famiglia persistera', la disperazione fara' il suo corso.
Cari Giudici avete anche Berlusconi in questa querela, perche' non approfittarne oppure, come tutti vogliono pensare, usate la giustizia per i diritti della gente e cari Giudici FATEVI SENTIRE, dalla pagina dell'evento leggo indiscrezioni che il popolo un risultato lo ha ottenuto: UNA PROCURA HA IL FASCICOLO" ma lascio ad un post l'indiscrezione e la sua verita' pensando che possa essere una speranza o verita'. CORAGGIO ALLORAda parte di tutti, affaritaliani lo ha, la gente che ha denunciato anche, ora tocca a chi ancora non ha reagito e stato affianco di questi temerari che comunque qualcosa lo hanno fatto, la protesta adesso esce anche da internet con banchetti in strada dove tanta gente dichiara di non sapere nulla di questa iniziativa e si fa accompagnare alle stazioni dei carabinieri per presentare l'esposto, tanta voglia di reagire tutto made in CITTADINI . Commenti di chi ha fatto la querela: STO MEGLIO ORA!
fonte http://www.affaritaliani.it/cronache/istigazione-al-suicido-30mila-querele310114.html?ref=ig

Gasparri: Napolitano ha detto ai marò che torneranno con onore

I marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
Questi barzellettari da 4 soldi,stanno facendo e anche male molto male,perchè non lo fanno con convinzione ma giusto per,per far vedere che si stanno muovendo.
I cittadini italiani da due anni consigliano quello che questi inetti stanno cercando di fare e anche male.
L'ombra che fa la parte del Presidente ,secondo l'entusiasta Gasparri,che non si sa dove era in questi due anni .ha chiamato i nostri marò durante l'incontro con i nostri marò  e gli ha detto "tornerete con onore".
E una nota del quirinale redatta in occasione dell'incontro con i deputati ci fa sapere che""Il Capo dello Stato proseguirà e intensificherà i contatti già stabiliti sul tema con i Capi di Stato di Paesi amici, presso i quali ha già incontrato attenzione e comprensione per questo caso doloroso". 
E anche Balle d'acciaio Letta si inserisce a vendere il solito fumo del fare,di chi si è permesso di venderli all'India anche come processo e giurisdizione,garante e continuatore del Monti pensiero una vera e propria immensa faccia di c...sentite Letta :"Proseguiranno i contatti sul piano europeo e internazionale per sensibilizzare i partner dell'Italia su una questione che vede tutta la comunità nazionale al fianco dei due Marò e delle loro famiglie". Lo ha assicurato Letta al termine dell'incontro con i parlamentari tornati dall' India
.

OFLE TRA I DUE MONDI,l'ultimo libro di Emanuela Rocca.

OFLE TRA I DUE MONDI - Agorà News on Line
Finalmente è uscito il mio terzo libro...  invito quanti amano la lettura  a leggerlo... è,  a differenza degli altri miei libri, un romanzo fantasy. E' una fiaba moderna che fa riflettere molto su quello che è la vita oggi. è la contrapposizione di due mondi diversi. Ho cercato, come sempre di trasmettere emozioni e anche insegnamenti di vita.  Cosa posso aggiungere? Solo "buona lettura"!
PREFAZIONE

‘ «Cos’è un miracolo?»
  « Un miracolo per noi è qualcosa che accade all’improvviso e ti cambia la vita in meglio.»’

Immaginate un mondo dominato da un tripudio di colori, dove gli abitanti sono cordiali e coesistono, aiutandosi l’un l’altro, immaginate un mondo dove Madre Natura culla con una profumata carezza i suoi frutti, immaginate un mondo dove l’odio e l’inimicizia sono parole incomprensibili. Ora aprite gli occhi e avrete davanti il mondo incantato da cui proviene Ofle, l’elfo.
E poi immaginate un mondo che sia tutto l’opposto, dove gli abitanti sono divorati da odio e rancori, immaginate un mondo dove serpeggia la malattia, eterna compagna della morte di nero vestita.  Un mondo dove le armi da fuoco e la violenza sono all’ordine del giorno e un sorriso è merce rara. Avrete davanti il mondo in cui vive la piccola Ori: una caotica e affaccendata New York demolita dallo scorrere frenetico del tempo.
Questi due mondi sono paralleli gli uni agli altri ma non si sfiorano mai se non con il fiato della fantasia e dei sogni che Ori custodisce dentro di sé. Una vacanza in Irlanda, in una baita tra i boschi, muterà radicalmente ciò in cui lei crede e lo stesso varrà per Ofle, l’elfo che vive oltre la barriera dell’ invisibile. I due riusciranno a infrangere i confini che li tengono separati, dando inizio a un magico viaggio inaspettato.
Questo è un romanzo che ti entra dentro passo dopo passo, parola dopo parola. Chi ha letto Emanuela Rocca si ritroverà spiazzato e catapultato in una favola moderna, trasudante di insegnamenti che, forse, abbiamo dimenticato.
Ci ritroveremo al fianco di Ori mentre cavalca pesci giganti, mentre doma la groppa di un drago in volo, per poi salire su un isola galleggiante nell’atmosfera o pernottare in un castello di ghiaccio. Saremo affiancati da fate, elfi, maghe, gnomi e la loro comunità ci apparrà tutto tranne che anomala.
Ma il romanzo di Emanuela non è solo la storia di un viaggio fantastico, è la contrapposizione netta di due mondi agli antipodi. E’ una storia  che spinge a riflettere e a porsi due domande sulla società in cui viviamo. Un mondo che spiazzerà Ofle e il lettore stesso, ormai assuefatto dal quotidiano e dai ritmi indiavolati che ci impone.
Il libro di Emanuela è un libro per sognare, è un libro che vuole stimolare l’angolo remoto della nostra mente dove ancora albergano i sogni, vuole ricordarci che non è mai finita finché continueremo a sognare perché proprio nei sogni alloggia la verità.  E forse è vero, forse bisognerebbe tornare bambini per apprezzare il verde delle foglie, il profumo dei fiori o il sorriso di una fata.
Non vi augurerò ‘buona lettura’ perché so già che lo sarà, ma vi chiederò di porre occhio attento e orecchio aperto, leggete questo romanzo cogliendone ogni sfumatura, ogni allegoria. Leggete questa favola con quella parte remota del vostro ‘io’ che credete troppo cresciuta ma che, in fondo, avete solo abbandonato. Scoprirete qualcosa che non avevate immaginato, scoprirete l’invisibile che ancora alberga in voi, basterà solo addentrarsi nel mondo di Ofle, aprire il cuore e lasciarvi condurre per mano dalla fantasia e da questa narratrice d’eccezione.
Buona lettura!


Linda Bertasi Scrittrice
fonte http://www.agoranewsonline.com/1/cultura_3397583.html

P'ossessione di Rosanna Marani - Edizioni Vincenzo Ursini

Sono viva, alla mia settima vita….”rosa” (e intendo arrivare alla decima vita.. almeno!). Ed è una vita nuova di zecca: chissà se servono le ali o gli scarponi chiodati per percorrere la strada che ho in mente! La mia parte l’ho fatta, come mamma… tre figli ed ora come nonna... due nipoti e come giornalista, entrata nella storia del costume italiano. Non mi riposo, impegnata ancora nelle battaglie di civiltà, già, mi piace vivere, non sopravvivere! Non voglio abbonarmi alle ... sconfitte, ma tentare la sorte con un biglietto vincente! Nell’altro, nel partner che mi prefiguro, cerco… l’intelligenza e la sensibilità fatta uomo. Aggiungo la curiosità, la capacità di stupire e di stupirsi e l’intraprendenza, che lo porti da un indizio arrivare al traguardo della caccia ai tesori che si nascondono nelle pieghe della vita stessa. Per un partner di tale levatura … scapperei con lui in… Alaska. Un partner di tale eccellenza lo aspetterei anche per l’eternità, anche nell’al di là….
Astenersi se privi di tali requisiti … Ovvero anima extralarge … Grazie.
Nota:  Alle persone gentili che mi hanno chiesto dove prenotare P’ossessione e acquistarlo … rispondo che possono rivolgersi al mio editore … Vincenzo Ursini. Grazie.
Ursini Edizioni
Via Sicilia, 26/A – 88060 Santa Maria di Catanzaro.
tel +39.0961.782928
fax+39.0961.782980

Latorre e Girone, merce di scambio per interessi personali. di Fernando Termentini

Il 25 ottobre ho ipotizzato in queste pagine che i due Fucilieri di Marina ormai in ostaggio dell’India da 24 mesi erano stati venduti per trenta denari a vantaggio di interessi di settore e  personali.  

L’8 gennaio ho ripreso l’argomento dopo che giungevano notizie sulla vicenda Finmeccanica / India sempre più convinto che i due militari italiani avevano rappresentato la merce di scambio per garantire interessi globali a livello nazionale e soprattutto per tutelare precipue figure istituzionali e lobby di potere economico.

“Merce di scambio” immediatamente resa disponibile dall’Italia come possibile contropartita per rabbonire la controparte indiana adirata perché i fatti erano diventati di dominio pubblico, rivelando al mondo la sensibilità di personalità indiane a proposte corruttive.

Oggi questa ultima ipotesi è confermata da notizie pubblicate da quotidiani nazionali dove si evidenzia il coinvolgimento di massimi livelli governativi indiani nel giro delle ipotesi di tangenti versate dalla Società e di cui si sta occupando il Tribunale di Busto Arsizio. Una lunga lista di nomi, fra cui  Mohamed Singh Presidente dell’India e Ahmed Patel segretario politico di Sonia Gandhi.

Sempre più evidente,  quindi che quando l’ex Premier Monti in Parlamento il 26 marzo 2013 relazionò sulla decisione di far rientrare in India i due Marò accennando anche alla difesa di interessi economici italiani, si riferiva probabilmente anche a quanto sta emergendo ora.

A tale riguardo, non è nemmeno azzardato ipotizzare che il Senatore Monti in quei giorni abbia condiviso le sue decisioni  con il suo Ministro allo Sviluppo Economico Corrado Passera e con L’Ammiraglio Di Paola al momento Ministro della Difesa, in possesso di un consolidata esperienza nei rapporti internazionali riguardanti le industrie italiane impegnate nel settore di forniture militari,  per pregressi incarichi di vertice nell’area tecnico - amministrativo della Difesa.

Sempre di più evidente, quindi, che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone siano stati al centro di interessi economici rilevanti e che l’India abbia approfittato della vicenda dell’Enrica Lexie per poter garantirsi la gestione di importanti rapporti economici in corso con l’Italia, usando come contropartita la sorte di due militari italiani.

Una vera propria forma di ricatto portata avanti da 24 mesi dall’India, forse anche con lo scopo di proteggere personalità istituzionali indiane, facendo leva sul destino di due nostri militari ceduti alla giustizia di Delhi dall’Italia,  con una decisione al momento dichiarata per “mantenere la parola data” ma le cui motivazioni oggi assumono ben altri connotati. Chiaro a tale riguardo l’articolo che ci propone il dott. d’Ecclesia che scrive  “Ecco la carta che potrebbe rendere incandescente la partita tra il governo indiano e l’Italia. Da un lato il destino dei nostri marò, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. Dall’altro lato, secondo un documento agli atti della Procura di Busto Arsizio, ci sono politici in India che hanno preso mazzette milionarie da Finmeccanica per la commessa degli elicotteri Agusta del2010” .

Lo Stesso Onorevole Cicchitto, Presidente della Commissione Esteri della Camera, anche se con un certo ritardo comincia a prendere coscienza del problema e dichiara “Italia in debito con marò”.

Perché allora non iniziamo a ripagare l’India con la loro stessa moneta. Il Diritto Internazionale prevede la rappresaglia, attuiamola cominciando a ritirarci dalla Missione ONU “UNMOGIP” voluta dalle Nazioni Unite dal gennaio 1949 per garantire il cessate il fuoco fra India e Pakistan per il controllo del Kashimir.

Un impegno a cui l’Italia ancora partecipa al momento con la presenza di un Ufficiale come si evince dal sito dell’Esercito e che dovrebbe invece essere immediatamente annullato richiamando in Patria l’Ufficiale per evitare che, all’occorrenza,  anche lui possa rappresentare  merce di scambio in mano indiana.

Fernando Termentini, 31 gennaio 2014 - ore 12,30  

 Fonti :


(https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=8896682310981339226#editor/target=post;postID=6783254326921315133;onPublishedMenu=allposts;onClosedMenu=allposts;postNum=4;src=postname)


Fernando Termentini Il 25 ottobre ho ipotizzato in queste pagine che i due Fucilieri di Marina ormai in ostaggio dell’India da 24 mesi erano stati venduti per trenta denari a vantaggio di interessi di settore e  personali.  

L’8 gennaio ho ripreso l’argomento dopo che giungevano notizie sulla vicenda Finmeccanica / India sempre più convinto che i due militari italiani avevano rappresentato la merce di scambio per garantire interessi globali a livello nazionale e soprattutto per tutelare precipue figure istituzionali e lobby di potere economico.

“Merce di scambio” immediatamente resa disponibile dall’Italia come possibile contropartita per rabbonire la controparte indiana adirata perché i fatti erano diventati di dominio pubblico, rivelando al mondo la sensibilità di personalità indiane a proposte corruttive.

Oggi questa ultima ipotesi è confermata da notizie pubblicate da quotidiani nazionali dove si evidenzia il coinvolgimento di massimi livelli governativi indiani nel giro delle ipotesi di tangenti versate dalla Società e di cui si sta occupando il Tribunale di Busto Arsizio. Una lunga lista di nomi, fra cui  Mohamed Singh Presidente dell’India e Ahmed Patel segretario politico di Sonia Gandhi.

Sempre più evidente,  quindi che quando l’ex Premier Monti in Parlamento il 26 marzo 2013 relazionò sulla decisione di far rientrare in India i due Marò accennando anche alla difesa di interessi economici italiani, si riferiva probabilmente anche a quanto sta emergendo ora.

A tale riguardo, non è nemmeno azzardato ipotizzare che il Senatore Monti in quei giorni abbia condiviso le sue decisioni  con il suo Ministro allo Sviluppo Economico Corrado Passera e con L’Ammiraglio Di Paola al momento Ministro della Difesa, in possesso di un consolidata esperienza nei rapporti internazionali riguardanti le industrie italiane impegnate nel settore di forniture militari,  per pregressi incarichi di vertice nell’area tecnico - amministrativo della Difesa.

Sempre di più evidente, quindi, che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone siano stati al centro di interessi economici rilevanti e che l’India abbia approfittato della vicenda dell’Enrica Lexie per poter garantirsi la gestione di importanti rapporti economici in corso con l’Italia, usando come contropartita la sorte di due militari italiani.

Una vera propria forma di ricatto portata avanti da 24 mesi dall’India, forse anche con lo scopo di proteggere personalità istituzionali indiane, facendo leva sul destino di due nostri militari ceduti alla giustizia di Delhi dall’Italia,  con una decisione al momento dichiarata per “mantenere la parola data” ma le cui motivazioni oggi assumono ben altri connotati. Chiaro a tale riguardo l’articolo che ci propone il dott. d’Ecclesia che scrive  “Ecco la carta che potrebbe rendere incandescente la partita tra il governo indiano e l’Italia. Da un lato il destino dei nostri marò, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. Dall’altro lato, secondo un documento agli atti della Procura di Busto Arsizio, ci sono politici in India che hanno preso mazzette milionarie da Finmeccanica per la commessa degli elicotteri Agusta del2010” .

Lo Stesso Onorevole Cicchitto, Presidente della Commissione Esteri della Camera, anche se con un certo ritardo comincia a prendere coscienza del problema e dichiara “Italia in debito con marò”.

Perché allora non iniziamo a ripagare l’India con la loro stessa moneta. Il Diritto Internazionale prevede la rappresaglia, attuiamola cominciando a ritirarci dalla Missione ONU “UNMOGIP” voluta dalle Nazioni Unite dal gennaio 1949 per garantire il cessate il fuoco fra India e Pakistan per il controllo del Kashimir.

Un impegno a cui l’Italia ancora partecipa al momento con la presenza di un Ufficiale come si evince dal sito dell’Esercito e che dovrebbe invece essere immediatamente annullato richiamando in Patria l’Ufficiale per evitare che, all’occorrenza,  anche lui possa rappresentare  merce di scambio in mano indiana.

Fernando Termentini, 31 gennaio 2014 - ore 12,30  

 Fonti :


(https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=8896682310981339226#editor/target=post;postID=6783254326921315133;onPublishedMenu=allposts;onClosedMenu=allposts;postNum=4;src=postname)


(http://www.esercito.difesa.it/Attivita/MissioniOltremare/MissionidiOsservazione/MissioniONU/Pagine/UNMOGIPIndiaePakistan.aspx?status=In%20atto)


Cicchitto: Italia in debito con marò, assurda accusa terrorismo

Presidente commissione Esteri: da governo Monti tragici errori

Cicchitto: Italia in debito con marò, assurda accusa terrorismo



Roma, 31 gen. "Il Paese è in debito con Massimiliano
Latorre e Salvatore Girone. Ora è importante alzare il livello
mediatico della vicenda perché gli indiani capiscano che accusare
di terrorismo i marò vuol dire accusare di terrorismo lo Stato
Italiano": lo ha detto Fabrizio Cicchitto, presidente della
Commissione Esteri della Camera dei Deputati, uno dei capi della
delegazione appena tornata dalla missione a New Delhi in una
intervista al 'Tempo'.

"Questo governo sta prestando grandissima attenzione alla vicenda
di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, mentre il precedente
esecutivo ha commesso tragici errori - ha aggiunto -. È
necessario alzare il tiro della comunicazione internazionale
perché la realtà indiana è tale per cui la situazione dei marò
potrebbe ristagnare oppure peggiorare". "La linea accusatoria del
terrorismo non è praticabile - ha concluso Cicchitto -. Accusare
di terrorismo due militari italiani in missione vuol dire
accusare di terrorismo lo Stato italiano. Certo, la legge che
mette i militari su navi civili va rivista, con un migliore
coordinamento tra armatori e Marina. Serve un maggiore
coinvolgimento dell'Europa e torneremo in India con i
parlamentari europei"
.http://www.ilmondo.it/politica/2014-01-31/cicchitto-italia-debito-mar-assurda-accusa-terrorismo_401944.shtml

La vicenda marò, legata alle mazzette di finmeccanica ,ai politici indiani.Ora basta restituiteli.


Sonia GhandiAL PROCESSO FINMECCANICA IL PM FUSCO MOSTRA LA LISTA DELLE PERSONE SU CUI FINMECCANICA VOLEVA FARE PRESSIONI: DAL BRACCIO DESTRO DI SONIA GANDHI AL PREMIER SINGH.
Ecco la carta che potrebbe rendere incandescente la partita tra il governo indiano e l’Italia. Da un lato il destino dei nostri marò, Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. Dall’altro lato, secondo un documento agli atti della Procura di Busto Arsizio, ci sono politici in India che hanno preso mazzette milionarie da Finmeccanica per la commessa degli elicotteri Agusta del 2010. La lettera che potrebbe complicare le relazioni tra i due Paesi la pubblichiamo accanto ed è stata trovata nella villa sul lago di Lugano del consulente italiano residente in Svizzera, Guido Ralph Haschke, imputato per corruzione insieme all’ex presidente di Finmeccanica Giusppe Orsi e ad altri consulenti e manager, con l’accusa di avere pagato 30 milioni di euro di mazzette a pubblici ufficiali indiani per favorire Agusta Westland nella gara per la commessa degli elicotteri AW101.Quando nell’aprile del 2012 entrarono nella sua casa gli inquirenti italiani e svizzeri, Haschke finse un malore e si accasciò sul suo letto. Sotto c’era una valigia piena di documenti che il consulente di origini piemontesi aveva lasciato lì, convinto che la sua cittadinanza svizzera fosse uno schermo contro l’invadenza dei carabinieri del NOE guidati da Sergio De Caprio, alias Ultimo, e dei pm napoletani Vincenzo Piscitelli ed Henry John Woodcock.
Tra le carte della valigia c’era la lettera che, dopo il passaggio per competenza dell’indagine da Napoli a Busto Arsizio, il pm Eugenio Fusco ha studiato e saputo valorizzare al meglio, coordinandola con un appunto manoscritto dallo stesso Haschke, a suo dire sotto dettatura del suo coindagato Christian Mitchell, con una lista con le sigle dei ruoli o dei nomi dei beneficiari delle mazzette indiane.
GIOVEDÌ 9 GENNAIO era in corso il controesame di Haschke da parte delle difese e al termine il pm Fusco ha calato tre carte: la lettera, l’appunto manoscritto e una foto di Sonia Gandhi con il suo principale collaboratore Ahmed Patel. Se il tris di Fusco, riprodotto nel fotomontaggio, era d’assi o di due di picche lo dirà solo il Tribunale al termine del giudizio. La prima carta calata dal pm il 9 gennaio, è in inglese e suona così: “15 Marzo, 2008. All’attenzione di Mister Peter Hulett (responsabile vendite di Agusta Westland in India Ndr)
Caro Peter, poiché la Signora Gandhi è la forza trainante dietro i V.I.P. (cioé gli elicoitteri predisposti al trasporto delle autorità indiane che dovevano essere acquistati dal governo pagando ad Agusta 556 milioni Ndr), lei non volerà più con il MI-8 (il vecchio elicottero russo della flotta governativa che Sonia Gandhi usava e che usano tuttora alcune personalità indiane, Ndr). La Signora Gandhi e i suoi più stretti collaboratori sono le persone alle quali l’Alto Commissario (l’ambasciatore della Gran Bretagna: Agusta Westland è anche britannica, Ndr) dovrebbe mirare”. Dopo questo riferimento a Sonia Gandhi come “forza trainante” segue la lista delle personalità da mettere nel mirino diplomatico, su richiesta di Agusta. La lettera non sarebbe imbarazzante se non fosse per il firmatario: Mitchell si è occupato, secondo i pm, del pagamento delle mazzette e ora sta tranquillo a Dubai. La lista è impressionante : 1) Manmonah Singh (premier dell’India, Ndr); 2) Ahmed Patel (segretario politico di Sonia Gandhi Ndr); 3) Pranab Mukherjee (presidente dell’India dal 2012, nel 2008 ministro degli esteri Ndr); 4) M. Veerappa Moily (ministro dell’energia, Ndr); 5) Oscar Fernandes (Ministro dei Trasporti, Ndr); 6) M.K. Narayanan (Governatore del Bengala, Ndr); 7) Vinay Singh (Capo delle Ferrovie indiane, Ndr). La lista delle personalità da suggerire all’ambasciatore si chiude con un brusco “saluti Christian” . Il pm Fusco, dopo avere mostrato la lettera con il nome di Sonia Gandhi e di Ahmed Patel, suo collaboratore strettissimo, il 9 gennaio, ha calato la seconda carta: la lista delle mazzette, già emersa in una precedente udienza del dicembre scorso ma non collegata al secondo documento in quella sede (AP si pensava potesse essere Alleanza Popolare, nome del partito).
LA LISTA, SCRITTA a penna da Haschke, sotto dettatura di Mitchell stando al racconto del mediatore svizzero, si divide in quattro parti, ciascuna con una sigla corrispondente a una categoria di corrotti. AF sta per Air Force, 6 milioni; BUR, cioé burocrati ai quali vanno 8,4 milioni; poi i POL, cioé i politici, a cui vanno 6 milioni dei quali 3 milioni a un misterioso AP. Fusco mette sotto il naso di Haschke i due documenti: “Dottor Haschke, ma secondo lei questo AP dei tre milioni a cui fa riferimento Mitchell nell’appunto manoscritto è Ahmed Patel della lettera?”. Haschke risponde: “Anche io sarei arrivato alle sue stesse conclusioni ma a me Mitchell non lo ha detto e io non lo conosco”. Il pm mostra una delle tante foto di Patel accanto a Sonia Gandhi. E richiede ad Haschke chi è Patel. L’italo-svizzero insiste: “Conosco solo Sonia Gandhi”. I rappresentanti legali del governo indiano presenti all’udienza sono saltati sulla sedia.
Il 10 gennaio sui giornali indiani compaiono due notizie. La prima, pubblicata per esempio dall’Indian Express che segue meglio dei media italiani il processo di Busto, era la cronaca dell’interrogatorio di Fusco sulle mazzette da 3 milioni, su AP, sul collaboratore di Sonia Gandhi e sulla lettera che la citava. Lo stesso giorno compare sui giornali indiani la notizia che fredda le famiglie dei nostri fucilieri reclusi in India da due anni: “La decisione se applicare o meno la pena di morte sarà valutata dal governo indiano nel giro di due o tre giorni”, faceva filtrare proprio quel giorno il ministro dell’Interno indiano, Sushil Kamar Shinde. I giornali italiani, come Libero, parlavano di “repentino cambio di scenario: solo ieri, giovedì 9 gennaio, il ministro degli Esteri, Salman Khurshid, aveva escluso ancora una volta l’applicazione della pena capitale ai due militari italiani, accusati dell’omicidio di due pescatori”.
LA SENSAZIONE netta è che i due procedimenti penali, quello contro i marò in India e quello dal quale potrebbero emergere i rappresentanti (per ora sconosciuti) della politica indiana che avrebbero preso le mazzette, sono vicende incrociate. Le stranezze delle due storie, se le si riguarda insieme, sembrano avere più senso. Il governo indiano ha congelato la commessa che sarebbe stata vinta secondo il pm Fusco grazie alle mazzette da Agusta ma fa filtrare l’idea di un arbitrato, notoriamente il preludio a una chiusura morbida. Anche sul fronte del processo ai marò si resta in un limbo giuridico. L’accusa non ha ancora formulato un capo di imputazione e una questione ormai chiusa, come quella della pena di morte, è stata riaperta a sorpresa il 10 gennaio, dopo l’interrogatorio di Fusco ad Haschke su Ahmed Patel, e ieri è stata nuovamente rimessa in un cassetto dal governo indiano. A primavera ci sono le elezioni in India, il partito di Sonia Gandhi potrebbe essere in difficoltà proprio per la vicenda degli elicotteri. E questa non è una buona notizia per i marò.
Da Il Fatto Quotidiano del 31/01/2014.
tramite http://triskel182.wordpress.com/2014/01/31/elicotteri-agusta-le-tangenti-ai-politici-e-il-destino-dei-maro-marco-lillo/

SANTOS BONACCI Conferenza censurata da TV



GLI 11 CONSIGLI 11
Santos Bonacci, il conferenziere punto di riferimento per i movimenti di sovranità, dopo essere stato rilasciato risponde alle domande dei giornalisti informandoli sulla reale struttura del sistema, sul fatto che il debito è stato pre-pagato dai bond sui nostri certificati di nascita, del fatto che governi e corporations sono state legalmente precluse sulla carta.
Naturalmente nessuna TV ha ripreso tali argomenti.
Tutta la vicenda è stata descritta come quella di un uomo indisciplinato che bizzarramente si rifiuta di pagare quasi 500 multe e che per questo deve comparire davanti alla corte il 1° aprile prossimo.
Jervé
http://www.iconicon.it/blog/2014/01/santos-bonacci-conferenza-censurata-da-tv/

CASO MARO' - PERCHE' ACCADE QUESTO?, ... CI SONO DEGLI INTERESSI IN BALLO?




Da qualche anno, praticamente dall’inizio, seguo la triste vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone i due fucilieri di marina del battaglione San Marco trattenuti in India e in alcuni di questi mi sono anche iscritto. Le pagine a disposizione sul più famoso social network, Facebook sono numerose e ne ho scelto alcune.
Da qualche tempo però, come succede spesso nel nostro Paese, arrivano personaggi “strani” con tanto di “soldatini” al seguito cercando di portare scompiglio in quelle pagine, dove io vedo, cosa strana di questi tempi, un grande senso di vera appartenenza al nostro Stato, che pure lo vediamo tutti, calpesta il suo popolo. Questi personaggi “strani” invece, almeno al mio punto di vista, sembrano appartenere a qualche stato diverso dal mio.
Quali sono le ragioni di ciò? cosa o chi si nasconde nell’ombra? io ho solo una certezza, c’è della puzza! Non si può sostenere, come dicono, che la loro teoria è l’unica maniera per salvare quei due ragazzi da una pena di morte e, sempre secondo loro, portare avanti una teoria(?) cercando di fare proseliti nei vari gruppi e omettendo dati di fatto già acclarati e rinvenibili sulla stampa e nel web (un esempio, ma molto altro si trova). No, io non ci sto! 
Sarei curioso di conoscere, visto che certo Abbo, lavora presso il Ministero della Difesa (così almeno si identifica) se i suoi superiori siano o meno a conoscenza di quanto sta divulgando ai quattro venti e che il suo "mestiere" sia solo quello di portare scompiglio nei gruppi. 

Credo sarebbe il caso di informare di ciò, chi ne ha possibilità, il Ministro Mauro e/o gli alti comandi della Marina perchè credo ne siano all’oscuro.

Qui sotto riporto un articolo che credo sia significativo per comprendere a cosa mirano questi “strani” personaggi.

MARÒ, DISINFORMAZIONE TOTALE OCCHIO AD ACCAME ED ABBO LE NEW ENTRY

E dopo la fonte che dall’India ha riempito di stronzate la rete italiana ed è stata presa in grande considerazione dai giornali,tutti di una certa area che ha grossi interessi in India,dove oltre a disinformare doveva impedire che venissero fuori i veri responsabili.
E nel momento decisivo ecco apparire altri disinformatori. Il primo punto è il non riconoscimento del diritto internazionale;il secondo punto è il non riconoscimento della giurisdizione e nonostante anche la Corte Suprema ha ammesso che l’incidente è avvenuto in acque internazionali loro continuano a negare questo fatto. A differenza di Miavaldi che l’ha buttata sul tossico, sul fascismo casa pound e rin tin tin ma non ha mai risposto a niente ,tra l’altro ignora anche l’idea del diritto m internazionale il buon Matteo,il duo Abbo Accame è invece una new entry proveniente dall’ambiente militare.
Anche per loro vale lo stesso discorso del Miavaldi, non entrano nel merito,ma prendono degli aspetti,l’aspetto fondamentale che giustifica il tutto e che i due marò sono colpevoli,e un cervello malato come quello di Abbo elabora una stana teoria sullo spiattellamento, ed ecco che Accame gli da corda,nel momento più delicato della gestione marò due disinfornatori vanno alla Carica,supportati da una serie di profili falsi Ciccio, Pierre, somaro, Kinda, indicizzano la notizia anzi si lamentano pure con la Bonino perché non ha onorato i due morti,non sapendo che tra le tante stronzate  dette dalla Bonino c’era anche quella che lei doveva pensare alle vedove e a chi non c’era più,denotando di essere in piena sintonia con Abbo e Accame. Sicuramente avranno promesso al comandante Abbo una bella promozione per il suo lavoro di disinformazione totale,insieme all’Amm. Accame

A proposito per chi avesse qualche dubbio sentite Accame
“VICENDA MARO’

DOVE SI TROVAVA LA LEXIE AL MOMENTO DELL’ AZIONE DISSUASIVA NEI RIGUARDI DEL PESCHERECCIO ST. ANTHONY

IN ACQUE INTERNAZIONALI, OPPURE NON IN ACQUE INTERNAZIONALI, MA IN ACQUE CONTIGUE (ENTRO LE 24 MIGLIA)? LA SENTENZA DELLA SUPREME COURT DI NEW DELHI (18/01/2013)

La risposta è stata fornita dalla Supreme Court di New Delhi nella sentenza del 18/01/2013, dove si afferma che il fatto avvenne a 20,5 miglia dalla linea costiera (acque contigue). Tale sentenza non è stata contestata e nessuno ne ha provato la possibile falsità. Dunque cade tutta la ricostruzione che è stata fatta della vicenda, ricostruzione basata sul falso presupposto che la Lexie si trovasse in acque internazionali e quindi l’Italia potesse accampare diritti di giurisdizione”.
Sanno tutti che le acque territoriali si estendono fino alle 12 miglia,che ancora non c’è un mandato d’accusa e che stanno cercando di estendere la sue act anche a questo caso e gli indiani non hanno dato ancora risposte   Accame e Miavaldi invece si le hanno date.
E chi avesse ancora dei dubbi sul loro ruolo di disinformatori si legga quello che propone Accame,ma prima di inserire volevo aggiungere un'altra riflessione,le loro idee non le pongono nei gruppi fb normali,in questi gruppi loro non esistono ma solo nei gruppi nati per sostenere i marò,chiaramente questi gruppi interessano al mandante e' la che questi devono agire

“Ritengo anche, per incidere sull’atmosfera processuale - scrive Accame al presidente Napolitano - potrebbe essere giovevole far pervenire al governo indiano il più sentito cordoglio per quanto accaduto, un cordoglio espresso al più alto livello politico possibile. Tenuto conto anche dell’umanità dimostrata dall’India nell’aver consentito per due volte l’invio in Italia dei marò, ed in considerazione dei forti vincoli che all’ India ci legano”.
L’ammiraglio Accame chiede espressamente al Capo dello Stato d’intervenire sul Consiglio Supremo di difesa: struttura che certo non brilla per attività. Sarà forse una coincidenza, ma del Consiglio di Sicurezza è parte integrante l’attuale Capo di Stato Maggiore della Difesa, l’ammiraglio Binelli, che all’epoca dei fatti autorizzò, tramite l’ammiraglio Marzano, l’ingresso della Enrica Lexie nel porto di Kochi. In sostanza Binelli autorizzò la consegna dei nostri soldati nelle mani indiane. La sciagurata autorizzazione godeva peraltro dell’ avvallo dell’ allora capo di stato maggiore della marina, l’ammiraglio Branciforte, che ordinò all’ addetto navale italiano (che risiede a Nuova Delhi) di presenziare alle operazioni d’arresto dei marò quando la Lexie fosse attraccata nel porto di Kochin. Con tale autorizzazione (di fatto un ordine di consegna per i nostri militari) si permetteva che una nave con due cittadini italiani (due militari,due padri di famiglia…) entrasse nelle acque territoriali di un paese, l’India,dove vige la pena di morte.
La lettera dell’ammiraglio Accame al Capo dello Stato si propone due obiettivi:ascoltare Abbo, onde impiegare il suo lavoro al meglio ed in modo corretto, e attivare finalmente un’indagine su tutta la gestione della vicenda. Definire le responsabilità, pur con qualche autocritica, potrebbe farci apprezzare come una nazione più seria. Approcciando l’India con nuove e determinanti frecce al nostro arco, e sempre col fine ultimo di riportare in Italia i due militari.
fonte: https://www.facebook.com/notes/elfrid-bianchi/mar%C3%B2disinformazione-totale-occhio-ad-accame-ed-abbo-le-new-entry/596407830438053
(tratto da: Fonte)
tramite http://tentor-maurizio.blogspot.it/2014/01/caso-maro-perche-accade-questo-ci-sono.html
 Qualche "gentile" commento a tal proposito

Il Giovane Napolitano Fascista



Il Giovane Napolitano Fascista, come fece ad entrare nel PCI di Enrico Berlinguer? Quale potere massonico e AntiComunista lo ingaggiò come infiltrato nel PCI? Berlinguer già allora lo accusava di non essere ostruzionista in Parlamento ma lui diede le dimissioni dal PCI e non le consegnò mai a Enrico, il giorno dopo BERLINGUER si sentì male e 4 giorni dopo morì, questo è il nostro Presidente dellaRepubblica, colui che vuole le riforme costituzionali, colui che insabbia la telefonata incriminata tra lui e Mancino Nicola, colui che era ministro degli interni quando Schiavone, pentito di mafia disse tutto sul rapporto Stato/Mafia e sui rifiuti interrati che oggi si conoscono bene, colui che oggi non va a dir nulla a Di Matteo, giudice che indaga sul rapporto Stato/Mafia e che lo chiama come test in giudizio nel processo di Palermo, colui che ci sta portando alla rovina perchè ubbidisce alla CIA e agli americani che sicuramente lo pagano profumatamente!!!
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=698286826858348&set=a.591417210878644.1073741842.100000311109679&type=1

ERANO SOMMARI GLI ABITI DEI FOGGIANI..

. come si legge nella "Statistica" murattiana e in quella dello Scelsi, d'estate, una camicia ed un calzone, per gli uomini; un indumento di ruscetta ed una gonna, per le donne; ai piedi degli uni e delle altre, poi, una rozza suola di cuoio fermata da ruvidi
legacci.

Qualche rara signora della piccola borghesia locale ostentava pure, annotava il Malpica, qualche modello dei sarti francesi Giroux e Cardon, acquistato a Napoli, ma il tedesco Gustav Meyer preferiva, nonostante il povero e sommario abbigliamento, o forse proprio per quello, di gran lunga le avvenenti popolane, perché, scriveva nelle sue Escursioni in Puglia: "sono ben fatte, sono chiare di viso e portano i capelli a trecce, fissati dietro la nuca, come si possono ammirare nei busti antichi di donne greche".

D'inverno, però, ogni bellezza svaniva sotto scialli e mantelli di grossolana fattura; uomini e donne si somigliavano un po' tutti nell'abbigliamento, con stupore della Juliette Figuier che commentava: "gli indigeni rimangono sempre col corpo magistralmente avvolto in un mantello di panno e con la testa coperta. Li si direbbe
musulmani".

La "Statistica", infine, si limitava ad aggiungere laconicamente: "la biancheria non si cambia che dopo 15 giorni e gli abiti due volte l'anno. I più poveri, vestiti di cenci, non li cambiano se non quando ne cadono i pezzi".

Fonte: Fuggi da Foggia, di Antonio Ventura

FUGGI DA FOGGIA: LA CITTA' VISTA DAGLI ALTRI NEL SETTECENTO E OTTOCENTO...

"Fuggi da Foggia!", così suona un beffardo gioco di parole a tutti noto,
che, divenuto proverbiale nel 1700, si è mantenuto intatto sino ad oggi nell'uso
popolare pugliese e meridionale con tutta la sua aggressiva carica di ingiuria
irriverente. 

Il "merito" di averlo reso celebre sembra debba spettare quasi
interamente al dotto abate Longano: egli, infatti, nel corso del XVIII secolo,
percorse in lungo e in largo la Capitanata per studio e per diporto e, più volte,
ebbe anche occasione di fare delle soste a Foggia, riportandone, però,
esperienze da cui sarebbe rimasto profondamente segnato per sempre, se si
deve giudicare da quanto venne scrivendo, di lì a poco, sul Capoluogo dauno,
nei suoi Viaggi per lo Regno di Napoli.

Ebbene, alla voce "Foggia" questa guida non riportava neppure una stella di
qualità, anzi, secondo il compilatore, innumerevoli erano i disagi ed i pericoli in
agguato nella città e pronti ad aggredire l'incauto visitatore...

Un ritratto tanto nefasto, comunque, non è da credere che fosse solo la
conseguenza delle idiosincrasie o delle sfortunate esperienze personali del
Longano, perché impressioni negative analoghe alle sue ricorrono anche nelle
memorie dei viaggiatori italiani e stranieri che nel corso di '700 e '800 si
trovarono a passare per il Capoluogo dauno.

Ebbene, dalle loro pagine affiora una città del tutto differente da quella che ci hanno rappresentato gli storici locali, facendosi interpreti delle aspirazioni municipalistiche di una borghesia ristretta e frustrata: non un centro urbano ricco ed elegante, quindi, ma soltanto un labirinto di strade e viuzze indecenti e un'accozzaglia informe di case basse e sordide, dove conduceva la sua esistenza povera e piatta una becera umanità.

Fonte: Fuggi da Foggia, di Antonio Ventura.